.

blog letto: 3614863 volte

Resta aggiornato con i feed
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

l'assenzio

Morgan cantava questa canzone sul palco di Sanremo nel 2001. "in fondo / se perdi il controllo / non fai niente di male / gli effetti speciali, la polizia, / travestirsi, la censura, l'oppio, / la religione, il lego, / l'assenzio fanno bene fanno male, / sto bene sto male (the song of nothing)  / fanno bene fanno male, / sto bene sto male (the power of nothing)  / fanno bene fanno male, sto bene sto male,  / fa bene fa male". Tutta la Rai sapeva della passione di Morgan per le droghe. E ora gli ipocriti lo cacciano.



Stasera a poker vinco io

9 febbraio 2010

Stasera alle 22 si gioca la tappa del campionato IPP su Full Tilt. E' un modo con cui la nostra associazione una volta alla settimana sta insieme e gioca, per un montepremi, per la maglia di titolare della nazionale ITALIAN POKER PLAYERS, per il bounty che pende sulla mia testa. Di solito lo si vince facile, ma stasera mi impegno e punto a vincere io la tappa, dunque occhio.

Si gioca alle 22 ore italiane (ore 16 ET, area tornei privati, buy in 26$, password IPP).

Se non sei iscritto a Full Tilt scarica il software da questo link

http://www4.fulltiltpokeritaly.it/it/

Registrati e quando ti chiedono il codice promozionale scrivi: mario71

Dopo comunicami il nickname e ti farò avere accesso al tavolo, al freeroll da 5.000 dollari e in più avrai un bonus pari al primo versamento fino a 600 dollari.

Ieri sera una persona mi ha fermato, dalla tasca ha tirato fuori il mio romanzo e mi ha chiesto un autografo. Era un pokerista e s'è ritrovato in quella storia. Sono cose belle, sono belle storie, vanno vissute, per chi ce la fa.




permalink | inviato da marioadinolfi il 9/2/2010 alle 10:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

Cose fatte nel weekend

8 febbraio 2010

Ho fatto parecchie cose nel fine settimana.

1. Sono andato a scegliere il liceo per la figlia (ricordata la "seienne" del giugno 2003 quando questo blog aprì i battenti? Ecco, quella ora va al liceo). Dopo faticosa opera di convincimento pare che allo sfigato liceo Socrate di circonvallazione Ostiense siamo riusciti a far passare l'idea di andare al tosto liceo Visconti di piazza del Collegio Romano. Resta in piedi l'ipotesi del linguistico sperimentale al Virgilio. Il sabato di orientamento lì è fissato al 20 febbraio. Pre-iscrizioni entro il 26 marzo.

2. Ho fissato la presentazione del mio romanzo al pubblico per il 10 marzo, alla Feltrinelli di largo Argentina l'hanno già esaurito due volte e la cosa dà soddisfazione.

3. Ho continuato a fare soldi per la Scommessa Collettiva grazie alle solite prestazioni positive delle prime due squadre di ogni campionato (oh, non perdono mai, la teoria della bancata è clamorosa, seguitela).

4. Mi sono interrogato a lungo sul sesso del nascituro con la mamma del nascituro.

5. Sono andato a vedere Avatar. Bellissimo. Un po' noioso.




permalink | inviato da marioadinolfi il 8/2/2010 alle 17:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa

Polemiche

5 febbraio 2010

Ci sarebbe questa polemica della comunione negata ai gay, non riesco veramente a comprenderne le ragioni, è ovvio che la comunione sia negata a chi contravviene le regole per riceverla. La Chiesa prevede il concetto di peccato mortale, cancellabile attraverso la confessione che però per essere valida deve essere compiuta seguendo una serie di condizioni tra cui "il proposito di non peccare più".

Se uno vuole essere gay, avere rapporti omosessuali ed insieme essere in regola con le condizioni della Chiesa per ottenere l'accesso alla comunione, è in contraddizione evidente. La questione riguarda anche me: sono separato, vivo con un'altra donna, la Chiesa non mi riconosce la possibilità di fare la comunione. E' la regola del club, la accetto come tale, sono infastidito anche dai ciclici articoli di giornale sulla necessità di far fare la comunione ai divorziati. E' una richiesta senza senso.

Se a calcio vuoi segnare con le mani e poi ti lamenti se l'arbitro fischia il fallo e annulla, semplicemente non ci stai con la testa.

A proposito di calcio, obblighi fantacalcistici: Buffon Caceres Agostini Cassani Beckham Diego Candreva Taddei Amauri Ronaldinho Pazzini (Ziegler Felipemelo Alvarez Eto'o).




permalink | inviato da marioadinolfi il 5/2/2010 alle 19:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (34) | Versione per la stampa

Ringraziando per l'attenzione

4 febbraio 2010

A una settimana dall'uscita del mio ultimo romanzo in libreria, fatemi ringraziare chi lo aiuta a crescere facendolo conoscere: da Repubblica a CardPlayer, da Wittgenstein a Sky, a innumerevoli siti e forum e blog, alle 20 librerie Arion di Roma che hanno dato particolare attenzione al volume. Grazie davvero a tutti. In cambio regalo ai lettori di questo blog le pagine che fanno da prologo alla trama

CONOSCERE PER DECIDERE 

Il poker è il solo gioco adatto ad un uomo adulto. La vostra mano contro quelle di tutti gli altri, e le mani di tutti gli altri contro la vostra. Chi mai ha costruito una fortuna col lavoro di gruppo? (Somerset Maugham)    
 

Il poker è un gioco di carte e di persone. Le carte possono esserti amiche e nemiche. Le persone, sempre nemiche. Per imparare questa fondamentale lezione bisogna essere stato, almeno una volta, il bubble boy. Si chiama così lo sfortunato che in un torneo di poker texas hold'em viene eliminato per ultimo prima della zona premi. Abitualmente si premia il dieci per cento dei partecipanti. In un sit 'n' go, tipo di torneo veloce che si svolge di solito con nove giocatori seduti attorno a un solo tavolo, il montepremi viene spartito tra i primi tre classificati: la zona dei pagati dunque sale al trentatré per cento. Un sit 'n' go high roller è un torneo dove si paga una tassa d'iscrizione molto alta, minimo diecimila euro. Li sto osservando da un po'. Sono un giocatore, ma anche un curioso. Sono un "rounder", uno che gioca per passione, organizza i tornei per professione e questo sit 'n' go l'ho organizzato io. Per tutti sono l'Organizzatore. Ci guagagno? Certo. Ci guadagno il dieci per cento del montepremi, da cui detraggo una tassa per il casinò e lo stipendio della dealer, la splendida ragazza bionda che sta dando le carte, che per inciso è la mia ragazza. Ma non occupatevi di me. Guardate loro. Stanno giocando ancora in quattro e hanno messo per sedersi al tavolo trentamila euro per uno. Chi arriva quarto sarà il bubble boy e lascerà la sala al secondo piano del casinò di Venezia con molta tristezza addosso e con trentamila euro di meno in tasca.  
 

