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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


Il fallimento di Tocqueville

18 gennaio 2006

BLOGGARE E’ DI SINISTRA, PARTE SECONDA
Di Mario Adinolfi per Europa



Reazioni
Non immaginavo che l’articolo di ieri sull’indispensabile tema “bloggare è attività propria della (nuova) sinistra”, potesse provocare tutte le reazioni che invece sono piovute sul mio blog e sulla casella di posta elettronica. C’è chi l’ha definito “una provocazione” (il lettore Giovanni) e chi ha indicato i nomi di ottimi blogger di destra (www.harry.ilcannocchiale.it, sponsorizzato dal collega diessino www.circonferenza.ilcannocchiale.it). Ma l’attacco più duro è di A Tutti Quelli Che (www.atuttiquelliche.ilcannocchiale.it), che scrive: “La generalizzazione del bloggare-è-di-sinistra mi pare figlia di una visione arcaica della politica italiana. Questo ridurre anche il blogging in una guerra tra bande mi stupisce un po' da parte tua. Ma, come dire, siamo tutti umani. E tutti possono indulgere ogni tanto in semplificazioni qualunquistiche. Soprattutto in periodo pre-elettorale”. Poiché il pugno è diretto al viso, provo a parare il colpo.


Do you remember Norberto Bobbio?
C’era una volta un filosofo liberale che si chiamava Norberto Bobbio e che scrisse un libro destinato a diventare il suo libro clamorosamente più venduto, intitolato semplicemente “Destra e sinistra”. Alla base dell’articolo di ieri è stata assunta, come punto di partenza non esplicitato, la distinzione di Norberto Bobbio tra destra e sinistra rispetto al principio di uguaglianza. Il blogging aperto (senza blacklist o filtri nei messaggi o nei commenti) è chiaramente quel che più si avvicina, in termini di comunicazione, al principio di uguaglianza. La distanza tra autore e lettore si annulla, tutti sono uguali e il peso delle parole deriva solo dall'autorevolezza assunta nella comunità. Nel blogging aperto viene applicato il principio di uguaglianza nel modo più autentico che si possa trovare in natura e il blogging aperto è, di conseguenza, attività che possiamo definire “di sinistra”. Di una sinistra nuova, moderna e assolutamente non tradizionale né convenzionale. Di certo di una sinistra né postcomunista né socialista. Della sinistra che sarà, diciamo.


Tocqueville
Altri commentatori dell’articolo di ieri, in particolare Pletone (www.pletone.ilcannocchiale.it) segnalavano che in realtà tra le comunità blog più vive c’è, appunto, quella di destra denominata Tocqueville (www.tocque-ville.it). Ora, in realtà, chiunque abbia frequentato nelle ultime settimane Tocqueville si sarà reso conto che è ridotta ad una comunità rissosa e ormai involuta, proprio perché i suoi presupposti non potevano reggere la dimensione del blogging aperto reale. Troppo individualismo, troppo estremismo nelle tonalità, grande passione per le polemichette da cortile, scarsa attitudine ad un dialogo reale, cioè ad un dialogo che preveda il rispetto del dissenso, piccoli élitismi con oligarchie che escludono l’attenzione verso i nuovi arrivati o verso i blogger comunicativamente più deboli. Troviamo trasposti in Tocqueville i difetti classici della destra italiana e i limiti strutturali (oserei dire persino ideologici) della destra tout-court. La sintesi è nell’avvertenza iniziale posta a chi entra nella comunità: “La redazione di Tocqueville si riserva insindacabilmente la scelta dei post da aggregare e il diritto di negare o revocare l'iscrizione”. In quell’avverbio (“insindacabilmente”) annega l’idea di un blogging di destra che sia davvero liberale.


Conclusioni
Questo articolo non vuole sostenere la tesi che le persone di destra non possano o non debbano bloggare, né vuole togliere legittimità ai molti blog di qualità che dichiarano di votare per la Casa delle Libertà. Semplicemente si intende segnalare un’opportunità alla (nuova) sinistra. Quella di costruirsi a partire dal ragionamento attorno al criterio di uguaglianza che sul web appare più naturale che altrove. Un criterio che ha avuto effetti disastrosi se applicato acriticamente in campo economico, ma un criterio base per chi si sta accingendo a far partire una nuova esperienza vitale come quella del partito democratico. Il web è il luogo che rifiuta le oligarchie, di ogni genere, anche quelle accademiche. E’ un luogo senza dislivelli artificiali. Tutto il centrosinistra ha sul web e sui blog una grande lezione da apprendere.



permalink | inviato da il 18/1/2006 alle 9:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (70) | Versione per la stampa

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