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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


Nel centrosinistra, finalmente, si ragiona

29 luglio 2014

In un'intervista al quotidiano Avvenire oggi vi spiego quel che è accaduto e quel che accadrà su unioni civili e dintorni

MARIO ADINOLFI: "LA LEGGE NON SARA' APPROVATA, A SINISTRA SI RESPIRA ARIA NUOVA"
di Angelo Picariello per Avvenire

Mario Adinolfi, ex deputato tra i fondatori del Pd e oggi blogger di successo, boccia il modello tedesco delle unioni civili. Anzi, dalla festa di Avvenire a Lerici, dove ieri ha presentato il suo libro Voglio la mamma, scommette sul suo accantonamento.

Il Pd sembra aver fatto la sua scelta, sulle unioni civili.
Non credo proprio che il modello tedesco sarà mai approvato. Erano sicuri di tante cose: dicevano che entro l'estate la legge cosiddetta "antiomofobia" sarebbe stata definitivamente varata dal Senato. Io scommettevo che sarebbe stata accantonata. Avevo ragione. Accadrà lo stesso con la normativa sulle unioni civili. L'aria è cambiata.

In che senso?
Un anno fa il ddl Scalfarotto fu approvato alla Camera senza neanche un'astensione da parte del Pd, che apparve unanime e compatto sulla linea dell'Arcigay. Da allora però qualcosa si è mosso, anche nel centrosinistra. 

Davvero? Dicono che l'aria sia cambiata in tutt'altra direzione...
Invece è accaduto che gli eurodeputati del Pd hanno eletto come capodelegazione la cattolica Patrizia Toia, che due anni fa firmava con Silvia Costa un manifesto anti-matrimonio gay. E' accaduto che nei comuni dove sindaci in cerca di visibilità varano i fantomatici "registri delle unioni civili", molti coraggiosi consiglieri comunali del Pd sono in prima linea a opporsi, cito tra tanti Raffaella Santi Casali a Bologna, che ha ricevuto anche l'apprezzamento della sorella del premier, Benedetta Renzi, suscitando per questo le ire di Franco Grillini. E' accaduto che la legge Scalfarotto è stata praticamente messa in cantina al Senato. Stessa sorte tocca ora al ddl Cirinnà, per volere diretto di Matteo Renzi. 

Dicono che invece sia il segno di un impegno diretto del governo...
Si può far finta che non sia accaduto nulla. Invece è accaduto che anche nel centrosinistra, anche nel Pd, si è cominciato a ragionare.

Cosa c'è che non va nel modello tedesco?
I modelli non possono essere applicati tout court. Di certo io sono contrario a qualsiasi forma di stepchild adoption, contenuta nel modello tedesco, perché legittimerebbe di fatto il ricorso all'utero in affitto. Direbbe alle coppie gay: usate quella pratica all'estero, poi anagraficamente sistemate le cose in Italia adottando il figlio biologico del partner. Sarebbe un intollerabile mercato di bambini e di sfruttamento della donna, intollerabile vieppiù per chi si dice di sinistra. Il modello tedesco è un para-matrimonio e non sarà approvato. Sarà bloccato proprio da chi avrà coraggio nel Pd, da un ragionamento che siamo riusciti ad avviare nel centrosinistra. Traguardo importante, che sembrava irraggiungibile un anno fa.



permalink | inviato da marioadinolfi il 29/7/2014 alle 8:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

Le unioni civili? Ne parliamo dopo

27 luglio 2014

RENZI FERMA IL DDL CIRINNA': IL MATRIMONIO GAY NON SI FA PIÙ
di Mario Adinolfi 

In un'intervista al quotidiano Avvenire oggi Matteo Renzi annuncia lo stop al ddl Cirinnà. Il Comitato di controllo dell'attività delle assemblee elettive (CCAAE) dei circoli VLM aveva segnalato negli scorsi giorni come il testo di legge non solo fosse sbagliato e ingiusto, perché istituiva di fatto il matrimonio gay, ma anche giuridicamente scritto con i piedi, con errori grossolani e marchiani che abbiamo evidenziato con la matita blu. Ebbene, oggi Renzi dice che il ddl Cirinnà "sarà superato". Non solo. Dice che di unioni civili si discuterà "una volta che il Parlamento avrà terminato di votare le riforme costituzionali". Insomma, finisce tutto in cantina insieme al ddl Scalfarotto, anch'esso promesso per l'estate e poi accantonato. Mi piacerebbe che anche la stampa, terrorizzata dal non apparire gay friendly, se ne accorgesse. Ieri c'era un'intervista a Ivan Scalfarotto in cui Maria Corbi de la Stampa non e riuscita a fargli la domanda: "La sua legge che lei diceva sarebbe stata approvata entro l'estate è stata messa in naftalina. Come mai?".

La battaglia è vinta e sembrava davvero difficile. La guerra no. Renzi torna a parlare di "modello tedesco" e noi proveremo a spiegargli che non va bene. Ma almeno abbiamo conquistato spazio politico e tempo. Il club LGBT che sognava un autunno con fiori d'arancio e bavaglio alla bocca di noi "omofobi" dovrà rassegnarsi: il loro progetto liberticida non passa. E noi di VLM che abbiamo spiegato con ostinazione che il centrosinistra non era obbligato a farsi dettare l'agenda dall'Arcigay, che era un errore seguirla, abbiamo ricevuto ascolto. E abbiamo forse dato coraggio a tanti. Si è chiuso il tempo in cui il Pd alla Camera votava unanimemente sì al ddl Scalfarotto. Oggi il Pd elegge Patrizia Toia, cattolica e dunque automaticamente per gli LGBT "omofoba", capodelegazione dei suoi eurodeputati a Bruxelles. Oggi il Pd ha deputati che bloccano leggi cretinette e ideologiche come quella Marzano sul doppio cognome. Oggi il Pd ha tanti consiglieri comunali, cito tra tutti Raffaella Santi Casali a Bologna, che coraggiosamente si schierano contro i sindaci che inventano la pagliacciata della trascrizione dei matrimoni gay celebrati all'estero. Voglio dirlo anche al PD del primo municipio di Roma, che è il territorio dove vivo, dove è stato appena istituito un fantomatico registro delle unioni civili. Lo ha detto meglio di me un fine intellettuale democratico come Pio Cerocchi e lo ha ribadito un ex presidente democratico del primo municipio amato dai cittadini come Giuseppe Lobefaro insieme all'ex senatore democratico Lucio D'Ubaldo: evitate di cadere nel ridicolo. Non vi siete accorti che le priorità sono davvero altre? 

Teniamo alta la guardia. Ma sapendo che tutto quello che stiamo facendo con ostinazione, sta portando i suoi frutti. Non è un esercizio inutile.



permalink | inviato da marioadinolfi il 27/7/2014 alle 7:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

Toia capogruppo Pd in Europa, bene

25 luglio 2014

IL CORAGGIO DI PATRIZIA
di Mario Adinolfi 

Patrizia Toia è il nuovo capodelegazione del Pd in Europa. Conosco Patrizia da decenni da quando militavamo insieme nel Ppi, è una eurodeputata intelligente e accorta, ha grande esperienza e, sì, è cattolica. E' tra i pochi esponenti del Pd ad aver votato contro il rapporto Estrela e ha scritto due anni fa un'importante lettera-manifesto insieme a Silvia Costa contro il matrimonio gay. Ora guida gli eurodeputati democratici a Bruxelles e Strasburgo. Perché è una donna coraggiosa e il coraggio viene premiato. Talvolta.

Coraggiosamente Patrizia sta fronteggiando in queste ore un'offensiva, partita dall'Espresso e dai soliti noti del club Lgbt, che la contesta in quanto cattolica. In sostanza, scrive chi la offende, poiché Patrizia è contraria ai matrimoni gay è "un'omofoba" e poiché è cattolica è automaticamente "un'integralista, troppo integralista anche per la Merkel" (copyright di Franco Grillini, che d'altronde sostiene che noi di Voglio la mamma siamo dei nazisti).

Quando è uscito VLM, quando sono nati i primi circoli VLM, i soliti noti del club Lgbt hanno spiegato che, anche se io ero stato tra i fondatori e tra i parlamentari del Pd, la mia nel centrosinistra era una voce "isolatissima". Per la verità dopo aver chiuso nel 2013 la parentesi da deputato, io non ho neanche ripreso la tessera di un Pd che promuoveva la legge liberticida Scalfarotto votandola alla Camera unanimemente senza neanche un'astensione o il ddl Cirinnà sul matrimonio gay mascherato da unioni civili. Non l'ho presa, ma ho scommesso sul fatto che nel Pd e nel centrosinistra l'esempio e le idee di VLM potessero suscitare del coraggio in chi ne aveva. E' stata una scommessa vinta perché ora nel Pd il tempo dell'unanimità finta attorno ai cosiddetti diritti civili è concluso. E così la legge Scalfarotto che si doveva approvare entro l'estate non sarà approvata né in estate né nel 2014, in tanti comuni sono stati proprio democratici coraggiosi comeRaffaella Santi Casali a Bologna ad esprimersi contro le registrazioni farlocche dei matrimoni gay, in Parlamento deputati democratici hanno bloccato la cretinetta e ideologica legge Marzano sul doppio cognome, adesso Patrizia Toia viene eletta dai suoi colleghi europarlamentari del Pd capodelegazione nel territorio delicatissimo di Bruxelles, dove molto si deciderà rispetto ai temi eticamente sensibili.

Insomma, non eravamo isolatissimi. L'obiettivo primario delle "conclusioni anche politiche" di VLM (ultimo capitolo, il quindicesimo del libro) era far aprire quando sembrava impossibile almeno un dibattito all'interno del centrosinistra che sembrava essere condannato all'unanimismo attorno ad un'agenda dettata dal club Lgbt. Siamo andati anche oltre l'obiettivo. Ora il sogno è vedere i grandi nomi del centrosinistra italiano prendere esempio da Delors e Jospin che con tanti altri esponenti di area socialista in Francia hanno appena pubblicato una lettera-manifesto contro l'utero in affitto sul principale quotidiano della sinistra francese, Libération. I due politici socialisti, ex presidente della Commissione europea e ex premier, insieme a leader ambientalisti come José Bové e femministe e scrittori e intellettuali hanno detto forte e chiaro a François Hollande che l'utero in affitto "è contrario al principio di rispetto della persona, tanto della donna che porta in grembo il bambino commissionato, quanto del bambino oggetto di contratto e commissionato da una o due persone, che si sviluppa nel grembo della ‘portatrice’ per poi essere consegnato". Conclusione della lettera: "Gli esseri umani non sono cose, e confidiamo nel vostro impegno a vigilare, in quanto presidente della Repubblica, su questo valore fondamentale della nostra società". La richiesta politica è di non riconoscere i contratti di utero in affitto stipulati fuori dai confini francesi. Seguono migliaia di firme. Le dice niente, senatore Lo Giudice?

Il riconoscimento di quei contratti di utero in affitto lo chiede la Corte europea dei diritti dell'uomo, che con sentenza del 26 giugno scorso ha sanzionato la Francia perché non lo fa. Hollande resisterà a questa indebita pressione dell'Europa, ora che persino la sinistra francese si è ribellata? Ed è chiaro ora quanto sia importante avere un presidio coraggioso come quello rappresentato da Patrizia Toia proprio in Europa e nel campo del centrosinistra, che è il campo che va principalmente presidiato perché è quello dove avanzano pericolosamente le teorie del gender e quelle che vogliono trasformare le persone in cose?

Si rassegnino i cultori del pensiero debolissimo. L'idea che a sinistra si debba essere obbligatoriamente sostenitori dell'agenda Lgbt è archiviata e in soffitta. Ora cari amici di Arcigay e dell'Espresso, cari franchigrillini e vladimirluxuria, dovete attrezzarvi a un confronto e a un dibattito, non lo potete chiudere dicendo: siete omofobi. Abbiamo idee diverse dalle vostre e non sono idee "isolatissime". La questione riguarda anche il centrodestra, con le recenti "conversioni" di Silvio Berlusconi e Vittorio Feltri, per via della meno recente conversione all'ideologia Lgbt di Francesca Pascale. Confrontiamoci con rispetto e alla fine decida la democrazia, senza scorciatoie. Noi di VLM continueremo a portare avanti la buona battaglia, anche perché passo dopo passo abbiamo capito che stiamo contribuendo a vincerla. E promuoveremo presto una lettera-manifesto che, ricalcata su quella della sinistra francese, ribadisca il principio per cui ci stiamo battendo: le persone non sono cose. La sottoporremo ai grandi nomi del centrosinistra italiano da Romano Prodi a Pierluigi Castagnetti, da Franco Marini a Rosy Bindi, da Pierre Carniti a Giorgio Tonini, contando che vogliano firmarla dimostrando lo stesso coraggio dei colleghi francesi e potendo contare sul coraggio di Patrizia Toia per far risuonare questo principio in Europa, dove lo stanno disarticolando: le persone non sono cose e i figli non si pagano.



permalink | inviato da marioadinolfi il 25/7/2014 alle 6:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

Adesso querelo

24 luglio 2014

INSULTI A "LA ZANZARA" E QUI, HO FINITO LE GUANCE
di Mario Adinolfi 

Da quando ho scritto Voglio la mamma so bene che ogni giorno a partire dalle primissime ore del mattino, momento di pubblicazione del post di giornata, per dodici ore abbondanti sarò oggetto di una raffica di insulti dei "liberali" di ogni risma. Di solito proteggendosi dietro l'anonimato, perché oltre a essere "liberali" questi liberali sono anche un po' vili, una caterva di volgarità viene scaricata sul sottoscritto. Sono inclusi spesso minacce, espliciti auguri di morte in condizione di sofferenza, riferimenti volgari che non risparmiano la mia famiglia. Tutto questo ogni santo giorno che Dio manda in terra: basta scorrere le migliaia di commenti quotidiani sulla mia timeline di twitter o sul profilo facebook. Io ho adottato una policy improntata alla massima evangelica del "porgi l'altra guancia" e non reagisco mai, lascio la totale libertà d'espressione sulle mie pagine persino ai troll anonimi, subisco gli insulti senza fiatare. E' una scelta: conto sul fatto che la libertà educhi anche i più ottusi, progressivamente, a farne un uso degno e dignitoso. Poi, di solito, in serata le presenza sul web si diradano, gli stalker da commento pubblico e messaggio privato si placano, magari complice un post più intimo o familiare riesco a riprendere controllo della mia pagina e a riconciliarmi con l'uso del web.

