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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


I perché di un'insistenza (ultimo video dal ridicolo congresso della Margherita di Roma)

11 marzo 2007

Oggi il bravo Alberto Di Majo, intervistando il neonominato (guai a chi mi dice "eletto") coordinatore della Margherita di Roma, il sempiterno Riccardo Milana, a una domanda sulle quarantanovemila tessere farlocche, s'è sentito rispondere: "E' evidente che è un dato abnorme". Spettacolare. Dal palco m'è capitato di ascoltare venerdì l'assessore Minelli e oggi il consigliere Patanè tuonare contro il sistema delle tessere. Milana, Minelli e Patanè (per conto del potente capogruppo regionale Di Carlo) sono stati tra i campioni del sistema malato del tesseramento, ne hanno fatte pagare migliaia, con soldi provenienti chissà da dove, portando il totale a quarantovemila e facendo concorrenza vincente al metodo tanto esecrato degli ex popolari capitanati da Lucio D'Ubaldo. Milana e D'Ubaldo ieri si sono messi d'accordo, si sono spartiti tutto lo spartibile e tanti saluti al regolamento congressuale che diceva che se non si fossero raggiunti i quindicimila votanti il partito romano sarebbe stato commissariato. Venerdì avevano votato in quattrocentoventi, sabato sera non si arrivava a duemila compreso Francesco Rutelli accorso all'Ergife in tuta per fare numero. Oggi verranno dichiarati dati totalmente falsi o, come ha fatto Milana, si dirà che hanno votato "in migliaia". Sì, due o tre. Il dato quasi commovente è che i Patanè che tuonavano contro la vecchia politica oggi, giornata conclusiva del congresso, lo facevano davanti a una platea che abbiamo ancora una volta voluto documentare nella sua dimensione massiccia e appassionata:



Qualcuno però a questo punto potrebbe obiettare: ma perché tanta insistenza su una questione tutto sommato locale, che potrebbe essere derubricata a tipica guerra tra bande di livello minore? I motivi sono tre:

1. Quelli che si stanno celebrando in questi giorni non sono i congressi di Ds e Margherita. Sono il primo congresso del Partito democratico. Gli equilibri che ne deriveranno saranno gli equilibri che governeranno il Pd e le classi dirigenti saranno ricalcate su quelle classi dirigenti. Che a me sembrano clamorosamente inadeguate.

2. La questione della formazione delle platee congressuali è nodale per far sviluppare un confronto democratico vero nel Pd. Generazione U propone il metodo direttista dei congressi aperti: si partecipa, ci si iscrive anche al momento del congresso stesso, si vota. Questo metodo è totalmente osteggiato dagli oligarchi di Ds e Margherita, che non mollano sui meccanismi del tesseramento.

3. Il fatto che potentati economici intervengano pagando le tessere di partito (oltre che le campagne elettorali) a questa o quella "componente" getta un'ombra pesante sulle amministrazioni locali. Cosa spinge questo o quel gruppo imprenditoriale a spendere soldi per determinare gli equilibri dei partiti? La risposta è fin troppo ovvia. E i partiti che mettono a bilancio denari di provenienza ignota (nel bilancio 2005 svariati milioni di euro grazie al tesseramento DL), violano o no la normativa sul finanziamento ai partiti?

La battaglia di Generazione U e mia personale non si ferma qui. Credono di poter bellamente ignorare questi nostri richiami? Bene, presenteremo ricorso sull'esito del congresso romano, confermiamo a Rutelli la richiesta di commissariamento (il nostro nome per l'incarico è Roberto Giachetti) in ossequio alle regole da lui stesso volute per la celebrazione dei congressi, annunciamo che se non soddisfatti politicamente non avremo altra via che rivolgerci ad altri organi competenti affinché sia fatta piena luce su quanto accade ed è accaduto nella definizione degli equilibri nella Margherita romana.

AGGIORNAMENTO: Oggi, lunedì, la nostra denuncia la potete trovare, dopo le uscite di Libero e Il Tempo, anche sul Corriere della Sera ed Epolis. Su Repubblica invece tal Pelonzi afferma che i partecipanti al congresso della Margherita sarebbero stati 15.320. In pratica poco meno dei tifosi italiani presenti nel Flaminio esaurito per Italia-Galles di rugby, molto di più del triplo dei tifosi gallesi. E, infatti, avete visto sciamare fiumi di militanti della Margherita per le vie di Roma. Io voglio sperare che al Pelonzi sia stata fatta scappare qualche parola di troppo, perché contro l'evidenza ci si fa del male. Persino l'ortodossissimo Valerio Pieroni sul sito della Margherita ha scritto che domenica i partecipanti erano un migliaio (poi glielo hanno fatto correggere in "alcune migliaia", divertentissimo, per fortuna internet conserva tutto) e Paolo Zocchi, anche lui "lealista", scrive di tre o quattromila votanti. Ma se vogliono dire che hanno votato in più di quindicimila, con i video che sbugiardano tutto e decine di testimonianze che dimostrano che si tratta di un falso sul falso (tesseramento), allora magari ci cominciamo a divertire davvero.



permalink | inviato da il 11/3/2007 alle 13:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (106) | Versione per la stampa

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