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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


I Mille in una lista

27 maggio 2007

Ora, diciamocelo chiaramente, la proposta di Luca Sofri ha un grande merito e un limite. Il merito è quello di aver messo insieme, credo per la prima volta, in una sola pagina web i nomi della meglio gioventù interessata al partito democratico. Non crediate che sia impresa da poco visto che tutti noi galletti ambiziosi abbiamo la sindrome dei capponi di Renzo e passiamo molto del nostro tempo a beccarci l'un l'altro. Wittgenstein, dicendo agli oligarchi di darci retta, ci ha imposto una almeno silenziosa solidarietà. Che dio lo benedica, anche solo per questo, oltre che per l'ovvio e a tutti visibile obiettivo centrato, quello di aver portato il dibattito all'attenzione di molti.

Poi c'è il limite, di cui mi sono reso conto dibattendo con molti di voi, in particolare qui sul blog. Il limite è che quella proposta chiede, di fatto, una cooptazione. Chiede la nomina di qualcuno di noi in quell'organismo pletorico che è il comitato dei quarantacinque, che ha l'unico potere reale di varare le norme per le elezioni costituenti del 14 ottobre.

Ma le norme non possono che essere una sola norma: la proporzionale, perché qualsiasi assemblea costituente si elegge con la proporzionale pura su liste contrapposte. Ogni altro metodo (immaginate gli effetti del tanto osannato Mattarellum nell'elezione del 14 ottobre?) di fatto consegnerebbe agli apparati la possibilità di eleggersi i loro e basta.

Dunque, facciamo così, non chiediamo nulla: nessuna cooptazione. Chiediamo solo la proporzionale pura per la costituente. E trasformiamo la pagina di Wittgenstein in una lista per le primarie del 14 ottobre. E' stata firmata da duecentocinquanta di noi in poco più di ventiquattro ore. In una settimana, ne sono certo, diventeremo mille. E portiamo la lista dei Mille (cavolo, nome risorgimentale, così manco ci rimproverano di giovanilismo) alla conta delle primarie. Persino al mio stupidissimo Gran Premio dei Blog (a proposito, la categoria maschile l'ha vinta Marco De Amicis, davanti a Mora76 e Antonio Nicita) votano migliaia di voi. E allora. Abbiamo sui nostri cellulari, sui nostri contatti email, tra i nostri amici e familiari almeno duecento persone da convincere a votare per la lista dei Mille innovatori schierata contro i soliti papaveri? Fanno duecentomila voti.

E l'Italia sarà cambiata, così, di colpo, tra poco più di cento giorni. Lottando per le nostre ragioni, senza quote, senza chiedere a nessuno il favore della cooptazione, prendendoci quel che valiamo e se non valiamo un cazzo ci mettiamo l'anima in pace.

Luca, Francesco, Massimo e Alberto

26 maggio 2007

Sulla questione del partito democratico la rete ribolle, l'ho scritto su Europa qualche giorno fa, è lava che erutta.

Ci sono i propositivi, io provo ad iscrivermi a questi: c'è l'autorevolezza di Luca Sofri che su Wittgenstein scrive una lettera-appello aperta (andate a firmare) per sbloccare l'autoreferenzialità degli oligarchi del Pd; c'è la freschezza di Francesco Costa che confeziona il suo "comitato promotore ideale" del Pd, con venti nomi invece dei pletorici quarantacinque; ci sono gli Innovatori Europei di Massimo Preziuso, che scrivono direttamente a Prodi.

Poi c'è Alberto, l'Alberto Biraghi guru dello splendido One More Blog, che sul suo spazio spiega perché non firma l'appello di Sofri con motivazioni che non convincono del tutto. Poi, però, viene qui sul mio blog e partecipa al dibattito di ieri su nuova borghesia e neoproletariato scrivendo tra l'altro:

"La speranza è che i fassidalemarutelli non vi lascino entrare, che continuino a illudere e deludere tutti gli Adinolfi e gli Scalfarotti d'Italia, che li tengano fuori, salvandoli dal contatto con la loro tana, tanto putrida da poter insudiciare chiunque vi si avvicini. Lasciamoli lì a vita, i fassidalemarutelli, lasciamo che incartapecoriscano, lasciamo che intaschino l'intascabile. Quando finalmente tireranno le cuoia (qui neppure D'Alema potrà farci qualcosa), voi potrete subentrare. Se avrete stomaco e anticorpi sufficienti a far pulizia senza farvi contagiati, forse potrete davvero provare a cambiare il paese. Ma prima di allora, sinceramente la vedo dura".

Porcapaletta, Alberto ha su di me sempre questo potere, sa mettermi in crisi. Cavolo. E se avesse ragione lui? E se fosse meglio dedicare tempo, energie, idee, lotte e rabbie ad altro?

Una tentazione a cui vi chiedo di non farmi cedere.



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