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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


La rete, la politica, Obama and us

19 novembre 2008

Ho detto alcune cosine a Repubblica Tv e altre all'AdnKronos e per le battaglie che combattiamo da direttisti da anni, le ritengo importanti.



permalink | inviato da marioadinolfi il 19/11/2008 alle 2:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (44) | Versione per la stampa

37

8 agosto 2008

Mi faccio un regalo in vista del mio compleanno ferragostano. Chiudo il blog per una settimana. Almeno.



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Quelli che hanno un blog

21 giugno 2008

Del blog noi abbiamo fatto strumento di lotta politica, è la caratteristica direttista di Generazione U, sul piano personale è stata una scelta compiuta il 2 giugno 2003 quando su queste pagine comparve la prima riga di testo e a seguire arrivarono gli amici che avevano condiviso l'esperienza di Democrazia Diretta alle elezioni del 2001 e dello stesso 2003, un'esperienza forse troppo in anticipo sui tempi che però aveva in nuce tutte le ragioni e le idealità che poi si sono espanse fino a oggi.

Del blog noi continuiamo a fare strumento di lotta politica oltre che di racconto del nostro quotidiano e l'intreccio è spesso inscindibile. Su queste pagine e attraverso i portali di foto e di videosharing, attraverso i social network, io ho avuto la fortuna di sperimentare in prima persona quanto potente sia il messaggio contenuto in questo mezzo. Da qualche riga sul blog è nata l'esperienza straordinaria vissuta alle primarie e tutto quello che ne è derivato.

Del blog noi faremo strumento di lotta politica, come abbiamo fatto ieri, annunciando il dissenso rispetto al rito veltroniano officiato in un'assemblea costituente dove al posto delle migliaia di cittadini eletti si sono ritrovati solo il ristretto numero di qualche centinaio di affiliati alle varie bande oligarchiche. Le nostre parole hanno tracimato, le trovate oggi sul Corriere della Sera, o nelle pagine web di Panorama e Polis. Sono parole nate in rete e nelle rete vivono, circolano come sono circolati dissensi analoghi di Marta o di Ivan, anche loro membri della assemblea costituente del Partito democratico che ieri, in quella nuova Fiera di Roma simbolo vivente del fallimento di un modello politico-amministrativa, non c'erano e non per caso.

Eppure ieri qualcosa di importante è comunque successo, qualcosa da guardare in positivo mentre la sera eravamo in festa al Caffè Letterario e avevo Lorenza di fianco, davanti a me Zoro, vedevo Sara e Valeria ciacolare liete, Luciano e Andrea essere brillanti come solo i Marioemario sanno essere, poi Marco e tutti gli under 30 e tante persone che mi sono ritrovato "amiche" su Facebook e finalmente ci sono (ciao Leontina), poi Gianluca e Luigi e Roberto e centinaia di altri.

Ecco, ieri sera ho pensato che qualcosa di importante sta accadendo, che ce lo ricorderemo questo 20 giugno 2008 tra l'assemblea costituente che vedeva Gianni Cuperlo portare un bell'attacco a un Veltroni che non ha voluto spendere una parola sulle ragioni del tracollo, ormai ridotto a re Travicello mentre correnti e correntine scavano trincee per l'ormai prossimo combattimento, la direzione nazionale che vede tra i suoi componenti persino Luca Sofri e il sottoscritto, il Corriere della Sera che ho comprato di notte per leggere in prima pagina che i quarantenni stanno vivendo il loro Midas.

Manca solo un tassello per cominciare a vincere davvero. Mettere da parte ogni stupida rivalità tra noi e fare rete tra chi dalla rete sta traendo linfa vitale per la battaglia. Siamo quelli che hanno un blog, siamo quelli che hanno imparato a condividere ormai per default: Gianni, Luca, Diego, Marta, Ivan, tutti i Marioemario, gli under 30, iMille, Innovatori europei, Donnelibertàdistampa, Generazione U.

Siamo tanti, ora dobbiamo solo essere uniti e sorridenti come ieri sera, perché questa è la nostra stagione e per salvare il paese dalle destre peggiori del mondo non possiamo farla passare senza aver tentato. Loro, i cinquantacinquenni, sono stanchi e non ci credono più. Noi non ci crediamo ancora.

Ma forza, un passo insieme ed è fatta. Il futuro c'è.

PS: Questa è l'immagine inviata dalla veltronianissima Democratica Tv mentre Veltroni era nel pieno del suo inutile discorso di ieri.



Ma neanche davanti alla platea che gli è rimasta vuota gli oligarchi hanno smesso di fare gli oligarchi.



permalink | inviato da marioadinolfi il 21/6/2008 alle 12:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (54) | Versione per la stampa

La scommessa

11 giugno 2008

Il primo turno degli europei ci ha regalato un'Italia umiliata, una Spagna in gran forma, una Svezia che sarà la sorpresa degli europei, una Francia che li vincerà. Scommettiamo?

A proposito di scommesse, mi state facendo una testa tanta chiedendo via email e via cell i pronostici da giocare su Betfair. Lo dico a tutti, il primo turno di un campionato non si gioca mai, troppe sono le potenziali sorprese, quindi fino a domani tutti fermi. Dal prossimo turno qualche scommessina prudente bancando le squadre evidentemente più deboli, per fare il grosso all'ultimo turno di qualificazione, sempre bancando (cioè giocando due risultati su tre, opzione che solo su Betfair è di default con quote accettabili).

Ovviamente, come al solito, chi volesse avere la password per ottenere i 30 euro di bonus da Betfair non ha che da scrivermi una email (adinolfi@gmail.com) o da chiedere consiglio ai soci della Scommessa Collettiva, che in due anni e mezzo grazie a questo sito di betting così particolare nel funzionamento, hanno avuto modo di farsi come minimo le vacanze gratis.

In tempo di guerra ogni buca è trincea e noi ci siamo parati il culo giocando, il che è una discreta soddisfazione.




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Un ragionamento politico che parte dal web

6 giugno 2008

Quello che andremo a proporre domani in piazza Montecitorio (ore 12, hotel Nazionale) è un altro segmento del ragionamento politico che i direttisti italiani di Generazione U propongono a questo paese fin da quando si sono dati la loro prima forma organizzata (Democrazia Diretta, marzo 2001) dopo anni di riflessione scaturita da una scoperta di portata rivoluzionaria: il world wide web, la rete di massa.

La riflessione di carattere generale la conoscete, ha invaso i blog direttisti fin da quei mesi del 2003 in cui decidemmo di posizionare proprio nella blogosfera il terreno della nostra sfida. Proprio lunedì scorso il mio blog è entrato nel sesto anno di vita, ci sono dentro oltre cinquemila miei articoli e quattrocentomila vostri commenti, molti di quegli articoli e di quei commenti hanno tessuto l'elaborazione politica di fondo del nostro impianto ideale: in un mondo dove la tentazione è quella di avere sempre meno democrazia, perché la democrazia è un impaccio e "non decide", noi proponiamo la suggestione di una democrazia assoluta dove la legittimazione è massima e la decisione forte proprio per via della compartecipazione reale e immediata alla decisione stessa.

Non è un'utopia, è semplicemente la nostra utopia possibile, ossimoro che iniziammo a utilizzare fin dagli Anni Ottanta, tra noi che da adolescenti avevamo già la sensazione che la politica fosse il territorio prioritario della vita pubblica e dunque in quel territorio di parole e azioni piazzammo le nostre parole e le nostre azioni.

Non è un'utopia perché la democrazia diretta, che nella forma di teoria politica chiamiamo "direttismo", già è perno del governo delle comunità in nazioni importanti, penso alla Svizzera ma anche a gran parte dell'ordinamento della più grande democrazia del mondo, gli Stati Uniti d'America.

