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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


Quei riti studenteschi non si sopportano più

11 ottobre 2013

L'AUTUNNO RITUALE DEGLI STUDENTI FANCAZZISTI
di Mario Adinolfi 

E' autunno e ci sono tre certezze in Italia: cadono le foglie; i romanisti pensano ancora di poter vincere lo scudetto; gli studenti organizzeranno prima le manifestazioni, poi lo "sciopero generale" (sciopero?), poi le autogestioni, i più duri faranno le occupazioni e Repubblica farà la paginata sul nuovo '68.

Da qualche anno ho un osservatorio privilegiato sul disastro della scuola pubblica italiana, grazie ad una figlia liceale che mi piazza davanti agli occhi un contesto agghiacciante. L'autunno degli studenti italiani è un autunno di fancazzismo, sempre e comunque. La ritualità manifestazioni-scioperi-autogestioni-occupazioni scatta praticamente in automatico. Ho fatto un test: ho chiesto in occasioni delle recenti manifestazioni di protesta studentesca come si chiamasse il ministro della Pubblica Istruzione contro cui protestavano. Facce a forma di punto interrogativo. Un paio hanno risposto: la Gelmini.

La questione delle ritualità autunnale degli studenti fancazzisti dovrebbe interrogare in special modo noi studenti di sinistra, perché abbiamo un'istintiva simpatia per i nostri giovani virgulti manifestanti che somigliano tanto a quando eravamo noi giovani virgulti a protestare. Io per la verità facevo il leader delle liste di "Presenza Cristiana" e pensavo solo a studiare e a prendere sempre il massimo dei voti, cosa che è persino servita a trovarmi un mestiere in cui mi pagano per pensare e scrivere e dire la mia opinione. Ma so che i miei colleghi genitori che votavano per le liste "A Sinistra" ora sono molto attratti dai copioni stanchi e triti proposti da Udu e Rete degli studenti. Servirebbe però una sinistra politica che sappia dire basta: basta con questi riti, basta con queste cazzate, basta con le perdite di tempo. Pensate a studiare, che la cosa più di sinistra che possiate fare è sapere, è essere consapevoli, è almeno azzeccare il nome del povero ministro della Pubblica Istruzione. 

Dite ai vostri insegnanti, che si lagnano ma dovrebbero ricordare che il ministero della Pubblica Istruzione è secondo per numero di dipendenti di un ente pubblico solo all'esercito degli Stati Uniti, che devono lavorare di più con voi, pretendere di più da voi, farvi studiare di più, non vellicare i rivoluzionarismi d'accatto di questi sempiterni cheguevarini autunnali.

E non è nessun nuovo Sessantotto e meno male. E' solito il solito autunno di fregnacce studentesche italiane, uguale a se stesso ogni anno. Magari quest'anno ne facciamo a meno, che dite?

Ah, il ministro della Pubblica Istruzione si chiama Maria Chiara Carrozza. Ci si possono fare tanti simpatici giochi di parole per gli striscioni e i cori. Oppure si fa le persone serie, si resta in aula e si studia Kant o gli integrali. Preferibilmente tutti e due.



permalink | inviato da marioadinolfi il 11/10/2013 alle 11:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa

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