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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


Ci vorrebbe un re Baldovino

19 dicembre 2014

I PROSSIMI DECISIVI 100 GIORNI
di Mario Adinolfi per La Croce - Quotidiano

La cultura mortifera della trasformazione delle persone in cose che è all'offensiva su tutto il territorio europeo (la sentenza della Corte di giustizia sulla brevettabilità e conseguente commerciabilità degli ovuli umani è di ieri) nei prossimi 100 giorni installerà il suo campo di battaglia in Italia. L'invito che vi rivolgiamo è ad essere pronti, a riconoscerne i segni. E a battervi, per la cultura della vita e la difesa della famiglia, per non cedere a chi vuole consegnare ai vostri figli un mondo in cui si diventa tutti oggetti. E, qualora deteriorati, oggetti eliminabili.

L'offensiva nei prossimi decisivi 100 giorni avrà tre fronti: la dissoluzione della famiglia e dei vincoli parentali (divorzio lampo, fecondazione eterologa mandata a regime, varo della normativa per unioni gay analoghe al matrimonio con legalizzazione della stepchild adoption, cioè delle pratiche di utero in affitto): l'ideologia gender che legittimerà "insegnamenti" affidati ad associazioni Lgbt che dietro il paravento della lotta alla discriminazione omofobiche impartiranno ai bambini fin dall'età dei tre anni un indottrinamento secondo cui la famiglia naturale composta da mamma, papà e figli non è altro che "uno stereotipo", insieme al fatto che la differenza tra maschile e femminile non esiste, il sesso è intercambiabile e la propria identità sessuale può essere scelta; l'eutanasia.

Questi tre fronti saranno caldissimi e si tenterà di produrre testi normativi, offensive mediatiche, interventi giurisprudenziali. Il 13 gennaio, curiosamente proprio il giorno in cui La Croce sarà per la prima volta in edicola, in commissione Giustizia al Senato partirà la fase operativa che punta secondo Monica Cirinnà (la moglie di Esterino Montino, diventata parlamentare come risarcimento familiare del Pd allo stop alla candidatura del marito, ex consigliere regionale rimasto invischiato nelle vicende dello strano utilizzo dei fondi pubblici destinati al gruppo e ora presente anche nelle carte dell'inchiesta Mafia Capitale) a far arrivare in porto la legge sui paramatrimoni gay e la stepchild adoption "entro il mese di marzo". Il divorzio lampo se non bloccato sarà legge anch'esso entro la primavera, intanto dai centri di fecondazione eterologa arrivano le prime notizie di gravidanze (dal centro di Cortona oggi sul quotidiano La Nazione annunciano centinaia di persone in lista, tanto per fare un esempio) avvenute peraltro al di fuori di una normativa nazionale. Sull'ideologia gender l'ultimo bando che stanzia 425mila euro è del 2 dicembre e siamo pronti a scommettere che saranno l'ennesima fonte di finanziamento per associazioni Lgbt, visto che c'è lo zampino del famigerato Unar. Un fiume di soldi ininterrotto che finanzia sempre gli stessi visto che nel bando peraltro si sottolinea incredibilmente che l'Unar, ufficio della presidenza del Consiglio, "coordina la strategia nazionale Lgbt". Ormai neanche fanno finta.

Sull'eutanasia poi l'offensiva mediatica è colossale, partita con il video dei settanta vip "a favore dell'eutanasia legale" trasmesso a reti unificate organizzato dai radicali dell'Associazione Luca Coscioni e approdata in un grande convegno l'altro ieri ovviamente propagandato da tutti i telegiornali in cui chi era la star? Ivan Scalfarotto, sostenitore anche dell'eutanasia dopo aver dato il suo nome al ddl infame e liberticida che avrebbe voluto affibbiare sei anni di galera magari a chi ha scritto Voglio la mamma o alle Sentinelle In Piedi che hanno manifestato contro la sua legge, accusandoci di "istigazione all'odio omofobico". Così il cerchio si chiude.

In 100 giorni si deciderà se non tutto, molto. A favore della cultura della vita e della famiglia, contro la cultura mortifera della trasformazione delle persone in cose, che se "fallate" si possono gettare via, contro l'ideologia del gender e della dissoluzione dei vincoli parentali, degli uteri in affitto e della compravendita di esseri umani, serve un popolo in movimento. Un popolo in movimento che abbia come stella polare la difesa sempre del soggetto più debole, a partire dai bambini e dalle donne. In questi 100 giorni si sceglierà anche il nuovo presidente della Repubblica. Sarà un passaggio decisivo. Noi vogliamo una figura alla re Baldovino, capace di mettere un paese in condizione di riflettere anche con gesti estremi se il Parlamento dovesse varare norme contrarie alla legge naturale e ai diritti dei più deboli.

Noi ci batteremo avendo chiara la lezione di Papa Francesco contro la "cultura dello scarto" e ricordando le cristalline parole pronunciate da San Giovanni Paolo II a Washington nel 1979: "Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana è minacciata. Quando il carattere sacro della vita prima della nascita viene attaccato, noi ci alzeremo in piedi per proclamare che nessuno ha il diritto di distruggere la vita prima della nascita. Quando si parla di un bambino come un peso o lo si considera come mezzo per soddisfare un bisogno emozionale, noi interverremo per insistere che ogni bambino è dono unico e irripetibile di Dio, che ha diritto ad una famiglia unita nell’amore. Quando l’istituzione del matrimonio è abbandonata all’egoismo umano e ridotta ad un accordo temporaneo e condizionale che si può rescindere facilmente, noi ci alzeremo in piedi affermando l’indissolubilità del vincolo matrimoniale. Quando il valore della famiglia è minacciato da pressioni sociali ed economiche, noi ci alzeremo in piedi riaffermando che la famiglia è necessaria non solo per il bene privato di ogni persona, ma anche per il bene comune di ogni società, nazione e stato. Quando poi la libertà viene usata per dominare i deboli, per sperperare le ricchezze naturali e l’energia, e per negare agli uomini le necessità essenziali, noi ci alzeremo in piedi per riaffermare i principi della giustizia e dell’amore sociale. Quando i malati, gli anziani o i moribondi sono abbandonati, noi ci alzeremo in piedi proclamando che essi sono degni di amore, di sollecitudine e di rispetto".

Nei prossimi decisivi 100 giorni noi ci alzeremo in piedi. Non subiremo, non sussurreremo.




permalink | inviato da marioadinolfi il 19/12/2014 alle 6:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

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