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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


Lezioni di poker e di vita (utili anche ai Mille)

2 luglio 2007

La mano l'ho vinta. Mi meraviglio che solo Claudia abbia capito che il grossissimo Barbone alla Karl Marx aveva un full di donne con i sette e fosse stato incoraggiato dal mio check alla quarta carta a venire a vedere il mio all in, pensando che in mano io avessi un solo asso. Quando gli ho calato il full d'assi e' andato via smoccolando e senza salutare.

Ovviamente la cosa ha generato in me un delirio d'onnipotenza e all'avvio della quarta ora di gioco, quando le cose si stavano facendo serie, il tizio che avevo accanto e' andato all in in preflop. Ora, io in mano avevo un tre e un sette, roba da spararsi, ma avevo voglia di spazio e poi quello era inglese e pure di Liverpool. Infine, dopo l'all in, tremava. Ma come, ti vieni a giocare i mondiali di poker a Las Vegas e su un tuo all in, tremi?

Allora, arrogante quanto mai, sono andato da solo a vedere il suo all in. Con tre e sette. Lui aveva asso e jack. Quattro carte inutili in tavolo, ma sul river mi spunta un tre. Con una coppia di tre mando a casa l'Inglese Tremante, anche lui se ne va senza salutarmi e incazzato come una bestia. L'azzardo estremo di andare a vedere un all in con tre e sette suscita l'ammirazione segreta e l'odio esplicito dei colleghi di tavolo, a cui ad inizio partita ho detto di parlare pochissimo inglese, mentendo e potendo quindi ascoltare tutti i loro commenti su di me.

Il chip leader di tavolo a quel punto ha solo me alle calcagna, gli entrano due re e va all in in preflop. Non vi dico l'urlo quando ha visto che io avevo due assi e l'avevo seguito in all in. Ma la fortuna non sempre premia e dunque, quando avevo tutti i titoli per vincere la mano e mettermi in condizione di entrare nei primi cento del torneo, un terzo re sul river mi manda a casa.

Lezioni di vita e di poker tratte da tutto questo:

1. Non bisogna avere paura a priori di quelli piu' grossi di te

2. Chi detiene carte forti e dunque il potere, puo' essere spiazzato e definitivamente battuto da una mossa fantasiosa di chi ha pochi mezzi

3. Tremare vistosamente non e' un gran modo di affrontare una sfida lanciata

4. L'arroganza talvolta puo' essere un'ottima arma

5. L'arroganza talvolta puo' essere una pessima arma

6. Karl Marx porta sfiga


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permalink | inviato da marioadinolfi il 2/7/2007 alle 15:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (52) | Versione per la stampa

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