Ieri sera tra le 20 e le 21, quando appunto la rabbiosa carica violenta dei dementi dovrebbe essere dissolta dalle fatiche di giornata (che anche insultare per ore e ore è lavoro faticoso, benché non retribuito, almeno spero), mi sono rilassato un po' e ho postato una foto di mia figlia Clara, quattro anni, in visita a uno zoo e ho acceso la radio per ascoltare La Zanzara - Radio 24. Un po' di relax me lo merito anch'io, no? Bene. In pochi minuti mi sono beccato il solito troll che ha pensato bene di commentare la foto di mia figlia cianciando di quando "scoprirà l'esistenza fisica dell'uccello" e Severino Antinori, lo "scienziato" multimilionario che sta facendosi pubblicità sulla fecondazione eterologa, che su istigazione di Giuseppe Cruciani e David Parenzo evidentemente divertiti dall'impossibilità che avevo di replicare, mi definiva a freddo "uno stronzo" e un "sacco di merda".

Improvvisamente questo uno-due mi ha fatto rendere conto di un fatto: mi sa che ho esaurito le guance. Da quattro mesi, da quando è uscito VLM, me ne dicono di ogni. Ogni giorno, ogni ora. Io ho sempre detto che non avrei querelato mai nessuno e avrei lasciato libertà di espressione anche ai più violenti, volgari e ottusi.

Ecco, volevo avvertirvi che avete esagerato e ho cambiato idea.



permalink | inviato da marioadinolfi il 24/7/2014 alle 4:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

Unioni civili, neanche sanno scrivere le norme

23 luglio 2014

QUELLA LEGGE SUL MATRIMONIO GAY, PURE SCRITTA CON I PIEDI
di Mario Adinolfi 

Voglio la mamma ha deliberato nell'assemblea nazionale dei suoi circoli di domenica scorsa la nascita di un Comitato di Controllo dell'Attività delle Assemblee Elettive (CCAAE), sia a livello di singoli circoli territoriali che a livello nazionale, che si è immediatamente insediato e messo al lavoro. Abbiamo seguito così la seduta di ieri della seconda commissione del Senato, la commissione Giustizia, dove si è discusso del ddl Cirinnà. Abbiamo spiegato per settimane, anche ad alcuni amici un pochino ostinati, che il fronte del ddl Scalfarotto può essere momentaneamente abbandonato: la cosiddetta legge "anti-omofobia" è stata silenziosamente congelata, forse anche grazie all'azione martellante di VLM presso molti esponenti della maggioranza di governo, dunque non sarà approvata né entro l'estate, né entro il 2014. Manifestare in qualche decina ieri con il bavaglio alla bocca era sbagliato e un filo insensato: bisogna saper riconoscere quando si centra qualche traguardo. E sulla Scalfarotto per ora l'abbiamo centrato.

E' una vittoria definitiva? Certamente no, anzi si profila una battaglia molto più insidiosa. Grazie all'azione delle Sentinelle In Piedi, di La Manif Pour Tous Italia, di tante associazioni e forse anche un po' grazie a VLM siamo riusciti a spiegare la natura liberticida della legge sedicente "anti-omofobia". Ora il disegno è far avanzare a settembre la legge sulle unioni civili, quella che io chiamo la legge del "che-male-c'è". Che male c'è se due si vogliono bene e vogliono sposarsi anche se sono dello stesso sesso? Rispondere a questa domanda richiede pazienza e capacità di persuasione, oltre che disponibilità all'ascolto dell'interlocutore. E qui interviene il lavoro del nostro CCAAE, che spero possa essere utile per tutti i soggetti che unitariamente dovranno disporsi in campo per centrare un altro obiettivo, questo davvero decisivo: il ddl Cirinnà in discussione in commissione Giustizia al Senato non deve passare. Studiando il testo di legge e il dibattito parlamentare che attorno al testo si va sviluppando si capisce bene il perché.

Il ddl Cirinnà è un disegno di legge che equipara a tutti gli effetti l'unione civile tra omosessuali al matrimonio. E' solo una questione lessicale. Peraltro il testo normativo è scritto con i piedi. All'articolo 1 comma 2 si afferma perentori che "presso gli uffici del registro di ogni comune italiano è istituito il registro nazionale delle unioni civili tra persone dello stesso sesso". Il tono è solenne ma ignora che non esiste alcun "ufficio del registro" nei comuni italiani, dunque presso l'ufficio del registro non si può istituire alcunché. L'ufficio del registro è un ente dell'Agenzia delle Entrate addetto alla riscossione della tassa di registro. Questo per farvi capire il livello di ignoranza giuridica degli estensori della legge. E siamo solo al secondo comma dell'articolo 1. Proseguendo nello stesso articolo al comma 4 si legge che nel documento depositato all'ufficio del registro che come abbiamo visto non esiste, bisogna dichiarare "i dati anagrafici di eventuali figli minori dell'unione civile tra persone dello stesso sesso...nonché dei figli di ciascuna delle parti dell'unione civile". Fateci capire bene. Poiché le persone dello stesso sesso per natura non possono avere figli, ed escludendo perché precisato più avanti che non si sta trattando dei figli di "ciascuna delle parti", chi sono sono questi "eventuali figli minori dell'unione civile"? Per caso i figli nati da pratiche tipo utero in affitto et similia? E' un codicillo scritto ad hoc per il senatore Lo Giudice, che non a caso siede proprio in commissione Senato? E Renzi non aveva assicurato che questa legge sulle unioni civili per gli omosessuali sarebbe stata in tutto equiparabile al matrimonio, con l'esclusione del diritto di filiazione ed adozione?

E' più chiaro ora forse perché il lavoro del CCAAE dei circoli VLM può assumere per tutti i contorni del lavoro prezioso. Ieri monitorando la seduta della commissione Giustizia ha rilevato peraltro l'intervento dello stesso senatore Lo Giudice che ha addirittura espresso "perplessità" sul ddl Cirinnà affermando che "il divieto di adozione si basa su presupposti ideologici e privi di fondamento scientifico". Attenzione a questo intervento di Lo Giudice, infarcito di riferimenti alla Corte costituzionale e alla giurisprudenza italiana ed europea, perché è l'intervento che rende chiara la strategia LGBT: incassare l'approvazione del ddl Cirinnà, magari anche con il divieto di filiazione ed adozione, per poi adire immediatamente con un ricorso alla Corte costituzionale e poiché la legge equipara in tutto per tutto l'unione civile al matrimonio, richiedere "in ossequio al principio di uguaglianza enunciato dall'art. 3 della Costituzione" la rimozione di tali divieti. E poiché abbiamo capito bene ormai che aria tira alla Corte costituzionale, possiamo essere piuttosto certi di come la Corte sentenzierà. Conseguenza inevitabile, poiché i gay non hanno alcuna altra modalità per "figliare", la legittimazione dell'utero in affitto a cui la Corte costituzionale ha di fatto già aperto le porte affermando il "diritto incoercibile" delle coppie ad avere un figlio, quando ha sentenziato per rimuovere il divieto di fecondazione eterologa.

Peraltro l'articolo 6 del ddl Cirinnà prevede che l'unione omosessuale si scioglie anche per "decisione unilaterale" e non prevede procedure divorzili e assegni di mantenimento. Uno si stufa e se ne va. Conoscendo la volubilità e la durata media statisticamente accertata che non va oltre i cinque anni dei legami tra omosessuali, la lacuna nella normativa potrà provocare danni enormi, specie in presenza di minori all'interno di queste coppie. Davvero una legge scritta con i piedi. Profondamente sbagliata e scritta con i piedi. L'iter sussurrato nei corridoi parlamentari è: primo voto di approvazione al Senato entro settembre, approvazione definitiva entro il 2014.

Contro questo obbrobrio giuridico dobbiamo batterci. Uniti, perché uniti si vince. Capendo però quello che accade e con intelligenza politica. Noi di VLM mettiamo a disposizione tutto il nostro sforzo e le nostre strutture a partire dal CCAAE per la battaglia comune.



permalink | inviato da marioadinolfi il 23/7/2014 alle 8:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

Il cantautore di sinistra e le transitorie emozioni

22 luglio 2014

PER LE NIPOTINE DI ROBERTO VECCHIONI
di Mario Adinolfi 

Francesca Vecchioni, figlia del noto cantautore Roberto, si separa dalla compagna Alessandra. Succede. Francesca ha avuto due bimbe con cicli di fecondazione assistita e acquisto di gameti maschili in Olanda. In Italia era illegale farlo. Le bambine hanno due anni e ora sui siti lesbo è tutto un "chiedere diritti". E sul web si legge: "Le bimbe sanno che Alessandra è la loro madre, anche se per lo Stato italiano l’unica ad essere riconosciuta legalmente è Francesca, in quanto madre biologica". Le bimbe hanno due anni, sono gemelline, le due lesbiche si separano. Le "mamme" sono due persone note. A nessuno frega niente che a queste bimbe sia stata negata una figura paterna, a nessuno frega niente che la figura materna unica e indivisibile ("di mamma ce n'è una sola") sia stata frantumata nella dimensione duale di madre biologica e madre non biologica, a nessuno frega niente che l'equilibrio garantito dalla dimensione naturale e dialettica madre-padre (anche in caso di separazione) sia stato violentemente negato.

Benvenuti nel pianeta genitore 1-genitore 2, dove i bambini sono vittime dell'egoismo cretino di chi scambia i propri desideri per propri diritti. E strumentalizza persino una fallimentare separazione, che platealmente spiega perché un bimbo ha diritto alla figura paterna e a quella materna, per farci la lezioncina lesbo-friendly. A me piacerebbe invece porre qualche domanda. Con chi stanno le bambine? Quando arriverà una nuova "compagna della mamma" diventerà una terza mamma? E se dovesse arrivare una figura maschile? E la compagna dell'altra mamma, quella "non biologica"? C'è davvero bisogno di costringere le bimbe a tutta questa confusione? E come sono nate le bambine? Il padre "biologico" chi è? E' noto alle due che la compravendita di gameti maschili in Italia è illegale? Quanti interrogativi, quanta violenza gratuita sulla pelle di due bimbe. 

E a Roberto Vecchioni, papà di Francesca, che solo sei mesi fa esaltava sulla stampa nazionale "le due mamme innamorate" e dichiarava orgoglioso: "Ho accompagnato io Francesca in Olanda per fare la fecondazione, è stato entusiasmante", mi verrebbe da chiedere: sei ancora così entusiasta? E ancora dichiarava Vecchioni: "Quando sono nate, mi sono sentito rinascere, è stata una tale scarica di emozioni… Mi hanno regalato una seconda giovinezza". Ecco, a forza di dare la caccia a seconde giovinezze e scariche emotive, si perdono di vista la razionalità e la natura. A forza di pagare cicli di fecondazione assistita in Olanda, si generano bimbi senza radici e senza padri o senza madri, operando verso di loro una enorme violenza. Ma le persone non sono cose, i figli non si pagano. Oggi che le "due mamme innamorate" non ci sono più e è passato poco dalla "scarica di emozioni", Roberto Vecchioni magari può tornare a cantare che per lui vuole una donna-donna-donna con la gonna-gonna-gonna: "Prendila te quella col pisello e la bandiera nera", cantava il cantautore neanche troppi anni fa. Oggi chissà se va pensando almeno un po' a quelle sue nipotine senza papà, con troppe mamme e troppa confusione attorno. Tanta confusione che nessuno ha riflettuto seriamente sul vero diritto delle bimbe a non essere costrette a una genitorialità mutilata e artificiale, preoccupati com'erano nonni e "genitori" solo dei propri desideri, dei propri transitori entusiasmi, delle proprie transitorie emozioni.



permalink | inviato da marioadinolfi il 22/7/2014 alle 6:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

Documento conclusivo dell'assemblea VLM

21 luglio 2014

La prima assemblea nazionale dei circoli di Voglio la mamma conferma la decisione di far crescere la dimensione associativa attraverso la creazione di circoli sul territorio che sostengano il manifesto noto come "i 20 punti" (capitolo 14 del libro), con particolare riferimento nella contingenza alla tutela dei soggetti più deboli: bambini nati e nascituri, anziani malati, donne oggetto di sfruttamento e umiliate anche sul fronte della maternità, minori oggetto di attenzione sessuale. Il principio che guida l'azione dei circoli VLM è uno: le persone non sono cose. Qualsiasi progetto che comporti come implicazione la riduzione della persona a cosa, riportandoci indietro di duemila anni, lo consideriamo progetto ingiusto, irrazionale, dannoso e retrogrado. Per questo, partendo dalla decisiva distinzione maschile-femminile e contrastando l'avanzata dell'ideologia del gender, ci opporremo con fermezza all'espansione di tale ideologia nelle scuole italiane, ci opporremo ai progetti di legge che intendono devastare il diritto di famiglia introducendo di fatto il matrimonio omosessuale e la conseguente legalizzazione dell'utero in affitto, ci opporremo all'avanzare di una cultura di morte imposta con gli strumenti dell'aborto chirurgico e farmacologico, dell'eutanasia, della sperimentazione eugenetica su embrioni e nascituri.

Le linee guida per la costituzione dei circoli VLM ricalcano l'esperienza dei circoli già costituiti: un nucleo di almeno tre persone con l'individuazione di un presidente, contatto email e creazione di una pagina Facebook per raccogliere gli aderenti, immediato collegamento alla struttura nazionale di VLM con comunicazione dell'avvenuta costituzione alla email adinolfivogliolamamma@gmail.com e infine organizzazione di una iniziativa pubblica di presentazione delle attività del circolo. I circoli costituiti cercheranno immediatamente un rapporto costruttivo e di sostegno con realtà del territorio che svolgano attività consonanti, in uno spirito sempre di unità e mai divisivo, appoggiando le iniziative altrui e contribuendo al loro successo. Segnatamente fin d'ora l'assemblea dei circoli VLM dichiara il proprio sostegno alla iniziativa nazionale delle Sentinelle in piedi che si terrà il 5 ottobre 2014 ed è pronta a collaborare in ogni territorio alla riuscita della manifestazione.

Le linee d'azione approvate dall'assemblea nazionale dei circoli VLM sono 5:

1. Creazione a partire da settembre di un quotidiano on line targato VLM per accrescere la circolarità dell'informazione attorno ai decisivi argomenti della tutela della vita, della maternità, dei diritti dei bambini, della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna.

2. Attività di monitoraggio di ogni circolo VLM sul proprio territorio rispetto alle scuole, agli ospedali, ai processi eticamente sensibili nei tribunali con particolare attenzione a ciò che avviene proprio nelle scuole, dove proporremo iniziative di sensibilizzazione con convegni rivolti a studenti e insegnanti proposti ove possibile dai consigli d'istituto.

