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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


Se i giudici decidono le elezioni

4 marzo 2010

Qualcuno mi chiede: "Perché insisti tanto sulla questione delle liste Pdl non ammesse, battendoti in loro difesa? Non ti conviene, ti fai solo nemici". Vero, il tema non incontra la simpatia né l'attitudine al ragionamento dei militanti di centrosinistra, che ripetono la solita litania: le regole sono state violate, le liste non vanno riammesse. Io però sono testardo e voglio provare a dimostrare che questa vicenda mette in luce il solito vizio, il vizio che rende il centrosinistra perdente, il vizio dei due pesi e delle due misure, oltre che l'attesa che il nostro problema politico di dover battere Berlusconi ci venga risolto da fattori esterni, segnatamente da quel fattore esterno che si chiama magistratura. E io non voglio un paese dove le elezioni le decidono i giudici, anche se le decidono a nostro favore.

Sulla materia del contendere ho una lunga esperienza. Ho presentato le liste di Democrazia Diretta alle amministrative del 2001 e del 2003, raccogliendo le firme una ad una e so quanta fatica ci voglia per fare le cose per bene. In tutti e due i casi, le liste competitrici della nostra furono oltre trenta, alcune accompagnate da firme palesemente false. I magistrati chiusero un occhio e ammisero sempre tutti. L'andazzo cambiò minimamente alle regionali scorse, quelle del 2005, quando Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini presentò sempre a Roma le sue liste, sempre accompagnate da firme palesemente false (i giudici un anno dopo accertarono la presenza di 871 firme false e condannarono per falso ideologico a un anno e sei mesi i responsabili della lista).

Il problema è che le firme false accompagnavano una lista funzionale al centrosinistra, perché la Mussolini aveva litigato ferocemente con Fini e Storace e si era candidata proprio per rubare consensi a quest'ultimo. Democrazia Diretta si era schierata con la civica di Piero Marrazzo e ricordo bene la campagna di stampa filo-mussoliniana tendente a favorire la riammissione di Alternativa Sociale. La Mussolini venne riammessa, delle firme false nessuno si ricorda più, prese una percentuale decisiva per togliere la regione Lazio a Storace e affidarla nelle mani di Piero Marrazzo, che fece i tristi errori che tutti ormai conosciamo e da essi fu travolto.

Ora il centrosinistra fa il contrario, i giornali di area usano le leve dell'indignazione così come nel 2005 raccontavano invece con toni eroici e simpatizzanti lo sciopero della fame di Alessandra Mussolini in camper davanti al tribunale per far riammettere la sua lista. Il combinato disposto di azione della magistratura e attivazione dei meccanismi informativi, crea l'ondata di opinione pubblica. E le ragioni della politica da questa ondata rischiano di essere sommerse.

Viene utilizzata l'argomentazione: "Se io guido contromano prendo una multa, chi non rispetta le regole deve essere punito". Vero. Ma andando a studiare il senso della regola. Perché c'è una regola che dice che non devi guidare contromano? Per salvaguardare un bene superiore, l'incolumità degli altri automobilisti. Per un fine di giustizia. Da cosa sono dettate tutte le procedure elettorali? Dal fine di verificare la minima consistenza in termini di sostegno a liste e candidati, in modo da evitare il proliferare di partiti privi di qualsiasi consenso che intralcerebbero le operazioni elettorali. Qualcuno può negare che questi requisiti di minima consistenza sussistano nel caso della candidatura di Formigoni in Lombardia e del Pdl a Roma?

Ma, soprattutto: fa bene al centrosinistra continuare a usare il doppiopesismo, attendendo la soluzione della propria debolezza politica da fattori esterni? Non sarebbe molto più utile politicamente sottolineare l'evanescenza, la sciatteria, l'incapacità della classe dirigente del centrodestra, che non riesce neanche a presentare correttamente le liste, dicendoci però disponibili a trovare una soluzione politica per il rispetto che dobbiamo ai cittadini di centrodestra che debbono essere liberamente essere messi in condizione di votare partiti e candidati di centrodestra?

Davvero preferiamo questa formula oggettivamente golpista per cui l'esito delle elezioni si decide nelle aule di tribunale? Nel Lazio, lo ripeto, è già successo nel 2005. Quel risultato fu falsato dall'intervento dei giudici e le 871 firme false di Alessandra Mussolini fecero governatore della Regione il prode Marrazzo al posto dell'orrido Storace. Vogliamo usare questo metodo anche alle regionali 2010?

Mi pare un errore di portata colossale, democraticamente assai diseducativo, politicamente pericoloso. Ci si ritorcerà contro. Battiamoci, come vorrebbe Voltaire, per il diritto dei nostri avversari. Dimostriamo di essere adeguati al valore altissimo della parola "democrazia".



permalink | inviato da marioadinolfi il 4/3/2010 alle 9:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (96) | Versione per la stampa

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