Il casinò di Venezia atterrisce già al'ingresso, qui a ca' Vendramin sfoggia una targa in cui ricorda che Riccardo Wagner è morto tra queste mura. Per salire al secondo piano si attraversano sale con grandi dipinti d'autore, ma chi gioca spesso non si accorge di nulla. Si fa appoggiare dal motoscafo sul pontile, entra e va dritto al tavolo. I quattro rimasti a questo sit 'n' go non fanno eccezione. C'è il ragazzino ventiquattrenne coccolato da tutti, gioca con addosso la sciarpa della Juventus con cui si protegge il viso, non guarda mai negli occhi l'avversario e per terra ci sono le carte decisive. Flop: tre di quadri, tre di cuori, asso di picche. C'è stato un raise preflop, un rilancio prima che scendano le carte comuni, gli avversari del tavolo hanno passato la mano e sono rimasti in due, il ragazzino e un quarantenne silenzioso in posizione di bottone, hanno la stessa quantità di chips più o meno. Parla prima lo juventino e punta un quarto del suo stack, il quarantenne vede. Al turn scende un sette di fiori. Check di entrambi. Ultima carta, quattro di cuori. Il ragazzino trattiene un sussulto: ha giocato con tre e quattro, ha full, anche se l'avversario aveva l'altro tre del mazzo non gli mette più paura, l'asso è fuori gioco, la coppia d'assi avrebbe rilanciato ulteriormente preflop. C'è solo una combinazione che teme e allora, scostando la sciarpa dalla bocca, il giovane chiede:  
 

- Hai coppia di sette in mano?  
 

- No.  
 

- Giuri?  
 

- Giuro su mio figlio che non ho coppia di sette.   
 

Con due sette il full di sette con i tre batterebbe quello di tre con i quattro realizzato al river dal ventiquattrenne improvvisamente loquace e rinfrancato, che annuncia l'all in. Sorpreso dall'instant call dell'avversario. Il dealer invita a girare le carte. Sciarpa sul tavolo, espressione di giubilo, il ragazzo mostra il suo full. Il quarantenne, silenzioso, apre le sue carte. Coppia di sette. Parte uno sguardo di odio quasi tenero.  
 

- Ma avevi giurato su tuo figlio...   
 

- Ho solo figlie femmine. 

(estratto da La Ricerca della Costante, Mario Adinolfi, AlibertiCastelvecchi 2010)




permalink | inviato da marioadinolfi il 4/2/2010 alle 10:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa

Cocaina

3 febbraio 2010

Sullo scandalo Morgan-cocaina-cacciata da Sanremo ho rilasciato una dichiarazione ufficiale, dopo aver cercato rapidamente su Google che sono rei confessi di utilizzo di droghe: Povia, Emanuele Filiberto, Fabrizio Moro e Irene Grandi.

ADINOLFI: FESTIVAL DELL'IPOCRISIA, LA GRANDI SI FUMAVA SPINELLI A RAIUNO

"La cacciata di Morgan dal cast di Sanremo lo trasforma nel festival dell'ipocrisia, adeguato al tempo regnante in Italia. Sarebbe divertente ora fare l'antidoping al cast dopo ogni serata". Mario Adinolfi sul suo blog contesta la cacciata di Marco Castoldi dalla gara canora sanremese per le dichiarazioni sull'uso di cocaina rese (e poi smentite) a un periodico: "Informo i vertici Rai che, nel cast principale, su quindici residui partecipanti al concorso ben quattro hanno ammesso esplicitamente di aver usato droghe: sono sua maestà Emanuele Filiberto, Povia, Fabrizio Moro e Irene Grandi. Quest'ultima si è addirittura vantata pubblicamente di aver fumato uno spinello in diretta su Raiuno davanti a Carlo Conti. Se facessimo la prova del capello, che evidenzia l'utilizzo di sostanze stupefacenti negli ultimi sei mesi, sicuri che solo Morgan finirebbe esposto al pubblico ludibrio? E dei vertici delle reti e delle testate giornalistiche della Rai vogliamo parlare? Anche lì un test antidroga lascerebbe tutti tranquilli? Quegli stessi vertici che hanno selezionato comunque Morgan per Sanremo. Io ho lavorato con lui anni fa a Raidue e sapevo bene del suo problema con la droga, ci ha anche scritto una nota canzone con il suo gruppo Bluvertigo. Conoscevo solo io la sua condizione e quella canzone? Il festival dell'ipocrisia si macchia gravemente con questa cacciata: racconta di essere specchio di un'Italia dove la polvere dilaga e goffamente si accetta solo se resta sotto il tappeto".

Al di là del caso Sanremo, la vicenda di Morgan può essere utile per fotografare il dilagare dell'uso della cocaina in Italia. Secondo una ricerca Cnr, i consumatori abituali di cocaina nel nostro paese sono più di un milione, una cifra enorme, anche perché tutti concentrati nelle classi medio-alte del paese. Il consumo di cocaina è normalità e riguarda giornalisti, cosiddetti vip dello spettacolo, dirigenti radiotelevisivi, professionisti e ogni ambito dove ci sia giro di soldi. E' un fiume di coca. Si snifferà anche a Sanremo. Basterà prendere qualche faccia delle prime file, quelle del notabilato, uno su tre sarà fatto o si farà.

Questa è la realtà.




permalink | inviato da marioadinolfi il 3/2/2010 alle 14:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (21) | Versione per la stampa

Morgan

2 febbraio 2010

Ho lavorato con Morgan al Tornasole a Raidue qualche anno fa, sapevo del suo problema con la cocaina, lo sapevano tutti, compresi molti dirigenti di viale Mazzini. Alcuni dei quali i loro rapporti con la cocaina ce li hanno ma non li spiattellerebbero mai in un'intervista.

