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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


Ricucci in galera e D'Alema al Quirinale? Qualcosa non funziona

19 aprile 2006

Io ho il massimo rispetto (direi quasi che ne ho il complesso) della forza e della compattezza di militanti e dirigenti diessini. Mi auguro davvero che il 6 maggio al nostro raduno di autoconvocati siano in molti, in maggioranza direbbe la matematica, coloro che alle elezioni mettono la croce sul simbolo della Quercia. Però.

Vi pare possibile che sulle prime pagine dei quotidiani di oggi ci sia da una parte la notizia dell'arresto di Stefano Ricucci e subito sotto la richiesta diessina di una presidenza per Massimo D'Alema? Piccola nota: i cronisti politici dei giornali principali scrivono tutti che Piero Fassino ieri a Otto e Mezzo da Giuliano Ferrara abbia chiesto per la Quercia la presidenza di una Camera. Non è andata così. Fassino ha chiesto per i Ds "un vertice istituzionale", rispondendo alla domanda dell'Elefantino sulla presidenza delle Camere. Se i cronisti fossero smaliziati e non facessero sempre pool, ricopiando tra loro gli errori, avrebbero capito che il succo del discorso fassiniano era rivolto a Romano Prodi: se vuoi dare la presidenza della Camera, devi dare la presidenza della Repubblica a noi. Altra notarella maliziosa: Fassino manda avanti D'Alema, ma in realtà per il Quirinale pensa a se stesso. E' un film che ho già visto, con altri interpreti e in altra posizione, nel 1999 nelle stanze di piazza del Gesù. Ma non divaghiamo.

Torniamo alle prime pagine di oggi. E' accettabile che il dentista di Zagarolo stia scoprendo le asprezze di una cella a Regina Coeli e l'esponente politico del centrosinistra che più s'è speso per assecondare le scalate estive possa scegliere tra la stanza migliore della Farnesina, di Montecitorio o (dio davvero non voglia) del Quirinale?

Massimo D'Alema ha compiuto errori politici colossali, non da oggi, ma dal 1998 ad oggi. Non ne ha azzeccata una. L'ultima perla l'ha regalata il 10 aprile pomeriggio: "Ci aspetta una vittoria schiacciante", diceva dalla Puglia che un anno dopo il trionfo di Nichi Vendola ha riconsegnato al centrodestra salvo affermare che la colpa è dei troppi elettori ("quattrocentomila in più che alle 2005", dichiarava con un certo schifo al Porta a Porta del 12 aprile). Ma, insomma, passi: siamo abituati a sedicenti leader che non fanno un passo indietro neanche se t'hanno portato sull'orlo di un burrone.

Ma ci siamo dimenticati le interviste estive di D'Alema? Ci siamo dimenticati che Stefano Ricucci, oltre agli 800 milioni di euro garantiti da Banca Popolare di Lodi, ottenne 1,8 miliardi di euro di prestiti da Deutsche Bank e Société Générale? E chi garantiva per Ricucci se non Vincenzo De Bustis, al vertice di Deutsche Bank dopo essersi guadagnato i galloni di banchiere dalemiano con la terribile vicenda di Banca 121? E Franco Bassanini, che ha avuto il coraggio di mettersi di traverso ai furbetti del quartierino, è stato per caso o per dolo messo ai margini delle liste diessine, in modo da favorirne la non rielezione? E mentre Ricucci e Fiorani eleggono domicilio nelle patrie galere, che ne è di Giovanni Consorte, il consulente più bravo del mondo, per chi riesce davvero a credere alle parcelle di cinquanta milioni di euro?

Tutti questi interrogativi per aggiungerne uno solo, quello che conta: non è che le vicende estive, l'affaire Unipol, l'appoggio all'edificazione del quartierino, sono la radice della non vittoria dell'Unione e del tracollo dei Ds rispetto alle aspettative delle elezioni del 9 e 10 aprile?

Nessuno lo ha ancora scritto, ma io ne sono convinto: la responsabilità del fatto che dobbiamo ancora declinare al presente, e con una sempre maggiore forza, il ruolo politico di Silvio Berlusconi lo dobbiamo al fatto che il vertice diessino si è dimostrato non credibile, incapace persino della più banale delle autocritiche.

Ora, Ricucci è in galera e D'Alema vuole fare il presidente di qualsiasi cosa. Io credo che D'Alema debba fare un passo indietro. Non lo farà, lo abbiamo scritto. Allora serve che qualcuno faccia a lui quello che lui fece a Achille Occhetto. La situazione, purtroppo per tutti noi che speravamo in un finale diverso, è analoga.



permalink | inviato da il 19/4/2006 alle 10:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (148) | Versione per la stampa

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