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lookologa

Sono andato in Senato con giacca e cravatta, ma solo perché è obbligatoria. Ho detto a tutti che era per seguire i consigli della lookologa...


Dio e Io

10 dicembre 2009

A Roma da oggi fino a sabato si svolge un convegno internazionale promosso dalla Cei intitolato: "Dio oggi. Con lui o senza di lui cambia tutto". In questo strano 2009 italiano, trascorso tutto a discutere di escort e transessuali, una tre giorni di studio su un tema del genere sembra atterrare direttamente dal pianeta Marte. E invece è la questione nodale di cui si dovrebbe sempre discutere. Chi è Dio oggi? Perché veramente con lui o senza di lui cambia tutto.

Troverete una riflessione in prima pagina su Repubblica, scritta da Vito Mancuso, molto legata al problema del rapporto della libertà del teologo rispetto alla Chiesa. Si capisce, Mancuso è teologo e fa un po' il sindacalista. Spreca l'occasione, secondo me. Potendo scrivere sulla prima pagina di un quotidiano ad alta tiratura, avrei scritto altro.

Avrei ad esempio scritto chi è Dio secondo me. Dio ci viene proposto dalla Bibbia prima come un Signore potente e vendicativo (dal diluvio universale alle piaghe d'Egitto è tutto un fiorire di fantasione punizioni), dal senso dell'umorismo piuttosto particolare (i giochini con Isacco e Giobbe hanno un lato comico, così come la storia della Mela). Poi con il nuovo Testamento, Dio diventa Amore, un Dio misericordioso e compassionevole, che comprende e perdona. Un Dio accogliente, che sacrifica suo Figlio, cioè se stesso, in nome dell'amore che porta per l'umanità. Nella professione di fede cattolica, però, Dio torna ad essere "Signore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili". Soprattutto, Dio potente.

Tutte queste rappresentazioni di Dio sono drammaticamente in crisi nel ventunesimo secolo. Nel sentire comune Dio è favola consolatoria, buona ad animare al limite qualche azione solidale (tanto che il cattolicesimo impegnato da luogo di fede si è trasformato prevalentemente in luogo di azione sociale, volontaristica e anche politica). La Chiesa prova a riproporre l'idea centrale di Dio potente, che assegna la vita quasi come una condanna, che fa agire il Male per vie misteriose e imperscrutabili, in cui l'amore è davvero solo consolazione. Questa ri-proposta della potenza di Dio e di un uomo che soffre solo perché si allontana da Lui, è affascinante quanto completamente inadeguata ai tempi. Affascinante perché la Chiesa cattolica, sola organizzazione religiosa in grado di compiere questo miracolo, propone attraverso la sua granitica e complessa visione teologica e filosofica uno sguardo sul mondo capace di spiegare tutto e dare senso a tutto. La rozzezza dell'Islam, la banalità del buddismo e delle religioni orientali, il lassismo delle altre visioni crisitiane più o meno "protestanti", non raggiungono neanche lontanamente la vetta perfetta del pensiero cattolico, pienamente organico, reso ancora più lucente se possibile dal pontificato di un teologo raffinato come Joseph Ratzinger. Ma tutto naufraga attorno alle due parole chiave del ventunesimo secolo: Io e Libertà.

Ecco, se posso azzardare la mia definizione, Dio è per me un sinolo di forma e sostanza pienamente evidenti. La forma di Dio è ben definita dal corpo mistico che San Paolo spiega nella prima lettera ai Corinzi: "Come in un solo corpo abbiamo molte membra e queste membra non hanno tutte la medesima funzione, così anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e ciascuno per la sua parte siamo membra gli uni degli altri". Questa definzione della forma di Dio come sommatoria di Io è convincente eppure non è mai stata valorizzata dalla Chiesa, che ha sempre voluto affermare il primato della Chiesa sulla persona. Eppure Io è Dio. E Dio nella sostanza non è Giustizia, non è neanche Misericordia, meno che mai Amore. Se nella forma Dio è Io, nella sostanza Dio è l'Essere Liberissimo. Dio è Libertà.

Ecco, se riconducessimo l'idea di Dio a queste radici pienamente evidenti, Io e Libertà, forse recupererebbe spazio di cittadinanza nel tempo complicato in cui anche a Lui tocca vivere. La Chiesa abbia meno paura della persona e della libertà del singolo, espressione del volere e dell'essere divini. Abbia meno paura del singolo, dell'individuo, della sua creatività anche non immediatamente riconducibile al disegno di potenza che da due millenni esprime per sopravvivere.

Dio c'è solo nella somma degli atti di ciascuno di noi, Dio c'è attraverso tutti noi, Dio si esprime sommamente nell'azione più alta di una comunità che è la politica, ma può esprimersi solo se questa dialettica politica è pienamente libera e rispettosa della libertà dell'individuo che associato ad altri determibna le decisioni democratica. Sul piano civile si rende omaggio a Dio non solo attraverso le pur meritorie opere di volontariato e soccorso ai più deboli, ma attraverso l'idea di democrazia. E, anzi, nella pratica della democrazia diretta l'idea di Dio come corpo mistico civile trova piena rappresentazione.

Dio non è Amore e Giustizia e Onnipotenza. Se lo fosse non farebbe morire di fame ventiseimila bambini ogni giorno. Dio è come noi. Dio è noi. Dio è io. E', al limite, un dealer che mescola le carte della nostra partita a poker. Quando il mazzo è mescolato tutto sembrerebbe essere già deciso e in astratto effettivamente è così. Il dealer assegna le carte, vero. Ma poi avviene il miracolo, quello sì che dà pienamente forma all'Essere: interviene la nostra libertà, la libertà di ciascuno, di giocare la mano con intelligenza e produrre effetti diversi da quelli che sembravano essere inevitabilmente decisi dalla mescolata del mazzo. La Libertà decide. La Libertà è Dio.

Dio è Libertà. Preserviamola e Lo preserveremo e ci preserveremo. Anche in questo tempo infame che sembra privo di logica, privo di Dio. Perché con lui o senza lui, con noi o senza noi, com me o senza me, cambia tutto.




permalink | inviato da marioadinolfi il 10/12/2009 alle 10:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (56) | Versione per la stampa

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