3. Costituzione di un Comitato di controllo dell'attività delle assemblee elettive, sia a livello nazionale che a livello di singolo circolo territoriale, per far circolare tempestivamente le informazioni attorno a provvedimenti che dovessero riguardare la vita, la famiglia, i bambini o gli anziani, contrastando dichiaratamente l'iter parlamentare di disegni di legge come ad esempio il ddl Cirinnà sulle unioni civili, l'analogo ddl annunciato da Francesca Pascale, il ddl liberticida avanzato da Ivan Scalfarotto cosiddetto "anti-omofobia".

4. Proposta di un'assemblea unitaria in cui possano ritrovarsi i cittadini che aderiscono alle varie sigle che svolgono attività consonanti (Circoli VLM, Sentinelle in piedi, Manif pour Tous, Movimento per la Vita, Vita è, Giuristi per la vita, Forum delle associazioni familiari, Associazione famiglie numerose e tante altre) da svolgere entro il mese di ottobre.

5. Attenzione costante al mondo della comunicazione, delegata in particolare al lavoro del circolo VLM costituito all'interno della Rai, per contrastare la dilagante moda di un'informazione e di un intrattenimento offensivi per i valori della vita e della famiglia, sviluppando allo stesso tempo una modalità di comunicazione attorno a questi temi che sia efficace e non polverosa, in contrasto con i falsi miti di progresso ma allo stesso tempo capace di attirare almeno la curiosità anche dei più giovani.

L'azione dei circoli VLM e del coordinamento nazionale sarà improntata al massimo rispetto nei confronti delle persone, di tutte le persone di qualsiasi orientamento, senza identificazione con parti politiche ma con dialogo costante con esponenti politici e partiti che daranno ascolto alle nostre istanze. VLM è un'associazione apartitica, ma non apolitica: con la politica ci confronteremo costantemente e chiederemo attenzione alle proposte che via via avanzeremo. Rifiutiamo qualsiasi etichettatura della nostra azione come "omofobica", la consideriamo profondamente offensiva e assolutamente lontana dal nostro profondo rispetto per la persona, per tutte le persone. Ma le persone non possono essere ridotte a oggetti, i bambini non possono essere oggetto di compravendita, le donne non possono essere costrette a farsi comprare i loro ovuli o a affittare i loro uteri, chi fa leva sul loro stato di bisogno per esercitare questa che diventa di fatto una costrizione, compie un'opera di sfruttamento dell'uomo sulla donna che è indegno di essere considerato accettabile in un consesso civile contemporaneo. Le persone non sono cose e i figli non si pagano. Fedeli a questa concezione di tutela e rispetto della dignità umana, continueremo nella nostra azione e diamo appuntamento alle iniziative pubbliche di VLM sul territorio.



permalink | inviato da marioadinolfi il 21/7/2014 alle 4:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

Solidarietà a madre Eugenia di Trento

20 luglio 2014

Noi dei circoli Voglio la mamma nel giorno della nostra prima assemblea nazionale che si aprirà alle 15 all'hotel Nazionale di piazza Montecitorio intendiamo esprimere solidarietà a madre Eugenia Libratore dell'istituto Sacro Cuore di Trento. Non riusciamo a capire perché una scuola cattolica, con un progetto formativo chiaro e dichiarato, debba essere obbligata ad avere come docente una persona in esplicito contrasto con esso. Non riusciamo a capire perché se sei contrario al matrimonio omosessuale è giusto che tu perda il lavoro (caso Brendan Eich e Mozilla), è giusto che siano boicottati i tuoi prodotti (caso Barilla), è giusto che sia chiusa la tua azienda (caso Ashers Baking Company), è giusto che sia limitata la tua libertà d'espressione e in caso d'approvazione della legge Scalfarotto anche la tua libertà tout court. Però una scuola cattolica deve essere obbligata ad assumere o a rinnovare il contratto a chi è in esplicito conflitto con i propri valori e il proprio dichiarato progetto educativo. Non so come faranno a spiegarci il perché di questi due pesi, di queste due misure.



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Voglio la mamma in tour: le prime 16 date

19 luglio 2014

PARTE OGGI "LA TOURNEE DEI 100 GIORNI" DI VLM
di Mario Adinolfi 

Voglio la mamma è uscito ufficialmente quattro mesi fa, il 19 marzo 2014 e per far circolare le idee contenute nel libro abbiamo fatto di tutto: pubblicato e ripubblicato qui gratis tutti e 15 i capitoli del libro, girato l'Italia con un tour di primavera di 35 date in 14 regioni diverse, animato centinaia di circoli VLM che si ritroveranno domenica 20 in assemblea a Roma con tutti i cittadini simpatizzanti (hotel Nazionale, ore 15, piazza Montecitorio 137), costruito una pagina Facebook che ha ventottomila amici e cresce ancora. Ci hanno negato qualsiasi spazio sui giornali e in televisione, ma nonostante questo VLM è riuscito nel miracolo di essere ancora oggi al quarto posto nella classifica di categoria dei libri più venduti su Amazonhttp://www.amazon.it/gp/bestsellers/books/508880031/ref=pd_zg_hrsr_b_1_3_last e precisiamo: secondo Massimo Gramellini (Longanesi), sesto Beppe Severgnini (Rizzoli), ottava Lucia Annibali (Rizzoli), Gianantonio Stella (Feltrinelli), Vittorio Feltri (Marsilio) e Roberto Napoletano direttore del Sole 24 Ore (Rizzoli) rispettivamente tredicesimo, quattordicesimo e quindicesimo. Tutti nomi che possono contare sulla promozione quotidiana della grande stampa e della tv di prima fascia. Noi con la nostra navicella corsara, con un libro autoprodotto, senza una riga di recensione o un minuto di tv, senza la supercasaeditrice alle spalle, siamo lì da quattro mesi e in tanti si chiedono ancora come cavolo abbiamo fatto. 

Di chi il merito? Di tutti voi che avete ricoperto di affetto la fatica di portare avanti con VLM idee precise sulla tutela del più debole: del bambino nato e nascituro, della donna e della mamma, dell'anziano malato, del minore sfruttato sessualmente. Se il merito è vostro, vi dovevamo un ringraziamento. E allora il team di VLM ha messo in piedi un nuovo tour che parte oggi da Reggio Emilia e si concluderà il 28 ottobre a Casale Monferrato. Lo abbiamo chiamato la "Tournée dei cento giorni" perché per più di tre mesi gireremo l'Italia per raccontare quel che in VLM abbiamo scritto e anche per far festa insieme a tante realtà associative che vogliamo sostenere con la nostra attività. L'esordio di oggi è con le Sentinelle In Piedie a Reggio Emilia prima, alle 17, ci sarà la presentazione di VLM e poi a seguire la veglia delle Sentinelle. Ci raccontano di un clima caldo in città, non solo per l'estate emiliana da sole a picco. Non ci preoccupa.

Le date già fissate ad oggi sono 16, aggiungeremo come work in progress altre 19 tappe della "Tournée dei cento giorni", secondo criteri ben prefissati: location con più di cento posti a sedere (data l'affluenza misurata nel tour di primavera), preavviso di almeno due settimane. Per richiedere l'organizzazione di una data bisogna contattare per iscritto la struttura nazionale dei circoli VLM alla email adinolfivogliolamamma@gmail.com (la stessa dove si possono ordinare le copie di Voglio la mamma per ordinativi di copie plurime; per l'acquisto della copia singola il consiglio è utilizzare questo link http://www.amazon.it/Voglio-mamma-Mario-Adinolfi/dp/8891131571/ref=sr_1_1_bnp_1_per?s=books&ie=UTF8&qid=1405579764&sr=1-1&keywords=voglio+la+mamma visto che Amazon ha inserito VLM nei libri a consegna immediata, a casa vostra entro le 48 ore dall'ordine, per leggere il libro ovunque voi siate e farvi fare compagnia da noi così questa estate). Queste le tappe già fissate della "Tournée dei cento giorni".

19 luglio: Reggio Emilia 
20 luglio: Roma (assemblea nazionale circoli VLM, hotel Nazionale ore 15)
28 luglio: Lerici, festa di Avvenire (evento "Contro i falsi miti di progresso")
1 agosto: Summer School di The Post Internazionale.
10 settembre: Pistoia (Quarrata)
11 settembre: Piacenza
19 settembre: Massa
20 settembre: Verona 
24 settembre: Pavia 
26 settembre: Pontedera 
28 settembre: Latina 
3 ottobre: Trieste 
9 ottobre: Torino 
10 ottobre: Monza 
16 ottobre: Cagliari
28 ottobre: Casale Monferrato. 

I ragazzi sono (di nuovo) in giro. Ci si vede oggi a Reggio Emilia, domani all'assemblea dei circoli VLM a Roma o direttamente nella vostra città. Tanto non ci stanchiamo mai, abbiamo gambe e fiato finché vuoi. Incontriamoci, dai.



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Berlusconi assolto, il patto del Nazareno funziona

18 luglio 2014

COSE CHE SUCCEDONO (SOLO IN ITALIA)
di Mario Adinolfi 

Non si può affermare che Silvio Berlusconi ora viene assolto dal caso Ruby per il quale s'era preso l'incredibile condanna a sette anni in primo grado, perché oggi non conta una mazza ed è prono agli interessi del capo del Pd, mentre poco più di un anno fa era ancora un Berlusconi baldanzoso capace di arrivare a un passo dalla vittoria alle politiche. E, insomma, quando era un avversario pericoloso la magistratura l'ha azzoppato e ora che è un alleato fedele al punto di mandare al sacrificio umano i suoi senatori di Forza Italia, la magistratura l'ha riabilitato. No, non si può affermare. E' di certo tutta una coincidenza. Non possiamo immaginare influenze di Giorgio Napolitano né che i magistrati cambino idea a seconda delle convenienze manco fossero Annefinocchiaro qualsiasi.

Sono cose che succedono. Solo in Italia. Ma sono cose che succedono.

Il patto del Nazareno tiene alla grande. Tutto sommato è una buona notizia, dai.



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Michela Marzano e la norma cretinetta

17 luglio 2014

A SINISTRA CONTRO I FALSI MITI DI PROGRESSO: CE N'EST QU'UN DEBUT
di Mario Adinolfi 

Michela Marzano strepita contro i "maschilisti" del Pd che non le hanno fatto approvare una di quelle norme un po' cretinette che non servono a niente, non costano niente, possono creare solo confusione e dunque sanno tanto di progressismo à la page che nei salotti romani si porta benissimo. Parlo della norma per il cognome della madre ai figli. Nei giorni del debito a 2.166 miliardi, dei 6 milioni di poveri, della disoccupazione giovanile sempre più vicina a quota 50% (quota ampiamente superata al Sud), la deputata "de sinistra" spera di conquistare gloria imperitura scatenando liti familiari su quale cognome assegnare ai nascituri o provocando la ridicolaggine del doppio cognome di massa. Per fortuna la cretinata si è impantanata, anche grazie all'opposizione esplicita o implicita di ampi settori della maggioranza di governo.

Quando è uscito Voglio la mamma i soliti noti e gli amichetti della Marzano, che non ho visto nel Pd quando c'era da fondarlo o da sostenerlo nella difficoltà, mi spiegavano che la mia nel centrosinistra era una voce totalmente isolata, Luxuria andava da Cruciani a dire che io ero solo "un omofobo di sinistra", il blogger compagno di merende qui su Facebook della premiata ditta Bignardi-Sofri annunciava che chiunque dei suoi amici fosse diventato amico della pagina di VLM sarebbe stato immediatamente cancellato dalla lista dei suoi contatti. Ora gli amici della pagina sono ventisettemila, in Europa Delors e Jospin scrivono appelli contro l'utero in affitto, Michela Marzano scopre che nel Pd c'è chi ragiona.

L'azione dei circoli VLM racconta un territorio pieno di simpatizzanti Pd che si avvicinano alla nostra realtà dicendoci: finalmente. C'è tanta gente anche a sinistra che non ne può più dei ddl liberticidi di Ivan Scalfarotto e del matrimonio gay mascherato da Monica Cirinnà sotto la dizione "unioni civili". Michela Marzano scopre che la norma cretinetta non passa. Insomma, la scommessa di VLM secondo cui si può innescare anche a sinistra un dibattito contro i falsi miti di progresso, forse non è ancora vinta, ma certamente ha quote interessanti in lavagna. Non a caso sono stato invitato il 1 agosto a tenere uno speech intitolato "I diritti civili nei partiti di sinistra" alla Summer School più prestigiosa d'Italia, quella di The Post internazionalehttp://www.thepostinternazionale.it/mondo/italia/programma-summer-post-2014 e la voce che raccontavano come isolata risuonerà forte e chiara.

Matteo Renzi ragioni. L'assemblea nazionale dei circoli VLM in programma domenica 20 luglio all'hotel Nazionale di piazza Montecitorio gli chiederà, tra le altre cose, di evitare qualsiasi aggressione al diritto di famiglia. A chi si sta battendo con noi nei territori a difesa dei soggetti più deboli, dei bambini, degli anziani malati, delle donne e delle mamme, sappia che noi nel territorio che sembrava più impervio, la sinistra italiana, abbiamo piantato la nostra bandiera e seminato almeno qualche dubbio. E' un primo passo. Come dicevano quei tizi francesi, ce n'est qu'un début. Continuons le combat.



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La tournée dei cento giorni

17 luglio 2014

IL TOUR VLM RIPRENDE IL 19 LUGLIO DA REGGIO EMILIA

Dopo le prime 35 date del tour primaverile che hanno portato Voglio la mamma a contatto "fisico" con migliaia di persone, parte il la "Tournée dei cento giorni" che porterà il libretto rosso da sabato prossimo a fine ottobre in altre 35 località per alimentare il dibattito nazionale attorno alle tematiche affrontate da VLM. Si comincia sabato 19 luglio alle 17 al Caffè Art di Reggio Emilia, domenica 20 luglio alle 15 è in programma l'assemblea nazionale dei circoli VLM all'hotel Nazionale di piazza Montecitorio a Roma a cui tutti i simpatizzanti VLM di tutta Italia sono invitati a partecipare, il 28 luglio saremo a Lerici in Liguria per la Festa di Avvenire per una serata "Contro i falsi miti di progresso" insieme a padre Maurizio Botta, Costanza Miriano e Marco Scicchitano. Il 1 agosto tappa alla Summer School di The Post Internazionale. E poi, così alla rinfusa: 11 settembre Piacenza, 19 Massa, 20 Verona, 24 Pavia, 26 Pontedera, 28 Latina, 3 ottobre Trieste, 9 Torino, 10 Monza, 16 Cagliari. Queste le date già ufficializzate. Chiunque può prenotare una data della "Tournée dei cento giorni" di VLM che si chiuderà il 30 ottobre. Sarà data priorità ai circoli VLM costituiti e si chiede di organizzare iniziative in sale che possano accogliere da cento persone in su, vista l'affluenza nelle date del tour primaverile. Per richiedere l'organizzazione di una data bisogna contattare per iscritto la struttura nazionale dei circoli VLM alla email adinolfivogliolamamma@gmail.com (la stessa dove si possono ordinare le copie di Voglio la mamma per ordinativi di copie plurime; per l'acquisto della copia singola il consiglio è utilizzare questo link http://www.amazon.it/Voglio-mamma-Mario-Adinolfi/dp/8891131571/ref=sr_1_1_bnp_1_per?s=books&ie=UTF8&qid=1405579764&sr=1-1&keywords=voglio+la+mamma visto che Amazon ha inserito VLM nei libri a consegna immediata, a casa vostra entro le 48 ore dall'ordine).