Io farei fare l'analisi del capello ai direttori di rete attuali e a quelli immediatamente precedenti, in Rai avremmo divertenti sorprese.

La "colpa" di Morgan è quella di aver detto la verità, una verità che lo riguarda in maniera profonda e intima, lo riguarda da artista e da uomo. E' un problema, certo, è un problema serio. E' anche un errore grave che Morgan commette, ma la verità è che la cocaina nel mondo della televisione e dello spettacolo scorre a fiumi. Nessuno ammetterebbe mai di farne uso, Morgan lo ammette candidamente e un po' ingenuamente.

Spero che questa sua ingenuità non gli costi il Festival di Sanremo. Non lo merita lui e non lo merita il Festival. Spero si curi, che esca da questo circolo vizioso. Per il suo bene, esclusivamente per il suo bene. Vederlo sbattuto fuori da Sanremo da qualche ipocrita farebbe male al Festival e a lui, rischieremmo un nuovo caso Tenco.

Voglio vedere invece dirigenti Rai e colleghi di Morgan giurare che loro di cocaina non fanno uso. Sarebbe un bel festival dell'ipocrisia.




permalink | inviato da marioadinolfi il 2/2/2010 alle 19:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa

Alla fine, Lost

1 febbraio 2010

Ci siamo. Domani sera comincia la stagione finale di Lost, il capolavoro del ventunesimo secolo, paragonabile alla Ricerca del Tempo Perduto per profondità e complessità del racconto di un gruppo di individui che però diventa romanzo collettivo, tocca tutti e ciascuno.

Tra i tanti che mi hanno scritto con qualche osservazione o complimento per la mia terza fatica appena uscita in libreria (La Ricerca della Costante) solo una ragazza in un circolo di poker si è accorta che il titolo ha un debito nei confronti proprio della più bella puntata di Lost, presente nella quarta serie, intitolata appunto The Constant.

La sesta e ultima serie di Lost completerà un racconto straordinario, perfetta metafora dei nostri tempi complessi e insieme caotici. Ovviamente è per intenditori, per chi ha studiato e amato tutti gli oltre cento episodi finora andati in onda. Ma chi volesse rapidamente mettersi al corrente della storia, ecco un riassunto di Lost in soli otto minuti.

E' in lingua originale perché in lingua originale Lost andrebbe gustato. Io mi sono abituato al doppiaggio e dunque lo guarderò solo dal 10 febbraio quando arriverà su Fox Italia. Per gli altri, appuntamento alla notte di domani. n America, i Perduti vanno verso la fine.

 




permalink | inviato da marioadinolfi il 1/2/2010 alle 18:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa

Figurine

30 gennaio 2010

Ho ripreso a fare l'album delle figurine Panini, oggi, con un pacchetto speciale limitato trovato nella Gazzetta dello Sport.

L'album dei Calciatori è il più bello che mi sia capitato tra le mani, ricchissimo, pieno di notizie.

Starò regredendo ad una fase pre-adolescenziale?

Per gli obblighi fantacalcistici schiero: Manninger Caceres Ziegler Cassani Taddei Beckham Candreva Diego Amauri Pazzini Ronaldinho (agostini felipemelo alvarez eto'o)

Ps: la protesta dell'Associazione nazionale magistrati m'è parsa plateale e oggettivamente eccessiva. Devono riconoscere alla politica il potere di legiferare, anche se le leggi che stanno per approvare non piacciono. E a me non piacciono. Ma non per questo tolgo legittimità alla politica.



permalink | inviato da marioadinolfi il 30/1/2010 alle 15:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (38) | Versione per la stampa

Libertà e predestinazione, poker e Dio

27 gennaio 2010

Sono quasi emozionato perché in cinquecento librerie esce il mio nuovo romanzo, a sei anni dall'ultimo, intitolato "La ricerca della costante" (Aliberti&Castelvecchi).

Le librerie Arion hanno ordinato duecento copie solo a Roma, esaurire in un baleno la prima tiratura da cinquemila è il sogno-obiettivo.

Il romanzo è dedicato a mio padre, di cui qui avete sentito raramente parlare.

 

L’ORGOGLIO DEL POKERISTA
Da “La ricerca della costante” di Mario Adinolfi (Aliberti&Castelvecchi, in libreria)
 
Adorato figlio mio di cui ancora non immagino neanche il nome, ti chiederai tra qualche anno che razza di padre ti abbia messo al mondo. E allora mi presento, in maniera che tu sappia bene chi sono e possa regolarti di conseguenza. Io sono una persona nata in mezzo al caos. Il tempo in cui sia a me che a te è stato concesso di vivere è un tempo dove ogni riferimento si è perso. Non c'è il vero e non c'è il falso, non c'è il giusto e non c'è l'ingiusto, non c'è il bello e non c'è il brutto. C'è il caso che regola tutto e allora ognuno deve essere fabbro della sua fortuna, utilizzando materiali di risulta. Vorrei darti una lezione paterna tutta incardinata sui valori e sul bene, ma sono parole senza senso. Esiste una sola dote che dovrai salvaguardare, per essere comunque un uomo degno: è la tua libertà. Sappi fin d'ora che l'incrocio tra la necessità di tutelare la tua libertà e l'ordine caotico delle cose genererà un conflitto permanente che sarà difficile dominare. 
 
Per questo avrai bisogno di esercitarti. E l'unico esercizio non inutile è quello di provare a battere il caos attraverso la tua libertà. Ci sono molti modi per praticare questo esercizio, decisivo per la dignità di qualsiasi persona. Uno di questi modi è il poker e, figlio mio, te lo insegnerò fin da piccolo. Vedi, quando il dealer mescola le carte prima di darle coperte a ciascuno di noi giocatori, compie un'azione che non è esagerato definire metafora divina. Come Dio, il dealer mescola e consegna a ciascuno non solo la propria condizione, la propria identità, assegnando a chi due carte fortissime, a chi mediocri, a chi oggettivamente deboli. No, non è solo questo. Come ogni atto divino, che è ingiusto per natura perché regolato da una razionalità non percepibile e dunque sostanzialmente inesistente, anche quello del dealer è un atto che contiene anche un destino. Se avrò ricevuto due assi sarò certamente avvantaggiato rispetto a chi ha avuto in dote un due e un sette di colore diverso. In più nella mescolata del dealer è già contenuto l'andamento della partita: flop, turn e river sono già scritti, nessuno può modificarli, sono saldi nelle mani di chi dà le carte con le sorti già decise prima che le metta sul tavolo. Insomma, tutto sembrerebbe inutile davanti a questo somma ingiustizia divina: siamo predestinati, chi alla vittoria, chi alla sconfitta, chi alla salvezza, chi alla perdizione. Come si può intervenire per strappare il destino di ciascuno all'ineluttabile? Non converrebbe a questo punto essere fatalisti? 
 
