Nessuna solidarietà a Marrazzo
29 ottobre 2009
Ho scritto questo articolo per Europa, dopo aver scritto sul mio profilo di Facebook: "Mario Adinolfi la dice chiara, a caldo non si poteva, ma ora forse sì: tutto il Pd dovrebbe essere incazzato nero con Piero Marrazzo con il danno che ci ha creato andando a caccia compulsiva di Brendone e Natalì varie, altro che solidarietà, solidarietà un cazzo".
PERCHE' NON DISCUTIAMO DEL CASO MARRAZZO? (di Mario Adinolfi per Europa)
Adesso che è passata una settimana da quel tragico venerdì che ha travolto, insieme alla vita di Piero Marrazzo, anche il governo della regione Lazio e buona parte delle possibilità per il centrosinistra di spuntarla alle elezioni di inizio primavera, dobbiamo avviare un dibattito tra noi democratici attorno a questo caso emblematico. Finora si è oscillati tra un palese imbarazzo e una sorta di solidarietà umana piuttosto ipocrita nei confronti di Marrazzo. Ecco, la prima cosa che mi viene da scrivere è: nessuna solidarietà. Non è accettabile che un vertice istituzionale sia così leggero da trascorrere molte delle sue serate andando a prostitute, ignorando persino la più banale prudenza oltre che il senso del rispetto di sé e del ruolo ricoperto. Non c'è alcuna libertà privata, quando si è investiti da un incarico democratico. Bisogna esserne degni. Marrazzo è stato indegno.
Lo scrivo dopo essermi candidato alle scorse regionali nelle liste che di Marrazzo portavano il nome, sostenendolo sempre nella sua azione di governo. L'indegnità del comportamento di Marrazzo deve essere sottolineata ora, però, con grande nettezza dalla dirigenza democratica che sembra aver timore di affrontare la questione. Non è tollerabile lo schema dei vizi privati coperti dalle pubbliche virtù. Nelle quattro mura domestiche, certo, ognuno fa quel che vuole. Ma fuori della quattro mura i politici del centrosinistra devono essere irreprensibili, come e forse più di qualsiasi buon padre di famiglia. Di questo dobbiamo dibattere.
Su questo Giuliano Ferrara dalle colonne del Foglio lunedì ci ha provocato, affermando che un centrosinistra che ha predicato per anni la libertà sessuale non può mettere sulla graticola un presidente della Regione per via delle sue scelte in questo campo. Dobbiamo rispondere che vogliamo dirigenti irreprensibili che non alimentino la prostituzione, non siano imprudenti, non si droghino, non siano in alcun modo ricattabili. Lo vogliamo, lo pretendiamo.
Non accettiamo alcuna forma di relativismo etico da questo punto di vista. Abbiamo delle idee forti che sono al centro del nostro agire, che ruotano attorno al personalismo nella sua lezione cristiana. Non siamo mai stati bacchettoni, ma come democratici dobbiamo dire con nettezza utilizzando l'occasione tragica fornita dal caso Marrazzo: solo gli irreprensibili possono rappresentare un popolo. L'idea di una classe dirigente composta da miserabili di destra e di sinistra, così che la miseria sia annullabile in un unico calderone e ognuno esca ripulito da una chiamata di correità, è inaccettabile. Meritiamo di più. I democratici meritano di più, di certo di più merita il paese.
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marioadinolfi il 29/10/2009 alle 18:22 | |