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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


Ora, qualche proposta (da Europa)

23 maggio 2007

E' complicato, ma proviamo ad essere propositivi. Certo, ci sono dichiarazioni come quelle del coordinatore Migliavacca ("è da leggersi come un segnale di apertura l'allargamento ad altri movimenti politici che vanno oltre Ds e Dl, dalla Sbarbati a Del Turco a Follini") che fanno cadere le braccia, quando si scorrono i nomi del comitato dei quarantacinque per il Partito democratico. Come se un ex dc, un ex psi e un ex pri, insomma un pezzo di pentapartito pre-tangentopoli, possa essere raccontato agli italiani come prova del cosiddetto "allargamento". Poi non c'è neanche un under 40 e le poltroncine devono lievitare da trenta a quarantacinque e poi forse a quarantotto per far posto a tutti i pezzetti di oligarchia, ma d'altronde in Francia fanno il governo con quindici membri e da noi con centosette e questa non è la Francia, si sa. Monta il vento dell'antipolitica, monta sui giornali con un impeto sospetto ma interessante, ma manco quello sgonfia le vele di chi ha deciso d'andare con questo modello piramidale al giudizio degli italiani il 14 ottobre. Però, non facciamoci prendere dal panico: proviamo ad essere comunque propositivi.

Non diamo conto dei commenti dei blogger più accesi, eruttano lava. Quelli di Generazione U sono infuriati, ma sembrerebbe una sciocca rivendicazione per uno spazio non ottenuto e peraltro non richiesto. Secondo lorsignori la rete è virtuale, non è società civile, meglio l'amico giornalista e quello dello slow food, che non romperanno le scatole, anzi consigliano pure un vino buono. Prendiamo allora qualche blog "lealista", non i guisti che sono per natura "contudenti". Pennarossa, ad esempio, blog collettivo di diessini convinti. Loro sono propositivi.

Scrivono quelli di Pennarossa (www.pennarossa.splinder.com): "Vigiliamo da subito, dalla formazione delle regole, sul voto per l'assemblea costituente. Abbiamo ben chiare almeno noi quali dovrebbero essere queste regole per dichiararci soddisfatti? A parte 'una testa un voto', tutto il resto è discutibile. Dovremmo elaborare almeno noi una strategia. Perché, ad esempio, se passa il concetto 'democraticissimo' di collegi ristretti per permettere a tutti i votanti di conoscere personalmente e direttamente i candidati, come pensate che possa mai venire eletto un (sempre per esempio) un blogger che magari ha un seguito enorme nella blogosfera? E così dicasi per altre minoranze. Però che facciamo? Ricominciamo a parlare di quote? Insomma: oltre a incazzarci come si fa di solito, vogliamo elaborare proposte concrete?".

Giusto il richiamo di Pennarossa. Allora, siamo propositivi. Mettiamoci alle spalle i quarantacinque, brutta e speriamo ultima parentesi oligarchica. Chiediamo per il 14 ottobre la proporzionale su collegi regionali a liste concorrenti: l'unico metodo realmente democratico per eleggere un'assemblea costituente e, soprattutto, verificabile per via degli interessi confliggenti. Dopo i brogli congressuali e dopo che ancora non è disponibile l'elenco dei votanti alle primarie 2005, vogliamo un metodo verificabile di cui ci si possa fidare per il 14 ottobre. Siamo propositivi, ma basta delusioni.

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permalink | inviato da marioadinolfi il 23/5/2007 alle 23:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (98) | Versione per la stampa

Follini?

24 febbraio 2007

Fatemelo dire, a me questa storia di rinviare il governo e puntellarlo con il voto di un senatore eletto nove mesi fa con la Cdl che un paio d'anni fa (mica venti) era il vicepresidente del Consiglio di Silvio Berlusconi, mi sa tanto di trasformismo italico e anche se Repubblica e l'Unità provano a sventolare, la puzza si sente tutta.

In più, con questo assetto e i dodici punti (anziché il programma fino al 2009 che avevamo proposto noi di Generazione U, che ripeteremo oggi nel nostro flashmob napoletano alle 12 in vicolo dei santi Filippo e Giacomo 26) secondo me Prodi non mangia il panettone.

Gli dò altri nove mesi, poi altro incidente e allora toglietemi le uova dalle mani.

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permalink | inviato da il 24/2/2007 alle 10:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (68) | Versione per la stampa

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