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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


Adesso vi racconto come funziona il tesseramento alla Margherita di Roma (we want direct democracy)

14 ottobre 2006

Striscia la Notizia ha scoperchiato il pentolone, Francesco Rutelli ha incassato sorridendo il Tapiro dicendo che ha scritto a Salvatore Ladu (responsabile tesseramento), Roberto Giachetti sul suo blog ha risposto a una mia questione dicendo che si tratta di questioni tecniche ma noi dobbiamo trasmettere fiducia. E invece no. Noi (noi blogger, intendo) dobbiamo raccontare. E qui racconteremo, non tanto e non solo come funziona il tesseramento alla Margherita di Roma, ma come funziona il tesseramento tout-court, in una buona metà del paese. E la morale della favola è che una democrazia rappresentativa siffatta proprio non funziona più, ormai è tempo di democrazia diretta.

Il racconto in fondo è rapido. A Roma è accaduto questo: si è aperto il tesseramento alla Margherita, le correnti hanno racimolato denari (attraverso "imprenditori e amici" che verranno remunerati attraverso l'azione di "governo del territorio") e più denari hanno incassato più tessere hanno comprato. Sì, comprato, perchè a Roma solo una minima parte degli iscritti alla Margherita ha sentito l'insopprimibile necessità di averne la tessera. Ma i pacchetti di tessere regolano gli equilibri interni al partito, dunque più tessere hai più conti, quindi i capibastone prendono elenchi di tutti i generi e li trasformano in elenchi di iscritti alla Margherita, pagando le tessere con i soldi racimolati nella prima fase. Punto: va così e lo sanno tutti. Lo sa Rutelli che non ha bisogno di scrivere a Ladu, lo sa Giachetti che non ha bisogno di scrivere cavolate sulle questioni tecniche e sa essere onesto (per esempio sul blog ha appena dichiarato che l'ultima canna se l'è fatta un mese fa, voglio lo stesso coraggio, Roberto, sulle questioni nodali di democrazia), lo sappiamo tutti. Lo sanno le correnti, tutte, che giocano una contro l'altra in questa corsa folle: popolari contro rutelliani contro diniani contro prodian-gasbarriani e così via.

Risultato finale, il ridicolo. La Margherita di Roma ha undici volte gli iscritti dei Ds di Roma, sfiora le sessantamila tessere e alle ultime comunali i candidati della Margherita hanno preso meno preferenze delle tessere raccolte, che si presuppongono in tasca a militanti. Rutelli (e con lui Giachetti) hanno ora una sola strada. Smetterla con la recita di chi cade dalle nuvole e cogliere l'occasione al balzo per un blitz da leader vero che blocchi sul nascere la guerra correntizia nella Margherita e la consegni ai progetti futuri. Il mezzo? I commissariamenti. Commissari territoriali ad acta che preparino il congresso di primavera evitandoci lo spettacolo stomachevole dell'ipocrisia. Ho provato a scriverlo anche oggi su Europa.

E IL WEB CHIESE: LA MARGHERITA E’ IN CRISI?
di Mario Adinolfi per Europa


Essere sinceri
Europa è il luogo giusto per essere sinceri. Siamo fra di noi, tra gente che a questo partito dà quotidianamente qualcosa, tra persone che dunque alla Margherita in qualche modo tengono. E allora diciamolo: tra le pareti di casa si sono aperti spifferi che mandano un’aria che non ci piace. E dai blog, che sono sempre di più la vela che raccoglie il vento nuovo che si forma, arriva una domanda: la Margherita è in crisi? Francesco Rutelli è bravo a fare la faccia migliore a Valerio Staffelli che gli consegna il tapiro d’oro per la brutta, veramente brutta, storia delle tessere false a Roma. Certo, non siamo ingenui: il servizio (per rivederlo sul web: http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/2006/10/12/video_3995.shtml?adsl) va in onda il giorno in cui il ministro Gentiloni presenta il ddl che fa infuriare Berlusconi, mandandogli una rete sul digitale. Ma, al di là delle intenzioni, vedere su Striscia la Notizia raccontata plasticamente una pratica che tutti conosciamo bene, quella del tesseramento falso al partito, fa male. In particolare ora che si sta aprendo la stagione dei congressi. E visto che il coordinatore romano della Margherita (i falsi tesserati scovati da Jimmy Ghione erano tutti capitolini) Roberto Giachetti ha anche un blog di discreto successo (www.robertogiachetti.com) gli ho chiesto un parere via web.

