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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


Filippo Candio è a Las Vegas

21 ottobre 2010

Il mio amico Filippo Candio è partito per Las Vegas. In Italia non lo conosce praticamente nessuno, io l'ho incontrato la prima volta alle World Series of Poker del 2007, ci siamo rimasti simpatici subito perché siamo tutte e due piuttosto orsi (lui è anche sardo) e innamorati del texas hold'em.

Ora Filippo si gioca il sogno di qualsiasi pokerista: il tavolo finale del main event delle World Series of Poker. Ha dovuto sconfiggere oltre settemila altri giocatori e ora sono rimasti in nove. Ha già vinto per questo oltre ottocentomila dollari. Se vince il tavolo finale gli saranno versati quasi nove milioni di dollari. La vincita più importante che qualsiasi sportivo abbia mai incassato per un singolo torneo di qualsiasi sport.

Filippo ha 26 anni e a questo tavolo finale difende i colori italiani ed europei. Tutti i suoi avversari sono nordamericani (statunitensi e canadesi, per la precisione). Forse anche per questo sta diventando una star in America, mentre in Italia questo evento enorme per il mondo del poker viene sostanzialmente ignorato. Guardate che spot gira sulle tv a stelle e strisce:


La sfida di Filippo comincia il 6 novembre. Forse è il caso di fare il tifo per lui, che ne dite?

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permalink | inviato da marioadinolfi il 21/10/2010 alle 21:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

Tabacci, Ruffini, Bertinotti e le Wsop

9 novembre 2009

1. A me non piacciono le persone che cambiano partito troppo facilmente. Nella vita sono stato un militante del cattolicesimo democratico e ne ho seguito l'evoluzione attraverso tre decenni: democristiano negli anni Ottanta, popolare nei novanta, democratico (direttista) in questo avvio di terzo millennio. Ho stima di Bruno Tabacci, ma notare che lascia l'Udc per le seconda volta in due anni, ieri per fondare la Cosa Bianca con Savino Pezzotta, oggi per affiancarsi a Francesco Rutelli, è cosa che non mi piace.

2. Sull'esito dell'assemblea nazionale del Pd che ha ratificato la vittoria di Pierluigi Bersani c'è poco da aggiungere. Trionfo del minimalismo post pci, grandi lotte per accaparrarsi strapuntini che non servono a niente, en plein della mozione del segretario, che incassa per sé presidenza e vicesegretaria unica. Un po' troppo, forse. Dario Franceschini domani sarà eletto capogruppo alla Camera. Avrei preferito posizionamenti più combattivi, anche perché sono convinto che il 29 marzo faremo un bilancio dei consensi persi con lo spostamento a sinistra dell'asse del Pd e scopriremo che saremo a percentuali da Pds. Non me lo auguro, ma mi pare uno scenario prevedibile. Le elezioni regionali, se non ci inventiamo qualcosa, rischiano di essere un bagno di sangue: se si perde in Piemonte, Lazio, Campania e Puglia (totale ventidue milioni di italiani), oltre che nelle già perse Lombardia e Veneto, che reazione politica occorrerà avere?

3. Del discorso all'assemblea nazionale di Bersani non mi è piaciuto il silenzio sul caso Ruffini, il migliore direttore di Raitre fatto fuori con il silenzio complice dei dalemiani che avevano incassato Bianca Berlinguer alla direzione di Raitre subito dopo la vittoria nel voto degli iscritti. Ora, dopo le primarie, danno il via libera alla rimozione di Paolo Ruffini da direttore di Raitre, operata da quel Mauro Masi che è il vero uomo cerniera tra Silvio Berlusconi e Massimo D'Alema. Franceschini ha avuto il merito, nel suo discorso, di protestare con durezza contro la cacciata di Ruffini. Tutto il Pd dovrebbe impegnarsi in questa battaglia. Invece, neanche una voce.

4. Frutto pregiato del ritrovato dialogo tra Silvio Berlusconi e Massimo D'Alema è l'incoronazione di quest'ultimo a mister Pesc, ministro degli Esteri europeo. Oggi il capogruppo del Pse Schultz ha dato il suo via libera ufficiale, l'operazione si farà. Il primo sospiro di sollievo è di Bersani. D'Alema fuori dalle scatole è un regalino non da poco.

5. Domani intervisterò Fausto Bertinotti nella mia trasmissione quotidiana su Red Tv. Sul mio profilo Facebook ho chiesto ai miei adorati lettori di porre al posto mio le domande. Quesito più gettonato: "Si è pentito di aver fatto cadere il primo governo Prodi?". Quello forse è stato un crocevia della storia.

