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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


A Scalfarotto e compagni, sul convegno di Milano

5 gennaio 2015

NON CI FAREMO INTIMIDIRE
di Mario Adinolfi per La Croce - Quotidiano

C'è un risvolto fastidioso della falsa notizia diffusa da Repubblica che sta rimbalzando praticamente su tutti i media (oggi l'ho sentita in radio al Ruggito del Coniglio e ieri l'ho letta persino in un editoriale di Giuliano Ferrara sulla versione on line de Il Foglio) secondo la quale con i miei amici Costanza Miriano, padre Maurizio Botta dei Cinque Passi e Marco Scicchitano daremmo vita sabato a Milano a un convegno che avrebbe come obiettivo quello di "curare i gay". Il risvolto fastidioso è l'averci messo sulla difensiva: da 48 ore non facciamo altro che giurare e spergiurare di non avere niente contro i gay, di non avere competenze per parlare di teorie riparative, di non essere omofobi. Tutto vero, ovviamente. Ma, francamente, non credo di avere la necessità di ripeterlo ancora. Altrimenti vorrebbe dire che l'obiettivo intimidatorio di chi ha diffuso ad arte una notizia completamente inventata e falsa per la quale dovrebbe solo chiedere scusa, è stato centrato. E noi invece noi ci faremo intimidire.

Sabato 17 gennaio alle ore 15 a Milano sono certo che saremo in tanti nel palazzo della Regione a ribadire quel che con i miei tre amici speciali Costanza, Marco e Maurizio andiamo ripetendo da mesi: le persone non sono cose, i figli non si pagano, gli uteri non si affittano, i malati non si ammazzano, le persone senza voce e deboli a partire dai bambini anche nascituri e dai sofferenti si accolgono, si amano, si curano. Saremo in tanti "contro i falsi miti di progresso". Saremo tanti, tanti di più di quelli che ci vorranno intimidire picchettando l'ingresso, fischiandoci e provando ad infiltrarsi nella sala per impedirci di parlare, provando a metterci in bocca parole che non abbiamo mai pronunciato, secondo lo schema mistificatorio e violento proprio dei fascisti.

E a quell'esponente di governo che ci ha definiti portatori di "arrogante inciviltà" vorrei dire che non ci intimidirà nemmeno lui con il suo potere esibito, con la sua legge che voleva comminare sei anni di galera a chi avesse osato affermare che l'omogenitorialità è un falso mito di progresso e che non esiste nessun diritto degli adulti ad avere figli. Esiste il diritto dei figli ad avere una mamma e un papà. Dicendo queste cose abbiamo bloccato la sua legge, non gliel'abbiamo fatta approvare. Ci siamo alzati in piedi, magari silenziosamente e leggendo un libro, non ci siamo fatti intimidire né dal suo potere né dalla violenza fisica di chi ha spaccato la faccia a ragazzi inermi, mandato all'ospedale anziani preti, mirato anche sui bambini con bottigliate e gavettoni pieni di piscio. Non ci avete intimidito neanche insultando i nostri piccoli, figuriamoci se ci faremo intimidire da un giornale screditato che inventa notizie false e da qualche potente che farà pura strumentalizzazione partitica di un evento pacifico dove parliamo sempre con il sorriso sulle labbra. Ci sono le registrazioni degli eventi passati, guardatevele.

Sorridiamo e ridiamo di gusto, insieme a tutti coloro che ci vengono ad ascoltare. Perché siamo amici e ci diciamo la verità. Non abbiamo facce torve e deformate dalla menzogna e dall'odio. Vogliamo bene anche a voi che ci contesterete per lucrare un po' di visibilità, conosciamo la miseria umana.

Ma voglio che vi sia ben chiaro che qualsiasi cosa ci farete, qualsiasi cosa vi inventerete per intimidirci ancora, il nostro sorriso e la nostra parola non li spegnerete. Sono il sorriso e la parola dell'anima cristiana e popolare del nostro paese, che sta resistendo all'offensiva antropologica di chi vuole trasformare le persone in cose e varare leggi che renderebbero i figli meri oggetti di compravendita. Ci troveremo in tanti per ribadire questo, solamente questo: viva l'Italia, l'Italia che resiste. Ci vediamo sabato a Milano, città medaglia d'oro della Resistenza.




permalink | inviato da marioadinolfi il 5/1/2015 alle 10:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

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