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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


Contro le élites

15 ottobre 2008

YOUDEM, ALDO GRASSO E LA TV MORTA SENZA WEB
di Mario Adinolfi per Europa

Due premesse
Devo necessariamente premettere, per prima cosa, che io lavoro per la "concorrenza". Youdem la guardo anche perché faccio il vicedirettore a Nessuno Tv e l'esordio dei "cugini" (da noi diciamo "i laziali") non può non incuriosirmi. A me è sembrato un ottimo esordio, in linea con quanto promesso da Veltroni alla presentazione e con le idee di fondo, che conosco bene, di Bruno Pellegrini che la realizza insieme a Luciano Vanni e Andrea Soldani. Una televisione di flusso, basata sugli user generated contents, cioè sui contenuti generati dagli utenti democratici. Il modello è la Current Tv di Al Gore, che non è solo una grande idea di comunicazione innovativa, ma anche un business di proporzioni potenzialmente colossali. A me Youdem piace, ad Aldo Grasso no che l'ha stroncata con un intervento in voce sul sito del Corriere della Sera. Qui, la seconda premessa doverosa: Aldo Grasso ha un pregiudizio colossale verso la rete e i blogger, ne ho fatto le spese personalmente beccandomi stroncature a ogni passo e la cosa ha costruito una forte reciproca antipatia. Però, come io ho riflettuto su alcune cose scritte da Grasso nei miei confronti, traendone beneficio, spero che lui possa provare a riflettere su qualche idea che gli regalo qui. Le antipatie personali resteranno intatte, ma forse qualcosa si smuoverà anche nel pensiero tetragono di colui che si considera il papa della critica (televisiva e non solo).

Il mondo analogico delle élites novecentesche
Aldo Grasso rappresenta il mondo analogico delle élites novecentesche, di quelli che pensano che il percorso di ogni idea sia: un gruppo di eletti (per censo e casta) pensa, attraverso i mezzi di comunicazione l'idea viene elaborata, dibattuta, trasmessa al popolo. Ogni allargamento eccessivo della base di coloro che pensano e trasmettono, è deleterio. Toglie potere alle élites e dunque va combattuto. Nella critica contro Youdem trasmessa ieri attraverso il sito del Corriere, Grasso diceva testualmente: "Ben vengano le televisioni. A noi quando hanno chiuso la Tv delle Libertà della Brambilla, francamente ci è dispiaciuto". Passi l'errore di grammatica ("a me mi" non si dice, lo insegnano da piccoli, ma qui non si è pedanti). Il divertente è l'uso del "pluralis maiestatis". Grasso, voi che siete dispiaciuti per la Brambilla, chi siete? E, ormai, quanti siete?

L'abbattimento delle barriere
La rete abbatte la barriere: toglie potere alle élites, redistribuendolo. Youtube, i social network, i blog non sono solo luoghi per giovani perditempo, come prova a dire Grasso da anni. Sono un nuovo modello rivoluzionario di distribuzione dei contenuti, che quasi azzera anche i costi di produzione e potenzialmente apre praterie alle idee di chiunque. Sì, di chiunque. Ed è nell'indeterminatezza di questo "chiunque" che risiede la forza rivoluzionaria del modello. Ad oggi del tutto potenziale, d'accordo, siamo agli albori: le idee sono ancora poche e raffazzonate. Ma si raffineranno. Noi siamo piccoli. Ma cresceremo. E allora virgola, ce la vedremo.

Basta con le cricche
La potenzialità più affascinante è la fine della logica delle cricche, che in Italia raggiunge il suo apice. Grasso ha usato la settimana scorsa una paginata del Magazine del Corriere della Sera per una ripicca in linguaggio cifrato contro Giovanna Salza, direttore della comunicazione di Air One, per una questione di mancato accesso alla sala vip. Ma è mai possibile che in questo paese il giornalismo delle élites si sia ridotto ormai a pura guerra tra clan? No, non è possibile. Qualcosa di nuovo è alle porte e la rete lo sta rendendo possibile: è la rivoluzione dei contenuti generati dagli utenti (per inciso, domani alla Casa del Cinema di Roma alle 20 ne discuteremo con Luca Sofri e anche con il direttore di Corriere.it in un evento organizzato da Current Tv e Warner Bros). Per ora, è una questione di quantità: le élites si restringono e si arroccano, la marea della rete conta miliardi di individui pensanti. Occorre lavorare sulla qualità e la rivoluzione sarà compiuta. E anche per la tv, come per ogni forma di comunicazione top-down, sarà la morte, se non sposerà la logica reticolare del web.




permalink | inviato da marioadinolfi il 15/10/2008 alle 10:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (127) | Versione per la stampa

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