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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


45 milioni di euro per un portale? Una cifra che Rutelli deve spiegare (magari non in inglese)

5 marzo 2007

Questo è il video che campeggia su Italia.it. Ora è il caso che Rutelli ne registri un altro. In italiano, va. Che le spiegazioni le deve dare lui, non deleghi, secondo me è meglio.



ITALIA.IT, FORSE E’ IL CASO DI RIFARLO TUTTI INSIEME
di Mario Adinolfi per Europa


Il caso
Nella blogosfera da un paio di settimane sembra non ci sia spazio per parlare d’altro: il portale Italia.it ha scatenato prima le indignazioni (45 milioni di euro per la realizzazione e la gestione sono infatti una cifra fuori dal mondo, stanziata peraltro dal governo Berlusconi e dal duo fortemente interessato al progetto Giuliano Urbani-Lucio Stanca), poi le ironie, infine qualcuno ha deciso di mettersi di buzzo buono e di tirare fuori le idee. La migliore arriva dal Wiki Bzaar, che ha partorito un’ipotesi di riprogettazione complessiva di Italia.it, nella pagina rItaliaCamp (http://wiki.bzaar.net/RItaliaCamp). Spiegano i promotori: “Il rItaliaCamp è un evento (BarCamp-style) per elaborare una Idea Progettuale atto a verificare come, utilizzando risorse open già presenti sulla rete e le attuali tecnologie disponibili, si possa progettare un portale quale Italia.it in modo utile, efficace ed usabile. In era Web 2.0 un catalogo online sull'Italia non è attuale né utile senza l'interazione della comunità in appoggio al servizio tramite contenuti, commenti, valutazioni, etc. Il rItaliaCamp in primis (rItalia sito verrà dopo, forse) è il momento proprio per discutere e parlare di cosa mettere e come metterlo per avere un prodotto al passo con i tempi nell'idea, nelle piattaforme e nei contenuti”. Il caso Italia.it ha prodotto così almeno un approccio costruttivo alla questione. Ma non tutta la rete è propositiva.

Marco Pugliese
Anche il blogger Marco Pugliese (www.pugia.com/blog) ha costruito la sua riscrittura di Italia.it: “Non riuscendo ad accedervi per molto tempo mi sono accontentato di leggere le recensioni di alcuni siti e blog che seguo, a partire naturalmente dalle webnews di HTML.it, e dallo stesso blog di HTML.it, dove si è scatenata una vera e propria discussione tra i lettori, a suon di commenti. Sono poi passato a leggere i messaggi di due dei miei blog preferiti, DesMM e ICTblog entrambi con connotazioni diverse, soprattutto quella di ICTblog, più orientata verso lo scandalo dei 45 milioni spesi. In tutto ciò però ancora non avevo avuto modo di vedere il codice del sito, perché sempre irraggiungibile, ma da quanto ero riuscito a leggere avevo capito che si trattava di una vera e propria schifezza! E infatti è stato proprio così: nonostante una grafica che ritengo veramente molto ben congegnata, il sito si ritrova con una quantità di errori inimmaginabile, a partire dai menù in tedesco per tutte le lingue in cui è stato tradotto il sito, fino ad arrivare a pagine mancanti o non funzionanti. Un sito che è gestito dal governo poi che non rispetta le minime regole per l'accessibilità e si limita a consigliare di scaricare software per aiutare la navigazione: sembra quasi uno scherzo. Tra i commenti al blog di HTML.it si legge di persone che hanno inviato note alle Iene per cercare di far arrivare la questione in televisione e avere quindi più visibilità e magari risolvere questa situazione. Io di solito penso in modo più diretto e materiale, e allora ho realizzato una versione del layout del sito Italia.it, completamente in XHTML e CSS, per dimostrare al mondo, e soprattutto agli sviluppatori e gestori del sito che era possibile realizzarlo in mezza giornata, senza spendere 45 milioni di euro, e senza affidarsi a IBM Italia S.P.A, ITS S.p.A e Tiscover AG. per ottenere un buon risultato. La mia versione del portale è l'inizio di un progetto che nascerà e che si chiamerà proprio Replay in cui proverò a rendere alcuni famosi e utilizzati siti tabellari in codice XHTML corretto e sviluppato graficamente utilizzando i CSS. A breve sarà presente una vera e propria sezione sul sito. La pagina è scaricabile interamente da www.pugia.com/replay/italia_it/italia_it.zip in un file zip da 176 Kb. Così se coi sviluppatori del portale vorrete prendere spunto farete anche meno fatica”.

L’Osservatorio Ict della Margherita
La difesa di Italia.it la prova Paolo Zocchi, che vince la medaglia di fedelissimo scrivendo sul suo blog (www.britten.ilcannocchiale.it) che “Rutelli ha avuto il merito di mettere in esercizio un portale ancora certamente perfettibile” e affermando poi che solo 7 milioni di euro sono stati effettivamente spesi, beccandosi immediatamente gli strali di Luca Carlucci che con il blog Scandalo Italiano (www.scandaloitaliano.wordpress.com) è il più acceso contestatore di Italia.it: “Dei 25 milioni per i contenuti, 21 sono alle regioni, e 4 per una redazione nazionale: questi 4, chi li gestisce? A chi verranno o sono stati dati? Sono già stati spesi? Che cosa fa o farà esattamente questa redazione nazionale?" E un altro Luca a Zocchi: "La invito a cercare sul dizionario la parola perfettibile. Avete messo online una cosa che è piena di macroscopici errori”. L’Osservatorio Ict della Margherita ha dedicato ieri al tema, comunque, un momento di confronto.

Un modesto consiglio
Io che, si sa, nei panni del fedelissimo sto piuttosto stretto, mi limito a dare al ministro Rutelli un modesto consiglio: la questione sta montando in maniera significativa, forse occorre rispondere serenamente ai quesiti della blogosfera, in particolare sui denari spesi. La cifra di 45 milioni di euro è intollerabile e va spiegata, nei dettagli. Non basta limitare la comunicazione alle precisazioni che non precisano di Innovazione Italia spa e al video che campeggia su Italia.it, con Rutelli che declama con una pronuncia inglese, diciamo così, piena di buona volontà, i motivi per cui visitare l’Italia e il sito. Un video che circola su YouTube facendo la felicità degli iconoclasti. Ai dubbi dei blogger occorre rispondere, in maniera chiara, raccogliendo anche le opzioni propositive arrivate da molti di essi. Perché altrimenti, nel silenzio, il sassolino può diventar valanga.




permalink | inviato da il 5/3/2007 alle 20:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (82) | Versione per la stampa

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