Il web è un mezzo che contiene il messaggio politico del direttismo. Azzera la necessità di mediazioni ovunque, l'azzera anche in politica. Noi abbiamo portato questa idea prima dentro l'Ulivo con la nascita di Generazione U il 6 maggio 2006, poi dentro il Partito democratico, utilizzando il primo strumento di democrazia diretta che ci è stato messo a disposizione, le primarie del 14 ottobre 2007. Partendo dalla rete e spargendoci sul territorio abbiamo ibridato virtuale e reale, proponendo il primo esperimento di mobilitazione politica organizzata solo via web.

Ora, davanti al disastro delle elezioni del 2008, torniamo a proporre la nostra soluzione direttista all'errore di sistema che abbiamo fatto campeggiare sui nostri manifesti che avete trovato in giro per tutta Roma, con una piattaforma politica in tre punti di cui abbiamo ampiamente discusso sui blog. In sintesi: via i dirigenti responsabili della disfatta (contro la tentazione oligarchica), democrazia diretta integrale per la selezione della classe dirigente che li sostituirà (contro ogni cooptazione), no al neoconsociativismo con Berlusconi (contro l'inciucio di potere).

Troviamoci domani a piazza Montecitorio, avendo in mente la consueta idea su cui abbiamo fatto leva in tutti questi anni, che racconta come ognuno di noi sia decisivo, perché per cambiare il mondo basta anche una sola persona, basta che non sia una persona sola.

Anche per questo domani saremo in tanti a avviare la costruzione di un nuovo Pd.



permalink | inviato da marioadinolfi il 6/6/2008 alle 15:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (42) | Versione per la stampa

Rosa blogging

18 aprile 2008

Avete notato che l'attività di blogging "politico" somiglia sempre di più a una sagra del pesce? Insomma, semo tutti òmini e continuamo a parlacce addosso. E Berlusconi, e Veltroni, e la Sinistra arcobaleno...

In ossequio alle pari opportunità segnalo allora che tre colleghe femmine, diversamente carine (una venatura sessista ci vuole sempre), diversamente giornaliste e diversamente web-capaci, hanno aperto di recente il loro blog: Alessia prima, Paola poi, infine Virginia.

Tutte e tre m'hanno linkato, alcune sotto istigazione simile a minaccia, dunque ricambio il link.

E ripropongo la questione: ma perché a discutere di politica qui siamo al novantacinque per cento maschietti?



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E-democracy

29 febbraio 2008

Quando scrivemmo il primo programma politico di e-democracy sembravamo marziani: 20 marzo 2001, nascita di Democrazia Diretta, sotto l'insegna della chiocciola.

Sette anni dopo, il sito del quotidiano La Stampa ci inserisce nella triade (con Beppe Grillo e Fiorello Cortiana) che prova a fare della rete un messaggio e non solo un mezzo.

"In Italia è soprattutto grazie alle loro attività online che l'e-democrazia ha fatto il suo ingresso nei programmi della politica italiana", scrive Anna Masera.
 
Abbiamo inventato qualcosa di nuovo, indicato una terra promessa o un continente sconosciuto, questo nessuno ce lo potrà mai togliere. Su quel terreno continuerà per sempre la nostra battaglia.

(la campagna di Luigi e di Generazione U, intanto, sbarca anche sul Sole 24 ore)



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Blogosfere e emozioni e uno per tutti

22 febbraio 2008

Ho rilasciato un'intervista a Blogosfere in cui ci viene riconosciuto il lavoro svolto per rendere il Partito democratico protagonista assoluto del mondo del web politico italiano, clamorosamente superiore agli sforzi analoghi compiuti dai rivali del centrodestra nello stesso territorio. E' questo lavoro, avviato molti anni fa quando innalzammo il simbolo della chiocciola, lo piazzammo sulle schede elettorali (amministrative 2001, l'esordio) teorizzando che il futuro della democrazia fosse nella Democrazia Diretta, che oggi trova compimento nel Pd. Sette anni di fatica, qualche irrisione e tanto entusiasmo, figlio di una convinzione profonda.

Le primarie dell'ottobre scorso hanno visto tanti direttisti ritrovarsi protagonisti: giovani e giovanissimi che sarebbero stati semplici spettatori, sono oggi rispettati dirigenti locali del Pd grazie all'esperienza di Generazione U. Io ho avuto l'onore di essere tra i cento che hanno scritto lo statuto del partito, tra i cento che il 3 marzo prossimo voteranno le liste per il Parlamento, grazie al mio ruolo di membro del Coordinamento nazionale del partito. Il nostro forum tematico è il più vivace e, insomma, non siamo direttisti pigri. Lavoriamo con la vanga e la tastiera.

Siamo direttisti e in questo fine settimana avremo i nostri caucus (strumenti puro di democrazia diretta) nei circoli del Pd. Luigi ha inventato una campagna e Mauro ha proposto di portarla nei caucus domenicali. Mi pare una buona idea. Siamo direttisti perché la nostra idea è partire sempre dal basso: partiamo da un blog, passiamo da un circolo. Anzi, da tanti blog e da tanti circoli.

Mauro ieri m'ha chiesto a bruciapelo se ero emozionato dalla mobilitazione avviata in pochi minuti da Luigi. Ho letto i dieci motivi di Timoteo, gli altri dieci di Lorenzo, Alessio che mi paragona a Saviano, Marco che cita gli scapigliati, l'altro Marco che teorizza, Tonia che riprende, il Mare di Stelle e Cristian che tirano fuori tutta l'irruenza, rileggo Luca, Andrea, Enzo, Francesco, Filippo, Scrooge, Ottavio, Francesco. Cavolo, siete tanti, come facevo a non emozionarmi, Mauro.

Mi emoziona soprattutto lo slogan che Luigi ha piazzato sul banner.



Ecco, Uno per Tutti è uno slogan che mi ha emozionato. Vuol dire che davvero non è stato un esercizio inutile. Grazie. D'altronde sugli slogan siamo bravini, no?

Si può fare. Continuo a pensare che non sia importante, che la politica si fa anche da altri ambiti che non siano quello parlamentare, che ho un bel lavoro che soddisfa ego e portafoglio, che farei fatica a lasciare. Ma se i direttisti, partendo dal basso, riusciranno in questa impresa combattuta a mani nude dai loro blog, io non mi tirerò indietro. Se non ci riusciranno, il 4 marzo 2008 (curiosamente a 23 anni esatti dal mio ingresso nella militanza partitica) comincerà il secondo tempo della mia vita.

Che è bella come un film, grazie al fatto che ho scelto di non vivermela da solo.




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Faccia a faccia crossmediale

20 febbraio 2008

Contro Adinolfi, la mia trasmissione quotidiana per Nessuno Tv, da ieri non va solo in diretta radiofonica su Radio Città Futura, ma anche simultaneamente in diretta televisiva e in streaming video-web dal sito del canale 890 di Sky.

Crossmedialità allo stato pure, dunque. La puntata di oggi con Franco Giordano mi è piaciuta molto. E domani (giovedì, ore 12.45), visto che il post sulla questione "destra assente da internet" è circolato molto anche grazie alla pubblicazione nella mia rubrica giornaliera su Europa, viene a trovarmi Paolo Bonaiuti.

Un faccia a faccia su temi mica male, se avete domande da fare scrivetele nei commenti.



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Un forum per inventare il nuovo

13 febbraio 2008

Il Partito democratico mi ha affidato la presidenza del forum tematico sui nuovi media. Dopo aver lavorato per tre mesi in commissione statuto, mi fa piacere sottolineare che nella carta fondamentale del Pd che voteremo sabato all'assemblea costituente, il ruolo dei forum tematici è tra le novità più importanti.

