.
Annunci online

blog letto: 1 volte

Resta aggiornato con i feed
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


Under 40, se non ora quando?

17 febbraio 2011

Succedono cose orrende in questi giorni e per una volta lasciatemi dire che non si tratta di Ruby e delle donnine del premier. Si tratta, ad esempio, della notizia (speriamo che non sia vera) della malattia terminale del massimo genio del ventunesimo secolo: Steve Jobs. O delle due donne, madre e figlia, uccise nel Cosentino per una vendetta 'ndranghetista contro un commerciante. O della disperazione che uccide in mare chi sogna l'Italia come fosse una terra promessa e invece è solo un terra depressa. Avete provato a vedere il festival di Sanremo? Sì, quello in cui un gerarca di regime collocato alla direzione della principale rete Rai ordina a due comici di "graffiare altre facce". E i comici, sventurati, poche ore dopo eseguono. Tengono famiglia. No, neanche quella. Ci tengono al cachet.

C'è qualcosa di orrendo nel pezzo di "satira riparatoria" ordinato dal direttore di Raiuno Mauro Mazza (sì, quello del foglietto di Landolfi; sì, quello del contratto milionario alla suocera di Fini) a Luca Bizzarri e alla sua spalla Paolo Kessisoglu. E non è, ovviamente, il fatto che i due comici su commissione abbiano ironizzato su Saviano, Santoro e Montezemolo. Si può ridere di tutto, si può ridere anche di loro, certo, delle loro debolezze. Una cosa non si può fare: minimizzare, banalizzare, rendere agli occhi di dieci milioni di italiani semplicistica la guerra che Roberto Saviano compie contro la camorra, pagando un prezzo immenso sulla sua pelle e sulla sua persona. Non si può dire di Saviano che è uno che dice "a Napoli c'è la camorra" allungando "la broda". Se passa un messaggio così, si uccide la lotta di Saviano fatta di nomi, cognomi, circostanze elencate con precisione chirurgica: e, per questo, hanno fatto tanto male ai boss da causare una condanna a morte per lo scrittore che ha fatto scoprire al mondo chi fossero i Casalesi, il clan degli Schiavone, Sandokan. Su questo, ironizzare è semplicemente da scemi.

Saviano è il campione di quella mezza Italia che ha meno di quarant'anni per cui è giunto il momento delle responsabilità. Non faremo come le donne, quella che la domenica manifestano e il mercoledì, davanti all'indicazione alla premiership di una di loro (Rosy Bindi, eccellente idea, anticipata in questa rubrica dieci giorni fa) trovano subito un'altra donna-rivale (di solito è Giovanna Melandri, anche questa volta è Giovanna Melandri) che subito dice che ci vuole ben altro, quindi un uomo, peraltro bollito come Mario Monti. Gli under 40, davanti alla crisi colossale in cui è sprofondato il paese, hanno un'occasione storica. E devono coglierla. Se non ora, quando?

Emergono nel Pdl come nel Pd figure assolutamente degne di raccogliere il testimone da leader spompati, un po' come gli Al Bano e Patty Pravo eliminati ieri al festival. E' vero che il sistema è coriaceo e resiste (la prima sera dopo che Gianni Morandi, 66 anni, presentava Patty Pravo, 63 anni, è partita pure la telepromozione nostalgica con Paolo Ferrari, 82 anni). Ma si sta sgretolando. Bisogna costruire un'Italia in cui alle prossime elezioni un ticket di centrosinistra che unisca la buona amministrazione di Matteo Renzi alla freschezza dinamica di Debora Serracchiani, possa contendere la guida del paese alla serietà nella lotta alle mafie di Angelino Alfano unita allo spirito riformatore contro le baronie dimostrato da Maria Stella Gelmini. Pensate che lotta, finalmente appassionate, finalmente al sapore di futuro.

di Mario Adinolfi per Europa

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. sanremo melandri renzi bindi luca paolo

permalink | inviato da marioadinolfi il 17/2/2011 alle 13:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

A zappare con Prodi, D'Alema e la Bindi

13 novembre 2007

Immagino sappiate che adoro l'imitazione ma-anchista di Veltroni inventata da Crozza. E allora mi becco il mio schizzo di vetriolo, proprio nelle giornate in cui siamo reduci dalle assemblee regionali del Pd dove Generazione U ha difeso la sua bandiera. Fa ridere da morire, comunque.



