.
Annunci online

blog letto: 1 volte

Resta aggiornato con i feed
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


Così italiani

26 maggio 2008

 Manca il racconto. Sì, il racconto dell'Italia moralmente devastata di questo inizio di millenno, il racconto di un paese senza appigli e senza approdi, che procede come zattera alla deriva. Se non avessimo avuto Dante, per raccontare il caos italiano di inizio Trecento, ci saremmo appesi almeno a un Cecco Angiolieri, senza Pirandello ci saremmo serviti di un Petrolini, senza Eduardo forse bastava Totò, senza il genio neorealista e il sogno di Fellini, la crisi dei decenni immediatamente precedenti a questo l'avrebbe disegnata solo Alberto Sordi.

E noi, per colmo della sfiga, nel tempo agghiacciante di un paese agghiacciante in cui ci è stato dato di vivere, non abbiamo né un Dante né un Pirandello, né un Eduardo né un Fellini. Allora c'è chi ci dice che la narrazione di quel che stiamo vivendo dobbiamo andarla a cercare nei film di Vanzina o nei Cesaroni, che saranno loro a rimanere.

Invece, guardate Boris. Boris sta all'Italia come Lost sta all'America. La nostra farsa contro la loro tragedia, le nostre mignottelle in Parlamento contro il loro 11 settembre, il nostro culto della mediocrità contro la loro idea western della realtà dei buoni contro i cattivi.

Boris è quello che un tempo avremmo definito un "telefilm" a lunga serialità, è arrivato alla seconda stagione e va in onda il lunedì sera su Fox. E' un racconto metatelevisivo (televisione nella televisione, nella narrazione del dietro le quinte della realizzazione della fiction "Gli occhi del cuore", con evidente rimando al pirandelliano teatro nel teatro, virato in farsa). Ma ovviamente è molto di più. E' l'Italia allo specchio. Anzi. Guardare una puntata di Boris è come piazzare sullo specchio una striscia di cocaina, tirarla su ed è lo stesso effetto: euforizzante all'inizio, deprimente nel down, comunque dà dipendenza neuronale se non fisica.

Prendete questo spezzone. Quello in cui il regista della fiction René Ferretti (interpretato da uno strepitoso Francesco Pannofino che oggi sarà mio ospite a Contro Adinolfi, su Nessuno Tv canale 890 di Sky in diretta alle 12.45 anche in streaming video o su Radio Città Futura) impone la mediocrità al più grande attore italiano, per adeguarlo al livello dei suoi colleghi attori incapaci.



In questa richiesta a Roberto Herlitzka di fare la faccia "a cazzo di cane" si annida il male dell'Italia.

Guardate Boris, guardatevi allo specchio. L'affresco è colossale, è una Cappella Sistina deformata, ci siamo dentro tutti come in un giudizio universale.

Ci sono la nostra guerra tra poveri, il potere che opprime e i kapò sensibili.




C'è la creatività ridotta a cinica e cialtrona serialità.




C'è la nuova lotta di classe di un neoproletariato brutale e privo di ogni idealità o speranza.




C'è l'unico modo di dire la verità. Sbattendo il potere al muro.




E si ride. Per non piangere, si ride.




permalink | inviato da marioadinolfi il 26/5/2008 alle 11:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (36) | Versione per la stampa

sfoglia
  
In onda su RED

www.redtv.it
Cerca
Info del giorno
Sondaggio
La durata di Silvio

Create polls and vote for free. dPolls.com


--