E allora diamoci subito da fare: per partecipare alla discussione come membri attivi bisogna intanto iscriversi al forum New Media dal sito del Pd. Fatto questo, proviamo a costruire insieme l'agenda del nostro lavoro. Io individuo cinque punti nevralgici su cui confrontarci:

1. Il Web 2.0 come possibilità di rinascita della partecipazione diretta dei cittadini in politica
2. Blog, social networking, citizen journalism, democrazia diretta
3. Peer to peer: cancellare la legge Urbani, per andare dove?
4. Modelli open source anche per la pubblica amministrazione
5. Telefonia cellulare, Dvb-h, Voip, Wi-Max, nuovi territori tecnologici per comunicare

Il nostro forum sarà un work in progress e le priorità le costruiremo insieme. Sarà un grande territorio di elaborazione collettiva. Il contributo di tutti e di ciascuno all'Italia che può rinnovarsi. 



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Dieci cose fatte (goodbye 2007) / 2

30 dicembre 2007

Seconda parte del saluto al mio 2007: dopo le primarie, Generazione U, il blog, la radio e la televisione altri cinque aspetti di un anno divertente.

6. Il gioco
Sono un discreto giocatore di poker, un ottimo scommettitore (la nostra scommessa collettiva ha appena chiuso il suo ottavo trimestre consecutivo di vincite, distribuendo decine di migliaia di euro agli amici che partecipano dal Capodanno 2006: in borsa si perde, il mattone frena e noi in due anni abbiamo raddoppiato i nostri soldi), uno che dimostra che se si punta a vincere poco, magari pochissimo, ma (quasi) sempre allora il gioco diventa un modello razionale di creazione di ricchezza. E poi, è tremendamente divertente. Quest'anno, per la prima volta, sono stato tra i pochi a rappresentare l'Italia ai campionati mondiali di poker che si giocano a luglio a Las Vegas.



Gioco è anche il calcio, la più bella dimensione del romanzo popolare italiano. La mia Juve quest'anno m'ha esaltato. Nell'umiltà di cadere, farsi sfregiare da sputi e insulti, rialzarsi, ricominciare e prima o poi vincere perché si è grandi dentro, c'è una metafora che serve sempre.

7. Pugni in Tasca
E' la mia ultima avventura, quella appena nata alla fine di questo 2007, che caratterizzerà anche l'avvio del mio 2008. E' un'altra scommessa, su cui all'inizio ero molto dubbioso: un tizio di centoquaranta chili a fare un programma di chiacchiere su Mtv? Poi, come al solito, ha vinto in me l'idea che le sfide si raccolgono. Pugni in Tasca è l'unico talk di informazione di prima serata condotto da una persona che ha meno di quarant'anni nella televisione generalista italiana: non vi pare qualcosa di strano? Il bello è che tutta la squadra che fa Pugni in Tasca è under 40: autori, produttori, redattori, regista, curatore, tecnici. E' la prova che, forse, si può andare oltre l'idea che i conduttori di prima serata debbano per forza chiamarsi, come si chiamano da vent'anni, Vespa, Santoro, Lerner o Ferrara. Arriva una nuova leva (guardate anche Luca Telese e il suo Tetris) e forse anche un modo del tutto nuovo di pensare il talk di informazione, per provare a parlare pure ai più giovani, quelli che a programmi del genere rispondono immediatamente con il cambio del canale via telecomando.



Il 4 gennaio 2008 riprende Pugni in Tasca dalle 21 parlando di omosessualità e discriminazione. La squadra straordinaria che fa questo programma ha lavorato anche a Natale e Capodanno: un grazie e un abbraccio a tutti loro, a partire da Antonio e Lorenzo che hanno creduto in me, a Alberto, Alessandro, Axel, Francesco, Francesca, Nicola, Claudio, Teta e Federica, ovviamente Marco, le ragazze strepitose della redazione e il buon Tommaso che anima il blog su Mtv.it. Mi è piaciuto nel 2007 regalarmi la sorpresa di fare il vj. Nel 2008 il programma diventerà grande. Con buona pace di chi prova a sbarrarci il passo.

8. La musica
Ma ci si può credere? Nel 2008 ho anche inciso un disco. Si intitola Australia-Downunder, contiene i brani scritti per me e con me dalla splendida Adriana Ruocco con Cristian Umbro, che è anche il padre del video che sommato al delirante testo di Non c'entro mi consegna per sempre al pubblico ludibrio.



Al di là di tutto, la musica resta un'arte minore, ma in studio di registrazione mi sono divertito davvero molto. Ci tornerò. Magari non nel 2008, ma ci tornerò.

9. YouTube
Il 2007 è stato anche l'anno della rivoluzione YouTube: il sistema di videosharing più importante del mondo si è finalmente affermato anche in Italia come distributore di contenuti. Dal video della Bbc sui preti pedofili a quello davvero esilarante della madre della seconda figlia di Gianfranco Fini ai tempi del fidanzamento con Luciano Gaucci, i sistemi di videosharing sono diventati luogo di permanenza e visibilità per i contenuti "scomodi". Il mio video più scaricato da YouTube è, secondo voi, questo?




No, il mio discorso all'assemblea costituente del Pd è solo al trentottesimo posto del canale marioadinolfi su YouTube. E la colazione con Veltroni alle otto e mezzo di mattina, di un qualche interesse giornalistico, è al ventinovesimo. Al primo, secondo e terzo posto ci sono le tre parti della mia intervista a Ilona Staller in arte Cicciolina, scaricata quasi centomila volte. Perché tira sempre di più quel pelo lì che tante chiacchiere, anche se son chiacchiere che grazie a YouTube resteranno. Al quarto posto, comunque, c'è la mia lite in tv con Barbareschi: aprile 2007. Un bel momento di quest'anno di idee anche gridate, che continuano a gridare grazie a YouTube.

10. L'amore
Ho imparato dopo anni e anni di blogging a tenere al riparo i miei affetti più profondi dalle intemperie di questo luogo. Il narcisismo congenito mi fa parlare molto, esponendomi in prima persona e evitando di coinvolgere chi all'inizio di questo percorso coinvolgevo molto di più. La mia vita privata è ri-diventata privata ed è un rifugio di cui ho bisogno. Ci sono stati momenti in questo 2007 in cui avrei voluto la opinione di qualcuno di voi su quelli che aulicamente potrei definire "i cazzi miei", poi ho rinunciato e me la sono vista da me. Con un dato: la vita mi ha consegnato a uno strano destino in cui sono detestato, anche molto, da alcuni. Per fortuna (perché è davvero fortuna, proprio non ci sono meriti) sono amato, anche molto, da altri. Vivo entrambe le tentazioni: quella di farmi totalmente detestabile o totalmente amabile. Ma probabilmente non dipende più da me.



In Livia che canta a teatro Roma nun fa' la stupida stasera, nella parte femminile che dovrebbe inquietare un padre, nel giorno in cui la mia città è nata (era il 21 aprile 2007) io ho trovato tanti elementi che caratterizzano il mio modo di sentire la forza anche controversa dell'amore. Che move 'l sole e le altre stelle. E ha mosso anche me in questo 2007, che ricorderò.

Fatevi muovere dall'amore. Anche dall'amore per voi stessi, per le vostre idee, per la vostra convinzione che pure in pochi si può smuovere il mondo. Dall'amore per una vita degna di essere vissuta, che non sia rassegnazione all'ineluttabile e all'immobilismo. Poi, arrivino fischi o applausi, non conta. Conta aver fatto tutto quel che si poteva e faremo tutto quel che si potrà. Poi, accada quel che deve accadere. Chi si è fatto muovere dall'amore, non avrà rimpianti.

Ama et fac quod vis, diceva Sant'Agostino.

Ama e fa' quel che vuoi. Che significa: sii, prima di tutto, una persona libera. E' la prova che sei una persona che ama, anche quando non sembra.

Auguri a tutti voi, ragazzi, per uno straordinario 2008 da trascorrere anche insieme qui, se e quando vi andrà.