Alla fine della "Tournée dei cento giorni" di VLM sarà annunciata una sorpresa che caratterizzerà il bimestre conclusivo di questo straordinario 2014, anno di nascita di Voglio la mamma, che ha permesso di stringere in un abbraccio tutti coloro hanno deciso di battersi a difesa dei più deboli. Battendosi come mamme a difesa dei piccoli. Questo è il nostro modo.



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Ci si vede domenica a Montecitorio

16 luglio 2014

ORDINE DEL GIORNO 1a ASSEMBLEA NAZIONALE CIRCOLI VLM

Per il 20 luglio 2014 alle ore 15 è convocata la prima assemblea nazionale dei circoli dell'associazione Voglio la mamma. Possono partecipare all'assemblea i rappresentanti dei circoli VLM già costituiti, i rappresentanti dei circoli costituendi, i cittadini simpatizzanti che intendono sostenere l'attività dell'associazione, i rappresentanti e i militanti di organizzazioni e movimenti con obiettivi consonanti. I lavori saranno aperti dall'intervento del presidente del circolo organizzatore, Lorenzo Ciampoli di Voglio La Mamma - Roma e diretti dal presidente del circolo Vlm Napoli Luigi Mercogliano. Sede dell'assemblea è l'hotel Nazionale di piazza Montecitorio 137.

L'ordine del giorno dell'assemblea prevede:

1. Relazione della presidenza nazionale sull'attività svolta dall'associazione;

2. Discussione su metodi e obiettivi della attività 2014 dei circoli VLM sul territorio, in Italia e in Europa (con intervento specifico del presidente del circolo VLM Europe) con particolare riferimento al monitoraggio che i circoli VLM attiveranno rispetto alle realtà territoriali sensibili: scuole, ospedali, tribunali, istituzioni;

3. Varo degli strumenti ufficiali di informazione (Osservatorio VLM - newsletter settimanale) e di rapporto con le istituzioni (Comitato monitoraggio lavori assemblee elettive);

4. Discussione sulle linee guida di attività per contrastare la costante riduzione della persona a oggetto, in particolare attraverso gli strumenti dell'utero in affitto, dell'eutanasia assistita, della compravendita di gameti, della sperimentazione sugli embrioni, della ideologia del gender, dell'aborto selettivo e terapeutico, dell'eugenetica;

5. Discussione su iniziative pubbliche da adottare anche in raccordo con altre realtà per contrastare nell'immediato l'approvazione del ddl Cirinnà sulle unioni civili e del ddl Scalfarotto sull'omofobia;

6. Eventuali e varie.

I lavori si concluderanno entro le 19.30 per permettere ai rappresentanti dei circoli di rientrare nella serata alle realtà territoriali di provenienza.



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I gay sono meno dell'1% della popolazione

15 luglio 2014

I NUMERI DELLA QUESTIONE (SIAMO ANCORA IN TEMPO)
di Mario Adinolfi 

Voglio la mamma, lo sapete, nasce con l'ossessione dei numeri. Ogni capitolo ha una postilla composta di soli dati e cifre, per provare prima di tutto a smascherare i propagandisti che danno numeri a caso a supporto delle loro strampalate richieste. Sappiate: sono un club, non sono popolo. Sappiate: siamo ancora in tempo.

Mi riferisco ovviamente alla questione del matrimonio gay, riparato sotto lo schermo della dizione "unioni civili" del ddl Cirinnà, che sembra essere la priorità dell'azione settembrina del governo Renzi, confermata come fosse paradosso nei giorni in cui il debito pubblico fa segnare il record di 2.166 miliardi di euro e dunque forse ci sarebbe altro di cui occuparsi. Ma no, a settembre una maggioranza sotto ricatto deve votare al Senato il via libera al matrimonio omosessuale. Ma per far contenti chi? Grillini, la Pascale e Cecchi Paone?

Suvvia, Matteo, fai il bravino. Ma se vi chiedessi adesso a bruciapelo: quanti sono i gay in Italia, mi sapreste rispondere? La propaganda gay vi dice: cinque-sei milioni, con duecentomila figli minori a carico (dato che una studentessa dell'università La Sapienza mi ha detto di aver dovuto affermare ad un esame della facoltà di Psicologia, che aveva per testo di studio materiali sfornati da Arcigay e Arcilesbica). Per fortuna c'è l'Istat, c'è il "Rapporto sulla popolazione omosessuale in Italia", fotografato con dati relativi al 2011. Gli omosessuali e i bisessuali in Italia sono un milione. Dunque, sfrondato il dato da lesbiche e bisex, i gay italiani sono meno dell'1% della popolazione. Hanno figli? Alcuni hanno figli. Hanno figli "generati" tra loro? I "casi Lo Giudice" per fortuna sono pochissimi in Italia, alcune decine. Diverso il caso delle lesbiche, favorite dalla natura: coppie lesbiche hanno figli in alcune centinaia di casi. Il totale non arriva a mille. Ovviamente gay e lesbiche che avessero avuto figli da precedenti rapporti eterosessuali non rientrano in questo conteggio, quelli sono figli che hanno un normale status anagrafico con padre e madre riconosciuti. Dunque le "famiglie arcobaleno" sono un migliaio: si vede alle loro manifestazioni, non sono mai più di due-trecento in piazza, molto spesso sono sparuti gruppetti. Avrebbero più titolo i musulmani a chiedere la tutela della poligamia (sono 1.505.000 in Italia secondo il rapporto Caritas). Suggerisco loro una saldatura con la richiesta di "tutela dei poliamori" presente nella piattaforma politica delle rivendicazioni al governo Renzi del recentissimo gay pride di Roma.

Non c'è nessuna emergenza sociale da tutelare, anzi c'è assolutamente da scoraggiare la compravendita di gameti e la riduzione della persona a cosa, la frantumazione della figura genitoriale, nel "caso Lo Giudice" la cancellazione della figura materna di cui il bimbo è violentemente privato. Questa è la sostanza della battaglia di VLM rispetto a tale terreno. E' una battaglia già persa? No, perdiana. Se la Francia vota a favore del matrimonio omosessuale la Finlandia vota contro, se l'Inghilterra vota a favore il Nord Irlanda vota contro. L'Italia ha una sua specificità e può fare la differenza. Non è una battaglia perduta, siamo ancora in tempo.

Se si cede, vedremo i numeri crescere perché la legge fa costume. Accadrà come con l'aborto, dove alle poche migliaia di interventi delle mammane, oggi si grida al trionfo della civiltà con 110.000 aborti chirurgici, 7.000 per via RU486 e quattrocentomila scatole di pillole del giorno dopo ogni anno in Italia. O come in Belgio e Olanda, dove ai pochi casi di eutanasia dell'anno dell'avvio della normativa, si è arrivati alla mattanza di ventimila persone secondo gli ultimi dati complessivi relativi al 2012 con una curva sempre crescente. Come mai, ci si ammala di malattie irreversibili più oggi di dieci anni fa? No, è la legge che fa costume.

Dobbiamo opporci all'introduzione della legge sulle unioni civili e dobbiamo farlo conoscendo in maniera approfondita i numeri e i termini della questione. Dobbiamo spiegare con chiarezza perché lo facciamo: perché noi siamo contrari alla riduzione delle persone a cose, perché gli uteri in affitto sono una vergogna, perché la frantumazione della figura genitoriale e la cancellazione della figura materna sono un crimine e una violenza verso i bambini, tutto questo sarebbe conseguenza diretta della legge Cirinnà. E se anche la legge fosse approvata con un divieto di adozione e filiazione, dopo quanti minuti arriverebbe il ricorso alla Corte costituzionale per rimuovere quel divieto? E, visti i precedenti, in quanti minuti la Corte deciderebbe di farsi applaudire dalla lobby Lgbt dominante nell'informazione italiana?

Di questo e di altro discuteremo il 20 luglio alle ore 15 all'hotel Nazionale all'assemblea dei circoli VLM. Chi considera questa battaglia come vitale e sensata, si unisca al nostro sforzo e diffonda consapevolezza. Faccia conoscere come stanno le cose, partendo dai numeri. Sapendo che loro sono un club ristretto, noi siamo popolo. Se lo ricordi anche Renzi.



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Assemblea nazionale VLM il 20 luglio

12 luglio 2014

No, vabbè, siete davvero commoventi: Voglio la mamma è ora in classifica su Amazon sia con la versione cartacea (settimo) che con quella ebook (undicesimo). Tra i colleghi giornalisti sesto è Massimo Gramellini (Longanesi), decimo Beppe Severgnini (Rizzoli), tredicesimo Vittorio Feltri (Marsilio), quindicesimo il direttore del Sole 24 Ore Roberto Napoletano (Rizzoli) per non parlare degli immensi Foster Wallace (Einaudi), Arbasino (Adelphi) e Galimberti (Feltrinelli) rispettivamente sedicesimo, diciassettesimo e ventesimo. Una classifica come capite di pesi massimi del giornalismo e della scrittura, appoggiati da testate potenti e case editrici di valore internazionale, sempre presenti nelle recensioni di quotidiani e settimanali, in molti casi con presenze fisse in televisione nei contenitori di massimo ascolto. Voglio la mamma è un libro autoprodotto, di un giornalista freelance, mai recensito su un grande giornale, mai citato da un quotidiano o settimanale (con l'eccezione di Avvenire e, in occasione della presentazione alla Camera, Corriere della Sera), mai raccontato in televisione. Eppure siamo lì: addirittura occupando due posizioni, sia con la versione cartacea che con la meno cara versione ebook. Tutto questo nonostante basti aprire le note di questo profilo Fb e si possa leggere il libro interamente gratis. Vuol dire che VLM ha dentro qualcosa di straordinario. E' più di un libro. Ci vediamo il 20 luglio alle ore 15 all'hotel Nazionale di piazza Montecitorio per l'assemblea dei circoli VLM. Per difendere la vita, le donne, i bambini, i deboli dall'assalto dei noncuranti. E per cercare di capire perché Voglio la mamma è il libro che in tanti vogliono leggere quest'estatehttp://www.amazon.it/gp/bestsellers/books/508880031/ref=pd_zg_hrsr_b_1_3_last



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La battaglia ora è sul ddl Cirinnà

12 luglio 2014

DUE PAROLE AGLI AMICI DI MANIF POUR TOUS
di Mario Adinolfi 

Per il 22 luglio prossimo La Manif Pour Tous Italia ha convocato un "flashmob" a piazza delle Cinque Lune per protestare contro il ddl Scalfarotto ed è noto che è una delle grandi battaglie che ha accomunato in questi mesi LMPT con Voglio la mamma e tanti e tante che hanno combattuto contro quel disegno di legge liberticida, a partire dallo straordinario lavoro di Sentinelle In Piedi. Io, la dichiaro pubblicamente, ho grande simpatia per Manif e i suoi dirigenti e i suoi ragazzi sempre in prima linea. Mi hanno invitato a molti loro avvenimenti e sono stato invitato anche a questo del 22 luglio. Anzi mi hanno invitato anche alla conferenza stampa di presentazione al Senato, sono in debito di una risposta, avrei potuto darla privatamente ma voglio darla pubblicamente in modo da costringermi ad un surplus di chiarezza.

Non andrò.

Non andrò per una serie di ragioni, la prima delle quali è: stiamo vincendo. Per l'azione di Manif, per l'azione delle Sentinelle, forse per qualcosa scritto e detto e fatto anche da VLM, il ddl Scalfarotto è per ora congelato. Non lo diranno pubblicamente, faranno ancora dei passaggi formali in commissione Giustizia al Senato, ma la verità è che quella legge liberticida la cui approvazione in aula era stata data per certa a me personalmente dallo stesso Ivan Scalfarotto entro il mese di luglio, non sarà approvata entro l'estate. Noi di VLM la consideriamo una importante vittoria. E bisogna sapere riconoscere una vittoria almeno quanto una sconfitta. Dunque manifestare contro qualcosa su cui si sta vincendo è un nonsenso. E nelle battaglie politiche bisogna avere acume politico.

Stiamo vincendo anche perché si sta preparando uno scambio, qualcosa di più pericoloso e più grosso. All'interno della maggioranza di governo stanno proponendo l'accantonamento definitivo del ddl Scalfarotto in cambio di un tacito via libera a settembre al ddl Cirinnà sulle unioni civili. Ecco, su questo bisogna vigilare in maniera estremamente attenta. E su questo VLM intende dare battaglia, questa estate e alla ripresa dell'attività parlamentare. Per questo non mancheremo di essere al fianco di Manif, di Sentinelle, di tutti i soggetti che vorranno impegnarsi per evitare il tracollo del diritto di famiglia in Italia. Il ddl Cirinnà è un provvedimento pericoloso e ipocrita, dà il via libera a matrimonio gay e utero in affitto. So già inoltre che, nel caso dovesse essere approvato entro il 2014 come sperano alcuni nel Pd, poi a inizio 2015 il ddl Scalfarotto verrebbe ripreso in mano come corollario. Ma bisogna seguire la scansione delle battaglie politiche. E ora l'urgenza primaria è capire quel che sta accadendo. Spero, nella sintesi estrema dovuta allo spazio ridotto di un articolo, di averlo spiegato.

