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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


Lettera aperta a Francesco Rutelli: i congressi aperti, modello per il Pd

19 ottobre 2006

A cosa serve un blog? Anche a tenere alta la tensione su una questione politica nodale come quella della formazione della classe dirigente dei partiti. Striscia la Notizia ha denunciato la questione delle tessere false, io credo d'aver denunciato per primo la questione delle tessere pagate non dagli iscritti ma da soggetti terzi. La protesta si accompagna a una proposta: tenere congressi aperti, in cui ci si possa iscrivere al momento in cui si tengono. Salterebbe il tavolo già apparecchiato con gli elenchi fasulli dei tesserati e forse ritroveremmo il gusto della democrazia interna a un partito, offrendolo come modello per il partito democratico.

A cosa serve un blog? A far arrivare la proposta direttamente a Francesco Rutelli. Europa pubblica oggi la mia lettera aperta: della libertà che mi è stata garantita sul quotidiano dal direttore Stefano Menichini non posso che ringraziare. Mi pare stia proponendo un bel modello di dibattito aperto sulle pagine del suo giornale. Gliel'ho sempre detto che dovrebbe aprirsi un blog.

LETTERA A RUTELLI: CONGRESSI, UN MODELLO DAL WEB
di Mario Adinolfi per
Europa

Caro Francesco Rutelli
Caro Francesco Rutelli, sui blog italiani che si interessano di politica da qualche giorno la questione apparentemente tecnica del tesseramento della Margherita sta suscitando una particolare e appassionata attenzione, non solo degli addetti ai lavori. Rino Piscitello in un confronto televisivo avuto con me ieri ha rivendicato ai dirigenti della Margherita il merito di aver voluto suscitare il caso, attraverso la decisione di inviare a casa di ogni singolo iscritto al partito una lettera firmata proprio da te, in qualità di presidente di Dl-Margherita, contenente la tessera per partecipare ai congressi. Piscitello ha affermato: “Sapevamo che sarebbe scoppiato l’inferno”. E così è stato. Qualche fiammata è arrivata pure sul web e dal web. Ed è forse utile, a questo punto, che tu conosca il precipitato di questo dibattito non banale che si è sviluppato sui blog, con una proposta finale che spero vorrà essere considerata dalla tua riflessione.

Numeri
Intanto i numeri. Basta andare sul blog di Roberto Giachetti (www.robertogiachetti.com), per accorgersi che non aveva mai avuto tanti accessi e commenti quanto in questa occasione in cui ha voluto aprire le sue pagine elettroniche al confronto sulla questione del tesseramento Dl, partendo da un articolo da lui pubblicato proprio su Europa. Io sul mio blog ho dedicato al tema tre articoli, che hanno provocato trecentosette interventi e quasi diecimila accessi. Ma molti altri esponenti margheritini hanno sperimentato il livello di attenzione suscitato dal problema messo alla luce inizialmente da un servizio di Striscia la Notizia. Cito per tutti Francesco Soro, animatore di Margo (www.blogperlamargherita.com) e tuo strenuo difensore; Gianmarco, che fa il segretario della Margherita in un comune lombardo e sul blog è noto come Mondoboia (www.mondoboia.ilcannocchiale.it) e Enzo Del Vecchio che della Margherita è capogruppo in consiglio comunale a Barletta (www.enzodelvecchio.ilcannocchiale.it). Chiunque abbia affrontato il tema sul web ha notato come il nodo che veniva evidenziato, che è quello dei criteri di formazione delle classi dirigenti nei partiti e dell’inquinamento dei meccanismi della democrazia rappresentativa in generale, abbia provocato significativo interesse.

Domande specifiche
Nello specifico, ci sono delle domande a cui credo vada data risposta. Le ho scritte su mio blog e su Europa, hanno suscitato considerazioni varie, mi piacerebbe conoscere le tue. Il nodo della questione non è negli errori materiali del tesseramento, il nodo della questione non è la privacy dei cittadini e gli elenchi presi chissà dove, il nodo della questione non è neanche nei numeri folli che vedono ad esempio la Margherita di Roma avere undici volte gli iscritti dei Ds mentre i voti raccolti alle elezioni crollano, il nodo è a monte: chi paga queste decine di migliaia di tessere? Le pagano i singoli iscritti? E, se le pagano soggetti terzi, cos'hanno in cambio? Perché questi soggetti spenderebbero centinaia di migliaia di euro per portare a questi livelli folli il numero degli iscritti? L'interrogativo secco è: chi paga e perché? Ho avanzato via web una prima proposta: commissariare le realtà più platealmente implicate nei meccanismi del tesseramento falso. Mi è stato risposto che non è possibile, che sarebbe un provvedimento “bolscevico”, che la macchina dei congressi finirebbe per incepparsi e per dimostrare che non mi ritengo depositario di alcuna verità, accolgo la critica, esplicitata sempre attraverso Europa tra gli altri dal coordinatore nazionale del partito, Antonello Soro. Ritiro la proposta del commissariamento. Ma ne avanzo un’altra.

Congressi aperti, per offrire un modello al Pd
Caro Rutelli, sul web e sui blog abbiamo sperimentato dei modelli che credo potrebbero tornare utili in questa fase così complicata. Abbiamo discusso, e molto, di democrazia diretta. L’abbiamo applicata per costruire un’associazione che in tutta Italia, con tanto di strutture territoriali in ogni regione, si batte per il partito democratico: Generazione U (www.generazioneu.it). Abbiamo sperimentato la massima apertura. E, miracolo: funziona. Piscitello nel confronto di ieri, dopo aver ascritto alla dirigenza margheritina il merito di aver provocato l’esplosione del caso tesseramento, ha aggiunto di essere consapevole che sono migliaia gli iscritti che con ogni probabilità non hanno pagato in prima persona la tessera, oltre a quelli falsi che verranno esclusi dagli elenchi. Questi ultimi, a ieri, secondo quanto dichiarato da Antonello Soro su Europa, sono 450 su 450.000. Se andiamo in fondo alla questione, tra iscritti falsi e iscritti che non hanno pagato la tessera in prima persona, credo che la dimensione del problema sarebbe (stando bassi) cento volte questa. Mi si dice: la soluzione è andare ai congressi e far votare gli iscritti veri. Io rispondo: ma se la base congressuale è stata formata con questi meccanismi platealmente drogati, con l’elemento economico delle tessere pagate da terzi che distorce ogni rapporto democraticamente corretto, come si può pensare di prendere quegli elenchi, ripulirli un po’ e poi andare a congressi credibili? C’è un’alternativa ed è un modello che dal web ci sentiamo di offrire, affinché la Margherita sperimenti quello che il partito democratico potrà, e forse dovrà, essere. Facciamo i congressi aperti secondo i meccanismi di democrazia diretta. Si aderisce alla Margherita in sede congressuale, si paga la quota, contestualmente si vota. Tutto chiaro, esplicito, alla luce del sole (anche gli eventuali atti degli inquinatori, che in politica non mancano mai). Gli elenchi di un tesseramento fasullo buttiamoli nel cestino e apriamo subito una bella stagione congressuale direttista della Margherita. Mi si dice ancora che non si può fare. Ma io non ho capito il motivo e lo chiedo a te.




permalink | inviato da il 19/10/2006 alle 10:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (56) | Versione per la stampa

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