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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


A partire da una lite

17 maggio 2007

Oggi, per una lite tra un paio di blogger, è scattata una polemica che riguarda Generazione U solo di striscio, ma su cui vale la pena riflettere. Non entro nella questione specifica: se la vedranno i diretti interessati. Mi interessa fare con voi un breve ragionamento sul tempo che trascorriamo in questi luoghi del web e sul perché abbiamo scelto di impiegarlo anche in forme di militanza politica.

Noi ci appassioniamo molto a vicenduole personali, è inevitabile: dovremmo però avere coscienza del fatto che sul web si sta costruendo una rivoluzione e che Generazione U è parte, piccola parte, di questo. Dunque dobbiamo essere consci del testo (quello che scriviamo noi ogni giorno con i nostri post, spesso insulsi per l'universo, ma molto importanti per noi e qualche amico), senza perdere di vista il contesto.

Il contesto è quello in dissoluzione di un paese che affonda in sabbie mobili sempre più evidenti, di una generazione (quella dei nati negli Anni Settanta e Ottanta) che non riesce ad esprimere un suo protagonismo e questa afasia è parte del problema delle sabbie mobili.

Un recupero di iniziativa lo si vede solo grazie alla Rete. Nella Rete in un solo anno Generazione U ha prodotto decine di iniziative, ha riunito i suoi organi nazionali molte più volte di quanto lo abbia fatto qualsiasi partito politico nazionale (cinque volte), ha svolto un ruolo di protagonismo. Ma non dobbiamo concentrarci sui nostri successi, indubbi in un arco di tempo così ristretto, quanto sui nostri fallimenti.

Il nostro fallimento è l'avvio di un processo costituente del partito democratico che sia realmente partecipato. Questo, non sta avvenendo e in parte è colpa nostra, perché non siamo stati abbastanza coraggiosi, abbastanza contundenti, abbastanza presuntuosi. Abbiamo ceduto alla sensazione dell'ineluttabile.

Il secondo anni di vita di Generazione U deve caratterizzarsi sulla capacità di trasformare davvero questo processo noioso e stantio, senza paure di subire le solite scomuniche. Poi ci sarà chi ci insulterà, chi ci farà la guerra, chi dirà le solite cose. Poco importa, ci siamo abituati, dobbiamo esserci abituati.

Allora ecco che i nostri testi da insulsi e personali si trasformeranno in validi erga omnes.

Dobbiamo essere un modello, Generazione U deve esserlo, voglio dire di più, devono esserlo i nostri blog. Poi, poco importa se arriva qualche deficiente, figuratevi: su queste pagine c'è chi ha insultato la mia sorellina morta o ha augurato che cadesse l'aereo su cui viaggiavo con mia figlia. Sulle valutazioni personali verso la mia persona, non ne parliamo proprio.

Ma poi ci consolano le parole di amicizia, i conforti dei compagni di battaglia, le critiche costruttive dei più intelligenti. E allora anche l'insulto greve assume un contorno di senso.

E trascorrere tempo su un blog, così, non si trasforma mai in un esercizio inutile.



permalink | inviato da marioadinolfi il 17/5/2007 alle 15:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (105) | Versione per la stampa

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