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Turn off Pechino 2008

5 dicembre 2007

Già durante la campagna delle primarie del Pd avevo ritenuto utile spendermi per il boicottaggio dei giochi olimpici di Pechino 2008, a seguito dei gravissimi fatti birmani. Ora vedo che un blog sempre attivo come Pennarossa lancia una interessante campagna.




Io aderisco, se vi va fatelo anche voi. Comunque, parliamone.




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Giovani e blog e politica

28 novembre 2007

Mario Ajello del Messaggero mi ha chiesto un'opinione sul processo costituente appena avviato tra i giovani del Pd e l'articolo che ne ha tratto è molto, molto interessante e non tanto nelle parti dei miei virgolettati (anche se vado orgoglioso dell'aver indicato la necessità di una "nuova leva calcistica", per liberarmi definitivamente dell'etichetta del "giovane").

Il dato interessante è il potenziale che viene espresso da quelle righe, in cui si citano esperienze di movimenti giovanili strutturati (Veltroni, Franceschini e io stesso proveniamo da esperienze di guida di quelle organizzazioni di partito) per capire che bisogna fare davvero tutt'altro.

Bisogna inventare.

E' questo il bello, vorrei dire l'unica cosa davvero interessante, di questa fase dell'esperienza del Pd.

Leggo che vengono indicati sette nomi nell'articolo, come esempi di potenziali dirigenti dei giovani del Pd e non è tanto interessante che tre di questi provengano da Generazione U (complimenti a Timoteo, Antonio e Tonia) quanto il fatto che, con una sola eccezione, siano tutti in possesso di blog anche parecchio visitati.

Il nuovo luogo di selezione di idee politiche e classe dirigente, per la rigenerazione di tutta la politica italiana, può essere la blogosfera. Noi lo andiamo teorizzando da anni, ormai, perché sappiamo che declinare per iscritto le proprie idee e confrontarle costantemente nella dialettica pubblica è l'essenza della politica stessa: esercizio che si pratica ormai solo sul blog.

Dobbiamo essere consapevoli della responsabilità che ne deriva.



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Con il ministro e con il garante

25 novembre 2007

Se avete voglia, dalle 14 mi ritrovo a incrociare le lame con il ministro Gentiloni e con il garante Pizzetti: si parla di web e politica, anzi, di antipolitica.

Io sull'argomento ho un paio di ideuzze. Se poi volete che mi faccia portatore anche delle vostre, scrivetemele qui.



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Non bloggo

14 novembre 2007

Cronaca della mia prossima ottantina di ore. Devo andare da Gene Gnocchi a Milano, poi tornare a Roma per presentare il libro di Michele Cucuzza, partecipare all'insediamento della commissione statuto del Pd, correre a Grosseto per un convegno con Daniele Capezzone, rientrare a Roma per il coordinamento di Generazione U domenica.

Dovevo anche andare a Genova, ma la data salta per via della commissione statuto.

Voi capite perché non bloggo, non ho tempo e in questi giorni manco mi va. Però ho scritto su Europa un articolo sulla questione (incredibile) della querela di Mastella a Grillo e ieri è uscito quello sulle elezioni in Danimarca dove i blog cominciano a contare qualcosa. E venerdì per Nessuno Tv intervisto Maria Fida Moro, a seguito dell'intervista di Cazzullo a Cossiga, mentre oggi anche su Radio Città Futura ascolterete la mia intervista a Antonello Caporale, autore del libro che sarà la nuova Casta. Infine sul mio blog su la7 una cosetta forse importante l'ho pure lasciata.

Insomma, non è che se non chiacchiero qui è perché ce l'ho con voi. Da qualche altra parte chiacchiero sempre.


Qualche idea sull'ispirazione cristiana

20 giugno 2007

Io ho chiesto a molti di scrivere per questo blog, ma non avevo mai scritto per un blog di altri. Sono contento di farlo per la prima volta per Onemoreblog e Alberto Biraghi, dove tra l'altro oggi affermo cose così:

Io provengo da un'esperienza formativa vissuta da giovanissimo in quella straordinaria palestra politica che è stato il cattolicesimo democratico, travasato poi nella storia del Partito popolare, che è un pezzo del futuro Partito democratico. Se vogliamo far sì che il Pd sia davvero un luogo fecondo di idee e non quel marasma di melma che appare essere oggi, noi dobbiamo tornare a scoprire le ragioni profonde per cui un segmento del cattolicesimo politico e una tradizione di radice socialista, possono decidere di fondersi in un'unica struttura politica.

La ragione è una sola: perché hanno molto in comune. E perché il cattolicesimo democratico non è stato mai negatore di libertà, se a questa libertà corrispondeva un deciso volere della cittadinanza. Proprio per questo si fregiava di quell'aggettivo "democratico", che è lo stesso che utilizzeremo semmai dovesse nascere il nuovo partito. La radice socialista contiene in sé più il concetto di "liberazione" (dalla schiavitù, dall'oppressione, dall'alienazione) che quello di libertà, che ha in nuce anche una dimensione propositiva. Liberi per fare che?

L'incrocio di queste tradizioni, di quello scudo che portava la parola "libertas" al centro e di quel pugno chiuso che era un gesto di liberazione attraverso la lotta, renderebbe sensato e fecondo e moderno lo stare insieme in uno stesso partito, ora che la libertà è un dato acquisito e la liberazione quotidiana abbiamo imparato a non farla discendere dai pugni.

A me piacerebbe che i Mille portassero con orgoglio la dimensione caratteristica di essere l'unico luogo della dialettica verso il Pd, dove chi crede al primato della famiglia e chi va a sfilare al Gay Pride possono stare tranquillamente fianco a fianco e condividere un tratto di strada insieme nel pieno rispetto reciproco. Da noi non esistono integralismi: la mia ispirazione cristiana (tutta politica, che sulla fede cado più volte di molti altri) non mi impedisce di essere a favore dei Dico, come in campagna elettorale mi sono detto a favore dei Pacs. E so che vengono comprese le mie ragioni quando allo stesso tempo mi dichiaro contrario al matrimonio omosessuale e ritengo che in un paese dove oltre sedici milioni sono le coppie sposate che compongono una famiglia, quando una legge finanziaria le ignora, anzi le tartassa, si compie una operazione politica fortemente antipopolare.




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Kilombo? Meglio che chiuda (da Europa)

7 giugno 2007

Appartiene ormai a molti mesi fa la polemica partita da questa rubrica con TocqueVille (www.tocque-ville.it), la “città dei liberi” che è ad oggi l’aggregatore di blog politici meglio riuscito. Aggrega prevalentemente blog di area della Casa della Libertà, proclamando l’ideologia del “fusionismo”, qui definito con-fusionismo: cioè su alcuni argomenti, in particolare quelli eticamente sensibili, su TocqueVille si sfogano sia i cattolici integralisti, che qualche rosapugnista che la pensa all’opposto. L’effetto dovrebbe essere quello del confronto, invece si innesca spesso uno scontro. All’origine della polemica di qualche mese fa c’era uno scontro del genere, che provocò espulsioni dall’aggregatore e una crisi dell’intero progetto di TocqueVille, crisi risolta con una saldatura al timone della “redazione” dell’aggregatore di un accordo tra i blogger fondatori, capitanati da Andrea Mancia, proveniente dai quadri della rivista di destra Ideazione.

Di fronte a quella crisi da questa rubrica manifestammo il dubbio sull’utilità degli aggregatori e anche sulla loro adeguatezza o meno al mezzo blog. Proprio in quelle settimane andava muovendo i primi passi un altro aggregatore, questa volta caratterizzato da appartenenze tutte di sinistra, che è poi cresciuto fino a somigliare in tutto e per tutto all’esperienza di TocqueVille. Il nome della “TocqueVille di sinistra” è Kilombo (www.kilombo.org). Ora anche su Kilombo è scoppiata la stessa crisi che abbiamo già raccontato a proposito di TocqueVille: contrasti insanabili, proposte di espulsione, “redattori” schierati l’un contro gli altri, fuoriuscite dolorose.