No, figlio mio. Non conviene. Non bisogna mai essere fatalisti. Certo, non puoi strappare il mazzo dalla mano del dealer, non può aggiustare le carte affinché si incastri la scala reale che hai sempre sognato, anzi, non conviene mai sognare. Conviene sapere però che nulla può essere scritto senza il nostro operare, senza che agisca il nostro libero arbirtrio. Siamo noi che scegliamo, quando le due carte ci sono state assegnate, se e come giocarle. Siamo noi a compiere la scelta decisiva. Sempre noi. Una mano di poker ti insegna l'importanza della nostra libertà anche davanti al destino già scritto dal caos o da Dio, che poi sono la stessa cosa. 
 
Ecco, dominare questo caos, provare a dargli un ordine razionale in un tempo in cui sembra impossibile farlo, valutare quanto forte sia l'impronta che ciascuno di noi dà al proprio destino, battere il fatalismo, provare a ribaltare una condizione in cui c'è chi parte da una mano iniziale fortissima tentando di far prevalere con l'astuzia quella più debole, oppure mettere a massimo frutto due carte forti che il caso ci ha voluto assegnare, ecco tutto questo è la straordinaria libertà del pokerista, che è sempre alla ricerca della costante e la individua non nel saper come giocare una mano marginale fuori posizione, ma nel non sottomettersi alla condanna della casualità. Con quelle due carte in mano ci sentiamo pienamente uomini e apprendiamo il modo di esserlo anche lontano dal tavolo, figlio mio. Tuo padre è un pokerista. Un uomo così, insomma. 
 
Un uomo che prova a non rassegnarsi all'idea che le carte siano assegnate, il mazzo già mescolato, i destini di ciascuno già scritti. E' un uomo che gioca, rilancia, bluffa, può persino mentire e tutto per dire al caos che no, non l'ha avuta vinta. Che la sua mano non la decide il caso, ma lui stesso e, vincitore o sconfitto, a lui stesso andranno rivolti complimenti o rampogne. Questa è, in sintesi, la libertà di cui devi andare a caccia, figlio mio. Libertà dall'idea che siano altri o altro a decidere. Decidi tu. Fallo con consapevolezza e raziocinio, affidanti all'intuizione o seguendo l'istinto, ma comunque fallo tu. 
 
E' tutto quello che ci resta, in mezzo a questa tempesta senza ragione. La tua stella polare, la tua guida, la tua costante è solo la tua libertà. Il resto è accidente, il resto capita. Ma solo tu decidi e solo tu saprai quando andare all in, quando giocarti tutto e tutto davvero. E penserai che ad essere decisivo sarà l'esito di quella giocata. E invece ad essere decisiva è la libertà che avrai conservato per poter compiere quel gesto. Le carte che scendono sul tavolo, alla fine, sono solo un particolare.  
 



permalink | inviato da marioadinolfi il 27/1/2010 alle 13:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (23) | Versione per la stampa

Islam e memoria

26 gennaio 2010

Dovrei scrivere di Pd, lo so, ma mi cadono le braccia. Oggi pure Bersani che critica Prodi. Questi sono oligarchi in un fortino assediato, fanno scrivere che sicuramente vinceranno in sette regioni su tredici, più Lazio e Puglia possibili. Se succede, tutti contenti (anche se governiamo attualmente in undici delle tredici). Se non succede, credo che questa classe dirigente che ha portato il Pd allo sfascio pur di non essere sostituita da forze fresche, intelligenti, dialettiche e innovative dovrebbe solo fare le valigie chiedendo scusa.

Ma occupiamoci di questioni serie. Sono diventato di destra se considero il divieto di burqa e niqab negli uffici e negli esercizi pubblici, che sta per essere varato in Francia, come un provvedimento sacrosanto?

E sono sottilmente antisemita se il film che mi viene subito in testa per celebrare la Giornata della Memoria, non è Schindler's List o il Bambino dal pigiama a righe, ma Il Marchese del Grillo?




permalink | inviato da marioadinolfi il 26/1/2010 alle 11:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (33) | Versione per la stampa

Brunetta ha ragione

24 gennaio 2010

Il ministro Renato Brunetta ha proposto di finanziare l'uscita di casa dei giovani con cinquecento euro al mese da prelevare ai baby pensionati.

Io sono d'accordo.



permalink | inviato da marioadinolfi il 24/1/2010 alle 17:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (46) | Versione per la stampa

Esce "La ricerca della costante"

22 gennaio 2010

Scusate la distrazione dall'attività bloggereccia, ma tra una settimana esce il mio terzo romanzo ("La ricerca della costante", Aliberti&Castelvecchi) e anche se sono usciti altri due libri miei negli ultimi anni, sono sei che non mi ritrovavo ad avere a che fare con il magico mondo della narrativa, editorialmente il più difficile di tutti. Peraltro è la mia "prima" con il nuovo editore e dunque spero davvero di fare bene.

Espleto dunque solo gli obblighi fantacalcistici: Buffon Agostini Grosso Cassani Taddei Beckham Candreva Diego Amauri Pazzini Ronaldinho (Ziegler Alvarez Donadel Cassano).

Ho lo scontro al vertice con Piero. Mi preoccupa quasi quanto Juve-Roma e la mia uscita in libreria.



permalink | inviato da marioadinolfi il 22/1/2010 alle 13:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (20) | Versione per la stampa

Doppiezze

19 gennaio 2010

Mi chiedo se sia politicamente sopportabile avere Emma Bonino candidata con noi nel Lazio e contro di noi in Lombardia.




permalink | inviato da marioadinolfi il 19/1/2010 alle 10:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (61) | Versione per la stampa

Disciplinato

18 gennaio 2010

Ho grande stima di Francesco Boccia, è il padrinato di D'Alema che mi preoccupa...comunque, per disciplina di partito, voterei Boccia e voterò Bonino.

