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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


Ad un amico che se ne è andato

28 gennaio 2009

Estate del 2006, facevo in radio "Domani è tardi" tutte le notti ed erano le sere dei mondiali di Germania e io chiamavo Mino Reitano e gli facevo cantare "Italia" per celebrare le vittorie e portare fortuna nelle vigilie.

Non chiese nulla e mi regalò anche simpatia ed amicizia. Oggi lo saluto, triste.




permalink | inviato da marioadinolfi il 28/1/2009 alle 13:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (82) | Versione per la stampa

Dove eravamo rimasti?

12 gennaio 2009



Va bene, si ricomincia tutto. Insomma, si torna a lavorare. Se volete, dalle 9.15 a Omnibus su la7, per una volta con un tono lieve su tema semiserio.

E dalle 12.05 a Red Tv per Finimondo, che torna ogni giorno e oggi si parla con tono grave di un tema serio sottovalutato dai più: il dramma dei lavoratori Alitalia provocato dall'insipienza delle due più gravi iatture che affliggono oggi l'Italia. Sarebbe a dire Berlusconi e i sindacati confederali.

(grazie a Scattolon e ad A3/Contrasto per la foto scattata durante l'ultima puntata di Finimondo oggettivamente memorabile, ospite Tinto Brass, notate la posa assai pensosa)



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Si comincia

6 gennaio 2009

Va bene, rieccoci. Nel 2009 ho un po' di cose da fare. Mettermi a dieta e comunque il 2008 è già stato il primo anno della mia vita in cui sono sceso di peso rispetto al precedente; aiutare il Pd a salvarsi perché serve a salvare l'Italia, ma certo che le ultime storie tipo Napoli mettono una tristezza che sa di disperazione, comunque spes contro spem la battaglia per il rinnovamento e la democrazia diretta, contro gli oligarchi, continua; oppormi a un governo e a un presidente del Consiglio che mettono paura e fanno anche un po' ridere, pensate al ministro degli Esteri che afferma in Parlamento di essere stato rassicurato dagli israeliani che non avrebbero avviato operazioni di terra a Gaza e il giorno dopo le operazioni cominciano e il ministro manco si dimette; giocare, giocare, giocare e vincere una tappa dell'European Poker Tour o un braccialetto delle Wsop e continuare a distribuire migliaia di euro con la nostra Scommessa Collettiva, l'avventura più divertente della mia vita (e abbiamo festeggiato insieme San Silvestro con le nostre vincite e l'ingresso nel quarto anno, il club resterà aperto per tutto il 2009, chi vuole ne approfitti); promuovere il mio nuovo romanzo, che uscirà per aprile con un nuovo prestigioso editore e a cui affido il fiato sospeso della sorpresa possibile; preparare un duecento puntate di Finimondo a Red Tv e fare un altro po' di cosette televisive, più la rubrica quotidiana per Europa e il blog per la7.it e lavori vari; mi piacerebbe anche ricominciare il Fantacalcio; vorrei usare meglio il mio profilo Facebook. Poi ci sono le questioni tipo vita privata, ma non facciamola lunga.

Quel che è certo è che tornerà a vivere di vita diversa questo blog. Mescoleremo come sempre i fatti miei con i fatti di tutti, le parole mie e quelle di ognuno di voi, credo sia un'esperienza unica come forma di dialogo costante, plurale, esplicito e quotidiano nel mondo della blogosfera italiana, in totale libertà e senza censure.

Lo faremo meglio. Meglio ancora. Date una mano, se vi va. Insieme, tutto si fa meglio.



permalink | inviato da marioadinolfi il 6/1/2009 alle 10:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (48) | Versione per la stampa

Vanità

10 dicembre 2008

Solo per dirvi che in un'intervista a Vanity Fair sulla prossima direzione nazionale del Pd, sul poker e sulla politica, ho annunciato il titolo del mio prossimo romanzo.

