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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


Non è una scelta, è un dovere (da Europa)

17 luglio 2007

Sabato scorso mi trovavo a Firenze per partecipare all’iniziativa organizzata dalla coordinatrice regionale toscana di Generazione U, Diletta Rigoli. Si discuteva, inevitabilmente, sul tema “Partito democratico e nuove generazioni” e ho avuto modo di elencare una serie di motivi per cui il mondo degli under 40, e a maggior ragione quel segmento che attraverso la militanza quotidiana su internet ha maturato una piena coscienza di sé, deve necessariamente partecipare alle elezioni primarie del 14 ottobre con un ruolo da protagonista. Sarà utile qui riproporre alcune delle ragioni addotte ad una necessità che pare ogni giorno più impellente.

La questione della trattativa sulla riforma delle pensioni è, in tutta evidenza, la cartina di tornasole di quanto pesi negativamente l’assenza di rappresentanza delle generazioni dei nati negli Anni Settanta e Ottanta in Parlamento e al governo. Il gruppo dell’Ulivo, tra Camera e Senato, conta oltre trecento parlamentari. Sapete quanti sono attualmente gli eletti espressione della generazione sopra indicate? Zero. Nessuno. Neanche un deputato dell’Ulivo ha meno di trentasette anni. Neanche uno, mentre (sia detto per inciso) le destre hanno indicato alla vicepresidenza della Camera una trentenne. Questa assenza totale di rappresentanza politica di chi è nato negli Anni Settanta e Ottanta produce una trattativa sulle pensioni e sull’impiego del surplus di gettito fiscale (il cosiddetto “tesoretto”) tutto piegato alle esigenze di pensionati e lavoratori in odore di scalone. In un tavolo di trattativa sulle pensioni dove, da una parte il governo è libero da qualsivoglia pressione di generazioni politicamente inesistenti, dall’altra i sindacati rappresentano per la stragrande maggioranza iscritti over fifty, è naturale che gli interessi dei più giovani siano totalmente sacrificati. Cosa che sta puntualmente avvenendo.

In questo contesto diventa del tutto evidente la necessità di ottenere rappresentanza politica e di farlo attraverso i pochi strumenti che ormai i partito mettono a disposizione. Il partito democratico offre il 14 ottobre un’occasione che non può non essere colta. E’ evidente, ci sono mille elementi di rischio, ma se non lo si fa ora non si potrà in alcun modo pretendere rappresentanza in futuro. Bisogna rischiare tutto. E rifiutare la più comoda logica della cooptazione.

E’ chiaro che le annunciate liste “giovanili” in appoggio alla candidatura di Walter Veltroni possono essere un modo di risolvere la questione della penuria di giovani nel partito democratico. Non sarebbero però una risposta al problema della rappresentanza politica, che si ottiene solo in base a una competizione franca e leale, che punti alla tutela di interessi non più comprimibili. Ci sono strumenti da utilizzare per questa battaglia politica assai complessa, primo fra tutti la rete, che sono patrimonio delle generazioni che non hanno eletti in Parlamento nell’Ulivo. Dobbiamo utilizzarli e metterci in campo, lanciando una sfida che ormai non è più una scelta, ma un dovere.

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permalink | inviato da marioadinolfi il 17/7/2007 alle 16:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (52) | Versione per la stampa

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