"Noi democratici pensiamo che il governo locale del territorio, del paese, della piccola contrada è importante. E' importante come quello della grande politica che si fa a Roma. Ci sono strade da rifare, tanti piccoli lavori agricoli. Ecco noi crediamo che i democratici eletti con le liste di Adinolfi possano fare questi lavori: zappare, ma anche serenamente bonificare le paludi, pacatamente disossare i terreni pietrosi.

Vedete, noi abbiamo di fronte un compito immenso: fare un'Italia nuova. Per fare questo noi abbiamo bisogno di serenità, certo, ma anche (lo dico serenamente, con pacatezza) che D'Alema non ci rompa i coglioni.

Vedete, ora si parla tanto delle sorti del governo Prodi. Ma vedete, noi non abbiamo su questo una pregiudiziale ideologica. Guardate, c'è stato rimproverato di dire spesso 'ma anche', di essere un po' indistinti. Noi non ci curiamo di queste critiche e anzi, se ci sarà da dire 'ma anche' lo diremo. Per esempio lo dico con serenità, con pacatezza, che Prodi può anche andare al mare, ma anche in montagna ma anche a zappare anche lui.

Non si pensi che io non pensi a Rosy Bindi, serenamente con pacatezza, noi vogliamo per Rosy Bindi un ruolo di primo piano nel Partito Democratico, un ruolo importante che Rosy dovrà svolgere con grande impegno che ci spinge a chiedere, perchè Rosy non si dimette da ministro? Perchè non aiuta Adinolfi nei campi?"

Un capolavoro, questo discorso veltroniano di Maurizio Crozza. Più vero del vero?

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. adinolfi veltroni prodi crozza bindi

permalink | inviato da marioadinolfi il 13/11/2007 alle 0:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (73) | Versione per la stampa

Diario di un candidato alle primarie - Day 34

21 agosto 2007

Oggi è il 21 agosto: data importante perché sedici anni fa ho mollato la casa dei miei genitori per cominciare una strada solitaria e faticosa, perché due anni fa è cominciata la mia convivenza con Amy Jane, perché oggi è nato il figlio di un caro amico. Ci sarebbe da celebrare la grande foto sul Corriere della Sera che mostra i miei progressi dovuti alla palestra (sì, pare vero).

Invece è un giorno importante perché il Sole 24 ore ha pubblicato la prima seria analisi comparata dei siti dei candidati alle primarie. Dove appare chiaro che noi Veltroni, almeno qui sulla rete, lo battiamo sette a zero. Ha fatto quaranta commenti in due settimane, quando da noi si fanno in mezz'ora, anche grazie alla logorrea di alcuni. O al fatto che qui c'è un candidato che, se invitato a dialogare da amici o da screanzati, non si fa negare. Siamo fieri di questo risultato e di questo importante riconoscimento arrivato da una testata prestigiosa. Un riconoscimento simile arriva oggi anche da Blogosfere, che ringraziamo. Ma, intanto, leggiamoci l'articolo del Sole.

da il Sole 24 Ore di martedì 21 agosto 2007

PD, WEB FREDDO SUI CANDIDATI
di Giuseppe Latour

C'è poca partecipazione nelle primarie on line del Partito democratico. Complice il caldo d'agosto, ma anche qualche incertezza dei protagonisti, la corsa alla segreteria a dispetto dell'approccio modernista di alcuni dei candidati, non si sta giocando sul web. I portali che promuovono gli aspiranti leader del Pd sono poco frequentati, lasciando spazi a volte poveri al dibattito e testimoniano uno scarso coinvolgimento. Con poche eccezioni.