Il mondo dell'editoria credo sia rapidamente entrato in fibrillazione. Però il libro mi pare molto bello. Ogni scarrafone eccetera eccetera...



permalink | inviato da marioadinolfi il 10/12/2008 alle 15:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (32) | Versione per la stampa

Parte il Finimondo

6 novembre 2008

Da oggi parte la mia nuova trasmissione in diretta su Red Tv (tutti i giorni, ore 12.05, anche in streaming web su www.redtv.it) e penso d'aver azzeccato il titolo: Finimondo. Quando l'ho scelto pensavo a Obama e a quella bella canzone dei Rem che dice "It's the end of the world as we know it (and I feel fine)" che non a caso fa da sigla al programma. E' la fine del mondo che conosciamo ed io mi sento proprio bene.



Il primo ospite oggi è Raffaele Cantone, il pm del processo Spartacus che mentre preparava la requisitoria è stato oggetti di una lettera con minacce esplicite insieme a Roberto Saviano, da parte del clan dei Casalesi. Oggi vive sotto scorta, ma i boss di Casal di Principe sono quasi tutti in carcere anche e soprattutto grazie al lavoro faticoso e rischioso e quotidiano di persone come lui. Ha 43 anni, ha scritto un libro e il Finimondo che piace a noi è quello creato da storie così: un bravo studente di giurisprudenza nato a Giugliano, paesone del napoletano cuore della camorra, che vince il concorso all'Inail e poi quello in magistratura e fa quello che deve fare. Solo per giustizia, come recita il titolo del suo libro.

Questo è il significato più profondo di Yes We Can, credo. Significa guardare al luogo in cui si è nati, al mondo in cui il caso o il destino o gli dei ci hanno catapultati, e trasformarlo in meglio. Nel caso questo mondo non ci piaccia, fare tutto ma proprio tutto il possibile per decretarne la fine. E' una strada praticabile e non serve essere supereroi dotati di poteri straordinari. Si può essere figli di un immigrato del Kenia o di un taciturno che muore per un ictus troppo presto, si possono attraversare le strade più complicate, coltivare nel cuore la sensazione disperata che non ci sia niente da fare, eppure farlo lo stesso.

E allora il mondo cambia. Si vince un'elezione presidenziale, si mettono i boss della feroce camorra casalese (quella che ha ucciso un prete mite e determinato come don Peppino Diana) dietro le sbarre. Lo si fa, perché lo si deve fare, senza troppe chiacchiere e quasi senza clamore. Perché per cambiare il mondo, per decretarne la fine in quegli aspetti che non ci piacciono più, basta anche la passione per la giustizia di una sola persona, basta che non sia una persona sola.

Non è necessario essere Obama, in un'America che sa cambiare. Basta essere Raffaele, in un'Italia che sembra non cambiare mai. Eppur si muove e vedremo presto quanto.

Benvenuti al Finimondo.



permalink | inviato da marioadinolfi il 6/11/2008 alle 10:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (60) | Versione per la stampa

Ma tu dov'eri la notte che?

4 novembre 2008

Diciamolo, in una vita intera ne capitano pochi di giorni così. Oggi è uno di quei giorni che (non ho conosciuto mai). Forse cambia il mondo. Cambio anche lavoro: faccio il vicedirettore di Red Tv e mi scappa pure una battutina. Non pago, mi preparo a condurre la diretta più lunga della mia vita, dall'una e mezza di notte a quando i bambini vanno a scuola. E forse mi riuscirà di dare la notizia che tutti aspettiamo, una notizia che fra tanti anni ci farà dire: "Ma tu dov'eri la notte che?".

E alcuni di noi diranno: eravamo insieme.



Notate la finezza del calembour. Sarà la nostra festa e saremo una marea e io già sento caldo, ma se proprio ci tenete...



Sono curioso di sapere se in una sola notte riusciamo a veder cambiare noi stessi e il mondo.



