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lookologa

Sono andato in Senato con giacca e cravatta, ma solo perché è obbligatoria. Ho detto a tutti che era per seguire i consigli della lookologa...


La rete è di sinistra e non si tocca

16 dicembre 2009

La discussione di ieri qui sul blog si è trasformata in un articolo per il giornale dove quotidianamente tengo la mia rubrica, Europa e già ascolto i soliti soloni spiegarmi l'ovvietà: "La rete non è di sinistra, la rete è di tutti". Certo, la rete possono usarla tutti, ma se accettiamo che internet non sia solo un mezzo, ma anche un messaggio, allora questo messaggio è strutturalmente di sinistra. E' sempre utile rifarsi a Norberto Bobbio che sull'idea di uguaglianza imperniava la sostanza dell'essere di sinistra. La rete è il luogo d'antonomasia dell'uguaglianza. Come scrivo concludendo l'articolo per Europa, di un'uguaglianza che si fa libertà. Libertà di espressione, di comunicazione, di interazione con gli altri. Per i folli e i criminali è sempre in vigore il codice penale. Ma se l'episodio di Massimo Tartaglia dovesse essere preso a pretesto per mettere sotto controllo il web italiano da parte dell'esecutivo della destra populista e xenofoba, che usa la rete solo per farsi propaganda con una serie di imbarazzanti siti-vetrina privi di reale interazione, la reazione non potrà che essere durissima. 

La rete è luogo di interazione libera. Questo blog nei suoi sette anni di vita, quotidianamente trascorsi nel confronto assolutamente aperto con la comunità dei lettori, ha provato a costruire un modello. Non per caso è stabilmente tra i primi cinque blog italiani per numero di commenti medi per post, perché qui ognuno è di casa, ognuno può sempre scrivere quel che pensa e dialogare con chi la pensa all'opposto, perché l'autore si mescola ai commentatori e abbatte qualsiasi livello di privilegio derivante dall'essere il "padrone di casa". Spesso e volentieri qui spuntano insulti, anche verso me, ma non mi sono mai sognato di fermare i commenti per questo.

Perché questa lezione di libertà ha promosso, credo presso tutti i frequentatori di questa pagina, un'idea che è meglio sostenere le proprie tesi che limitarsi a infangare quelle dell'altro. E chi si limita perde un'opportunità che la libertà offre.

La libertà è la lezione della rete. L'uguaglianza che si fa libertà. Ogni irragionevole e autoritaria limitazione di libertà da parte del potere è intollerabile. Difendiamo la libertà della rete e facciamolo insieme.  

 

LA RETE E' DI SINISTRA E NON SI TOCCA
di Mario Adinolfi per Europa

Le leggi della destra
A Omnibus Life ieri su la7 mi sono ritrovato a discutere del caso che
chiude il decennio, l'aggressione a Berlusconi, relativamente alla
reazione del web, compresi i gruppi di idioti spuntati su Facebook
inneggianti al povero Tartaglia. Ho faticato non poco a combattere la
linea di Antonio Palmieri del Pdl e di Alessandro Meluzzi, che
volevano raccontare la necessità di mettere la rete sotto controllo.
Una necessità tipica dei governi di destra di mezzo mondo, espressa
con normative che hanno tentato la strada della limitazione della
libertà di internet basterà citare per tutte la Hadopi di Sarkozy). I
governi di destra provano a mettere la mordacchia alla rete. Perché
sanno che la rete è di sinistra. E non si tocca.

Ai rappresentanti della destra italiana
Ho spiegato ai rappresentanti della destra italana politica e
culturale che la rete è l'ultimo luogo che salvaguarda la libertà
d'espressione, che il web viene messo sotto controllo dal governo solo
negli stati totalitari, che la rete è di sinistra perché prevede
meccanismi di uguaglianza nel territorio della comunicazione e io, da
sinistra, voglio difendere questa libertà in modo integrale. Mi si è
risposto che la rete è piena di cretini che insultano. Capita anche a
me, sul mio blog o sul mio profilo Facebook. Una persona di sinistra
difende anche la libertà del cretino di dire cretinate.

Non siate permalosi.
Ho aggiunto al povero Palmieri che si lamentava degli insulti subiti
via web, che in rete non bisogna essere permalosi, che gli insulti
arrivano, ma non basta qualche insulto o qualche idiozia a
giustificare l'assalto alla libertà di internet, che non è vero che in
rete si è irresponsabili: la stragrande maggioranza dei profili
Facebook ha nome e cognome e foto di chi lo ha aperto. Intervenga il
codice penale, quando ce n'è bisogno. Ma solo quando ce n'è bisogno.

L'uguaglianza che si fa libertà
Se un governo convoca un consiglio dei ministri e mette all'ordine del
giorno l'oscuramento dei siti, facendolo annunciare in aula da Roberto
Maroni, crea un precedente pericolosissimo. L'oscuramento è un
provvedimento che va deciso dalla magistratura, a seguito di un reato
accertato, eventualmente su iniziativa della polizia postale. Per il
resto, i governi non tocchino il web. Lo fanno in Cina, a Cuba, in
Iran. Solo i governi di stati totalitari mettono sotto controllo la
rete. Perché non sanno tollerare l'uguaglianza che si fa libertà. Il
modello della rete, appunto.




permalink | inviato da marioadinolfi il 16/12/2009 alle 11:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (35) | Versione per la stampa

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