La prima è sicuramente
www.marioadinolfi.it. Il "giovane" della competizione ha coltivato fino ad oggi la sua attività politica soprattutto atttraverso il suo blog e può contare su uno zoccolo duro di sostenitori pronti a movimentare le discussioni del sito. Sito che utilizza come principale strumento di comunicazione e promozione. Il suo "diario di un candidato alle primarie" coinvolge decine di blogger che, spesso, si vedono rispondere dallo stesso Adinolfi. L'altra eccezione è www.rosybindi.it. Il sito del ministro si segnala per un dibattito piuttosto vivace, anche se finora non ha fatto registrare grandi numeri: sono circa 500 i messaggi lasciati dai visitatori sul blog in poco più di un mese di vita. E nei giorni scorsi il portale ha ospitato nelle sue pagine uno scambio di battute tra la stessa Bindi e Adinolfi su un possibile "faccia a faccia" tra i sei aspiranti alla segreteria.

Non è altrettanto movimentato il sito di Walter Veltroni
www.lanuovastagione.it. Quello del sindaco di Roma è il portale più ricco: contenuti multimediali, prima piano sulle principali notizie e social network di blogger a sostenere la candidatura. Dal quartier generale della campagna si parla di "diecimila contatti al giorno e oltre duemila messaggi in archivio". Sulla community del sito aperto a inizio mese, dall'8 al 20 agosto compaiono però appena una quarantina di messaggi. Molti dei quali lasciati da blogger riconducibili ai diversi comitati promotori del Pd a livello locale. Particolarmente attivi Fucecchio, Foggia, Borgomanero e Terni. E Fulvion dal sito del comitato Lugo, provincia di Ravenna, commenta: "Finora su questo strumento del social network noto solo una partecipazione indiretta, nel senso che sono pubblicati solo documenti e appunti. Credo che possa essere utilizzato anche come punto di dibattito".

Anche Enrico Letta dalle pagine del suo sito
www.enricoletta.it parla di grandi numeri: "Oltre diecimila persone hanno chiesto di prendere parte alla campagna elettorale e tantissimi mi hanno inviato messaggi di sostegno e incoraggiamento". Nella "Bacheca" (lo spazio riservato alle "vostre idee e alle vostre opinioni") si possono però leggere solo una sessantina di messaggi, quasi tutti biglietti di auguri per il candidato. "Pensa che nei dibattiti (familiari e non) ribadisco sempre che saresti adatto per il Colle" scrive Pietro. Nel blog in 20 giorni di vita sono stati lasciati poco meno di 140 messaggi. E anche i contenuti multimediali, che inizialmente erano sembrati un possibile traino per la candidatura, stanno lasciando freddo il pubblico. Su www.youtube.com il video di "inizio del viaggio" aveva totalizzato quasi 20mila visioni; la "terza tappa del viaggio" (l'intervento di inizio agosto da Tirrenia) si è fermata ad appena 130.

Se la passano male anche i due outsider. Dalle pagine del suo sito
www.gawronski.it/piergiorgio Pier Giorgio Gawronski usa parole infuocate: "Io sono qui per fare la rivoluzione". A seguirlo, però, ci sono poche persone. Fino a ieri nel forum c'erano meno di 90 messaggi e 13 utenti registrati. Martedì 14 agosto alle ore 16.15 è stato raggiunto il picco di utenti in linea: quindici.

Ma il trionfo della solitudine è Jacopo Gavazzoli Schettini. In mancanza di uno spazio dove dialogare direttamente con il suo popolo, dal sito www.jacopo-g-schettini.eu parla agli elettori con video fatti in casa nei quali affronta i temi chiave della sua campagna. Web cam e abiti casual, il quarantenne fiorentino aziona da solo la telecamera per affrontare il tema delle pensioni in 14 secondi e illustrare il suo pensiero in materia di sicurezza in meno di mezzo minuto. Senza sedurre la gente di internet. Da
www.youtube.com Xnovo commenta: "Piccoli Scalfarotti crescono".

sfoglia
  
In onda su RED

www.redtv.it
Cerca
Info del giorno
Sondaggio
La durata di Silvio

Create polls and vote for free. dPolls.com


--