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Dedicato ai ragazzi di Nessuno Tv

3 novembre 2008

Dedicato ai miei amici di Nessuno Tv, la televisione che oggi vedete tutta rossa (mi dicono non sia vergogna) e che domani cesserà di esistere e indicherà la propria evoluzione con una grande festa. Del futuro vi racconterò poi. Oggi fatemi celebrare quarantatré mesi passati a lavorare per un gran bel progetto, che ha segnato in qualche modo la storia del modo di fare televisione politica in Italia. Ho ideato e condotto per questo canale cinque programmi: Contro Adinolfi, Polifemo, Partita Democratica, Marioadinolfi.it, Streetcam. Ognuno è per me un motivo d'orgoglio, non avevamo grandissimi mezzi, abbiamo supplito con le idee.

Soprattutto, però, è stata una televisione di persone. Persone splendide, anche perché lavorare con me non è sempre facile. Grazie a tutti e a ciascuno. Dedicato a loro, un pensiero sulle ragioni per vivere. Loro hanno accompagnato la mia vita negli ultimi tre anni e mezzo e, diciamolo, non è stato male.



LE DIECI RAGIONI PER CUI VALE LA PENA VIVERE

Sul mio profilo Facebook ho scritto che le bombe alla crema del bar Tornatora sono tra le dieci cose per cui vale la pena vivere, impegnandomi a rivelare le altre nove in giornata. Prima del pranzo domenicale sono riuscito a costruire l'elenco, è stata un'attività molto chiarificatrice.

Dunque, posizionando le bombe di Tornatora (e l'atto del mangiare godendo) al decimo posto e risalendo la china, inserirei: al nono la Juventus (e in generale il gioco del calcio e i suoi dei, primi fra tutti Marcello Lippi, Diego Armando Maradona, Roberto Baggio e Michel Platini); all'ottavo il giro della prigione (cioè viaggiare, principalmente verso l'Australia, l'Argentina, gli Stati Uniti e la Francia) guardando i figli crescere (e dunque essere genitore, che è essere parente di dio); al settimo, vedere che fine fanno gli oligarchi quando scade il loro tempo (mica solo Berlusconi e quelli del Pd, l'idea è più vasta); al sesto ridere (e già che ci sono sappiate che sto pensando a fondare un foglio di satira); al quinto gli Altri (cioè amore, con sesso e senza; sesso, con amore e senza; amicizie di ogni natura; antipatie e simpatie varie; l'idea di Rete e la sua realizzazione del terzo millennio: internet); al quarto il Gioco (sopra ogni cosa il poker, metafora piena dell'esistenza tutta intera); al terzo l'Azione (con particolare passione per la Politica, azione per eccellenza e l'Arte, suo opposto); al secondo la Parola (in principio era il Verbo e il Verbo era presso dio e il Verbo era dio; quindi scrivere, leggere, parlare, associare alla parola immagini e suoni e creare cinema, televisione, radio, musica leggera).

Al primo, vedere tutto questo dove e come va a finire.



permalink | inviato da marioadinolfi il 3/11/2008 alle 11:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (37) | Versione per la stampa

Vecchio stile

28 ottobre 2008

Ma avete mai ascoltato di seguito le canzoni di notte di Guccini? Sono tre e quando è quasi l'alba o nei tempi bui servono a capire meglio.

Questa è la prima, scritta nel mio anno di nascita (1971), francamente la peggiore delle tre...

c'è ancor tempo per pensare, per maledire e per versare il vino,
per pianger, ridere e giocare e il giorno sembra ormai così vicino,
e il giorno sembra ormai così vicino





La Canzone di Notte numero 2 è la più bella ed è di più trent'anni fa (1976)

e poi, voi queste cose non le dite,
poi certo per chi non è abituato pensare è sconsigliato,
poi è bene essere un poco diffidente
per chi è un po' differente

Ma adesso avete voi il potere,
adesso avete voi supremazia, diritto e Polizia,
gli dei, i comandamenti ed il dovere,
purtroppo, non so come, siete in tanti e molti qui davanti





Infine la Canzone di Notte numero tre, che ha solo ventun'anni...

ogni giorno riapro i vetri e alzo le vele, se posso prendo,
quando perdo non sto lì a mandar giù fiele e non mi svendo
e poi perdere ogni tanto ci ha il suo miele
e se dicono che vinco stan mentendo

perchè quelle poche volte che busso a bastoni,
mi rispondono con spade o con denari,
la ragione diamo e il vincere ai coglioni, oppure ai bari,
resteremo sempre a un punto dai campioni (tredici è pari),
ma si perda perchè siam tre volte buoni
e si vinca solo in sogni straordinari...






