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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


Se Berlusconi tocca internet, un nuovo '68

3 dicembre 2008

 Alla Luiss, alla giornata di inaugurazione della fondazione dedicata al carissimo Giuliano Gennaio, la discussione è stata incardinata attorno all'idea di un nuovo "vero" Sessantotto. Io ho sempre idea che per una rivolta generazionale duratura, occorra l'occasione, la miccia che inneschi il materiale incendiario. Oggi arriva Silvio Berlusconi con la sua generica e folle idea di "regolamentare il sistema web nel mondo". In Italia da anni centrosinistra e centrodestra, affollati di gerontocrati che non capiscono la rivoluzione che ha trasformato il mondo analogico in una realtà digitale, provano a mettere il collare alla rete. Non è un caso ed è certamente un processo da comprendere in profondità.

Bisogna farlo perché siamo di fronte al progredire di una malattia, che fa divergere i valori fondanti tra le diverse generazioni. Sembra che i più anziani siano stanchi di democrazia, vadano sperando in legge e ordine e, soprattutto, efficienza come elementi cruciali del vivere civile. In questo senso la "democrazia degli antichi" spera in uno schema di leadership verticalissima, fragilmente legittimata dal basso e sostenuta a tempo indeterminato da un reticolato di potere che vincoli tutti a ciascuno sul piano degli interessi. Simul stabunt, simul cadent. Questa visione oligarchica non può tollerare uma reale libera dialettica politica, non a caso si fonda sul sistema delle liste bloccate ed è alimentato da un contesto mediatico tenuto sotto controllo da potentati inscalfibili riuniti nei patti di sindacato.

La "democrazia dei moderni" è invece fondata su un altro reticolato, che è quello orizzontale del web. Crede nella democrazia diretta, vuole generare le leadership attraverso strumenti come le primarie, spera in normative che restituisca in ogni luogo senso alla parola partecipazione. Non a caso queste nuove generazioni stanno lontane dall'informazione televisiva preconfezionata e comunque schierata, così come dai giornali a cui non assegnano credibilità. Si informano, creano idee e formano una magmatica area di consenso non strumentalizzabile.

L'idea che il potere gerontocratico incarnato da Berlusconi possa voler mettere una museruola a quella che è l'agorà in cui si sta formando una nuova idea di democrazia, è semplicemente intollerabile. Sull'opzione sostanzialmente autoritaria incarnata da partiti dove si scontrano solo bande oligarchiche, si può scaraventare un'idea nuova non solo politica di società aperta che è rappresentata dal mezzo-messaggio della rete. In fondo, come nel Sessantotto, è un conflitto tra padri e figli. Speriamo, con meno conformismi e poggiandosi su visioni non egalitariste e invece meritocratiche. Ma questo conflitto è necessario. 



permalink | inviato da marioadinolfi il 3/12/2008 alle 13:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (57) | Versione per la stampa

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