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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


Le tappe (carriarmati e cerbottane)

4 aprile 2007

Repubblica oggi riprende una metafora che a Generazione U è cara, dopo la notizia che si andrà ad un'elezione a suffragio universale della Costituente del Partito democratico: non vogliamo trovarci in uno scontro tra carriarmati e cerbottane. Forse vale la pena di spiegare.

Circola l'idea che l'assemblea costituente del Pd debba essere eletta e non nominata: è un passo in avanti, figlio delle lotte nostre e di altri che hanno gridato che il metodo della somma delle oligarchie Ds-Margherita portava il progetto complessivo a sbattere contro un muro. Si dovrebbe votare per la costituente il 16 ottobre, evocando in questo quel popolo delle primarie che dovrebbe ripresentarsi alle urne, secondo lorsignori a rilegittimare le decisioni già assunte nei congressi dei partiti.

Per far questo Ds e Margherita si preparano a presentare un listone unico alle elezioni per la costituente del 16 ottobre 2007, simile per logica alla candidatura Prodi alle primarie del 16 ottobre 2005. Immaginate la campagna elettorale, con migliaia di funzionari di partito e denari tutti da una parte, con le associazioni tipo la nostra a doversi fare il porta a porta su base volontaristica. Carriarmati contro cerbottane, appunto.

Alle elezioni per la costituente del 16 ottobre 2007 una lista direttista, figlia di Generazione U-Democrazia Diretta e speriamo di tantissimi altri, ci sarà. Su questo non c'è dubbio. Ma è chiaro che siamo blogger e, anche se qualcuno lo crede perché pensa che viviamo solo nel virtuale, blogger non è sinonimo di coglioni.

Dunque chiediamo regole e condizioni di partenza uguali per tutti. Chiediamo che gli apparati di partito stiano buoni in un angolo, che le risorse economiche siano identiche per ogni competitore, che gli spazi di propaganda siano equamente divisi. Se questo si farà, vorrà dire che si farà sul serio.

E se si farà sul serio noi non faremo mancare il nostro concreto e contundente contributo. Contundente, perché lorsignori dei partiti devono smettere di credere di potersi scegliere qualche utile idota e dirgli: "Tu fai la società civile". Il partito democratico, se è davvero democratico, deve accettare il rischio di una competizione tra opzioni realmente diverse. L'opzione direttista è una di queste: noi chiediamo primarie a tutti i livelli per la selezione delle candidature, referendum interni per la decisione delle principali linee politiche e per la soluzione delle controversie, tessera del pd che sia una smart card che abiliti al voto on line, congressi secondo lo schema dei congressi aperti (ci si può iscrivere anche il giorno del congresso, si paga la quota e si ha diritto al voto, da esprimere anche via web), delega revocabile ai leader a ogni livello attraverso mozione di sfiducia.

Così si fa un partito democratico, questa è la nostra opzione direttista, questa sarà la ragion d'essere di una nostra lista alle elezioni per la costituente del partito democratico del 16 ottobre 2007. Intanto ci alleniamo alle amministrative, prima tappa del percorso: 13 maggio in Sicilia, 27 maggio nel resto d'Italia. In 41 comuni, di 10 regioni diverse, ci saranno le liste con il simbolo direttista.

Prima tappa e prova generale, per le cerbottane che non hanno paura dei carriarmati, ma che non per questo si faranno fregare.

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