Questo è un post personale e politico.



permalink | inviato da marioadinolfi il 28/10/2008 alle 13:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (40) | Versione per la stampa

Un'estate

21 settembre 2008

Volevo un'estate diversa, volevo farmi cullare, riposare, l'annata era stata pazzesca: le primarie del Pd, Pugni in Tasca e tutto il lavoro per Mtv, la candidatura alla Camera, duecento puntate di Contro Adinolfi, duecento articoli per Europa, tutta l'attività web, più tanta robetta di contorno. Ero stanco e volevo un'estate senza fatiche. E invece, sono bravo a condannarmi ai ritmi folli e sincopati. Tutto comincia con un volo che mi sputa a Los Angeles il 24 giugno.

 

Ho tanti ricordi di Los Angeles sul telefonino che mi ha accompagnato ovunque durante questa estate. E anche di Las Vegas, dove è vietato praticamente fotografare alcunché all'interno dei casinò, ma questa è la poker room del The Venetian, dove il delirio combinato ai tavoli da alcuni italiani è diventato una sorta di leggenda...



Rientrare in Italia e prendere un altro aereo, perché c'è il patto con Livia: ogni anno papà le fa scoprire una capitale europea. Luglio è di Budapest, così, da dove mancavo da diciannove anni: è diventata splendida, davvero. Pulita e accogliente come la sua basilica di Santo Stefano.



Volete le facce, eh?

Ok, è un blog, facciamo i bravi blogger.

Adinolfi al mare.


Adinolfi gelido con Vicky dopo che m'aveva annunciato di avere in mano uno dei due 6 che c'erano nel mazzo e che non dovevano uscire in un bloody river di un momento decisivo.


Adinolfi al limite tra la versione hiphopper e quella camorristanapoletano, accanto a una vegetariana che scrive pure sull'Espresso.


Adinolfi che non resiste a paragonarsi a un leone, che poi il suo compleanno è il 15 agosto mica per caso.


Che poi però la foto più bella è questa settembrina al monumento di Barcellona a Cristoforo Colombo, che indica la direzione e la destinazione la sbaglia, ma che conta? L'importante è andare e affidarsi sempre all'eterogenesi dei fini.


E poi...


L'ultima foto, dell'ultimo aereo, preso nell'ultimo giorno d'estate. Alitalia e tramonto faciliterebbero metafore di ogni genere. Non serve aggiungere niente. Solo che ora comincia l'autunno e restiamo aperti, che il futuro è sempre il tempo migliore.





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Dicono di me

19 agosto 2008

Ho conosciuto Cesare Cremonini mentre facevo il Tornasole su Raidue, gli sono andato incontro con un po' di spocchia, in dieci minuti mi ha smontato e l'ho trovato straordinariamente simpatico. Mi ha cantato una sua canzone piano e voce, così, al volo e ricordo un certo turbamento: era molto bella e adatta al momento che stavo vivendo.

Target centrato anche con il tormentone estivo di quest'anno.




Dicono di me
che sono un bastardo
bugiardo
e lo fanno
senza un perché...



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Santa Mara Goretti

18 luglio 2008

Lo ammetterete, ho resistito stoicamente e mai una frase fuori posto su questo blog contro il ministro delle Pari Opportunità, che ho pure pubblicamente elogiato all'atto dell'insediamento. Però, dopo aver letto e adeguatamente fatto decantare il parallelo di Silvio Berlusconi tra Mara Carfagna e e Santa Maria Goretti, ora facciamoci quattro sane risate da weekend estivo grazie allo striscione migliore mai apparso dai tempi di "Giulietta è 'na zoccola" (tifosi napoletani della Curva B contro acerrimi nemici ultras dell'Hellas Verona).