Meri errori materiali?
La risposta di Giachetti è arrivata in pochi minuti, il blogging è bello per questo: “Caro Mario, stanno arrivando a casa di tutti gli iscritti le lettere con le tessere per votare ai congressi. Credo e spero che siano casi isolati. Potrebbero dipendere, come mi auguro, da piccoli equivoci o meri errori materiali. Presto sapremo se è così o meno. il modo migliore per verificare questo e qualsiasi altro problema è svolgere i congressi e verificare quale sarà la partecipazione. Io posso garantire a te e a tutti che il mio impegno quotidiano sarà quello di fare in modo che i congressi si svolgano e nella forma più limpida. Attento anche tu, però, a non cadere, nella faciloneria di giudizio. Ci sono tantissime persone che si sono iscritte alla margherita perché credono nel nostro progetto e nel nostro lavoro, il tuo compreso e dobbiamo dare a loro il massimo di fiducia”. Meri errori materiali? Vorrei crederci, ma Roberto sa, come so io, che non è così. E per ottenere il “massimo di fiducia”, bisogna essere completamente trasparenti. A Roma le cifre del tesseramento sono ridicolmente gonfie, tipo labbra rifatte. Ed è un sintomo della crisi.

Petali bianchi e petali grigi
Sui blog si discute della questione, anche animatamente. Vengono messi in evidenza altri sintomi di crisi, il servizio di Striscia fa da punta dell’iceberg. C’è chi sottolinea negativamente l’esplodere di una sorta di deriva correntizia. Se ne parla su Margo (www.blogperlamargherita.com) con Francesco Soro che sintetizza così la dialettica in corso: “Mentre Rutelli lavora alacremente per il Partito democratico, i vecchi democristiani si riuniscono con le modalità di una volta per sfasciare la Margherita ed entrare nel Pd non già come Margherita ma come Popolari (il che, detto a chiare lettere, sarebbe un errore di un'idiozia mortale)”. La sintesi di Soro è dicotomica: “Insomma, da una parte i petali bianchi della Margherita che ci piace - quella che lavora e fa la nuova politica senza piegarsi alle logiche della domanda e dell'offerta - e dall'altra i petali un po' ingrigiti della margherita (la minuscola è voluta) che sente invece la nostalgia di quei metodi che già abbiamo respinto con forza negli anni Novanta. E, se necessario, lo rifaremo di nuovo”. Io non so se lo scenario sia proprio quello, un po’ ingenuo e un po’ western, di “indiani contro cowboys”, di “buoni contro cattivi”, di “bianchi contro grigi”. Ma certo, se aggiungiamo a questo clima anche l’affermarsi di altre sigle che sembrano voler costituire ambiti correntizi, un altro campanello d’allarme e di crisi risuona.

Tocca a Rutelli
Dai blog arrivano altre lamentele. Mondoboia (www.mondoboia.ilcannocchiale.it) fa il segretario del partito in un comune lombardo e dopo aver visto il servizio di Striscia inveisce: “Sto facendomi un culo grosso così (rubando tempo alla famiglia e al sonno) e poi vedo i dirigenti fare queste cose. Vengo a Roma e dò fuoco”. Marco Cavicchioli (http://ilcentrosinistradeigiovani.blogosfere.it) vorrebbe vedere “a casa i dinosauri”. Kalash (www.kalash.ilcannocchiale.it) è impegnato invece in Toscana e lamenta scarsa incisività sulla finanziaria: “Da un partito interclassista, che si rivolge a componenti sociali che non hanno certo come riferimento Rifondazione, mi sarei aspettato una dura presa di posizione sulle piccole imprese, cuore pulsante dello sviluppo del Paese, che vengono letteralmente falcidiate”. Le questioni sono molte. E ora serve Rutelli. Per risparmiare tempo e rispondere a tutti, potrebbe aprirsi un blog.




permalink | inviato da il 14/10/2006 alle 12:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (93) | Versione per la stampa

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