Credo che per combattere con nettezza contro il ddl sulle unioni civili si debba dimostrare a noi tutti unità, compattezza, intelligenza di intenti. Si deve dimostrare che siamo svegli e non siamo pochi. Spero che si vada verso una prova anche di piazza, ma di massa. Ho paura che il "flashmob" (a proposito, i flashmob veri non si annunciano con settimane di anticipo) del 22 luglio non mobiliterà che poche centinaia di persone. Dobbiamo essere centinaia di migliaia. E dobbiamo dare una risposta unitaria e fiera, una risposta per la quale non trovo un aggettivo migliore che "popolare", a quello che il club Lgbt vuole fare all'Italia. Dobbiamo convincere Matteo Renzi e il Pd. Per farlo è importante non indebolirsi con battaglie di retroguardia e non farsi indebolire da parti politiche settarie interessate a farlo per egemonizzare segmenti di mondo cattolico.

Tiriamo il fiato un attimo, respiriamo. Godiamoci la piccola vittoria di una battaglia: il ddl Scalfarotto non sarà approvato in estate. Prepariamoci a un settembre caldo. Il 19 luglio sarò comunque a Reggio Emilia per una presentazione di VLM e poi per una veglia della Sentinelle, approfitto per invitare Jacopo Coghe e gli amici di Manif all'assemblea nazionale dei circoli di VLM del 20, il 28 saremo con padre Maurizio Botta, Costanza Miriano,Marco Scicchitano alla festa di Avvenire a Lerici. Insomma, continuiamo a camminare in unità di intenti con tutti coloro che combattono la buona battaglia. Ma, occhi aperti e acume politico. In questi mesi, serviranno.



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I figli non si pagano

11 luglio 2014

SE LE PERSONE SONO COSE: NOVITA' SUL CASO SHERRI SHEPHERD
di Mario Adinolfi 

Qualcuno in Italia ha accennato a Sherri Shepherd (storpiandone il cognome e non rendendo bene l'idea sul livello del personaggio) e alla sua decisione di rifiutare il "figlio" che aveva acquistato con il meccanismo dell'utero in affitto. La signora è una conduttrice televisiva quarantasettenne molto nota negli Stati Uniti, sposata con un signore anch'egli quarantasettenne, l'autore televisivo Lamar Sally, che le ha proposto il matrimonio mettendole l'anello in un secchiello di M&M. Lei è diabetica.

Non è l'unica delicatezza del tizio. Al matrimonio invita anche l'ex amante, senza dirlo alla moglie. Che poi tanto ex non pare essere, visto che la storia ci dirà che l'amante resterà in carica e finirà per far naufragare questo matrimonio. I due peraltro sono già divorziati, dovrebbero conoscere qualcosa sull'argomento. Invece fanno i piccioncini. 

Provano ad avere un figlio per via naturale. Niente. Allora provano con la fecondazione artificiale. Nix, stesso risultato. Pare che avere quarantasette anni, per una donna, sia un limite naturale piuttosto faticoso da superare. Ma che problema c'è? Si possono affittare uteri negli Stati Uniti. In alcuni Stati degli Stati Uniti, per la precisione. Il problema è che la quarantasettenne non ovula più. Insomma, siamo dalle parti della pre-menopausa. E' normale, è naturale che il corpo femminile si prenda la sua stasi. Ma che problema c'è? Come si affittano gli uteri, si comprano gli ovuli. Detto, fatto. 

Ovulo acquistato, utero affittato, comincia la "gravidanza di sostegno". Problema: Sherri scopre la tresca di Lamar con l'ex amante evidentemente ancora in carica. Ulteriore problema: a questo punto Sherri non vuole più il bambino. Geniale soluzione al problema proposta da qualcuno sul web: abortiamolo. Problemissimo: il bambino nasce tra due settimane. Non è una cosa, è una persona, 'tacci vostra.

Il caso ha aspetti giuridici di imbrazzante capziosità. Lamar ha intentato causa di divorzio da Sherri in California, dove sono riconosciuti i contratti di utero in affitto e le relative clausole. Pare stia "usando" il bambino nascituro per ottenere sostanziosi alimenti da Sherri, che è una conduttrice molto nota e molto più ricca di lui. Sherri non vuole pagare, non vuole saperne più nulla del bambino, adesso sostiene che l'ovulo non è manco suo e ha intentato causa di divorzio da Lamar nel New Jersey, dove i contratti di utero in affitto non sono riconosciuti.

In tutto questo delirio molto americano, c'è un essere indifeso, solo, che sta per nascere nella desolazione totale. Trattato come una cosa, come uno strumento di ricatto, come un rifiuto da eliminare. Se passa il concetto che le persone sono cose, questo scenario da incredibile diventerà ordinario. Se i bambini si acquistano come si acquista qualsiasi bene, magari anticipando una caparra e attraverso un contratto rescindibile per un qualsiasi capriccio delle parti, allora stiamo facendo scivolare l'umanità verso la negazione di sé.

Per questo io ho scritto Voglio la mamma. Per mettere in guardia. Perché avevo visto quel che sta per accadere e purtroppo sotto i nostri occhi sta accadendo. Ha le sembianze di un bimbo americano, considerato come una cosa e come una cosa oggetto di compravendita, ora non voluto più da nessuno e come una cosa gettato via e lasciato nella solitudine. La natura non si forza. La natura è regolatrice saggia. Sia chiaro a tutti che per combattere i retrogradi, che vogliono portarci a due millenni fa quando le persone erano cose, potevano essere oggetti di compravendita e esisteva la schiavitù, io ed i circoli VLM siamo disposti a dare battaglia. Tu, che mi leggi sui social network, cosa sei disposto a fare?

Ci si ritrova il 20 luglio alle ore 15 all'hotel Nazionale di piazza Montecitorio. Anche per il figlio senza nome e senza amore che Sherri e Lamar volevano comprarsi, prima di scoprire c'è una razionalità nelle leggi di natura ed è una razionalità che va rispettata sempre. E i figli non si pagano.



permalink | inviato da marioadinolfi il 11/7/2014 alle 16:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Gli insulti a Benedetta Renzi e Raffaella Santi Casali

8 luglio 2014

IL CLUB LGBT E I NEMICI A SINISTRA
di Mario Adinolfi 

Quando ho scritto Voglio la mamma la cosa che ha mandato in bestia davvero il club Lgbt è che in copertina ci fosse l'espressione "da sinistra", che la copertina fosse rossa, che l'autore fosse stato candidato segretario, membro della direzione nazionale, parlamentare e fondatore del Partito democratico. Erano abituati ad avere a che fare con Giovanardi e Gasparri, il gioco veniva loro facile: complice un vuoto culturale devastante che si è aperto nell'elaborazione politica a sinistra, il club Lgbt è riuscito a imporre una propria egemonia al Pd. Il voto sul ddl Scalfarotto alla Camera era stato unanime, neanche una voce dissenziente all'interno del partito. E allora ho scritto VLM.

Dopo l'uscita del mio libro il gioco era quello di dire che la mia posizione era isolata e che il centrosinistra tutto era sulle posizioni di Franco Grillini e Paola Concia. Matteo Renzi stesso annunciava accelerate sul ddl Scalfarotto, faceva approvare (ma solo in un ramo del Parlamento) il divorzio breve, prometteva per settembre il redde rationem con la legge sul matrimonio gay (inutile fare questioni semantiche, l'unione civile prevista dal testo Cirinnà è uguale al matrimonio) e la stepchild adoption, ossia il via libera all'utero in affitto. Gianni Cuperlo dedicava la vittoria elettorale (peraltro non sua) al "figlio" del senatore Lo Giudice e tutto sembrava inevitabile.

Poi però, con tutti compresi molti atei devoti a dirmi che era una battaglia persa, mi sono messo a girare l'Italia. E dove andavo a presentare VLM, dove venivo invitato a parlare, c'era sempre tanta gente iscritta al Pd ad attendermi o dirigenti a accompagnarmi sul palco. Attenti, io non ho più preso la tessera del Pd quest'anno e il Pd di Bersani non l'ho votato alle politiche. Mi considero un libero pensatore di sinistra e non di partito. Però ho sostenuto da parlamentare del Pd con tutte le mie forze l'ascesa di Matteo Renzi, quando alle primarie del 2012 sostenerlo significava essere additato come "nemico del popolo" e si pagava il prezzo massimo, non oggi che quegli stessi che mi additavano sono renziani. E però additano, come ha fatto Franco Grillini, addirittura la sorella di Renzi, Benedetta, per un "mi piace" su Facebook fatto a una presa di posizione di Raffaella Santi Casali, importante dirigente e consigliere comunale del Pd a Bologna, che ha giustamente affermato che il bimbo cerca il seno della mamma. La cosa a Grillini non è andata giù ed è arrivata la condanna della gaystapo con tanto di foto strampalata e volgarotta. Perché non lo sopportano: i quattro-amici-al-bar che governano il club Lgbt pensavano di aver stravinto, che a sinistra l'egemonia fosse conquistata, che nessuno osasse più alzare la voce. Invece.

Lo voglio dire a chi di sinistra non è: la partita per fermare la china su cui purtroppo ci si è instradati in materia di diritto di famiglia e dei temi trattati da VLM, si gioca tutta nel Pd. Anzi, lo dirò più chiaramente: si gioca sui convincimenti e sui calcoli di Matteo Renzi. Credo di conoscere sia i convincimenti che i calcoli del presidente del Consiglio. I circoli VLM hanno già fatto appello a lui, ai senatori del Pd, ora lo rivolgiamo a tutti gli iscritti, i militanti, i simpatizzanti e i dirigenti del Pd anche a livello locale affinché alzino la voce e fermino lo scempio che si sta compiendo anche a livello di amministrazioni comunali rispetto al diritto di famiglia. Il matrimonio in Italia è uno solo, quella tra un uomo e una donna; gli italiani non possono avere "figli" oggetto di compravendita e non possono affittare uteri; se lo fanno e poi dichiarano quei poveri bimbi acquistati da donne bisognose come figli loro compiono un grave reato penale che si chiama "alterazione di stato".

Agli amici e ai compagni coraggiosi che si sono già esposti dico un grazie dal profondo del cuore. Ora però serve il coraggio di una moltitudine che so essere presente in tutta Italia, l'ho incontrata e continuerò a incontrarla anche nel tour estivo di VLM che parte il 19 luglio non a caso da Reggio Emilia, nel cuore della regione rossa per eccellenza. Bisogna manifestarsi e dire chiaramente al Pd e a Matteo Renzi che il popolo democratico e di centrosinistra chiede almeno una riflessione aperta e accurata sul tema prima di procedere con qualsiasi proposta di legge, oltre a una moratoria immediata delle fughe in avanti dei singoli comuni in materia di registro delle unioni gay. Lo stesso probabilmente dovrebbe fare il popolo del centrodestra che credo si senta umiliato dalla neoiscritta all'Arcigay Francesca Pascale che dà la linea persino a un appannato Vittorio Feltri. E' ora che la questione diventi politica, perché a settembre la legge sulle unioni civili non può passare come è stato fatto con il divorzio breve, come fosse un inciso della grande stagione delle riforme renziane. Pretendiamo una discussione approfondita e seria, non accettiamo colpi di mano.

Il club Lgbt, che club è e non è popolo, con il popolo si confronti. Sappia che anche nel popolo di sinistra si è chiusa la fase in cui potrà fare il bello e il cattivo tempo. I chestertoniani hanno deciso di alzare la testa per dire che due più due fa ancora quattro.



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Vogliono dirci che le persone sono cose

5 luglio 2014

Mentre scrivevo Voglio la mamma e decidevo di occuparmi in un unico libro di aborto, eutanasia, utero in affitto, eugenetica, sesso con i minori, matrimonio gay, transessualità, omogenitorialità, teoria del gender la mia ossessione era rendere evidente il filo rosso che univa temi che molti avrebbero trovato troppo eterogenei. Io ho scritto VLM perché mi pareva chiara sullo sfondo una vera e propria ideologia, che prevede la trasformazione delle persone in cose. Questa ideologia è sostenuta in modo massiccio dalla parte preponderante dell'informazione e della cultura contemporanee. Ma le persone non sono cose e le persone la rigettano.


Così, quando Repubblica e tutti i giornali italiani e internazionali pubblicano la foto dei due gay che artigliano il figlio di una povera donna il cui utero hanno affittato, aggiungono subito il commento: "La foto che commuove il web". Dovete crederci. Quel neonato trasformato in cosa e dunque oggetto di una compravendita commuove sì, ma per le ragioni opposte a quelle indicate dai mass media. Tocca il cuore delle persone che non vogliono sentirsi cose. Perché una donna comprata, un figlio acquistato a suon di dollari canadesi, trasformano l'essere umano in "res".


Lo stesso avviene quando un bambino viene abortito, un anziano o un malato vengono uccisi in un ospedale o in una clinica svizzera perché la loro vita "non è più degna di essere vissuta", quando una ragazzina di quattordici o quindici anni viene trasformata in una prostituta, quando un embrione viene distrutto o lo si usa per sperimentare come fosse un topo, un ragazzino di sette anni viene trasformato in una pubblicità di quanto sia moderno essere trans, quando migliaia di italiani viaggiano per avere relazioni sessuali con dodicenni nel sud-est asiatico, quando vi spiegano che un uomo e una donna sono la stessa cosa, sono intercambiabili come un set di posate. Vogliono sempre dirci che le persone sono cose.


Al centro, al cuore di VLM c'è l'affermazione di chi non rinuncia ad essere intensamente umano, non accetta la riduzione a cosa. Se c'è una grandezza nel cristianesimo, se c'è una rivoluzione (fatevelo dire da chi non ha mai utilizzato argomenti religiosi in VLM) è proprio nell'aver definitivamente cancellato l'idea che la persona umana, qualsiasi persona umana, potesse essere un oggetto. La persona è soggetto, soggetto di diritti. Il cristianesimo cancella la schiavitù in nome di questo principio: nessun uomo, nessuna donna è una cosa. A questa lezione io sono fedele.


Farci precipitare indietro di duemila anni, dire che i figli si comprano, gli uteri si affittano, gli anziani e i malati gravi si eliminano, i minori si sfruttano, le donne si pagano e dirci persino che tutto questo è buono e giusto e moderno, è semplicemente inaccettabile e falso. Certo, ci sono interessi enormi che vogliono trasformare la vita e la morte in un business, le persone in cose. Ma noi dobbiamo fronteggiarli. Soprattutto non dobbiamo farci fregare dall'informazione e dalla "cultura" dominanti. In questi giorni la Bbc sta mandando in onda un documentario agghiacciante in cui due giovani donne in salute partoriscono per dare il proprio figlio una a una coppia di lesbiche, l'altra a una coppia di gay. La proposta mediatica ricalca lo schema Elton John: orrore pure, raccontato però in stile "glamour" e "cool". E' questo che mi atterrisce: la colossale mistificazione che la comunicazione sta operando su questi temi.