6. Al crocevia della storia (calcistica) ci sono anche Irlanda e Francia che dopodomani si giocano l'andata dello spareggio per andare ai mondiali in Sudafrica. Tutti tifiamo Trapattoni, sapendo che vincerà l'antipatico Domenech, che ho incontrato a Las Vegas alle World Series of Poker. Giocatore mediocre. A proposito, tempo di giocate utili alla Scommessa Collettiva in questo weekend (per chi volesse partecipare, basta scrivere a adinolfi@gmail.com). Qualificazioni sicure per Portogallo, Russia, Francia e Ucraina.

7. Tornando dalle parti di Las Vegas, stanotte un taglialegna e un ventenne (entrambi ovviamente statunitensi) si giocano il titolo mondiale di texas hold'em no limit. Premio per il vincitore: otto milioni e mezzo di dollari. Più modestamente io giocherò per il titolo on line di Full Tilt con qualche migliaio di appassionati (per iscrivervi al torneo da un milione di dollari potete chiedermi i codici sempre a adinolfi@gmail.com). Il sogno di indossare il braccialetto da campione del mondo, comunque, continuo a coltivarlo.

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permalink | inviato da marioadinolfi il 9/11/2009 alle 16:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (34) | Versione per la stampa

Unomattina (back to italian poker tables)

15 luglio 2007

Per chi avesse una voglia pazza di vedermi all'azione, dalle 22 gioco la texana ai tavoli federali del Foro Italico (primo torneo dopo il ritorno in patria dalle Wsop), il che non so quanto sia compatibile con il fatto che alle 7.10 devo commentare la rassegna stampa al Tg1 di Unomattina con Duilio Gianmaria, faccia a faccia con Gianni Alemanno.

Facciamo che provo a farmi eliminare presto, così almeno quattro ore di sonno me le faccio.

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permalink | inviato da marioadinolfi il 15/7/2007 alle 18:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (741) | Versione per la stampa

Lezioni di poker e di vita (utili anche ai Mille)

2 luglio 2007

La mano l'ho vinta. Mi meraviglio che solo Claudia abbia capito che il grossissimo Barbone alla Karl Marx aveva un full di donne con i sette e fosse stato incoraggiato dal mio check alla quarta carta a venire a vedere il mio all in, pensando che in mano io avessi un solo asso. Quando gli ho calato il full d'assi e' andato via smoccolando e senza salutare.

Ovviamente la cosa ha generato in me un delirio d'onnipotenza e all'avvio della quarta ora di gioco, quando le cose si stavano facendo serie, il tizio che avevo accanto e' andato all in in preflop. Ora, io in mano avevo un tre e un sette, roba da spararsi, ma avevo voglia di spazio e poi quello era inglese e pure di Liverpool. Infine, dopo l'all in, tremava. Ma come, ti vieni a giocare i mondiali di poker a Las Vegas e su un tuo all in, tremi?

Allora, arrogante quanto mai, sono andato da solo a vedere il suo all in. Con tre e sette. Lui aveva asso e jack. Quattro carte inutili in tavolo, ma sul river mi spunta un tre. Con una coppia di tre mando a casa l'Inglese Tremante, anche lui se ne va senza salutarmi e incazzato come una bestia. L'azzardo estremo di andare a vedere un all in con tre e sette suscita l'ammirazione segreta e l'odio esplicito dei colleghi di tavolo, a cui ad inizio partita ho detto di parlare pochissimo inglese, mentendo e potendo quindi ascoltare tutti i loro commenti su di me.

Il chip leader di tavolo a quel punto ha solo me alle calcagna, gli entrano due re e va all in in preflop. Non vi dico l'urlo quando ha visto che io avevo due assi e l'avevo seguito in all in. Ma la fortuna non sempre premia e dunque, quando avevo tutti i titoli per vincere la mano e mettermi in condizione di entrare nei primi cento del torneo, un terzo re sul river mi manda a casa.

Lezioni di vita e di poker tratte da tutto questo:

1. Non bisogna avere paura a priori di quelli piu' grossi di te

2. Chi detiene carte forti e dunque il potere, puo' essere spiazzato e definitivamente battuto da una mossa fantasiosa di chi ha pochi mezzi

3. Tremare vistosamente non e' un gran modo di affrontare una sfida lanciata

4. L'arroganza talvolta puo' essere un'ottima arma

5. L'arroganza talvolta puo' essere una pessima arma

6. Karl Marx porta sfiga


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permalink | inviato da marioadinolfi il 2/7/2007 alle 15:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (52) | Versione per la stampa

Wsop, Italy rules

2 luglio 2007

Prima di raccontarvi l'esito della famosa mano, vi annuncio che sono sbarcato con tanto di fotografia sul sito ufficiale delle World Series of Poker.

E son soddisfazioni.