Mi dispiace solo di vedere il Pd così in confusione. Vorrei fare qualcosa, mi sa che chiederò un incontro a Bersani per spiegargli che non può fare il Lorenzo Cesa di un D'Alema che fa Casini, il Pd non è una Udc.

Anzi, l'incontro me lo risparmio. Facciamo che gliel'ho detto via web, qualcuno sicuramente glielo riferirà.




permalink | inviato da marioadinolfi il 18/1/2010 alle 12:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa

Non è giusto

16 gennaio 2010

E' giusto chiudere la curva della Juventus in occasione dello scontro con la Roma? E questo per il coro "se saltelli muore Balotelli" e similari, alcuni anche facenti riferimento al colore della pelle del ragazzo? In assoluto, ovviamente, sarebbe giusto. Ma è possibile che la Juve debba essere sempre l'unica a pagare esemplarmente?

I cori razzisti nei confronti dei giocatori di colore avvengono in tutti gli stadi d'Italia. A novembre 2005 il calciatore di colore del Messina Zoro nel corso di Messina-Inter chiese addirittura di fermare la partita di fronte ai cori razzisti. La partita è proseguita, per l'Inter nessuna conseguenza. E che dire della curva della Lazio, razzista oltre che fascista (con venature neonazi), che ha esposto striscioni antisemiti o a favore dei macellai slavi?

Nessuna sostanziale conseguenza. Nessuna conseguenza per i tifosi veronesi che hanno insultato dall'inizio alla fine Balotelli durante Chievo-Inter, nessuna conseguenza per i tifosi veronesi che tradizionalmente travolgono di razzismo i napoletani (contro i quali i cori dello stadio da parte della tifoseria ospitante partono sempre con le parole "Senti che puzza, scappano anche i cani, sono arrivati i napoletani).

E' come con Calciopoli. C'era chi regalava i Rolex d'oro, c'era chi faceva spiare arbitri e giocatori, c'era chi aveva il dirigente accompagnatore degli arbitri, ma ha pagato solo la Juve.

Non è giusto. E la società ha fatto male a non presentare un ricorso-denuncia, contro tutte le curve razziste d'Italia. Che andrebbero chiuse, sia chiaro, tutte quante secondo me. Chiuderne solo una, per vicende legate a una partita di Coppa Italia, mi sembra un'ipocrisia che come juventini non avremmo dovuto subire. Detto questo, Mario Balotelli ha tutta la mia simpatia e tifo per lui, per il suo carattere inquieto, per la sua incapacità di gestire il rapporto con l'autorità, per la sua impudenza. Ma la Juventus deve smettere di fare il capro espiatorio: i suoi dirigenti somigliano a quei democristiani e socialisti che per un senso di colpa mai ben esplicitato, si sono fatti da parte facendo vincere da allora sempre e solo Berlusconi. Cioè il più ricco. Ecco, a me le vittorie dei più ricchi, conquistate facendo sgambetti meschini a chi ha meno soldi e più capacità, proprio non vanno giù. Nel calcio e non solo.

(per gli obblighi fantacalcistici schiero: Buffon Agostini Cassani Ziegler Alvarez Taddei Diego Beckham Ronaldinho Cassano Pazzini (Grosso Candreva Felipemelo Eto'o)



permalink | inviato da marioadinolfi il 16/1/2010 alle 11:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (24) | Versione per la stampa

Speriamo che sia maschio

13 gennaio 2010

Ora, i nonni maschi sono morti, sono vive solo le femmine. Mio padre ha solo sorelle, quindi io ho tre zie. Mia madre, che già di per sé è femmina, ha altre due sorelle. Ho una ex moglie, due ex conviventi, una compagna e una figlia. Che fino a luglio sarà figlia unica.

Poi arriverà il mio secondo figlio, mentre in Sudafrica si giocheranno i mondiali. Forza Italia e speriamo che sia maschio.

Rispetto all'inevitabile canzone collegata alla feconda notizia, io punto forte sul cremino da succhiare, sulle telline e sulla radio per sentire che la guerra è finita.

Avrai il tuo tempo per andar lontano. Ben arrivato, figlio mio. E grazie a Silvia che sarà una splendida giovane madre, a Livia che è già pronta al ruolo di sorella maggiore e alla mia strana vita che è una fotografia piena di donne.




permalink | inviato da marioadinolfi il 13/1/2010 alle 16:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (34) | Versione per la stampa

Dubbio

12 gennaio 2010

Oddio. E se fosse che mi sono rotto le palle di bloggare?




permalink | inviato da marioadinolfi il 12/1/2010 alle 18:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (39) | Versione per la stampa

Tetti

11 gennaio 2010

Comunque a me l'idea del tetto del trenta per cento di studenti stranieri per classe, proposta dal ministro Gelmini, pare più che sensato. A maggior ragione ora che ha precisato che dal tetto sono esclusi gli studenti stranieri nati in Italia.

Perché ci affanniamo a contestare anche i provvedimenti dettati dal più banale buon senso?




permalink | inviato da marioadinolfi il 11/1/2010 alle 10:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (52) | Versione per la stampa

Obblighi fantacalcistici

9 gennaio 2010

Vorrei parlare di politica, come ho fatto questa mattina con un amico con cui ci trovavamo concordi: il centrosinistra romano dei Veltroni e dei Rutelli, dei Bettini e dei D'Alema, è stato così poco lungimirante nel suo quindicennio di governo apertosi con le elezioni comunali storiche del 1993 da non far crescere neanche un solo dirigente capace e coraggioso che lo sappi guidare in un'elezione difficile come le prossime regionali. C'è il deserto e allora tutti dietro alla vecchia radicale. Bah.

Meglio occuparsi di fantacalcio. Schiero: Manninger Ziegler Grosso Cassani Beckham Taddei Diego Felipemelo Ronaldinho Pazzini Amauri (agostini candreva alvarez cassano).




permalink | inviato da marioadinolfi il 9/1/2010 alle 13:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (29) | Versione per la stampa

Cinevisioni

7 gennaio 2010

Ho visto durante le vacanze: A Serious Man, il mio amico Eric, Vacanze a Beverly Hills, Sherlock Holmes, Il ritratto di Dorian Gray e Io, loro e Lara.