Una delle fondatrici d Kilombo, Tisbe (www.tisbe.splinder.com), ha sbattuto la porta scrivendo parole di fuoco: “Quando ho scelto di rendere pubblici i motivi che mi hanno allontanato da Kilombo, sapevo a cosa sarei andata incontro. E così sono piovuti accuse e insulti. Gli insulti di Valerio Pieroni, che ovviamente in molti negheranno, perché quando sono rivolti a me non sono insulti, se sono rivolti ad altri, sì. E le accuse. Mikecas mi ha dato della faziosa. Costa mi ha dato della meschina. Kamau e Supra mi hanno dato della falsa, anche se Supra ha tentato di giustificarmi psicoanalizzandomi. Io, mi sento di dire che ho la coscienza a posto. Ho denunciato Costa per un senso di dovere nei confronti dell'aggregatore, perché da quando lui è in redazione, Kilombo ha perso, ed è inutile negarlo, la sua linfa vitale. Molti validi kilombisti si sono allontanati dal forum perché non si può dialogare con chi vuole sempre avere ragione e pretende che il suo punto di vista sia vincente; con chi, a differenza di Karletto Marx, gode di una sostanziale impunità garantita da un gruppetto di padri fondatori e da una schiera di kilombisti. E' la democrazia, direte voi, anzi me lo ha fatto notare Claudia. Già, più che democrazia la chiamerei sindrome democristiana da potere acquisito (Sdpa)”.

Ora, voi non avete la minima idea di chi siano i blogger citati in questo sfogo di Tisbe e non importa neanche spiegarlo. Il testo però racconta bene il clima dello scontro. E dimostra l’assunto già dimostrato nel caso TocqueVille: per fare strutture verticali, con editore e redazione e linee da seguire, ci sono i giornali cartacei. Se si pretende di racchiudere la forma blog in una linea editoriale, per quanto genericamente di destra o di sinistra, la formula non può che naufragare. Il blog è orizzontalità, è quella la sua sola forza. Kilombo, è meglio che chiuda.

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Sono geloso di voi

6 giugno 2007

Cavolo, ho aperto l'esperimento di blog plurifirme e mi fate duecentottantuno commenti su tre articoli vostri e non miei? E uno fatica quattro anni e poi un Tolardo mi va da solo a centoventicinque commenti? Meno male che ieri ho messo le cose a posto, ne faccio sempre di più io. Comunque, sono geloso di voi.

UN CREDO DA ARIA DI RIVOLUZIONE
di Timoteo Carpita* per www.marioadinolfi.it

Ve le ricordate le parole di Ivan Benassi (Stefano Accorsi) in Radiofreccia (per rientrare nelle 3000 battute vi rimando a youtube).

Molti staranno pensando “che accozzaglia di luoghi comuni, che mediocrità, Neri Marcorè lo imita proprio bene l’autore di queste frasi, Luciano Ligabue: uno che vuole fare la morale e gli riesce male.”

Forse si. Io non voglio elogiare per nulla Ligabue.

Dico solo che a prescindere dal cantautore di Correggio che l’ha scritte, queste parole comunicano molto con una semplice formula, e hanno scosso il me di allora 11enne(correva l’anno 1998). E da allora me le porto dietro. Magari un po’ riviste, su misura per me.

Così io, da un eventuale RadiOnda:

“Oggi ho avuto l’ennesima discussione con un amico. Lui è uno di quelli bravi, bravi a credere che viviamo in un paese di merda in cui tutto fa schifo. E che è inutile credere che si possa cambiare qualcosa. A cominciare dalla politica. Chi ci crede non crede in niente.

Beh non è vero. Anche io credo.

Credo nell’estro di Roberto Baggio, e nei precetti musicati di Franco Battiato

Credo alla suoneria particolare che mi dice che mi sta chiamando mio padre cui ancora dipendo economicamente. E penso in parte anche a causa di questo paese.

Credo che anche tutti quei bambini uccisi in fasce dai proprio genitori in presa al delirio si meritavano una vita terrena. E credo che lo stato debba studiare questa società degenerata oltre ogni limite per cercare di curarla.

Credo che un Milan come quello di Maldini, Seedorf, Inzaghi abbia vinto molto. E sia ora di ringiovanirlo.

Anche io credo che non sia tutto qua e che bisogna fare i conti con quello che c’è qua. Ma prima di tutto credo che bisogna trovare un centro di gravità permanente.

Credo che se mai avrò una famiglia, sarà dura tirare avanti con 900 euro al mese; però credo anche non molto remota un’emigrazione all’estero se non riesci a cambiare le cose senza leccare culi.

Credo che c’è un senso di rabbia dentro, ma anche che, i Bluvertigo e similia, qualche b(u)on amica (e non Federica), il calcio, il mare, le stronzate con gli amici, qualche soddisfazione all’università, beh ogni tanto questa rabbia me la placano.

Credo che la voglia che ho avuto di scappare da un paese con 20mila abitanti, ha significato che ho avuto voglia di scappare da me stesso. E credo che da me non ci sarei scappato nemmeno se fossi stato Marco Pantani.

Credo che per credere in certi momenti ti serve molta energia. Come nel credere nel partito democratico che stanno costruendo.

Credo che pensando al politikòn italiano attuale, più di ogni altra cosa voglio che questi si tolgano dai coglioni. E credo che questi che in media da trent’anni non schiodano il loro culo dalle poltrone, non lo faranno mai spontaneamente.

Credo che affinché ciò avvenga bisogna essere in tanti.

Credo che il nostro futuro passi da un partito democratico , ma che sia realmente tale.

Per questo credo che ci dobbiamo battere da subito per questa causa.

Credo che quest’estate ci giochiamo una gran fetta del nostro futuro.”

E forse, ciò detto, avrei messo, anche io come Freccia, Rebel Rebel di David Bowie(1974).

Anzi no. Avrei messo Aria di rivoluzione di Franco Battiato (1989).



Timoteo Carpita ha vent'anni e studia Economia politica alla Luiss. Diviso tra la verdeggiante umbria e lo stretto di Messina a causa di una madre umbra e un padre siciliano, vive ormai da un anno a Roma. Ama più di ogni altra cosa il mare, e poi il pallone e annusare quotidiani e libri (oltre che leggerli)




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Blogcompleanno: 2 giugno 2003-2 giugno 2007

2 giugno 2007

Per divertente coincidenza il giorno di nascita di questo blog coincide con la festa della scalcinata repubblica in cui c'è toccato di vivere e io questo l'ho sempre vissuto come un segno del destino. I miei primi quattro anni da blogger sono stati quattro anni complicati, vorticosi e terribilmente divertenti, per me e per l'Italia: a me auguro un altro quadriennio così, all'Italia direi proprio di no.

Intanto, diamo un'occhiata a chi siamo qui sul blog. Cominciando da quanti siamo.

Questo blog era un paesello, ora sta diventando una piccola città. Per un motivo o per l'altro ogni mese ci passano in media 29.204 persone e quelli che ci passano una volta sola sono una minoranza (il 24,52%), il resto torna molto volentieri. Poi, ci sono i residenti stabili, quelli che passano di qui almeno tre volte al giorno in media. Sono molti, per la precisione 10.192 persone, pari al 34,90% della popolazione complessiva.

Questa piccola città incuriosisce molto, nell'ultimo mese 269 siti ne hanno parlato e le parole chiave che conducono qui sono ben 650. Non si passa su questo sito per una scappata, chi ci arriva ci resta, per due minuti e mezzo in media.