Dobbiamo resistere e raccontare. Raccontare la verità. In tutti i siti trovate la foto dei due gay che artigliano il neonato (ripeto il verbo "artigliare" perché se guardate la foto è evidente che l'uomo tiene il bimbo proprio in questo modo con la sua mano, come un rapace con la preda) ed è tagliato lo sguardo perso della madre, che vede suo figlio forse per l'ultima volta. La mistificazione è questa: un taglio netto operato sulla realtà, il tentativo di costruire un'inquadratura che legittimi l'ideologia della trasformazione della persona in cosa e la renda emotivamente accettabile e umanamente gradevole. Ma ricordatevi: dicono che sono la modernità, ma ci stanno riportando indietro di duemila anni. A quando l'essere umano era una cosa e poteva essere acquistato, ceduto, venduto. I moderni siamo noi che difendiamo la conquista di libertà di chi afferma che la persona non è mai un oggetto.


I circoli VLM si ritrovano il 20 luglio a Roma alle ore 15 all'hotel Nazionale per affermare questo principio. Si battono per questo principio. Ci mettono la faccia e si beccano maree di insulti per difendere questo principio. 


Tu che fai? Vieni con noi? O resti a lamentarti sui social network?




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Deliri omosex tra cruising e boicottaggi

3 luglio 2014

I GAY E LA TEORIA DEL PIU' UNO
di Mario Adinolfi 

Siamo al comico. I fatti. Il Pd ha a Milano la sua Paola Concia, la consigliere comunale lesbica Rosaria Iardino. Come la Concia iperattiva, con zainetto perennemente sulle spalle, ipertecnologica. Organizza una bella conferenza stampa per presentare una "app" insieme all'assessore al Turismo, Franco D'Alfonso, già coordinatore della Lista Civica per Pisapia sindaco. La "app", di cui tutti a Milano sentivano un disperato bisogno, si intitola "Milano gay life". Evviva la città gay friendly, con tutti gli indirizzi "per omosessuali".

Roba da matti, a me viene da pensare, che un'istituzione si metta a fare cose del genere con tanto di conferenza stampa di presentazione in pompa magna. Ma qui dal grottesco si passa dritti al comico. Durante la conferenza stampa i gruppi gay si mettono a contestare sia la Iardino che la app. Il motivo? Non sono inclusi i locali "tipo le saune e quelli ad accesso con tessera" in cui si può fare "cruising", cioè locali per scambisti gay, locali per il sesso occasionale. Si mette su un pandemonio perché il comune di Milano, assalito da un pizzico di senso del pudore, nella app non ha incluso questo tipo di bordelli. Giuro, è tutto vero: questo video del Fatto Quotidiano racconta tutto perfettamente con la viva voce dei protagonisti, guardatevelohttp://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/07/02/milano-comune-presenta-lapp-gay-friendly-ma-dove-scopano-non-ci-interessa/286971/ 

Quando ho scritto Voglio la mamma l'ho fatto perché sapevo che stava iniziando la politica "aperturista" un po' da parte di tutti: dal cattolico Renzi al centrodestra, da Francesca Pascale iscritta all'Arcigay a segmenti addirittura della Chiesa. L'idea è aprire ai cosiddetti "diritti civili" che credo di aver ben definito nel libro. E sempre nel libro ho messo in guardia: attenzione, se apri su una questione ti chiederanno sempre di più. E' la teoria del più uno. In Francia ti fanno i Pacs? Chiederanno subito il mariage pour tous? Ottengono il mariage pour tous? Chiedono subito la legge che liberalizza l'utero in affitto. In Inghilterra hanno ottenuto le civil partnerships? A marzo sono riusciti ad ottenere il matrimonio, parola inclusa.

Io non sarei pregiudizialmente contrario ad un ragionamento sulle unioni civili. Ma so che scatenerebbero la teoria del più uno, la scenetta tipo quella della app di Milano, lo ripeto, guardatevi il video. Subito a dire: "Ma a Londra il governo del conservatore Cameron spende duecentomila euro per far sapere dove i gay possono scopare secondo i dettami del sesso occasionale". Poi forse manco è vero. Altra cosa che ho raccontato in Voglio la mamma è che i dati sono spesso alterati o falsi. Ma intanto ti fanno sentire "indietro". E il politico di turno che vuole fare il moderno dice, ma spendiamoli 'sti duecentomila euro per fare sapere loro dove possono fare "cruising". E facciamola 'sta stepchild adoption così l'utero in affitto viene di fatto liberalizzato. E' la tentazione del sembrare "moderno". E' la più pericolosa tentazione di Renzi, che non va a parlare ai ragazzi di Comunione e Liberazione per non sembrare troppo cattolico e promuove la stepchild adoption per farsi applaudire dall'Arcigay. Eh, ma c'è la teoria del più uno dietro l'angolo, anche per lui. E se non dirà sempre sì sarà sempre antiquato e inevitabilmente omofobo.

E allora scatterà il boicottaggio. 'Sti pazzi hanno deciso ad esempio che adesso va boicottata l'intera economia lombarda perché la Regione si è permessa di fare una legge a sostegno delle famiglie in cui mamma e papà tirano su dei figli. Non si può fare, la legge è "omofoba e carica d'odio". E allora Marco Mori, presidente di Arcigay Milano, dichiara testualmente: "La Lombardia è una regione che discrimina gli omosessuali, qui siamo al livello della Russia come riconoscimento dei diritti civili. Vogliamo contattare tutti i partner di Expo invitandoli a organizzare eventi, iniziative, concerti altrove, perché la Lombardia non è un posto sicuro. Deve crollare l'economia della regione".

Noi dei circoli VLM, compresi gli amici di Voglio La Mamma - Lombardia, ci ritroveremo il 20 luglio a Roma per dire queste cose con chiarezza. Ripeterle e avviare una grande battaglia culturale, che spieghi a quale rischi ci stiamo esponendo disarticolando il diritto di famiglia per fare spazio ai tizi che vogliono fare "cruising" e dicono che la app è omofoba se i locali per scambisti non sono segnalati e che vogliono boicottare l'economia della regione-traino dell'Italia. Speriamo di trovarci in tanti, credo sia un dovere esserci e per chi può fondare un circolo VLM (segnalarsi a adinolfivogliolamamma@gmail.com che è anche l'email dove si possono ordinare le copie di VLM) che vigili sul territorio affinché follie non si commettano e quando accadono cose comiche e grottesche come quelle qui raccontate, vengano tempestivamente segnalate.

Noi ci siamo. Ci mettiamo la faccia, ce la facciamo anche coprire di sputi, ma ci siamo. Voi che volete fare?



permalink | inviato da marioadinolfi il 3/7/2014 alle 15:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

Il veleno nell'acqua dei pozzi

26 giugno 2014

SE SIAMO OGGETTI
di Mario Adinolfi 

Se diventiamo un prodotto anziché persone tutto è perduto. Se siamo oggetti, anziché soggetti di diritto e di diritti, l'umanità nega se stessa. Ragioniamoci. Vi scongiuro in ginocchio, ragioniamoci. Solo un ragionamento ci salverà.

Un giorno è il divorzio breve, un giorno è la dematrimonializzazione della società con il progetto di legge sulle unioni civili, un giorno è la stepchild adoption, un giorno è sull'aborto il divieto di obiezione di coscienza fascistissimo e infame, un giorno è il registro del testamento biologico per dire un sì mascherato all'eutanasia. Ogni giorno una. Una grandinata di provvedimenti che raccontano una sola visione del mondo: siamo oggetti, siamo prodotti, non più persone. E' una visione ideologica, lontanissima dalla realtà dei fatti e dell'umanità, che si fa avanti: una narrazione di individui e di individualismo, non di persone in relazione tra loro.

Il bambino? E' un oggetto. Un mero diritto altrui, peraltro incoercibile. Il "diritto incoercibile ad avere un figlio", ha scritto in una sentenza incredibile la Corte costituzionale. Senza spiegarci in quale punto della Costituzione si legge questo passaggio. Cancellando tutte le sanzioni presenti nella legge 40 contro chi opera al di fuori di essa. E di fatto aprendo il terreno a un nuovo far west procreativo italiano, dove la vita umana è mero prodotto, dunque con le logiche produttive applicate: efficienza, standardizzazione, scarti. Siamo come mattonelle: quella sbeccata si butta, quella che non ha mercato resta ferma in magazzino, come un embrione, come migliaia di embrioni. Persone, non prodotti da banco surgelati di un supermercato.

E poi quell'embrione se cresce appena un po' e mostra di non essere adatto agli standard di chi ha comprato un figlio, magari dopo una diagnosi post-impianto, via, nella pattumiera. E guai al medico che dovesse dichiararsi obiettore di coscienza, dice il presidente della Regione. Non osi. Ma la legge 194 prevede il diritto all'obiezione? Non osi obiettare, signor medico. E' la logica del prodotto, qui non siamo più persone. Il prodotto imperfetto si getta. 

E l'anziano, malato, in ospedale che magari mentre era giovane e sano aveva firmato un generico foglio chiamato pomposamente "testamento biologico" per dire che avrebbe rifiutato cure troppo invasive e dolorose in caso di malattia grave e potenzialmente mortale? Anche lui, prodotto che non serve più, vita "non degna di essere vissuta", vedete, c'è scritto pure il suo assenso alla soppressione sul testamento biologico ben conservato nei neonati appositi registri del Comune di Roma. Registri, sia detto, inventati da un sindaco che si proclama pure cattolico per far contenta l'associazione radicale di turno, totalmente avulsi dai bisogni e dalle richieste della realtà. A Rimini, dove li hanno istituiti perché settecento firme le chiedevano, ne hanno depositati sette di testamenti biologici.

E la "stepchild adoption", cioè l'utero in affitto legalizzato? Processo produttivo perfetto. La coppia gay non può avere figli? Che problema c'è, si seleziona la donna in un catalogo, si mescola lo sperma dei due aspiranti genitori in modo che al figlio sia negata la possibilità di conoscere sia chi è sua madre che chi è suo padre, si mette in cottura nel forno prescelto per nove mesi, ed eccolo là il "diritto incoercibile" che diventa realtà. E il figlio-oggetto che va ad abbellire la casa della coppia che figli non ne poteva avere. Ma ogni oggetto si può comprare, basta avere i soldi. Il diritto ad avere una mamma e un papà? Roba superata, roba medievale, roba da persone, da soggetti di diritto e di diritti. Se siamo oggetti, altri decidono per noi.

E' qui il punto. Se siamo oggetti altri decidono per noi. Decidono se possiamo nascere e quando dobbiamo morire, se possiamo avere una mamma e un papà o se dobbiamo allegramente farne a meno, se possiamo coscienziosamente obiettare e se possiamo sopravvivere a una malattia grave. Se sconnettiamo i fili che tengono insieme una società (mamma e papà, marito e moglie, genitore e figlio, medico e paziente, insegnante e allievo, uomo e donna) siamo una serie di monadi che si aggirano nel mondo alla ricerca di un senso che non può essere trovato. Gli oggetti sono inanimati. Questo stanno facendo: vogliono che perdiamo l'anima. Ci sarà un modo per opporsi alla quotidiana dose di veleno che sta rendendo imbevibile l'acqua dei pozzi?



permalink | inviato da marioadinolfi il 26/6/2014 alle 13:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

Utero in affitto? No, grazie

25 giugno 2014

CONTRO LA "STEPCHILD ADOPTION" MOBILITAZIONE DEL PAESE
di Mario Adinolfi 

Sulle unioni civili, sul testo base della legge che prevede una delega al governo da attivare entro sei mesi, non ho ancora ascoltato dalla viva voce del premier Matteo Renzi un'opinione articolata. Ci sono i suoi portavoce, i vari Ivan Scalfarotto e Monica Cirinnà, che parlano per lui. Ma io vorrei ascoltare da Renzi in persona un via libera a un progetto che intende utilizzare i voti presi il 25 maggio per costringere questo Parlamento, in cui ogni parlamentare ha paura di dover tornare a casa se si oppone al volere del governo, a varare un provvedimento che sarebbe una violenza al cuore delle convinzioni del tessuto sociale di un intero paese.

Un provvedimento che introduce il matrimonio gay senza chiamarlo matrimonio gay, che cita le unioni civili alla tedesca e invece ricalca le civil partnerships inglesi, che fa finta di dire no alle adozioni ma poi con la stepchild adoption legittima anche l'uso dell'utero in affitto, che fracassa il diritto di famiglia affermando di lasciarlo inalterato, che viola la Costituzione. Un provvedimento ipocrita, contro cui non potrà che esserci una massiccia mobilitazione nel paese. 

Ho scritto Voglio la mamma perché sapevo che in poche settimane saremmo arrivati a questo. Ho scritto Voglio la mamma in particolare perché avevo ascoltato Matteo Renzi nelle primarie 2012, quelle in cui da deputato tanto mi sono speso al suo fianco quando essere renziani significava essere passati a fil di spada, accennare alla stepchild adoption. Gli era stata suggerita la battuta, so bene da chi, credevo non volesse davvero arrivare a un provvedimento di legge. Ha dato retta ai suoi consiglieri e alle sue consigliere, ma forse Matteo non ha capito bene di cosa si tratta.

Con la stepchild adoption, il senatore Lo Giudice che ha proclamato come proprio il figlio che in realtà il proprio compagno ha avuto con una donna di cui aveva affittato l'utero, potrà dichiararlo come figlio proprio all'anagrafe. Con la stepchild adoption sarà completata la scellerata opera che ha fatto diventare i bambini una "cosa" da comprare. Il "diritto incoercibile" ad avere un figlio, diventerà come il diritto ad avere una casa o il lavoro. Ma la casa e il lavoro sono cose. Un figlio è una persona, è un soggetto di diritti, non un oggetto che possa essere per l'appunto oggetto di una compravendita come quella posta in essere con l'affitto degli uteri, che va a far leva peraltro sullo stato di bisogno delle donne sfruttandole fino a costringerle a vendere la maternità.

Contro questo provvedimento i circoli VLM si concentreranno nell'assemblea nazionale che terranno a Roma in piazza Montecitorio il 20 luglio alle ore 15. Nascono nuovi circoli ogni giorno e fatemi citare anche le relative neonate pagine Facebook di Voglio la mamma - ParmaVoglio la mamma - Torino eVlm Napoli. Ricordo a tutti che la email a cui segnalarsi per aprire dei circoli territoriali VLM è adinolfivogliolamamma@gmail.com che è la stessa a cui si possono ordinare le copie del libro. 