In nessuno dei casi sono uscito dal cinema scontento




permalink | inviato da marioadinolfi il 7/1/2010 alle 18:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa

Almeno ricomincia il calcio

6 gennaio 2010

Ma chi se ne frega se abbiamo perso la regione Lazio, oggi ricomincia il campionato.

Per gli obblighi fantacalcistici schiero: Manninger Cassani Ziegler Grosso Alvarez Candreva Diego Felipemelo Acquafresca Cassano Pazzini (Caceres, Donadel e Gazzi, Amauri)



permalink | inviato da marioadinolfi il 6/1/2010 alle 10:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (20) | Versione per la stampa

This is the end

5 gennaio 2010

Con la candidatura di Emma Bonino, che credo proprio non sarà ritirata, si chiude la storia.

Auguri di buon lavoro al presidente Renata Polverini.

Complimenti al gruppo dirigente del Pd (nazionale e della regione Lazio) che si è goduto le vacanze.

(due anni fa, nel gennaio 2008, il centrosinistra governava il Paese, il comune di Roma, la provincia e anche la regione Lazio...congratulazioni agli edificatori del disastro)




permalink | inviato da marioadinolfi il 5/1/2010 alle 21:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (22) | Versione per la stampa

Regionali, ora si deve uscire dallo stagno

3 gennaio 2010

L'Italia dei Valori ha proposto il mio nome, insieme a quello del senatore Ignazio Marino, per un ticket con il partito dipietrsta alla presidenza della Regione Lazio. Condivido l'esigenza, espressa pubblicamente dal senatore Stefano Pedica (coordinatore regionale Idv), di spingere il Pd ad accelerare sulla strada dell'indicazione del nome del candidato che sfiderà Renata Polverini. Pedica, segnalando le ipotesi di candidatura Marino e Adinolfi, ha anche fatto un passo in più: immaginare un ticket tra Pd e Idv. Questo, al di là dei nomi, mi pare un importante sviluppo.

L'idea che la sfida alla Polverini sia lanciata da un'accoppiata, unendo magari un giovane con un personaggio di maggiore esperienza e peso politico, non mi sembra sbagliata.

Di sicuro il Partito democratico deve rapidamente uscire dallo stagno. Ogni sassata nell'acqua, in questo senso, è utile. Bisogna fare presto. Il mio nominativo, ovviamente, è a disposizione del mio partito e della coalizione di centrosinistra. Io sono un militante del Pd che sul territorio del Lazio ha speso la sua azione politica e se posso essere utile darò una mano, almeno a chi la chiede. Continuo a ritenere che ci sia bisogno di una candidatura forte e, di fronte al'indisponibilità di Nicola Zingaretti (più che comprensibile) credo che il candidato migliore per battere Renata Polverini sia Paolo Gentiloni.

Se però il Lazio continua ad essere semplicemente un territorio dipendente da ciò che accade in Puglia, allora davvero abbiamo fatto giganteschi passi indietro. Appena due anni fa qui governavamo la regione, il sindaco di Roma si chiamava Walter Veltroni, il presidente della provincia Enrico Gasbarra. Vincevamo ogni elezione e sembrava una stagione destinata a durare. Possibile che in appena due anni il disastro sia stato tale da costringerci al ruolo di territorio dipendente da quel che accadrà in un'altra regione?

Spero che i dirigenti del Pd del Lazio, ma soprattutto la segreteria nazionale che se ne sta muta, ora prenda coraggio e parli, sciogliendo i nodi. Occorre coraggio e rapidità nelle decisioni. Consegnare anche il governo delle regioni a queste destre, significherebbe una disfatta senza precedenti: governo nazionale, sindaci delle principali città (Roma e Milano), maggioranza assoluta delle regioni sarebbero in mano a Silvio Berlusconi.

Sarebbe un disastro tale che la classe dirigente del Pd che l'ha prodotto potrebbe solamente presentare insieme dimissioni collettive e lettera di scuse. Per evitarlo dobbiamo fare presto e dobbiamo avere fantasia, guardando al tempo che cambia, ricordando che siamo nel secondo decennio del ventunesimo secolo e occorre raccoglierne la sfida.




permalink | inviato da marioadinolfi il 3/1/2010 alle 23:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (42) | Versione per la stampa

La fine del Parlamento

1 gennaio 2010

Esce domani su Europa il mio primo articolo degli Anni Dieci, considerato che scrivevo articoli per i quotidiani già negli Anni Ottanta, comincio decisamente a sentirmi vecchio.

LA RETE, LA POLITICA, IL DECENNIO CHE ABBIAMO DAVANTI
di Mario Adinolfi per Europa

Anni Dieci, anni decisivi
Auguri a tutti il 2010 è cominciato e con esso il decennio.
Tradizionalmente gli Anni Dieci sono sempre anni decisivi in ogni
secolo. Nel Novecento furono gli anni della Bella Epoque prima e della
tragedia bellica mondiale poi, della nascita del popolarismo e del
fascismo. Nell'Ottocento gli storici ricordano l'apogeo e la caduta
rovinosa di Napoleone Bonaparte. Cosa ci riservano i primi Anni Dieci
del nuovo millennio? Nell'articolo che ha preceduto questo nella
rubrica che vi ringrazio sempre di seguire con tanto affetto, ho
tratteggiato quel che di decisivo è già avvenuto nel decennio che
abbiamo alle spalle, rispetto al ruolo della rete nella società e in
particolare nella politica. Ma cosa accadrà ora? Se questo è stato
l'antipasto, ora vivremo il pranzo completo.

Minato il ceto politico tradizionale
L'innesto dei meccanismo del web all'interno delle logiche
democratiche ha già prodotto le premesse del risultato finale che
vedremo realizzarsi in questo decennio: ha minato in profondità la
legittimazione del ceto politico tradizionale e professionale. Una
generazione che è cresciuta saltando le mediazioni (non va al negozio
di dischi, all'agenzia di viaggi, in edicola a comprare giornali...)
perché si approvvigiona direttamente di quel di cui ha bisogno, non
riconoscendo al mediatore tradizionale di poter lucrare sul proprio
ruolo appunto di intermediario tra necessità e azione per soddisfarla,
non riconoscerà il ruolo di mediatore tra istanze dei cittadini e
azione legislativa, che tradizionalmente appartiene al politico di
professione.