Tutto questo ci racconta come www.marioadinolfi.it sia ormai un luogo della comunicazione riconosciuto da molti. Le statistiche non lo dicono, ma è noto che qui ci sono lettori "pregiati" ("addetti ai lavori", professionisti dei media, politici), oltre che provenienti da giovani esperienze collettive di qualità come Democrazia Diretta e Generazione U.

Adesso questo blog entra in una nuova fase, quella del blog plurifirme per dar spazio alle intelligenze che maturano in rete e altrove avendo il coraggio di cantare fuori dal coro, generando idee. Ieri abbiamo inaugurato con l'articolo di Francesco Iacobini, che non a caso ha suscitato un significativo dibattito, questo esperimento.

Le regole sono poche: vanno inviati alla casella di posta elettronica adinolfi@gmail.com testi non più lunghi di 3.000 battute prodotti esplicitamente e solo per www.marioadinolfi.it (niente rimasticature e ripubblicazioni), su cui non verranno apportati tagli ma mi riserverò solo il gusto della titolazione, accompagnati da una foto (che non pesi più di 100 Kb) e da due righe di biografia scritta in terza persona. Una caratteristica di questo luogo è che le idee hanno una paternità, si legano ad un individuo e a una storia, ora si dovranno legare a più individui e più storie (l'anonimato e i nicknames lasciamolo ai commentatori, perché come si sa chi non ha il coraggio di battersi per le proprie idee, o vale poco lui o valgono poco le sue idee).

Così www.marioadinolfi.it diventerà di patrimonio di molti, se non di tutti.

Buon blogcompleanno ai cittadini di questa piccola città: cinquemila post, trecentomila commenti, quasi due milioni di visite hanno raccontato quattro strani anni della storia d'Italia e della storia mia personale. Facciamo che ora diventi sempre di più la nostra storia.

Sex, crimes and Vatican

20 maggio 2007

Scrivevo qualche giorno fa nella mia rubrica quotidiana su Europa:

Questo filmato, al di là delle esplosive affermazioni che contiene, ci consente di ragionare su un dato: un documentario della Bbc con temi del genere può essere visionato in Italia solo attraverso la rete, in televisione non passerà mai. I ragionamenti di qualche politico sull’idea di un controllo preventivo dei contenuti che passano in internet hanno qui una controprova evidente: passerebbe il vaglio della costituenda “censura del web” un documento siffatto? Sul tema in sé io continuo a stare al fianco della Chiesa, istituzione umana e dunque anch’essa piena di miserie: il documentario della Bbc dà adito invece a interpretazioni strumentali e anticattoliche tout court. Ma che gli italiani non possano vederlo, se non ci fosse il web, lo trovo un elemento assai grave. Dunque, Dio salvi la Rete.

Ora quel che scrivevo si è plasticamente realizzato: Michele Santoro vorrebbe comprare i diritti del documentario della Bbc sul Crimen Sollicitationis, la direttiva del 1962 che imponeva il silenzio sui casi di pedofilia nella Chiesa pena la scomunica, ma la Rai è terrorizzata e glielo vieta.

Allora, Sex crimes and Vatican, guardatevelo qui. Sottotitolato in italiano.



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GPB 2007: si vota il miglior blog maschile

19 maggio 2007

Un grazie ai 430 blogger che hanno votato al Gran Premio dei Blog 2007 per il miglior blog femminile, incoronando Tisbe-il Vaso di Pandora con il 24% dei voti (seguono Uic con il 16% e Dania con l'11%) qualificandola dunque alle finali di fine anno per il titolo di Miglior Blogger del 2007.

Da oggi e fino alle 23 del 26 maggio si vota per il miglior blog maschile. E i candidati sono:




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A partire da una lite

17 maggio 2007

Oggi, per una lite tra un paio di blogger, è scattata una polemica che riguarda Generazione U solo di striscio, ma su cui vale la pena riflettere. Non entro nella questione specifica: se la vedranno i diretti interessati. Mi interessa fare con voi un breve ragionamento sul tempo che trascorriamo in questi luoghi del web e sul perché abbiamo scelto di impiegarlo anche in forme di militanza politica.

Noi ci appassioniamo molto a vicenduole personali, è inevitabile: dovremmo però avere coscienza del fatto che sul web si sta costruendo una rivoluzione e che Generazione U è parte, piccola parte, di questo. Dunque dobbiamo essere consci del testo (quello che scriviamo noi ogni giorno con i nostri post, spesso insulsi per l'universo, ma molto importanti per noi e qualche amico), senza perdere di vista il contesto.

Il contesto è quello in dissoluzione di un paese che affonda in sabbie mobili sempre più evidenti, di una generazione (quella dei nati negli Anni Settanta e Ottanta) che non riesce ad esprimere un suo protagonismo e questa afasia è parte del problema delle sabbie mobili.

Un recupero di iniziativa lo si vede solo grazie alla Rete. Nella Rete in un solo anno Generazione U ha prodotto decine di iniziative, ha riunito i suoi organi nazionali molte più volte di quanto lo abbia fatto qualsiasi partito politico nazionale (cinque volte), ha svolto un ruolo di protagonismo. Ma non dobbiamo concentrarci sui nostri successi, indubbi in un arco di tempo così ristretto, quanto sui nostri fallimenti.

Il nostro fallimento è l'avvio di un processo costituente del partito democratico che sia realmente partecipato. Questo, non sta avvenendo e in parte è colpa nostra, perché non siamo stati abbastanza coraggiosi, abbastanza contundenti, abbastanza presuntuosi. Abbiamo ceduto alla sensazione dell'ineluttabile.

Il secondo anni di vita di Generazione U deve caratterizzarsi sulla capacità di trasformare davvero questo processo noioso e stantio, senza paure di subire le solite scomuniche. Poi ci sarà chi ci insulterà, chi ci farà la guerra, chi dirà le solite cose. Poco importa, ci siamo abituati, dobbiamo esserci abituati.

Allora ecco che i nostri testi da insulsi e personali si trasformeranno in validi erga omnes.

Dobbiamo essere un modello, Generazione U deve esserlo, voglio dire di più, devono esserlo i nostri blog. Poi, poco importa se arriva qualche deficiente, figuratevi: su queste pagine c'è chi ha insultato la mia sorellina morta o ha augurato che cadesse l'aereo su cui viaggiavo con mia figlia. Sulle valutazioni personali verso la mia persona, non ne parliamo proprio.

Ma poi ci consolano le parole di amicizia, i conforti dei compagni di battaglia, le critiche costruttive dei più intelligenti. E allora anche l'insulto greve assume un contorno di senso.

E trascorrere tempo su un blog, così, non si trasforma mai in un esercizio inutile.



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GPB 2007: si vota il miglior blog femminile

11 maggio 2007

Un grazie ai 448 blogger che hanno votato al Gran Premio dei Blog 2007 per il miglior blog politico, incoronando Pennarossa con il 19% dei voti (seguono Jimmomo con il 16% e il sorprendente Campo dell'Unione con il 10%) qualificandolo dunque alle finali di fine anno per il titolo di Miglior Blogger del 2007.

Da oggi e fino alle 23 del 18 maggio si vota per il miglior blog femminile. E le candidate (ma potete anche votare per la vostra preferita, non inclusa nell'elenco delle candidate) sono:


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Gran Premio del Blog 2007: si vota

3 maggio 2007

Allora, eccoci qua, la prima categoria è davanti al vostro giudizio: si vota per il miglior blog politico, una delle otto categorie del Gran Premio dei Blog 2007. Le segnalazioni le avete inviate sul post pubblicato il 13 febbraio scorso. Ora eleggete il primo a qualificarsi allo scontro ad eliminazione diretta che a dicembre eleggerà il Blogger dell'Anno. Il GPB 2007 cerca l'erede del vincitore assoluto del GPB 2006, che è stato (come sapete) Piergiorgio Welby, Il Calibano. Da oggi si vota. Avete tempo fino alle ore 23 di giovedì 10 maggio. Nella seconda metà del mese si voterà per la prossima categoria, quella del miglior blog al femminile.

