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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


Sto con Dario Franceschini

23 luglio 2009

Oggi ho dovuto prendere una decisione importante e necessaria per dare una forza diversa alla decisione di duemiladuecento iscritti al Pd di sostenere la mia candidatura a segretario nazionale. Da soli non avremmo avuto alcuna chances e ho raccolto l'appello che mi è stato inviato questa mattina da Dario Franceschini da Repubblica Tv. Così nel pomeriggio abbiamo tenuto insieme una conferenza stampa. Questa la sintesi di Apcom.

Roma, 23 lug. (Apcom) - Mario Adinolfi ritira la sua candidatura alla segreteria del Pd e annuncia il proprio sostegno a Dario Franceschini. Durante una conferenza stampa insieme allo stesso Franceschini, Adinolfi spiega: "Sono contento di annunciare che per questa campagna congressuale e spero anche dopo darò una mano al tentativo di Dario Francschini di rinnovare e dare forza ad nuova idea di Pd. Ritiro la mia candidatura".

Adinolfi spiega di essersi convinto a ritirare la propria candidatura dopo aver ascoltato le linee programmatiche di Franceschini. "La sua proposta - spiega - riprende temi centrali su cui mi ero impegnato: un partito aperto che non si ripiega sul passato". Inoltre, aggiunge, "Dario ha messo in campo una squadra credibile e questo, anche se solitamente io faccio battaglie solitarie, mi ha convinto ad entrare nella squadra. Mi piace l'idea di poter lavorare con energie nuove fresche come la Serracchiani, la Barracciu, Sassoli".

Franceschini, seduto accanto a Adinolfi, lo ringrazia: "Ci conosciamo da diverso tempo, conosco le sue qualità e la sua propensione a battersi da solo. Sono contento che entri nella squadra, il suo modo non tradizionale di stare nel Pd a ritirare il percorso congressuale". In particolare, dice Franceschini, l'apporto di Adinolfi sarà importante per parlare a tutto quel mondo che vive la politica attraverso forme non convenzionali di partecipazione, fuori dalle sezioni di partito e senza tessere: "La sua presenza a mio sostegno sarà molto importante".

Stasera dalle 23 andrò a SkyTg24 per spiegare in maniera più approfondita le ragioni della mia scelta, di cui mi assumo la ovvia responsabilità politica. E' stata una decisione presa con il conforto di tutti i dirigenti storici di Generazione U e questo mi ha dato tranquillità e senso d'amicizia.

Il gruppo va avanti, con le stesse intenzioni: rinnovare il Pd e attraverso il Pd, la politica italiana, con le nostre idee direttiste. Dario Franceschini è il segretario giusto, con Debora Serracchiani e David Sassoli, con Francesca Barracciu e Renato Soru, per cambiare in meglio il Partito democratico e non farlo tornare ad un passato che dobbiamo lasciare definitivamente alle spalle.


Il Pd rischia di perdere tutto

12 maggio 2009

Oggi sul Corriere della Sera leggo di Goffredo Bettini e della sua idea di "terzo uomo" per il congresso che non sia né Dario Franceschini né Pierluigi Bersani. Poi avrei da raccontare qualcosa su come Bettini stesso punti molto su una sconfitta del capolista David Sassoli, da far superare nelle preferenze dai suoi De Angelis e Cioffredi, su come D'Alema punti ad ottenere uno stesso risultato con Gualtieri (dopo aver piazzato il tesoriere della fondazione Italianieuropei nel cda dell'Acea puntando il bazooka su Piero Marrazzo, ormai non certo della ricandidatura), su come Zingaretti sia proprio lui il "terzo uomo" e lavori nell'ombra.

Tutto lo stato maggiore diessino si schiera, con lo stile noto dopo la fine del centralismo democratico, cioè il tutti-contro-tutti.

Questo fa malissimo al Pd, lo rende pronto a trasformarsi in Pds, il che sarebbe non un'involuzione ma un dramma. E in questo clima prepara una disfatta elettorale. Serve un colpo di reni, deve provenire dalla base che deve ribellarsi ai soliti giochini della solita dirigenza. Daremo come sempre il nostro contributo come Generazione U in questa direzione. La soluzione è, lo sappiamo da tempo, la democrazia diretta: che ogni iscritto torni protagonista.

L'iscritto, non il solito boiardo. Vecchie e nuove nomenklature sono il cancro di questo Pd. Che non deve perdere le elezioni, sarebbe una tragedia per l'Italia.

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