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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


Una domanda a quelli del Lingotto

27 giugno 2009

Sì, vabbè, giovani (oddio, mica tutti), carini (idem) e simpatici (non ne parliamo). Tutto bene, anche gli applausi lì a Franceschini e Bersani, che si sa che questi in teoria vogliono uccidere il padre ma è meglio se papà fa finta di essere distratto e lascia le chiavi della macchina nuova attaccate e allora gli si dà pure un bacino, che quelli del Lingotto non sono tipi da farsela a piedi.

In realtà noi direttisti di Generazione U siamo un po' invidiosi, non c'è mai riuscito troppo di star nel cuore dei potenti, di farci venire a trovare ai nostri convegni, di dire rinnovamento sì ma-mica-facendo-la-guerra, noi siamo quelli con la faccia sporca. A noi riescono le cose semplici e pure un po' grevi, poco milanesi, poco piemontesi, robe tipo: così non va, i capi non capiscono un cazzo, ci candidiamo contro di loro (18 luglio 2007, candidatura di Generazione U alle primarie). Oppure: avete perso  consegnato il paese a Berlusconi e Roma a Alemanno? Ve ne dovete andare (3 maggio 2008, direzione nazionale Pd dopo le elezioni politiche e amministrative).

A me, poi, personalmente, i simpatici stanno antipatici. Quelli tipo Pippo Civati. Tre frasi e una battuta, lo stile è: "No, non mi candido, preferisco passare l'estate al mare con una bella donna". Poi cero acceso alla Madonna tutte le mattine sperando che gli amici glielo chiedano, come ai vecchi tempi: "Pippo, solo tu puoi salvarci".

Allora, ci sono vecchie ruggini: due anni fa facemmo una riunione tipo Lingotto, ma più ristretta, e decidemmo di andare alla guerra contro i potenti alle primarie del Pd. Due giorni dopo, quelli che oggi ancora una volta dicono di voler andare alla guerra, optarono per reggere il moccolo a Veltroni (alcuni di loro hanno imparato a chiamarlo "disastro" recentemente) e fare la lista Innovazione (ancora rido) alle primarie insieme a, udite udite, Giovanna Melandri e Antonio Bassolino. Generazione U rimase coerente e disse: volevamo andare contro, andremo contro, solo con il conflitto politico di una generazione si cambia il partito. Candidatura e liste autonome: un eletto in costituente noi, un eletto in costituente loro.

Abbiamo fatto lo stesso anche questa volta, presentando mozione e candidatura alle primarie in un circolo di periferia, non nel luogo ideologico che fa continuità con il veltronismo (a proposito, avete letto l'intervista vittimista e un filino delirante di Walter a Repubblica oggi?).

Io non sono andato al Lingotto. Non m'è arrivato l'invito. Le vecchie ruggini potevano essere superate. A questo punto, devono esserlo. E allora fatemi fare una domanda a quelli del Lingotto: dopo due anni di chiacchiere e giri di parole, avete trovato il coraggio di esprimere una candidatura alla segreteria nazionale del Pd?

Se quel pizzico di coraggio lo trovate, superando anche le divisioni e sotterranee gelosie tra voi, fate un fischio e vediamo di non andare separati a questo congresso. Andiamo oltre le vecchie ruggini. Però, parliamo di politica. Che oggi a Torino non avete detto praticamente nulla ed è stato molto più utile sorbirsi il Pannella di Chianciano, dove invece qualche idea nuova è davvero emersa.

Se invece il coraggio non lo trovate, fate una cortesia, smettete la vostra consueta spocchia e le lezioncine lasciatele nel cassetto. Se il candidato lo trovate, invece, la spocchia la smetto io e magari la lezioncina me la sorbisco pure.

Scegliete, insomma, per una volta, senza chiacchierare e basta per trovarsi così tutti d'accordo sull'ovvio. Scegliete e dunque discutete e magari scannatevi un po' tra voi. Può essere liberatorio.

Poi, tutti uniti, andiamo alla battaglia vera.

(a seguito della presentazione della candidatura al circolo Pd della Muratella sono uscite alcune segnalazioni sul Corriere della Sera e sul Messaggero - grazie a Alessandro Trocino e Mario Ajello - oltre a un'intervista su l'Opinione e qualche spazio su Europa e Manifesto, più un articolo sul Clandestino Web relativo a una mia dichiarazione sulla direzione "iraniana" del partito ieri...su Blogosfere trovate poi una mia intervista e un'analisi puntuale di Tiziano Scolari della battaglia interna al Pd...su Facebook c'è la gara tra i tre gruppi dei vari candidati segretario, vince Dario e io sono al 5.5%)




permalink | inviato da marioadinolfi il 27/6/2009 alle 13:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (37) | Versione per la stampa

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