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Cose mai fatte

26 giugno 2008

Il blog come al solito ti offre delle idee, le idee della comunità che lo frequenta e che gentilmente sta accompagnando questo mio viaggio americano.

Paolo m'aveva consigliato l'affaccio al finestrino mentre il mio volo per Los Angeles attraversava la parte meridionale della Groenlandia. Ragazzi, che spettacolo. Non avevo mai visto tanto bianco.

Non avevo mai viaggiato di fianco a una tizia di Hollywood, Kimberly, script supervisor di "Angeli e Demoni", il film con Tom Hanks che nelle ultime tre settimane è stato girato a Roma. Una macchina da guerra, dal suo iMac bianco ha tirato fuori una quantità di foto di dettagli della mia città che io, ovviamente, non riconoscevo. Innamorata del Vittoriano di piazza Venezia, diciottomila foto da sopra e da sotto, perché te sarai pure script supervisor e bionda bionda, ma sempre americana resti. Non avevo ancora capito quanto gli americani siano impressionati dagli "huge monuments". A loro la roba piace grande, anche se è un pugno in un occhio.

Piero m'ha consigliato il museo della memoria sulla Sepulveda Avenue, ma non ce l'ho fatta, perché volevo andare ad accarezzare le onde come mi ha chiesto Timoteo. Dunque Venice Beach, con la sua palestra sulla spiaggia, dove ho sfoggiato il mio addome in risposta a troppi addominali tutti uguali. Non avevo mai bagnato la mia pelle nelle acque americane dell'Oceano Pacifico. Sono più fredde di quelle australiane.

Ho invece seguito l'idea di Martino di andare al museo Getty, perché non avevo mai visto dal vivo la "Ragazza italiana" di Cezanne.



C'è tutta la malinconia che, ormai, bisogna lasciarsi alle spalle.



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Il mago, il divo, il sesso e la città

2 giugno 2008

Ho fatto molte cose in questo fine settimana lungo, mi sono dedicato ai quattro pilastri.

Ho giocato. Ho completato le statistiche di stagione della scommessa collettiva in vista degli europei e ho preparato le qualificazioni ai campionati mondiali di poker che si giocano giovedì, arrivando al tavolo finale nel torneo più tecnico (123 partecipanti) del circolo Liegi, ormai di gran lunga il più importante circolo di poker sportivo d'Europa per numero di associati. Il blog del circolo celebra la performance affibbiandomi il soprannome: il soprannome, per un giocatore di poker, è il preludio alle grandi imprese. Da Dario "Supernova" Minieri a Chris "Jesus" Ferguson, ogni grande giocatore ha il suo. Io arrivo alle qualificazioni per i mondiali con il mio nuovo nickname: il Mago. Mi piace.

Sono andato a vedere il Divo. Un film bello, che ha capito alcune cose in profondità, su altre non ha capito un cazzo e il miscuglio fa effetto. Non so se Toni Servillo ha costruito la sua migliore intepretazione, di certo Paolo Sorrentino ha edificato il suo secondo milestone dopo Le conseguenze dell'amore.

Sono andato a vedere anche Sex and the City (non ditelo a quelli dell'altro blog, avevo proclamato che non ci sarei mai andato) che è un filmetto un po' così, la serie televisiva aveva un altro spessore, qui si capisce che l'operazione è di puro business, ma qualche indicazione sull'amore arriva. Per esempio io ho capito che per quanto scombiccherata sia sempre la vita sentimentale, per quanti casini io sia stato capace di combinare in anni e anni di matrimoni e separazioni e convivenze e riseparazioni e amori veri e propri, poi alla fine da qualche parte si sfocia. Basta essere mister Big. Quello che si piega solo quando decide di piegarsi.

