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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


Grillo, Santoro, Bordin: chi non s'omologa è perduto?

14 aprile 2009

Diciamolo subito, è ovvio, sono tre casi diversi: Beppe Grillo che va su la7 dopo anni di esilio televisivo e viene aggredito come il peggiore dei malfattori dopo l'intervento dalla politica tutta, per una volta unanime, con in più una spada di Damocle che ora pare pendere sul direttore de la7, il bravo Lillo Tombolini; Michele Santoro che fa una trasmissione controcorrente sul tema del terremoto in Abruzzo e delle lacune della Protezione civile, beccandosi inchiesta interna e strali da destra e sinistra, Pd compreso; Massimo Bordin che prova ad avanzare un sospiro di critica a Marco Pannella sul tema del digiuno, durante la conversazione settimanale su Radio radicale e questa improvvisamente, con tutta probabilità, diventa l'ultima.

Radio, televisione, carta stampata: i media tradizionali sono diventati luogo dove solo chi si omologa resiste? Un pensiero unico, sintetizzabile nel classicissimo "legare l'asino dove vuole il padrone", si è impadronito di tutti i mezzi di comunicazione, con la sola eccezione della rete che non a caso (e ne abbiamo scritto anche ieri su Europa) mai come ora vive un'offensiva di provvedimenti legislativi che vorrebbero limitarne utilizzo e immissione di contenuti.

Ne deriva una sorta di "superiorità" in termini di affidabilità delle informazioni reperibili del web rispetto ai media tradizionali? Comincio a pensare che sì, andare direttamente alla fonte di ciò che accade aiuti a formare il giudizio molto più che seguire le interpretazioni dei professionisti della comunicazione che non sanno più tollerare alcuna voce dissonante. Bisogna dare uno sguardo, in particolare, alla qualità dell'informazione Mediaset ormai incredibilmente appiattita sulla mera cronaca, stando alla larga dall'approfondimento politico.

Il nuovo Matrix senza Enrico Mentana, pur nella tecnicamente ottima conduzione di Alessio Vinci, ha perso ogni capacità di essere luogo di emersione di confronti dissonanti che possano spiacere, anche lì, al padrone dell'asino. Il fatto che tutto questo avvenga (esecrazione per Grillo, messa in mora per Tombolini, insinuazioni contro Bordin, inchieste anti-Santoro, cacciata di Mentana...e sono solo i casi più eclatanti) senza che sostanzialmente scatti alcuna forma di mobilitazione e di solidarietà almeno di un mondo della comunicazione che dovrebbe essere estremamente preoccupato da questa costrizione all'omologazione, agita e non poco il libero confronto sui blog, sui social network, in rete. E' troppo poco? Sì, forse è troppo poco: ma il web è diventato una casamatta della libertà di informare, teniamocela stretta e sviluppiamola con attenzione. Una volta, dopo gli editti di Sofia contro Santoro, Luttazzi e Biagi, almeno si indignavano le menti libere. Ora molte di esse hanno scelto di sopravvivere senza dare più fastidio, cessando di essere libere e di battersi per la tutela anche di opinioni che possono essere non condivise o persino inaccettabili. Questo esercizio di libertà si pratica solo in rete, dove un tg4 sarebbe semplicemente inimmaginabile. Vediamo di far crescere in qualità questo spazio prezioso.

Fate come foste a casa vostra

1 giugno 2007

Con oggi chiudiamo il quarto anno di vita di questo blog, quasi millecinquecento giorni in cui ce le siamo dette tutte, tirando il sasso e tenendo in vista la mano. Domani festeggeremo il blogcompleanno e vi darò conto di alcune statistiche analitiche, che dimostrano come questo luogo valga ormai (in termini di lettori giornalieri) molto di più di alcuni decantati quotidiani "di nicchia". Nel 2005, quando tentammo l'esperimento di Media Quotidiano cartaceo, ci accorgemmo subito che abbandonare il web per tentare di farci leggere in edicola rappresentava un percorso strategicamente sbagliato. Qui siamo migliaia, molte migliaia, siamo attraversati da una popolazione fedele che ha trasformato tutto questo in una comunità perennemente affollata. Scrivere qui significa essere molto letti, peraltro da un segmento "pregiato" di pubblico e addetti ai lavori. Centrare questo risultato è stato possibile grazie al contributo di tutti e ora è necessario restituire qualcosa. Questo blog, dunque, diventa da oggi un blog plurifirme. L'esperimento Menichini mi ha convinto: per ogni eretico, per ogni voce fuori dal coro (e non necessariamente dallo stesso coro, anzi), qui c'è uno spazio per far ascoltare le proprie idee. Gli articoli si possono inviare a adinolfi@gmail.com, se capaci di innescare un dibattito e dilatare i percorsi delle nostre riflessioni, saranno pubblicati come post e non più come commento. Fate di questo posto casa vostra, la casa delle idee. Cominciamo oggi con Francesco Iacobini e con la sua riflessione sulla trasmissione di ieri di Michele Santoro.


SANTORO, FISICHELLA, LA CHIESA E LA GENTE STRANA
di Francesco Iacobini per www.marioadinolfi.it

Vabbè, insomma, la trasmissione poteva andare peggio. Credo che Santoro sia stato attento all'effetto boomerang, o almeno ci abbia provato. Rino Fisichella è stato molto in gamba, anche se certo - di fronte ai fatti raccontati - si può ritenere sempre che si sia fatto troppo poco. Speriamo che tutto questo serva anche agli uomini della Chiesa per stare attenti, perchè nessun seminario diventi "refugium peccatorum" di gente strana, nessuna parrocchia si trasformi in luogo di plagio (non solo sessuale) e perchè i misfatti di pochi non gettino discredito sulla dedizione e la virtù di tanti, tantissimi. Molto dipenderà anche dai fedeli laici, perchè contro il rischio dell'equivoco e del plagio funziona solo la vigilanza della ragione, e una ricerca di fede non "estatica", ma che assuma anche i rischi dell'incredulità, che metta in campo tutta l'intelligenza intellettuale cui nulla può essere dato a intendere con facilità e scorciatoie più o meno suggestive. La Chiesa è comunque un mistero più grande di tutte queste macchie, e noi dobbiamo viverla come tale, anche a prescindere da quanto crediamo. L'esperienza reale di eroi e di martiri (alcuni nostri compagni di strada per tanti anni), che hanno mostrato nella propria carne la credibilità della loro vocazione e la loro unione totale con la Croce, urta il nostro cuore e interpella la nostra mente molto più di tanta propaganda laicista e pure di tanta pessima teologia.
 
Bravo Don Rino.

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permalink | inviato da marioadinolfi il 1/6/2007 alle 17:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (67) | Versione per la stampa

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