Il decreto buono e giusto
6 marzo 2010
Il decreto sulla questione liste è buono e giusto, come buona e giusta è la firma apposta da Giorgio Napolitano. Ho spiegato in questi giorni i motivi delle mie valutazioni un po' dappertutto, principalmente con una
serie di
articoli su
Europa: oggi poi è uscita un'intervista sul
Giornale e ho parlato anche con
Radio Radicale. Il Pd prepara una mobilitazione contro il decreto, lo stesso fa l'Italia dei Valori, De Magistris paragona Berlusconi a Pinochet. Tutto sbagliato.
Ora cominciamo piuttosto la campagna elettorale, da forze di opposizione mature e responsabili, segnalando il degrado della classe dirigente del centrodestra che non sa nemmeno presentare le liste, evitando scorciatoie che si riveleranno boomerang.
In democrazia si tutela il diritto degli avversari a lottare per la ricerca del consenso su un piano paritario. E che vinca il migliore. I migliori siamo noi, ma quando ci sbracciamo per vincere a tavolino e strumentalizziamo tutto mi spunta qualche dubbio.
Ora abbassiamo i toni, non mettiamo in imbarazzo Napolitano che ha firmato perché sa bene che quel decreto era l'unica strada per tutelare la credibilità delle elezioni e della democrazia, torniamo alla fatica necessaria per vincere le regionali. Compito che ci è stato facilitato dalla banda di incapaci che guida attualmente quello che è, anche per responsabilità nostra, il principale partito italiano. Che come tale ha diritto a presentarsi alle elezioni.
(obblighi fantacalcistici: Manninger Astori Agostini Papastathopulos Taddei Diego Alvarez Beckham Ronaldinho Pazzini Eto'o --- Grosso Candreva Felipemelo Del Piero)
| inviato da
marioadinolfi il 6/3/2010 alle 9:43 | |