Il protagonismo degli under 40
Questa generazione già negli anni che abbiamo immediatamente alle
spalle ha rifiutato l'impegno politico tradizionale, ha abbandonato i
partiti, non li riconosce. Questo non vuol dire, come pensano alcuni
soloni anche di sinistra, che abbia smesso di fare politica. Il
successo di alcune mobilitazioni via web (da Beppe Grillo al movimento
viola in Italia, dal Partito dei Pirati alla vittoria di Obama
altrove) dimostra che un altro modello si sta costruendo. In questo
modello c'è un protagonismo diretto del mondo degli under 40, che deve
imparare (in particolare in Italia) a essere propositivo e
organizzato, non solo distruttivo e anarchico. Il decennio che si apre
con questo 2010 vedrà tale novità epocale prendere forma.

La fine del Parlamento
Il protagonismo politico costruttivo delle giovani generazioni secondo
modalità ancora non leggibili dalla politica tradizionale, porterà ad
un ulteriore svuotamento dell'istituto parlamentare che verrà
probabilmente superato nei fatti. La democrazia rappresentativa si
occuperà di dare forma al potere esecutivo, la democrazia diretta
occuperà progressivamente il territorio del potere legislativo. Oltre
al potere giudiziario occorrerà "costituzionalizzare" anche il potere
dell'informazione, superando la classica tripartizione dei poteri di
settecentesca memoria. Abbiamo davanti un tempo in cui accadrà di
tutto. Dobbiamo esserne degni.




permalink | inviato da marioadinolfi il 1/1/2010 alle 15:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa

Anni Zero, Anni Dieci

31 dicembre 2009

Finiscono gli Anni Zero, mi sono dato da fare, non mi lamento: il tempo non è scorso invano. Ho vissuto battaglie significative (politiche e non), percorsi professionali gratificanti (fare televisione, radio, web o scrivere è sempre meglio che lavorare), storie d'amore appassionanti, vicende comunque non noiose.

Per dieci anni ho combattuto per l'idea direttista, prima con Democrazia Diretta e poi nella creatura imperfetta del Partito democratico attraverso Generazione U. Tra quel marzo 2001 in cui fondammo DD e il dicembre 2009 in cui proviamo a difendere l'impianto democratico delle primarie in vista di sfide politiche fondamentali, si scorge un percorso di crescita. Moltissimi di noi ora sono politicamente impegnati e la nostra voce ha una che dieci anni fa non aveva. E' udibile e conosciuta, non è poco. Le primarie del 2007 sono state il momento più alto e divertente. L'esperienza direttista proseguirà negli Anni Dieci e, come sempre, con ambizione punterà in alto.

Per dieci anni ho fatto della comunicazione un mestiere. La notte del Capodanno del 2000 lavoravo in Rai da precario, oggi faccio il vicedirettore di una televisione satellitare, scrivo tutti i giorni su un quotidiano, ho avuto un'esperienza strepitosa in radio con tre programmi che mi sono rimasti nel cuore (Settanta in Due, Domani è Tardi, Contro Adinolfi), ho partecipato a mille programmi della tv generalista divertendomi nel ruolo di polemista, con qualche scontro duro ma sensato. Ho scritto libri e potevo fare di più, certo, ma anche di meno. Il 2008 alla conduzione della prima serata di Mtv con Pugni in Tasca è stato molto gratificante. Negli Anni Dieci mi piacerebbe fare meno e meglio, puntando molto sulla scrittura per generare un mio libro destinato a restare.

Per dieci anni ho giocato e vinto molto, dai trionfi della Scommessa Collettiva (proprio ieri abbiamo distributi le ultime migliaia di euro di vincita, oggi è l'ultimo giorno per iscriversi, poi SC tornerà ad essere un club chiuso, per info adinolfi@gmail.com) alla gioia del final table del maggio scorso al World Poker Tour. Giocare è non annoiarsi mai, farlo in modo preciso e responsabile è restare comunque in fondo sempre fresco come un bambino. Negli Anni Dieci mi piacerebbe una vittoria internazionale da Hall of Fame nel mio gioco preferito, il poker, la metafora della vita di ciascuno di noi.

Per dieci anni ho amato e sono stato amato, le ho date e le ho prese, ho sperato e sono stato deluso, mi sono esaltato e mai mi sono abbattuto. Mi sono esposto e sono stato criticato, apprezzato, seguito, odiato, considerato, irriso, comunque giudicato. Va bene così. Non mi sono mai lamentato.

Per dieci anni ho vissuto, davvero e non potevo fare altrimenti. Ogni goccia di questo bicchiere me la sono succhiata e vada così anche per i prossimi dieci anni, vada così sempre, finché dura.

Sono stati dieci anni tosti e belli. Saranno dieci anni decisivi. Dopo la semina, conto sul raccolto. Con lo spirito dell'agricoltore che punta sul sole, ma sa che esistono le gelate. 

Il cielo, comunque, oggi è sereno. E sereno sia chi legge queste parole.

Auguri. Buon 2010, negli Anni Dieci accadrà di tutto. L'importante è essere pronti.



permalink | inviato da marioadinolfi il 31/12/2009 alle 11:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa

Il web protagonista del decennio

30 dicembre 2009

Dieci anni fa con la paura del Millennium Bug cominciava il decennio che domani finisce. Un decennio in cui la rete ha svolto una funzione decisiva, nella mia vita personale come in quella collettiva. Dieci anni fa non avevo un blog, non avevo un profilo Facebook, non caricavo le mie foto su Flickr né i miei video su YouTube, non giocavo a poker on line e non scommettevo sulle partite via web (ultimo regalo del decennio, bancare stasera il Wigan e da domani a mezzanotte non si può più entrare nella Scommessa Collettiva che tornerà a essere un gruppo chiuso, chi vuole ha 36 ore per chiedere info a adinolfi@gmail.com e iscriversi).

Dieci anni fa la politica americana non era influenzata dalla mobilitazione via internet, anche se già dagli Anni Novanta un discreto manipolo avanguardista anche in Europa aveva trasferito comunicazioni e relazioni interpersonali prevalentemente sulla rete, grazie alle caselle di posta elettronica (Eudora, la mia), alle chat (Clarence) e ai primi esperimenti di instant messaging (Icq), alla grande invenzione del browser per navigare (Netscape).