Ora sta a voi.




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Rignano e Cogne

27 aprile 2007

Due paeselli, così, poco importanti. Infanzia violata, recisa, distrutta. Adulti, devastati anch'essi.

Oggi si intrecciano due fatti, evocati da questi due luoghi, che hanno saputo toccare le corde morbose che ognuno ha nel reparto "orrore" del cervello: infanticidio e pedofilia.

La provincia italiana è socialmente orrenda. Non a caso i dieci casi più insensati della cronaca nera degli ultimi anni ci riportano alla mente luoghi di provincia annoiata: Rignano e Cogne, Erba e Novi Ligure, Foligno e Parma, Somma Lombardo e Tortona, Verona e  Imperia.
 
Su Cogne e Rignano io sono tendenzialmente colpevolista.

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La mappa dei blogger per il Pd - 3

20 aprile 2007

Abbiamo raccontato nelle due puntate precedenti il mare magnum della blogosfera italiana interessata alla nascita del Pd, quello in cui si agita un magma piuttosto denso: dall'esperienza strutturata di Generazione U a quella più personalizzata di Ivan Scalfarotto, dalla tribù variegata di Pennarossa alla piattaforma del Cannocchiale, fino ad arrivare agli aggregatori Kilombo e Margo. Chiudiamo oggi la nostra mappatura dando un'occhiata all'agitarsi nel web e nei blog dei soggetti protagonisti del lungo fine settimana congressuale che sta dando il via al processo di formazione del Partito democratico. Insomma, ministri e leader ed esponenti di spicco della "società politica" che hanno deciso di farsi un bagno rigeneratore nelle acque (spesso però agitate) di internet.

Uno dei primissimi ad avviare la sua esperienza nella blogosfera è stato Paolo Gentiloni (www.paologentiloni.it), che ha avuto il merito di farlo in una fase non di immediata battaglia politica o di campagna elettorale. Da quasi due anni solca il mare della rete con una qualche timidezza: da quando è ministro gli aggiornamenti si sono fatti piuttosto rarefatti, ma ci sono. Questa la sua riflessione preparatoria alle giornate congressuali, pubblicata sul blog: "Molte critiche alla qualità del dibattito congressuale dei partiti sono giustificate. E altrettanto comprensibile è l'invito a non ridurre la nascita del partito nuovo e un cocktail Margherita-Ds. Ma critiche ed auspici devono migliorare la qualità del dibattito e aprire il percorso a forze reali della società, invece di limitarsi ad allungare un'ombra di scetticismo su passaggi e decisioni che vanno prese molto sul serio. Nei giorni scorsi si è giunti perfino ad addebitare al partito democtatico le responsabilità di un certo calo di consensi nei sondaggi che invece dipende da difficoltà della nostra azione di Governo (visto che il calo è identico se si misura il Partito democatico o Ds e Margherita separati). Io sono convinto più che mai della importanza della scelta partito democratico, anche perchè misuro ogni giorno l'insostenibile leggerezza della nostra politica frammenata e l'assoluta necessità di dar vita a una forza capace di essere il perno della coalizione. E sono anche moderatamente ottimista. Quando il processo così a lungo annunciato lascerà il mondo degli scenari e dei convegni ed entrerà nella concreta realtà politica, quella che oggi appare una prova di nuoto sincronizzato diventerà una bella partita. Tra due settimane". Attenderemo fiduciosi.

Altri ministri hanno il loro blog, da Linda Lanzillotta (www.lindalanzillotta.it) ad Antonio Di Pietro (www.antoniodipietro.it), che dei ministri blogger è la vera star per via dei Consigli dei ministri raccontati via filmato su YouTube, avendo addirittura fondato una sezione dell'Italia dei Valori su
Second Life (non senza polemiche, per la verità). Il ministro Di Pietro ha manifestato peraltro, proprio in un'iniziativa organizzata insieme a noi blogger di Generazione U, l'intenzione di spendersi da lunedì per la costruzione del Partito democratico da un ambito "terzo" rispetto a quello di Ds e Margherita. Un'energia in più da giocare sul tavolo della costituente del Pd, affiancata a quella di Willer Bordon, anch'egli appena sbarcato nella blogosfera, primo parlamentare italiano ad aver aperto una propria pagina su My Space.

Sul fronte dei leader vanno segnalate anche le esperienze web molto ricche di Dario Franceschini (www.dariofranceschini.it) e Antonio Bassolino (www.antoniobassolino.it) che ha in assoluto il blog più commentato tra quelli dei politici interessati al percorso del Partito democratico. Ma il presidente dei deputati dell'Ulivo e il governatore della Campania sono la punta di un iceberg, rappresentato da una miriade di blog di parlamentari, sottosegretari, amministratori locali che hanno deciso di utilizzare stabilmente la rete per comunicare con i cittadini. Cosa manca, allora? Perché da questa rubrica e dalla dimensione di impegno di Generazione spesso arriva da chi scrive un atteggiamento che viene definito "contundente" rispetto al processo di formazione del Partito democratico? Manca l'apprendimento della lezione. La rete, i blog, non sono un semplice mezzo di comunicazione: sono un messaggio, un messagggio politico, un modello politico. Sono un mezzo che contiene un messaggio e persino un modello organizzativo. Se oggi in Italia undici milioni di persone scrivono e leggono i blog (dati dell'ultima ricerca Nielsen/Netratings) è perché trovano in questo mezzo d'espressione un protagonismo che la politica rifiuta loro: trovano una struttura del linguaggio e del confronto effettivamente orizzontale, effettivamente democratica, senza piedistalli e primogeniture. In rete un ministro e il diciottenne di Generazione U che con il suo blog coordina un pezzo di territorio sono veramente uguali, nelle condizioni di partenza, per costruire il loro confronto con la cittadinanza. Ecco, la richiesta è solo questa: apritevi pure i blog, cari politici, ma poi apprendetene la lezione. E la lezione è che, in un partito democratico, niente piramidi. Perché la rete è lì a raccontarvi che la piramide, ormai, è rovesciata.

(3. fine)

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La mappa dei blogger per il Pd - 2

20 aprile 2007

Abbiamo passato in rassegna alcuni dei principali soggetti plurali, organizzati per un progetto politico favorevole al Partito democratico nella blogosfera italica: da Generazione U agli scalfarottiani alla tribù di Pennarossa. Ma quali sono i luoghi dove poi tutti questi soggetti, insieme ad altri interessati allo stesso percorso, si aggregano e si ritrovano in rete? Dobbiamo inevitabilmente raccontare delle piattaforme e degli aggregatori.

La piattaforma dove certamente è più densa la presenza di blogger interessati al traguardo del Pd è quella del Cannocchiale (www.ilcannocchiale.it), nata come emanazione del quotidiano Il Riformista nel marzo del 2003 e oggi completamente autonoma, nella gestione della Dol di Emanuele Fini e Stefano Peppucci, noti nel mondo della blogosfera con i nicknames di Nutella e Jabal. Il Cannocchiale comprende oggi quasi trentamila blogger e non a caso è stata la piattaforma dove si è strutturata l'esperienza più forte e articolata del mondo della rete per il Partito democratico, quella di Generazione U. Ma sulla piattaforma del Cannocchiale girano anche i blog di alcuni protagonisti piuttosto noti della dialettica interna al Pd: dai parlamentari diessini Gianni Cuperlo e Gianni Pittella all'animatore dell'esperienza di Qualcosa di Riformista, Pierluigi Regoli, dal coordinatore nazionale dei Giovani della Margherita, Luciano Nobili (insieme ad Andrea Bernardi impegnato nel blog Mario e Mario) al direttore di Nessuno Tv, Claudio Caprara. E sono moltissimi proprio i giornalisti "di area" che hanno il loro blog sul Cannocchiale: da Stefano Cappellini del Riformista (Cappeblog il suo nickname) a Aldo Torchiaro, volto noto di Nessuno Tv, fino a Fabrizio D'Esposito, sempre del Riformista, che sul Cannocchiale si fa chiamare Uqbar, vai a capire il perché.

