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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


I gay sono meno dell'1% della popolazione

15 luglio 2014

I NUMERI DELLA QUESTIONE (SIAMO ANCORA IN TEMPO)
di Mario Adinolfi 

Voglio la mamma, lo sapete, nasce con l'ossessione dei numeri. Ogni capitolo ha una postilla composta di soli dati e cifre, per provare prima di tutto a smascherare i propagandisti che danno numeri a caso a supporto delle loro strampalate richieste. Sappiate: sono un club, non sono popolo. Sappiate: siamo ancora in tempo.

Mi riferisco ovviamente alla questione del matrimonio gay, riparato sotto lo schermo della dizione "unioni civili" del ddl Cirinnà, che sembra essere la priorità dell'azione settembrina del governo Renzi, confermata come fosse paradosso nei giorni in cui il debito pubblico fa segnare il record di 2.166 miliardi di euro e dunque forse ci sarebbe altro di cui occuparsi. Ma no, a settembre una maggioranza sotto ricatto deve votare al Senato il via libera al matrimonio omosessuale. Ma per far contenti chi? Grillini, la Pascale e Cecchi Paone?

Suvvia, Matteo, fai il bravino. Ma se vi chiedessi adesso a bruciapelo: quanti sono i gay in Italia, mi sapreste rispondere? La propaganda gay vi dice: cinque-sei milioni, con duecentomila figli minori a carico (dato che una studentessa dell'università La Sapienza mi ha detto di aver dovuto affermare ad un esame della facoltà di Psicologia, che aveva per testo di studio materiali sfornati da Arcigay e Arcilesbica). Per fortuna c'è l'Istat, c'è il "Rapporto sulla popolazione omosessuale in Italia", fotografato con dati relativi al 2011. Gli omosessuali e i bisessuali in Italia sono un milione. Dunque, sfrondato il dato da lesbiche e bisex, i gay italiani sono meno dell'1% della popolazione. Hanno figli? Alcuni hanno figli. Hanno figli "generati" tra loro? I "casi Lo Giudice" per fortuna sono pochissimi in Italia, alcune decine. Diverso il caso delle lesbiche, favorite dalla natura: coppie lesbiche hanno figli in alcune centinaia di casi. Il totale non arriva a mille. Ovviamente gay e lesbiche che avessero avuto figli da precedenti rapporti eterosessuali non rientrano in questo conteggio, quelli sono figli che hanno un normale status anagrafico con padre e madre riconosciuti. Dunque le "famiglie arcobaleno" sono un migliaio: si vede alle loro manifestazioni, non sono mai più di due-trecento in piazza, molto spesso sono sparuti gruppetti. Avrebbero più titolo i musulmani a chiedere la tutela della poligamia (sono 1.505.000 in Italia secondo il rapporto Caritas). Suggerisco loro una saldatura con la richiesta di "tutela dei poliamori" presente nella piattaforma politica delle rivendicazioni al governo Renzi del recentissimo gay pride di Roma.

Non c'è nessuna emergenza sociale da tutelare, anzi c'è assolutamente da scoraggiare la compravendita di gameti e la riduzione della persona a cosa, la frantumazione della figura genitoriale, nel "caso Lo Giudice" la cancellazione della figura materna di cui il bimbo è violentemente privato. Questa è la sostanza della battaglia di VLM rispetto a tale terreno. E' una battaglia già persa? No, perdiana. Se la Francia vota a favore del matrimonio omosessuale la Finlandia vota contro, se l'Inghilterra vota a favore il Nord Irlanda vota contro. L'Italia ha una sua specificità e può fare la differenza. Non è una battaglia perduta, siamo ancora in tempo.

Se si cede, vedremo i numeri crescere perché la legge fa costume. Accadrà come con l'aborto, dove alle poche migliaia di interventi delle mammane, oggi si grida al trionfo della civiltà con 110.000 aborti chirurgici, 7.000 per via RU486 e quattrocentomila scatole di pillole del giorno dopo ogni anno in Italia. O come in Belgio e Olanda, dove ai pochi casi di eutanasia dell'anno dell'avvio della normativa, si è arrivati alla mattanza di ventimila persone secondo gli ultimi dati complessivi relativi al 2012 con una curva sempre crescente. Come mai, ci si ammala di malattie irreversibili più oggi di dieci anni fa? No, è la legge che fa costume.

Dobbiamo opporci all'introduzione della legge sulle unioni civili e dobbiamo farlo conoscendo in maniera approfondita i numeri e i termini della questione. Dobbiamo spiegare con chiarezza perché lo facciamo: perché noi siamo contrari alla riduzione delle persone a cose, perché gli uteri in affitto sono una vergogna, perché la frantumazione della figura genitoriale e la cancellazione della figura materna sono un crimine e una violenza verso i bambini, tutto questo sarebbe conseguenza diretta della legge Cirinnà. E se anche la legge fosse approvata con un divieto di adozione e filiazione, dopo quanti minuti arriverebbe il ricorso alla Corte costituzionale per rimuovere quel divieto? E, visti i precedenti, in quanti minuti la Corte deciderebbe di farsi applaudire dalla lobby Lgbt dominante nell'informazione italiana?

Di questo e di altro discuteremo il 20 luglio alle ore 15 all'hotel Nazionale all'assemblea dei circoli VLM. Chi considera questa battaglia come vitale e sensata, si unisca al nostro sforzo e diffonda consapevolezza. Faccia conoscere come stanno le cose, partendo dai numeri. Sapendo che loro sono un club ristretto, noi siamo popolo. Se lo ricordi anche Renzi.



permalink | inviato da marioadinolfi il 15/7/2014 alle 4:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

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