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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


E Scalfarotto chiuse il blog

12 novembre 2005

Si chiude la settimana della mia rubrica su Europa con un sipario sulla vicenda di Ivan Scalfarotto. L'ho conosciuto, apprezzato e ho fatto il tifo per lui. Ma la sua reazione dopo la sconfitta mi ha deluso. Tutti noi che abbiamo deciso di utilizzare il web per combattere battaglie politiche dovremmo imparare il criterio decisivo: la costanza, la pazienza, l'amore per la nostra lotta. Perché dobbiamo vincere, ma prima o poi e se non è subito non dobbiamo farci prendere dall'isteria. Time is on our side.

CHI DI WEB FERISCE, DI WEB PERISCE
di Mario Adinolfi per Europa

E Ivan chiuse il blog
Brusco risveglio per Ivan Scalfarotto. Dopo il risultato da prefisso telefonico alle primarie, la notizia sconcertante è che il candidato che piace alla gente che piace ha chiuso il blog (
www.ivanscalfarotto.info/main.php?id=25). Sulla prima pagina al posto dei soliti post autocelebrativi e dei relativi commenti, compare una sorta di editoriale il cui titolo è emblematico: “Un profondo bisogno di chiarezza”. Altrettanto emblematiche le ultime due righe del testo: “
Credo davvero si sia passato,di gran lunga, il limite e quindi ho deciso, d’accordo con il Direttivo dell’associazione, di congelare il blog e di riaprirlo solo quando saremo rientrati in un’ordinaria dinamica di civiltà”. Insomma, dopo la sbornia dei complimenti e delle paginate sui giornali, Ivan ha scoperto il web, quello vero. Quello che ti adula finché puoi essere utile e ti massacra quando hai perso.

Flashback
Guardiamo, mica tanto indietro: torniamo ad un mese fa, al 12 ottobre. Scalfarotto si presentava come il candidato del web, che aveva costruito la sua campagna on line, riuscendo così a limitare le spese. Un sondaggio, sempre on line quindi ad alto rischio di taroccamento, di Repubblica.it gli assegna il terzo posto dietro a Romano Prodi e Fausto Bertinotti, con un fantastico 6%. Quattro giorni dopo, il 16 ottobre, i risultati reali lo accrediteranno di un decimo di quei voti. Scalfarotto sprofonda nella delusione, sempre via web convoca le sue truppe in un albergo di Rimini, dove viene fondata l’associazione Io Partecipo. Ma a partecipare ci sono poche decine di persone: dove sono andate a finire le quindicimila persone che in tutta Italia hanno firmato per far presentare Ivan alle primarie? Scalfarotto si deprime e in più sul suo blog cominciano arrivare insulti sui suoi gusti sessuali e dubbi sulle modalità di gestione dei denari della campagna elettorale. Un classico: chiunque decida di calcare le assi dei palcoscenici del web deve mettere in conto attacchi di natura personale e deve anche avere la forza di sfidarli. E’ una giungla vera, quella delle pagine elettroniche, piena di trappole favorite dall’anonimato garantito ai calunniatori on line. Ivan non regge e chiude tutto: il blog, il suo principale strumento di battaglia elettorale, da ieri non esiste più.

I fans sono delusi
Aveva suscitato grandi speranze, il nostro Ivan. E ora è il tempo di beccarsi i delusi. Rhadamanth sul suo blog (www.tiziano.caviglia.name/blog) dà la stura: “Un comportamento infantile caro Scalfarotto, non si può chiudere tutto al primo segno di tempesta. Alle presunte calunnie si deve rispondere con la verità, contro presunti insulti bisogna tirare avanti per la propria strada dimostrando di essere nel giusto. Non si può infilare la testa sotto la sabbia mettendo il broncio. Non è un atteggamento responsabile. Non è un atteggiamento da chi si candidava alla guida dell'Unione e da lì alla guida del Paese”. Saltino(http://saltino.iobloggo.com) gli fa eco: “Tanto un blog che glissava i commenti era inutile come la sua candidatura. Dove si presenterà per le elezioni, nel collegio di Londra ora?”. Zonasedna (www.zonasedna.net) è severa: “I gusti sessuali di Scalfarotto sono sempre stati messi in discussione e sbeffeggiati nel suo blog. Questo sembra piuttosto un pretesto per chiudere rapidamente la sua breve, e francamente inutile, carriera politica. Bye bye, non sentiremo la tua mancanza”.


Tenere duro no, eh?
Chiunque abbia sperimentato (ed io l’ho fatto) la frustrazione nel notare che il consenso che matura via web è difficilmente trasferibile in the real world, sa cosa sta provando Ivan Scalfarotto in queste settimane. Ma la lezione è semplice: piacere ad Aldo Cazzullo, Concita De Gregorio e Luca Sofri non basta. L’esercito politico sul web si può creare, ma bisogna avere la costanza di un Howard Dean. Bisogna tenere duro. Altrimenti ci si becca l’epitaffio che per Ivan ha scritto Cips (www.bloogs.com/cips): “Scalfarotto non l’ha presa bene. La nostra storia appena cominciata / è già finiiiiita”. Perché perdere va bene, deludere forse è inevitabile, ma farsi pure sfottere è proprio troppo.




permalink | inviato da il 12/11/2005 alle 0:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (24) | Versione per la stampa

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