Se Il Cannocchiale è la piattaforma dell'affinità elettiva tra il processo di formazione del partito democratico e la blogosfera italiana, l'aggregatore di riferimento è invece Kilombo (www.kilombo.it) che però ha i suoi confini anche ben al di là del Pd, avendo l'ambizione di essere "Il metablog delle sinistre", secondo la definizione molto in sinistrese (e dunque comprensibile a pochi) che compare sulla home page. Intanto andrà spiegata ai profani la differenza tra piattaforma e aggregatore: la piattaforma (come Il Cannocchiale) è un luogo della rete dove chiunque può aprire un suo blog, in pochi minuti e con strumenti ("tools" in gergo) molto semplici e standard a disposizione di tutti; l'aggregatore è un luogo della rete dove blogger già esistenti si aggregano, appunto, a secondo di alcuni interessi in comune. L'aggregatore principale di sinistra è Kilombo, l'aggregatore di destra è Tocqueville (www.tocque-ville.it). Su Kilombo si possono trovare ripubblicati i post di alcuni blogger importanti nella web-dialettica sul Pd: Valerio Pieroni, gli Studenti Democratici di Nuova Via, Officina Democratica, il geniale Ricchiuti e moltissimi altri.

Un altro aggregatore, meno vasto di Kilombo e riferito solo all'area della Margherita è quello di Margo (www.blogperlamargherita.it), animato da Francesco Soro e Manuela Grasso, che riprende gli interventi dei blogger rutelliani, da Ermanno Lombardo a Paolo Zocchi, consigliere del ministro Lanzillotta noto nella blogosgera come Britten. Ma poi vanno segnalate tante esperienze di blogger anche singoli che sempre "arano il campo" del futuro Pd con le loro opinioni e con la loro militanza: da Marta Meo di Campo dell'Unione a Francesco Costa di Progetto Mayhem, da Massimo Preziuso degli Innovatori Europei a Laura Petrazzuolo detta la Sposa, da Revanche a Oldman (due blogger del Cannocchiale a identità ancora ignota, ma molto attivi nel dibattito sul Pd), dal pugliese Enzo Delvecchio al "diarista congressuale" Roberto Giachetti. Insomma, un mare magnum in cui non bisogna far altro che tuffarsi.

(2. continua)

La mappa dei blogger per il Pd (da "Europa")

19 aprile 2007

Siamo arrivati al giorno in cui i due congressi, quello dei Ds e quello della Margherita, sono entrambi in pieno svolgimento. E allora sarà utile offrire alla platea dei delegati una prima mappatura della blogosfera che sta partecipando dal territorio virtuale della rete al dibattito sulla costruzione del Partito democratico. Si tratta di una galassia di nomi e nicknames, di blog individuali e blog collettivi, spesso percepita come qualcosa che si situa in una dimensione molto prossima allo stato gassoso, ma non per questo meno pervasiva.

Certamente (e non solo perché ne sono uno degli animatori) tra le esperienze più forti della blogosfera a favore del Partito democratico c’è l’organizzazione internettian-territoriale di Generazione U (www.generazioneu.it), che anche grazie a questo quotidiano è stata la prima realtà a scegliere di abbandonare la veste puramente virtuale per misurarsi anche con la dimensione concreta della lotta politica “fisica”. Nata in un’assemblea stracolma a piazza Montecitorio a Roma il 6 maggio scorso, Generazione U ha poi strutturato venti coordinamenti regionali ognuno capitanato da un blogger, che trova rappresentanza poi in un coordinamento nazionale anch’esso composto esclusivamente da blogger (firme e nicknames: Mario Adinolfi, Ethos, Scheda Bianca, Marco De Amicis e Marco Esposito). Questa esperienza ibrida ha scelto la strada “contundente” e ha utilizzato i blog come luogo di campagne piuttosto vibranti, come quelle sulle irregolarità in alcuni congressi locali. Iniziative “fisiche” di Generazione U hanno avuto luogo in decine di città italiane, da Como a Palermo, da Milano a Firenze, da Napoli a Potenza e in moltissimi piccoli centri (Empoli, Sulmona, Matelica solo per citare gli incontri che hanno suscitato più clamore). La caratteristica “contundente” di Generazione U ha avuto come precipitato politico la volontà di aprire una “terza area” per il Partito democratico, che sappia affiancare Ds e Margherita nell’ambizioso progetto di costruire una nuova casa politica in cui possano sentirsi a loro agio molti italiani (e, di conseguenza, molti blogger). Caratteristica ulteriore di Generazione U è la partecipazione al gruppo dirigente dell’organizzazione di giovanissimi (i coordinatori regionali Timoteo Carpita, nickname La Onda, e Livio Aznar, nickname Asino, hanno meno di vent’anni) e di giovani donne (particolarmente vivaci le coordinatrici regionali del Lazio, della Toscane e delle Marche: Bianca Berardi Curti, Diletta Rigoli e Fabiola Santini). Molti blogger di Generazione U provengono dall’esperienza della Margherita (il membro toscano del comitato scientifico Alessio Falorni, nickname Kalash, il curatore del sito web Riccardo Vedovato, nickname Polpette, il coordinatore regionale siciliano Marco Campagna) e dei Ds (il coordinatore regionale pugliese Valentino Piglionica e quello lucano Sergio Ragone), ma moltissimi sono coloro che non hanno mai militato nei due partiti: cito tra tutti dal coordinamento laziale Lorenzo Casale, nickname Atuttiquelliche, il coordinatore regionale campano Marco Giordano, nickname Napoliviva, il coordinatore lombardo Lorenzo Corti (coadiuvato dalla blogger Uic, al secolo Micol T), quello abruzzese Giulio Mastrogiuseppe, nickname MasterG7 (insieme ad Antonio Pizzolla proveniente dall’esperienza del Move On-Uno per Cento), il sempre prezioso Federico Mello di Generazioneblog, l’aretino Filippo Giovagnoli di Blagblog. Insomma, un’esperienza plurale che si è dotata anche di un comitato scientifico guidato dal professor Antonio Nicita, coadiuvato da Massimiliano Vatiero, nickname Scrooge, oltre che da Pasquale Annicchino. Il patrimonio di Generazione U è probabilmente il più vasto, anche in termini di “braccia e menti operative”, organizzato e messo a disposizione del progetto del Pd da parte della blogosfera. Ma non è l’unico.

Uno degli esponenti più seguiti della blogosfera italiana, dopo la coraggiosa decisione di correre per le primarie dell’Unione il 16 ottobre 2005, è Ivan Scalfarotto (www.ivanscalfarotto.it), affiancato da qualche blogger dell’associazione Io Partecipo e soprattutto da Marco Simoni che tiene una rubrica su uno dei blog più seguiti del centronord, One More Blog (www.onemoreblog.it) di Alberto Biraghi. Sia Scalfarotto che Simoni si ritrovano ora nell’esperienza diessina, speranzosi in Piero Fassino.

Un’altra esperienza plurale da segnalare nella blogosfera in questa prima parte della mappatura è rappresentanta dalla tribù di Pennarossa (www.pennarossa.splinder.com), animata da due signori ultraquarantenni ma intellettualmente molto vivaci che corrispondono ai nicknames di Kkarl e Valter, che seguono e sostengono ogni iniziativa dal basso per il Partito democratico, con particolare simpatia per le battaglie “di laicità”.

(1. Continua)

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permalink | inviato da marioadinolfi il 19/4/2007 alle 20:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (25) | Versione per la stampa

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