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lookologa

Sono andato in Senato con giacca e cravatta, ma solo perché è obbligatoria. Ho detto a tutti che era per seguire i consigli della lookologa...


Italian Poker Players

27 novembre 2009

Con un gruppo di amici pokeristi abbiamo costituito il primo nucleo di un'associazione sportiva di giocatori di poker, la Italian Poker Players (IPP), sul modello dell'americana Poker Players Alliance con cui condividiamo lo slogan: il poker non è un crimine.

Il poker è un gioco d'abilità, riconosciuto come tale anche dalla legge che lo ha autorizzato on line e poi lo ha riempito di infinite capziose limitazioni. Così, mentre i giocatori stranieri danno spettacolo un po' ovunque, sia on line che ai tavoli live, il movimento pokeristico italiano si è sostanzialmente incartato su se stesso. Ultima batosta, l'eccezione procedurale sollevata da Malta in sede europea che impedirà il via libera al cash game on line che, pure faticosamente, era stato approvato dal nostro Parlamento.

I giocatori di poker texas hold'em e nelle altre sue infinite varianti sono ormai centinaia di migliaia in Italia, la raccolta annuale delle poker rooms ad un solo anno dalla messa a regime effettiva supererà nel 2009 i due miliardi di euro, i giovani e i giovanissimi hanno trovato in questo gioco nella modalità sportiva un vero e proprio modo di essere.

Eppure il poker sportivo è gioia, è un gioco dove sono testate le migliori qualità della persona: la concentrazione, la pazienza, il coraggio, la fantasia, la resistenza.

Noi di Italian Poker Players riteniamo che il problema sia prima di tutto di natura culturale: prevale ancora la vecchia iconografia del pokerista biscazziere e un po' baro, della persona borderline, degli ambienti malfamati. Non è così: il professionismo nel mondo del poker ha reso tutto molto simile alla realtà del professionismo sportivo di altissimo livello. E sognare di diventare un giocatore professionista di poker non equivale a sognare di fare la velina o peggio. Per ottenere risultati che aprano le porte del professionismo occorre aver messo a dura prova le proprie doti e averle dimostrate come eccezionali.

Ma non c'è solo il mondo dei pro. C'è il vasto popolo dei pokeristi italiani che oggi non possono neanche riunirsi nei vecchi circoli perché la burocrazia ritarda l'emanazione di un regolamento attuativo della legge autorizzativa sul poker sportivo live. Questo vasto popolo chiede regole certe, ma chiede anche intelligenza nello scriverle. Italian Poker Players si batterà perché la voce di chi gioca sia udibile nei luoghi burocratici dove cavilli capziosi rischiano di uccidere il gioco più bello del mondo.

Vogliamo solo essere liberi di giocare. E giocare non è un crimine.




permalink | inviato da marioadinolfi il 27/11/2009 alle 10:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (25) | Versione per la stampa

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