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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


Il 18 aprile i nostri Stati Generali per il Pd

12 aprile 2007



Loro fanno i congressi, noi il giorno prima ci ritroviamo in piazza Montecitorio per gli Stati Generali verso la Costituente dei cittadini per il Partito democratico. Senza bandiere, senza simboli, senza primogeniture da vantare, senza firme, neanche la nostra di Generazione U che con altri si sobbarca la fatica di lavorare alla fase organizzativa.

Sarà quanto di più simile noi immaginiamo al Partito democratico, quello vero. Venga chi vuole, da ogni parte d'Italia, di ogni colore politico, soprattutto quelli tenuti fuori dalla porta della liturgia congressuale di Ds e Margherita. Venga la rete, vengano i blogger, anche quelli non iscritti a Generazione U.

Sarà un altro 6 maggio, allora portammo centinaia di persone a firmare la prima tessera del Pd, ora insistiamo nella lotta e costruiamo insieme un luogo dove la discussione sia franca, libera, aperta, senza gerarchia. Democratica, mi verrebbe da dire. Per un vero Partito democratico.

Scommettiamo che saremo anche più di Trecento?



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permalink | inviato da marioadinolfi il 12/4/2007 alle 11:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (46) | Versione per la stampa

Parisi e Veltroni e Barbareschi

1 aprile 2007

Parisi: "I congressi si sono svolti in un clima di diffusa illegalità, sono stati solo lotte di potere". Vedete che a forza di picchiare, le crepe si aprono? Daniele Capezzone nella rassegna stampa di Radio radicale ha ricordato che il sassolino l'abbiamo fatto rotolare noi ed ora viene giù la valanga.

Veltroni: "Il Pd deve essere davvero democratico, magari con delle diversità al suo interno ma con dialettica, persone e cultura nuova". E anche questa, non è forse roba nostra? I Trecento non li hanno ancora ammazzati che già si sta formando l'esercito di Platea (andare a vedere il film tratto dal fumetto di Frank Miller sulle Termopili per comprendere il riferimento).

E abbiamo trovato anche il tempo (ore 12 in replica su la7) di far fare brutta figura a Luca Barbareschi che si è messo ad esaltare Mussolini e Franco. Perché forse non l'abbiamo detto abbastanza: anche via Youtube noi andiamo all'attacco contundente dei Fassino e dei Rutelli, che stanno sbagliando tutto perché vogliono un Pd che sia adattato alla mera esigenza di regalarsi altri dieci anni di vita politica, ma non dimentichiamo mai chi sono i nostri veri avversari.

I nostri avversari sono quelli che credono all'Uomo della Provvidenza, che hanno nostalgia di un passato che non dovrà tornare mai, che rimpiangono persino il fascismo, che non vedono l'ora di assegnare una delega in bianco a qualcuno, per sentirsi deresponsabilizzati e continuare le lamentazioni nei bar o in tv.
 
Noi sappiamo che questa democrazia non va, ma vogliamo un partito realmente democratico perché vogliamo dilatarla e dilatarne i confini. Per raggiungere questo obiettivo noi non deleghiamo la nostra responsabilità a nessuno.

E a chi rimpiange i tempi in cui questa responsabilità, che è il vero nome della libertà, veniva conculcata, gliene gridiamo quattro sul muso.

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