Ci mobilitiamo perché non ci piace farci fregare. Ci mobilitiamo perché ogni bimbo è figlio di una mamma. Ci mobilitiamo perché i figli non si pagano. Chi vuole trasformarli in oggetti di una compravendita non sa il male che sta per fare. I figli sono soggetti di diritti, non oggetto di desideri strampalati. Ugo e Peppe figli non ne possono avere, potete fare tutte le leggi del mondo, ma sempre figli non ne possono avere. Ugo e Peppe, se sono molto benestanti e hanno voglia di umiliare una donna che ha bisogno, possono comprarsene uno affittando il suo utero. Ma questa secondo noi è una violenza al bambino nascituro privato di una madre, alla madre stessa, alla natura delle cose e alla logica. Contro questa quadruplice violenza noi di VLM combatteremo. Armati di parole e serenità, ma combatteremo.



permalink | inviato da marioadinolfi il 25/6/2014 alle 14:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

Avete ragione voi

20 giugno 2014

Ieri sera, mentre ero ospite alla Zanzara di Radio 24, per rispondere alla quotidiana mitragliata di insulti che un esponente LGBT aveva avuto la grazia di rivolgermi (nel caso Vladimir Luxuria, secondo cui avrei scritto Voglio la mamma per "trovarmi un lavoro, il lavoro di omofobo", detto da lui, che con il lavoro di travestito c'ha campato in vari modi fino al Parlamento, l'Isola dei Famosi e il Grande Fratello), ho scoperto che il mio profilo Facebook e quello di VLM erano stati chiusi d'imperio.

A Giuseppe Cruciani e David Parenzo, che volevano minimizzare, spiegavo che negarmi la possibilità di esprimermi via social network, dato peraltro che gli amici di VLM erano diventati 23mila, era come se a loro fosse stata tolta la trasmissione. Avrebbero minimizzato?

Voglio la mamma è uscito tre mesi fa, da meno di due mesi abbiamo cominciato a costituire i circoli, da allora è stato un susseguirsi di insulti, dispetti, contestazioni, censure, minacce e il tutto nel silenzio assoluto dei media, con l'obbligo delle tv di non parlare mai di VLM, dei giornali di non recensirlo, del ceto intellettuale di oscillare tra la derisione dell'autore e l'accusa insopportabile di omofobia o addirittura parafascismo. Le librerie hanno cominciato a boicottare la diffusione e per fortuna abbiamo attivato l'email adinolfivogliolamamma@gmail.com dove migliaia di persone hanno ordinato VLM per averlo subito a casa, aggirando così ostacoli e lentezze.

Vi assicuro però che è faticoso. Leggere anche colleghi blogger, giornalisti o scrittori "liberali" esultare per la chiusura del mio piccolo spazio sul web di libera espressione del pensiero mi ha fatto capire che forse tutta questa fatica è graffiare il muro con le unghie. Ho subito sgarbi anche da persone che consideravo amiche, che da me hanno ricevuto molto, adesso sono un po' stanco. Che vi devo dire, avete ragione voi. Continuate così, tappando la bocca a chi la pensa diversamente da voi sulla famiglia, sulle ragioni del nascere, dell'amare, del morire, otterrete il risultato che vi state prefiggendo: dimostrare che due più due non fa quattro.

Io stacco, almeno per un po'. VLM e io stesso non meritavamo tutto quello che siamo stati e siamo costretti quotidianamente a subire. Adesso togliamo il disturbo, troverete sicuramente qualcun altro da offendere, odiare, minacciare, censurare, mettere a tacere.

Buona continuazione.



permalink | inviato da marioadinolfi il 20/6/2014 alle 6:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (42) | Versione per la stampa

Direttismo e rottamazione, M5S e Pd

15 giugno 2014

SE GRILLO E RENZI SI METTONO A FARE LE RIFORME INSIEME
di Mario Adinolfi 

Da due anni, da quando alle primarie 2012 ero nella sparuta pattuglia dei parlamentari renziani e dovevo fronteggiare la marea insultante ("fascistoidi", ci definiva l'Unità) dei colleghi non renziani oggi tutti magicamente convertitisi, predico un renzismo complementare al grillismo: due facce della stessa medaglia, due elementi antisistema utili a far fuori un sistema che ha prodotto l'Italia disastrata della nostra contemporaneità. In questo senso, una volta perse le primarie da rottamatori, pur di non votare il Pd di Bersani, continuista rispetto al sistema e inconciliabile con la mia visione sui temi etici, alle politiche 2013 ho votato al Senato per il M5S. Giù altri insulti. Per fortuna qualche milione di italiani ha fatto come me: il Pd nei sondaggi di novembre-dicembre 2012 veniva dato al 40%. Io dissi in tv da Myrta Merlino (che ancora lo ricorda) che se avesse vinto Bersani il Pd avrebbe preso il 25% e il M5S sarebbe diventato il primo partito. Tutti risero.

Per la verità, stavolta chiamo a testimone Stefano Menichini, dal 2007 su Europa provavo a spiegare in una rubrica quotidiana quel fenomeno nato attorno a Grillo e ai V-Day, ammonendo sull'immensa potenzialità elettorale del combinato disposto di strumento tecnologico (internet) e progetto politico (il direttismo, cioè l'ideologia nata attorno ai temi della democrazia diretta che rende inutili le mediazioni ai tempi del web). Chiesi da quelle pagine inutilmente al mio amico Dario Franceschini di lasciar iscrivere Grillo al Pd quando questi ne fece richiesta e di "costituzionalizzarlo" facendolo partecipare alle primarie. Qualche anno prima, nel 2001, a mettere le basi del direttismo in Italia eravamo stati noi, un gruppetto di ragazzi di Roma che candidarono me sindaco con la lista Democrazia Diretta e il simbolo della chiocciola di internet, replicando l'esperimento alle elezioni del 2003. A quei tempi Grillo spaccava ancora i computer sul palco dei suoi spettacoli, ma due anni dopo quel genio di Gianroberto Casaleggio, facendo un taglia-incolla delle nostre elaborazioni politiche di Democrazia Diretta, andava a proporgli di fare il megafono di un progetto che sarebbe sfociato nel M5S. Il resto è storia.

Adesso queste due facce della stessa medaglia, la rottamazione renziana e il direttismo grillino, che sono poi anche le due ali della mia anima politica, forse cominciano a parlarsi. Ho sempre faticato a spiegare perché io sia stato direttista e renziano, pochi hanno capito che le due cose insieme hanno una capacità innovativa esplosiva rispetto alla condizione di separatezza caratterizzata dall'insulto reciproco, come è stato fino ad oggi. Insomma, se Renzi le riforme le fa con Grillo, le fa meglio che se le facesse con Berlusconi. E se Grillo smette di fare il profeta di sventure e sceglie di fare politica, scoprirà quanto è bello avere oltre il 20% dei voti degli italiani se si vuole contribuire a cambiare un paese che va radicalmente cambiato.

Attenzione, però. Leggo che il punto di incontro dovrebbe essere cercato nella legge elettorale. Errore. Fottetevene della legge elettorale, tenetevi il Consultellum che nel breve periodo è la migliore legge elettorale possibile. Se il Pd di Renzi e il M5S di Grillo si parlano, parlino della vera riforma strutturale in campo: l'abolizione del Senato. Non nella versione pasticciata del ministro Boschi, ma in una versione radicale che a parole pare trovare anche il consenso di Forza Italia. Pd e M5S possono avere reciproco interesse a creare un sistema monocamerale in cui Palazzo Madama, semplicemente, non esiste più. Corrisponde alle esigenze di snellezza delle decisioni chiesto da Renzi e può essere una bandiera sulla via del direttismo (che è antiparlamentare, punta al superamento del Parlamento) per il M5S. Con tanti saluti a Vannino Chiti.

Renzi con i voti dei parlamentari del M5S e la paura dei parlamentari delle altre forze che vedono le elezioni come la fine della pacchia e l'obbligo di cercarsi un lavoro vero, può portare a casa qualsiasi risultato. Grillo può assaporare il gusto della politica che decide, che cambia davvero le cose. Ma bisogna scegliere il terreno giusto: non quello cavilloso per legulei della legge elettorale, ma quello ambiziosissimo della riforma costituzionale di portata epocale. Scelgano l'ambizione e non i cavilli. Smettano i due, Renzi e Grillo, di considerarsi competitori nel campo di chi innova di più temendo che l'uno possa far sparire l'altro. Ormai hanno vinto. Hanno vinto tutti e due. Sedici mesi fa, quando Bersani doveva stravincere le elezioni, mi avete dato del pazzo mentre ve lo spiegavo. Oggi la rottamazione generazionale e quella direttista possono andare al potere insieme. Per costruire un'Italia nuova e diversa, quindi inevitabilmente migliore. Non sprechino l'occasione.



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Matteo, l'Unità, il Pse, Europa, Orfini

14 giugno 2014

RENZI E LA QUESTIONE DEI SIMBOLI
di Mario Adinolfi 

Facciamocene una ragione. Matteo Renzi dei simboli se ne fotte. Per chi, come chi scrive, ha fondato il Pd credendo che fosse il luogo per "costituzionalizzare" un'area di sinistra postcomunista che non avrebbe mai potuto ambire alla vittoria, esercitando una egemonia culturale e politica che aveva anche aspetti simbolici, l'avvento dell'era renziana è stato un colpo mortale.

Siamo stati sette anni a traccheggiare sulla questione del socialismo europeo spiegando che era un vecchio arnese ai tardo-socialisti che invece ci volevano schiaffare dentro quella ridotta? Bam, arriva Renzi segretario e si finisce in dieci giorni nel Pse a fare i salamelecchi a Martin Schulz. Siamo stati a battagliare per sette anni chiedendo ai volontari della Festa dell'Unità di non chiamarla Festa dell'Unità, ma Festa Democratica perché bisognava far capire che eravamo un'altra cosa dalla filiera Pci-Pds-Ds? Arriva Renzi e sfotte pure il povero Lorenzo Guerini, di estrazione popolare come lo stesso Matteo, annunciando che si torna ai salsicciari della Festa dell'Unità. Si è difeso un fortino di intelligenza giornalistica attorno al quotidiano Europa, che ci sono circoli del Pd (come ad esempio il mio di via dei Giubbonari) che ostinatamente ancora oggi considera come quotidiano "eretico" appendendo per la lettura gratuita degli iscritti solo l'Unità? Basta Europa, fusione dentro l'Unità.

Lo ammetto, per quelli come noi che abbiamo "il cuore di simboli pieno", che ancora abbiamo i brividi se ascoltiamo un vecchio discorso di Moro o di Martinazzoli, è uno choc. Viviamo nel paradosso: dopo sette anni di dominio postcomunista del Pd, arriva finalmente un leader che è stato segretario del Ppi a Firenze e consegna tutti i nostri vessilli? Ma Matteo dei simboli se ne fotte. E ovviamente ha ragione lui. Pare aver fatto un patto: a voi (comunisti) le questioni simboliche, a noi (cioè a se stesso) la ciccia. 

Renzi ha deciso e ha convinto tutti: vi diamo il Pse, la Festa dell'Unità, la chiusura di Europa fuso dentro l'Unità (moribonda). Vi diamo pure il presidente del partito. Però no Nicola Zingaretti. Meglio Matteo Orfini, che parla come il tosto D'Alema ma non è D'Alema, che ha sostenuto il colto Cuperlo ma non è manco laureato, che ha imparato da piccolo che la politica è solo rapporti di forza ed ha chiarissimo chi ha la forza in mano in questo momento. Zingaretti, sul punto, poteva andare in confusione. E vedrete che alla Festa dell'Unità inviteranno anche Mineo e Chiti a parlare, in qualche evento marginale. E li faranno scrivere sulla nuova Unità. Ma, intanto, dalla commissione dove si decide, fuori dai coglioni.

Il renzismo è pragmatismo. Io, per capirci, non ce l'avrei mai fatta. Avrei reso, come ho sempre pensato, il Pd partito nazionale centrale ricalcato sul modello Dc e mi sarei preso pure tutti i simboli. Per questo Renzi è Renzi e vince sempre: ha fatto del Pd la nuova Dc, l'ha portata al 40.8 e i simboli li ha lasciati tutti a loro. La roba che non conta un cazzo gliela regala: che volete oggi, un elogio di Berlinguer e un "sciacquatevi la bocca"? Serviti. Serve anche un divorzio breve? Eccolo qui. 

Bravo Matteo, hai vinto. Non hanno manco capito che tutti quei vessilli inutili che hai lasciato nelle loro mani sono i simboli della tua vittoria definitiva. Occhio a non esagerare, però. Tu sei sempre stato il Renzi di Rignano, il boy scout segretario dei Giovani popolari prima e del Ppi poi a Firenze, sei sempre quello della Messa domenicale a Pontassieve e finché li devi riempire di chiacchiere e bandierine, regala tutto quello che c'è da regalare. Sulle cose serie, ragionaci. Se semo capiti.



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Quella Corte Costituzionale esposta al vento

12 giugno 2014

AVERE UN FIGLIO E' UN DIRITTO ASSOLUTO?
di Mario Adinolfi

Incoercibile. La nuova parola chiave scolpita nelle tavole della legge dalla Corte costituzionale è: incoercibile. Per la precisione, nel caso, incoercibile è il diritto ad avere figli se li si desiderano secondo le recenti motivazioni alla sentenza sulla fecondazione assistita scritte da Giuseppe Tesauro. Da questa incoercibilità deriva oggi l'incostituzionalità proclamata del divieto di fecondazione eterologa previsto dalla legge 40, domani con questa sentenza si giustificherà altro: ad esempio il desiderio di genitorialità di una coppia omosessuale diventerà diritto, perché quello ad avere prole è configurato ormai dalla Consulta come diritto assoluto. I cancelli sono aperti. Ma la strada dove porta?

Lette e rilette le motivazioni della Consulta non convincono. Certo, ci sono pizzichi di giurisprudenziale prudenza sparsi qua e là, ma la sostanza è preoccupante e l'impressione è che da troppo tempo l'Alta Corte stia sentenziando con l'occhio rivolto più a qualche attrattiva di tipo politico-mediatico, sotto la spinta di una supposta opinione pubblica rappresentata in realtà da qualche giornale ad alta tiratura, che in punta di diritto. E così il nuovo assalto alla legge 40 sembra seguire più un caos modaiolo che un ragionamento rigoroso in termini giuridici.