Questo primo decennio del millennio ha visto il web occupare uno spazio sempre più decisivo nell'orizzonte della politica: forse il primo esperimento mondiale fu proprio nel 2001 la candidatura di noi direttisti alle elezioni di Roma, con il simbolo della chiocciola e il nome Democrazia Diretta. Esperimento ripetuto anche alle amministrative del 2003, sempre profetizzando il ruolo determinante del modello socio-politico del web destinato a rivoluzionare profondamente la democrazia, saltando le mediazioni e gli schemi tradizionali. Nel 2004 arrivò negli Stati Uniti l'esperienza di Move On, la candidatura di Howard Dean alle primarie americane, la prima pagina di Time che "eleggeva" la rete come Persona dell'Anno, il Partito dei Pirati, la candidatura e la vittoria di Obama.

In Italia è stato il tempo dei direttisti, sicuramente, del movimento di Beppe Grillo fino alla piazza viola di qualche settimana fa, riempita dopo una mobilitazione via blog. Le nostre vite sono profondamente cambiate in questo decennio e lo dobbiamo, oltre al fatto che il tempo scorre, a internet che è entrata nelle esistenze anche più refrattarie al cambiamento. Il web è stato il protagonista assoluto di questi dieci anni. E sarà il protagonista dei dieci anni che verrano. E' stato, insomma, solo un inizio. Continuons le combat.



permalink | inviato da marioadinolfi il 30/12/2009 alle 14:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa

Il caos delle regionali

29 dicembre 2009

Si possono criticare i dilettanti allo sbaraglio, quelli che ogni giorno si danno arie da statisti mondiali e poi non sanno neanche gestire le regionali della Puglia? E che vogliamo dire delle elezioni nel Lazio, dove il presuntuoso segretario regionale del Pd Alessandro Mazzoli fa anche il prepotente con gli alleati, riesce nel capolavoro di rompere con l'Idv mentre l'Udc si schiera con la Polverini?

Il tutto con la solita scarsa generosità, senza mai investire su energie giovani e spiazzanti. Nel Lazio Bersani e D'Alema preferiscono perdere di quaranta punti con Esterino Montino candidato di bandiera che mettere in campo una classe dirigente tutta nuova per puntare sul futuro.

Miopi, miopi, miopi.



permalink | inviato da marioadinolfi il 29/12/2009 alle 9:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (30) | Versione per la stampa

Viva Facebook

28 dicembre 2009

Al prossimo Maurizio Gasparri che propone di schedare gli iscritti a gruppi idioti su Facebook, alla prossima Maria Laura Rodotà che scrive stronzare e luoghi comuni sullo scarso significato dell'amicizia via Facebook, ai prossimi soloni che ci spiegano come bisogna vivere "la vita reale" e non quello che viene definita "virtuale" di Facebook, consiglio di farsi un giro sulle pagine Facebook degli studenti iraniani in lotta e di imparare come si fa una rivoluzione nel ventunesimo secolo, casomai Obama presidente non gli sia bastato per smettere di dire e scrivere fregnacce su social network e affini.




permalink | inviato da marioadinolfi il 28/12/2009 alle 10:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (27) | Versione per la stampa

Dieci desideri (lettera a Babbo Natale)

23 dicembre 2009

Vorrei la salute per me e per i miei cari, la pace nel mondo, la fine del berlusconismo e questo, vabbè, Babbo Natale già lo sa, sono desideri un po' di tutti.

Vorrei che il Partito democratico sapesse cogliere la lezione derivante dalla devastante sconfitta delle regionali che si svolgono tra tre mesi, per le quali stiamo ancora litigando sulle candidature, per mandare definitivamente a casa la classe dirigente degli over 55 con radici nel comunismo, con cui è impossibile vincere in Italia.

Vorrei che si ascoltasse di più il raffinato pensiero teologico di un papa come Benedetto XVI, che propone un'opzione assolutamente priva di senso nel ventunesimo secolo, ma è una cattedrale di razionalità intrisa di fede. Come modello logico è perfetto.

Vorrei che la televisione italiana, il cinema italiano, la letteratura italiana e tutto quanto è cultura italiana uscissero dal coma profondo in cui sono scivolati senza accorgersene.

Vorrei vincere un torneo a scelta tra l'European Poker Tour di Sanremo ad aprile, il Grand Final di Montecarlo a maggio e un evento qualsiasi delle World Series of Poker a giugno a Las Vegas.

Vorrei che la Juve vincesse l'Europa League.

Vorrei che il mio romanzo in uscita a gennaio riuscisse a vendere mezzo milione di copie, non di più.

Vorrei lavorare meglio.

Vorrei che fossero aboliti: il festival di Sanremo, la pensione di anzianità (lasciando quella di vecchiaia agli ultrasessantacinquenni, uomini e donne, come opzione e non come obbligo), il Liverpool, i derivati del latte da ogni piatto non dolce, le sedie con i braccioli, le regole idiote, i pestaggi in carcere.

Vorrei rinascere e saprei bene cosa fare, l'esperienza sarebbe un'alleata preziosa se non fosse figlia dell'invecchiamento.

Che i vostri desideri si realizzino, prima però cercate di capire bene quali sono. Auguri.




permalink | inviato da marioadinolfi il 23/12/2009 alle 13:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (19) | Versione per la stampa

ITALIAN POKER PLAYERS CUP 2009

22 dicembre 2009

E' Natale e scattano i giochi anche on line. Domani, mercoledì 23 dicembre, celebreremo la nostra prima festa da giocatori italiani di texas hold'em con la ITALIAN POKER PLAYERS CUP 2009 e vedremo chi tra noi sarà il pokerista meritevole del primo titolo IPP. Si gioca dalle 22 su Full Tilt (ore 16 ET, buy in 24+2 $), area tornei privati, ID torneo 124073243, password IPPC09. Chi non fosse iscritto a Full Tilt basta che mi scriva e avrà i codici d'accesso.

E' un'occasione per farci gli auguri, per quelli tra noi che sono bambini e ancora amano giocare.

Per tutti gli altri, appuntamento al post della vigilia di Natale.




permalink | inviato da marioadinolfi il 22/12/2009 alle 11:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa

sfoglia
  
In onda su RED

www.redtv.it
Cerca
Info del giorno
Sondaggio
La durata di Silvio

Create polls and vote for free. dPolls.com


--