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permalink | inviato da marioadinolfi il 2/7/2007 alle 0:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (26) | Versione per la stampa

Dallo Spaccone di Casal Lumbroso a Las Vegas

14 giugno 2007

Partiamo dalla fine. Mi sono qualificato per le finali mondiali di poker, categoria Texas Hold'Em No Limit, praticamente l'evento più rilevante delle World Series of Poker (Wsop) in corso a Las Vegas. Ora, il percorso della mia qualificazione è stato tutto dovuto agli scontri on line, mentre ho scarsa esperienza di tornei live. Per testare le mie abilità, ho deciso di partecipare ieri sera al torneo organizzato dalla Federazione Italiana di Poker Sportivo, sezione di Roma.

Le World Series of Poker si giocano a Las Vegas, hotel Rio. Il torneo della Federazione Italiana di Poker Sportivo, sezione di Roma, si gioca a Casal Lumbroso, bar Lo Spaccone. La platea di questi tornei è agghiacciante: qualche avventuriero, una buona dozzina di muratori rumeni, neanche una donna, misteriosi albanesi quanto basta. Ieri, poi, ci siamo ritrovati anche noi: tre giornalisti e un blogger. Un quarto giornalista, del quotidiano cattolico Avvenire, a fare il tifo.

Il blogger l'abbiamo trovato lì per caso, è il mitologico Ananasso, che per qualche strano intreccio del destino è anche amico di uno dei due colleghi che è venuto con me fin dallo Spaccone. Al tavolo eliminatorio sono capitato proprio contro di lui, accompagnato da un suo amico che s'è presto innervosito per un cavillo regolamentare. Al tavolo eliminatorio erano presenti anche altri figuri che, pokeristicamente, definiremo: l'Incapace, l'Indeciso, l'Inutile e il Dannoso. Completavano il quadro il Fortunato e il Trasparente.

L'Incapace veniva subito eliminato, l'Indeciso sbagliava un piatto decisivo (e s'era pure portato le femmine a fare il tifo) resisteva poco e andava poi via smoccolando, l'Inutile veniva affondato dal crescere dei bui e controbui, il Dannoso creava tanta confusione e poco costrutto per la sua illogica partita. Al Fortunato non avrei dato una lira e invece teneva la partita in piedi con incredibili botte di culo. Il Trasparente faceva quel che doveva: non si faceva vedere e piano piano è sparito dal tavolo e dalla memoria.

Facciamola breve. Al tavolo finale arrivavamo vivi tutti e quattro: noi tre giornalisti e il blogger. Con noi riusciva a sedersi anche il Fortunato, più quattro nuovi europei che venivano presto sbattuti fuori per via della loro colossale ingenuità. Io le avevo promesse ad Ananasso, che le aveva promesse a me, ci siamo studiati per ore, poi al momento decisivo è andato al tappeto. Tre giornalisti contro un Fortunato.

Il Fortunato fa prima fuori uno di noi, poi io faccio fuori lui, perché si può avere culo a lungo, ma non per sempre, nella vita e a maggior ragione al tavolo di poker, dove chi ha solo culo non vince mai. Poi, aveva fatto fuori un amico e io questo non lo consento. Restiamo io e il collega-amico, ci conosciamo da una vita, lui conosce i miei trucchi e io la sua vulnerabilità emotiva, parte lo showtime finale. Facciamo un po' a chi ce l'ha più duro, pare che l'abbia spuntata io, poi il mazziere gira un dieci sul river (in gergo, è l'ultima carta della partita) e quel dieci mi fotte, lui urla di gioia.

Finisce con un secondo posto, targa, molti buoni benzina e punti per la classifica federale. Se all'hotel Rio di Las Vegas dovesse finire così vincerei sei milioni di dollari. Ma vuoi mettere con il clima dolciastro, infame e irresistibile dello Spaccone, Casal Lumbroso, Roma?

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permalink | inviato da marioadinolfi il 14/6/2007 alle 11:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (62) | Versione per la stampa

Finalissima

7 giugno 2007

Avevo progettato di partecipare alle World Series of Poker di Las Vegas solo nel 2008, ma pare che al tavolo verde nella sua versione sportiva io sia particolarmente ferrato e dunque mi ritrovo qualificato già stasera alla finalissima mondiale che porterà un utente di Betfair al Main Event delle Wsop che si apre il 4 luglio all'hotel Rio, quello dove si vince lo splendido Bracelet di diamanti che ti incorona campione del mondo di poker texano e ti dà diritto a dieci milioni di dollari cash che ti vengono rovesciati sul tavolo.

Dalle 23.15 dunque mi ritroverò a difendere i colori azzurri con i trenta migliori giocatori della Terra via web e se dovessi arrivare primo staccherei il biglietto per Las Vegas.

Non accadrà, dunque il mio traguardo resterà fissato al 2008, ma comunque vi faccio il live blogging di questa finalissima. Non si sa mai.

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permalink | inviato da marioadinolfi il 7/6/2007 alle 19:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (27) | Versione per la stampa

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