Non c'è da meravigliarsi. Sono di poche settimane fa ben due sentenze di tribunali lombardi che hanno assolto altrettante donne dall'accusa di alterazione di stato, dopo aver portato in Italia "figli" acquistati all'estero e generati con le tecniche del cosiddetto utero in affitto. Sempre in virtù del presunto diritto incoercibile ad avere figli infatti è stata assolta, ad esempio, una donna 54enne milanese che è andata a comprarsi l'ovocita di una donna indiana, per impiantarlo nell'utero di un'altra donna indiana dopo averlo fecondato con lo sperma del suo compagno, acquistando poi per qualche decina di migliaia di euro il bambino così nato e da quella donna partorito in India, che dunque con la 54enne milanese non ha alcun rapporto di parentela. Quella donna può, per l'anagrafe italiana e a tutti gli effetti, dichiarare il bambino acquistato in India con questa folle procedura come suo figlio. D'altronde, se il diritto ad avere figli è un diritto assoluto, tutto è consentito. Tranne quello che è vietato. In Italia la legge vieterebbe l'utero in affitto. Ma ci penserà la Corte Costituzionale a risolvere anche questa contraddizione. Stiamo sereni.

In realtà un ordinamento che trasformi i desideri in diritti è un ordinamento destinato a perire. I desideri non sono diritti. Si può desiderare un figlio, si può cercare con la tecnica di aggirare le difficoltà, ma non si può ritenere che non ci sia un limite. Sì, nella sentenza della Corte costituzionale qualche pallida limitazione viene ancora mantenuta, ma con veli di ambiguità che hanno fatto gridare a molti che si è tornati ormai al far west procreativo antecedente al varo della legge 40. Sono stati rimossi di fatto tutti i limiti, come è logico che sia se si proclama un diritto "incoercibile" a figliare, se si trasforma il desiderio in diritto e in diritto assoluto.

Essere preda delle ondate emotive dell'opinione pubblica o della supposta opinione pubblica è un grave errore in generale, diventa gravissimo se le delicate decisioni sulla vita e sulla morte delle persone vengono prese in questo modo da quindici persone vestite d'ermellino. Questo sono decisioni che attengono al dibattito democratico, sono i cittadini a dover decidere e il Parlamento a dover legiferare. I cittadini si erano espressi sulla legge 40 per via referendaria, dopo che il Parlamento aveva legiferato. Quindici persone, tra l'altro per quel che si sa divise al loro interno, hanno deciso al posto di tutti. Otto o nove persone hanno deciso dunque che a un bambino possa essere negato il diritto a conoscere il proprio genitore, perché la fecondazione eterologa a questo espone i nascituri. L'auspicio è che il Parlamento, è che Matteo Renzi troppo silenzioso e imbarazzato sulle materie eticamente sensibili, vogliano mettere mano e legiferare. Se la politica abdica e lascia questo territorio tutto in mano alla magistratura e alle sentenze della Corte costituzionale, compie un errore irrimediabile e lo compie per viltà e incapacità, due difetti che i politici di rango proprio non possono avere.

I desideri non sono diritti, di certo non sono mai diritti assoluti. Un figlio è un dono, nasce dall'amore e dall'accoglienza. Non è un oggetto da ottenere ad ogni costo. Riscoprendo un senso del limite, forse riscopriremo anche l'intensa umanità che si annida dentro l'essere genitori e non meri procreatori. Ricordando che prima di tutto e tutti vengono i diritti dei bambini, dei figli. Prima di ogni egoismo degli adulti scambiato per amore, che è invece alla fine solo amore di sé.



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La lista Tsipras era una truffetta

9 giugno 2014

IN DIFESA DI BARBARA SPINELLI
di Mario Adinolfi 

Premessa. Non voterei mai Tsipras, né Sel, né tutte quelle accozzaglie tra rifondaroli ancora militanti o semipentiti, credo che la sinistra sia il Pd e tutto il resto sia dettaglio tutto sommato inutile. Per cui il ragionamento che segue sarà breve e del tutto astratto da interessi personali. Anzi, ho una simpatia umana per il buon Marco Furfaro, essendo stato anche io primo dei non eletti subentrante e avendo dovuto anche io battagliare con un tizio che non voleva mollare la poltrona. Ecco però la questione: nel mio caso il tizio era tal Pietro Tidei, collezionatore di poltrone da una vita e incompatibile per legge nel ruolo di sindaco e deputato, personaggio più che chiacchierato e proprio ieri battuto nel suo feudo di Civitavecchia dove voleva fare per l'ennesima volta il sindaco. E invece i "blogger", come lui li ha sempre chiamati con disprezzo, gli hanno fatto vedere di che pasta sono fatti: prima io e poi il M5S, nel giro di un paio d'anni gli abbiamo tolto entrambe le poltrone. Buon vitalizio, Pietro. Addio.

Ma, insomma, a me è toccato Tidei. A Furfaro, Barbara Spinelli. Ora, io non sempre condivido le opinioni di Barbara Spinelli, anche io provo oggettivo fastidio nel leggere le sue email dall'appartamento di Parigi, anche io credo che se uno dice "non farò l'europarlamentare" e poi lo fa ci siano ragioni di recriminazione. Però, andiamo, abbiamo fatto una campagna elettorale in cui la metà dei capilista ha chiesto le preferenze senza avere nessuna intenzione di andare in Europa (Lupi, Meloni, Lorenzin, Ovadia) viva qualcuno che fa il percorso contrario: chiede i voti, poi cambia idea e in Europa ci va. E poi quel qualcuno è Barbara Spinelli. Quel cognome è l'Europa.

Mi sto ammattendo da giorni e sono stato zitto, ma davvero non riesco a comprendere gli impazzimenti mediatici che invertono la logica: hanno fatto una lista che si chiama l'Altra Europa, l'hanno intestata a un leader greco, hanno fatto il quattro per cento più uno sputo e non ho fatto i conti ma credo che lo sputo sia più o meno il numero di preferenze di Barbara Spinelli che ha trainato la lista in più circoscrizioni. Poi riesci ad avere un'eletta di quel calibro e non la implori di restare all''Europarlamento? Ma allora 'sta Tsipras era tutta una truffetta, era un giochino per dare un europarlamentare a Sel, uno a Prc e uno a Repubblica, che non potevano presentarsi con i rispettivi marchi e si sono mascherati. Però dovevate dirlo.

Barbara Spinelli è forse l'intellettuale italiana vivente di maggiore spessore. Lo ripeto, lo affermo senza condividere molte delle sue opinioni. Ma non c'è dubbio altre donne del suo calibro nello scarno panorama delle intellettuali italiane non me ne vengono in mente, che possano stare in Europa considerando l'Europa casa propria. Sicuramente il greco a cui avete intestato la lista preferisce una Spinelli a un Furfaro e chiamatelo fesso e avrà operato pressioni. Credo che si possa serenamente accettare che la figlia di Altiero Spinelli sieda al Parlamento di Bruxelles. Fossi in loro, in tutti quelli che hanno animato e votato Tsipras, ne sarei pure un pizzico orgoglioso. Ma quella sinistra che non è più sinistra è solo una guerra tra bande mascherate da microsigle. E l'Altra Italia era un'altra mascheratura. Contro la Spinelli si fa un altro giro del consueto regolamento di conti, anche se i conti sono tali che quella sinistra lì ha da portare i libri in tribunale. Chiunque voglia bene alla politica non può che dispiacersene.



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Romapride, una piattaforma senza senso

7 giugno 2014

L'IRRICEVIBILE DOCUMENTO POLITICO DEL GAY PRIDE
di Mario Adinolfi

Oggi c'è a Roma il Gay Pride. Al di là dei carrozzoni e delle carnevalate, c'è un documento politico di richieste leggibile sul sito della manifestazione. Gli Lgbt chiedono la legge cosiddetta antiomofobia (legge liberticida che renderebbe processabile l'autore di un libro come Voglio la mamma), il matrimonio omosessuale e la conseguente omogenitorialità (con figli nati nel caso dei gay da procedure come l'utero in affitto e comunque sopprimendo la figura materna: vogliono negare ai bimbi per legge il diritto ad avere una mamma), il "riconoscimento dei poliamori e delle relazioni aperte come differenti forme di affettività che ciascuna e ciascuno di noi può scegliere liberamente" (perché come è logico, se salta il matrimonio tra un uomo e una donna bisogna tutelare pure le attruppate a tre, a quattro, a otto). Tutto questo con una richiesta di premessa: un welfare che "superi radicalmente l’attuale impostazione familista", dunque meno soldi alle famiglie "normali" che tirano avanti la carretta e crescono i figli, per dirottarli su non si sa bene quale formula di tutela e a quali soggetti, basta che si "superi radicalmente" un welfare che sostenga i papà e le mamme, come se mai questo tipo di welfare si sia realizzato in Italia. La famiglia italiana naviga nell'oro, superiamo "radicalmente" il "welfare familista", massì. Tutta questa massa di stronzate è contenuta nel "documento politico" del Roma Pride che va in scena oggi a Roma. Per questo mi imbufalisco quando mi danno dell'omofobo. Io non combatto gli omosessuali, non ho alcun fastidio per la loro inclinazione e quello che fanno sotto le lenzuola è affar loro. Io rivendico il diritto di combattere politicamente un'impostazione sbagliata, caotica, irrazionale, prepotente e discriminatoria che se dovesse affermarsi genererebbe un mondo peggiore per i nostri figli. Genererebbe l'obbrobrio della compravendita dei gameti e dei bambini oltre che lo sfruttamento delle donne e l'umiliazione della maternità nelle procedure di utero in affitto, la negazione di diritti fondamentali dei bambini come quello a conoscere la propria origine biologica, la negazione per legge al diritto ad avere una mamma, la frantumazione di una società basata sulla famiglia sostituita da una società composta da generici "poliamori", la definitiva desertificazione di prospettive di welfare che aiutino la famiglia dove un papà e una mamma si fanno carico faticosamente di crescere figli e spesso di sostenere disabili e anziani non autosufficienti, dirottando le già scarse risorse verso chissà quale destinazione.

Da una parte papà e mamma con la loro solitaria fatica quotidiana per crescere figli e far andare avanti una famiglia, dall'altra i "poliamori" e gli uteri in affitto. Dovete scegliere. Quando vi diranno di nuovo "ma che male c'è se due uomini vogliono sposarsi", rispondi che due uomini possono fare quello che vogliono, ma matrimonio e famiglia sono parole serie, che raccontano la fatica contemporanea e di centinaia di generazioni passate. Per questo noi difendiamo il senso delle parole.

Siamo radicalmente alternativi al documento politico presentato dal Roma Pride, rivendichiamo il diritto a dirlo, i circoli VLM sul territorio faranno conoscere questa piattaforma di richieste messe nero su bianco e spiegheranno perché la contrastano. Non è omofobia, è battaglia politica. Riteniamo sia nostro diritto lottare, almeno quanto è loro diritto farlo. A scegliere, però, devono essere gli italiani: non qualche sentenza surrettizia della magistratura. Siamo certi che gli italiani nella stragrande maggioranza rifiutano in blocco la paccottiglia ideologica del Roma Pride e, come si è dimostrato ovunque e da ultimo in Francia, la sinistra che dovesse dare loro spazio è una sinistra destinata al tracollo. Ci rifletta bene Matteo Renzi, che non a caso gli organizzatori del Roma Pride tirano per la giacchetta. Quella roba lì è irricevibile. Quel documento politico spiega cosa chiede una piccola lobby peraltro frastagliata e rissosa al proprio interno che ha consentito a qualche omosessuale di costruirci sopra una carriera. La spiegazione è chiara. La nostra risposta anche.



permalink | inviato da marioadinolfi il 7/6/2014 alle 7:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa

Cos'è veramente l'eutanasia

5 giugno 2014

Il Fatto Quotidiano dedicava ieri una paginata intera all'eutanasia, quasi invocandola, raccontando storie agghiaccianti dal Policlinico Gemelli di Roma con tanto di imprimatur medico. Diffidate dei medici che dicono ai pazienti di morire e che raccontano questo come fosse un atto liberale. Vi stanno fregando, è un falso mito di progresso. Quelli del Fatto mettono la paginata sull'eutanasia sotto la testatina "diritti". Non c'è nessun diritto all'eutanasia. Quel che davvero è l'eutanasia lo racconta questo documentario francese che il circolo VLM di Roma ha fatto sottotitolare in italiano. Qui viene raccontato cos'è l'eutanasia dove l'eutanasia c'è davvero, in Belgio e Olanda. Dico, Belgio e Olanda. Non Campania e Calabria. Guardate il volto dell'infermiera che racconta come pazienti che lei avrebbe "rimesso in piedi in tre o quattro ore" siano stati invece deliberatamente soppressi con un'iniezione di cloruro di potassio. Guardate come funziona davvero l'eutanasia dove l'eutanasia c'è (per attivare i sottotitoli selezionare la lingua dal menu a tendina in verde) http://www.amara.org/it/videos/rnjLNfff3PZu/info/leuthanasie-jusquou-derniere-version-du-documentaire/ guardate e non fatevi fregare. L'eutanasia non è un diritto, è solo una legge che serve ai medici per sopprimere impunemente i casi difficili e risparmiare sui costi della sanità



permalink | inviato da marioadinolfi il 5/6/2014 alle 2:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa

Hanno occupato tutto, osano ancora parlare

4 giugno 2014

Oggi ho dovuto dire in tv quel che penso di questo sistema corruttivo che abbiamo sotto gli occhi. Un tizio che fino a ieri faceva il tesoriere del Pdl, parlamentare del Pdl, ha osato mettere in discussione l'operato di Renzi in materia di nomine. Ora, chi mi legge qui lo sa, io non ho mai avuto difficoltà a criticare anche duramente il presidente del Consiglio, di cui pure sono stato un parlamentare-sostenitore quando esserlo costava il posto, cioè quando si perdeva. Oggi che è stato eletto imperatore mi diverte di più criticarlo che osannarlo. Che però un tizio di un partito che in vent'anni ha occupato tutto l'occupabile, dalla Rai alle aziende di Stato, dalle municipalizzate a ogni strapuntino della cosa pubblica, venga oggi a criticare Renzi perché il vicepresidente di Banca Toscana è il papà della Boschi, mi ha fatto ritenere necessario alzare la voce per dirgli: "Come osi?". Hanno occupato tutto tutto tutto, lo ha fatto il Pdl e lo ha fatto la vecchia guardia del Pd, oggi non osino equiparare al loro sistema marcio l'azione di una giovane generazione che è solo all'inizio del suo lavoro e che è l'unica speranza per far ripartire questo corrotto Paese e emanciparlo dalla schiavitù delle mazzette e delle ruberie ogni qual volta sia erogato denaro pubblico. Non osino. Gliel'ho detto. Il tizio è impazzito e ha insultato in maniera grave. Forse manco mi va di querelarlo, mi accontenterò di vederne il tramonto.




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