Mi pare una buona lezione, non solo per l'amore, a pensarci bene.

Ho fatto molte altre cose in queste fine settimana lungo, ma mica vorrete i dettagli? Voi, piuttosto, tutto bene?



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Questo blog si fa programma tv

29 maggio 2008

Ormai da qualche settimana questo blog, il suo spirito e il suo modo di dare parola a tutti, sono diventati programma televisivo.



Eva e il suo attacco in diretta al consociativismo Veltroni-Berlusconi, sono stati un momento di grande televisione. Eva è il nostro mito.



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Altre cose da fare

17 maggio 2008

Un anno vissuto in apnea, dal 18 luglio 2007 (data della candidatura alle primarie) al 21 giugno 2008 (data in cui si riunirà l'assemblea costituente del Pd e andremo a opporci a un disegno che prepara il disastro). Un anno di politica denso come non mai, in una vita di politica amara e amata. Ma mica esiste solo la politica, la politica non è tutto, ci sono altre cose da fare.

Vita sentimentale, vita familiare, lavoro, commercialista e altre amenità lasciamole nell'ovvio.

C'è una partita da guardare con particolare attenzione, anzi due, che sicuramente non succede, ma se succede (intanto grazie ragazzi, Juve incredibile, terza con sette pippe su undici titolari, quella maglia deve contenere una pozione magica se Legrottaglie è il perno della difesa di una squadra che giocherà la Champions e Del Piero è il capocannoniere del campionato).

C'è un film da vedere, così, a occhio, direi Gomorra di Matteo Garrone.

C'è un libro da leggere, tipo Elementi di capitalismo amoroso di Guia Soncini, che se superate i cuoricini in copertina e ricordate che l'autrice è quella che sul Foglio provocò una splendida polemica proclamando che i blogger sono tutti segaioli e ora si è appena aperta un blog, potrete pure costruire un ardito sillogismo immaginando che ora Guia scrive che gli uomini sono tutti stronzi (duecento pagine e una dozzina di categorie diverse di maschio, ma il succo è questo) e dunque è facile sapere quale sarà il prossimo passo della nostra. Se le farete una corte serrata via web, insomma, secondo me è pronta per fornelli e marmocchi. Scriverà battutine acide mentre vi stira la camicia sbattendo le palpebre, promesso.

C'è un concerto da andare a ascoltare, che la musica è un'arte minore, ma stasera e domani a Roma suona Jovanotti e già sapete che Fango è la mia song of the year e anche A te va fortissimo, ma io non ci vado al Palalottomatica perché appena attaccherà Mi Fido di Te e canterà arcobaleno / più per meno, meno / cosa sei disposto a perdere mi scatterà la sindrome della Canzone Popolare, mi tornerà in mente la politica e vaffanculo, porti pure sfiga, vado al torneo di poker, che stasera vinco e poi la settimana prossima ci sono i campionati italiani e a inizio luglio i campionati mondiali a Las Vegas e bisognerà pure allenarsi un po' per le cose serie, no?



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Tra un asso, una donna e un re

23 aprile 2008

Domani parto per San Marino, ci sono gli Open di poker sportivo e sarà pure il caso di farsi rivedere nel circuito, ora che la bibbia dei giocatori d'Italia (la rivista Poker Sportivo, numero appena uscito in edicola) sottolinea come io sia diventato "incredibilmente maturo" nello stile al tavolo. Non sono mai stato a San Marino, mi incuriosisce il posto. Per la prima volta mi cimenterò anche in un torneo di heads up (testa a testa) e voglio proprio vedere cosa accade.

Intanto il poker, grazie alla bella campagna pubblicitaria di Pokerstars, sta diventando un fenomeno di massa anche in Italia. Arriveranno i soliti benpensati a dirci che vogliamo rovinare la gente e allora ripetiamo che il poker sportivo è una disciplina che prevede tornei a quota d'ingresso pre-determinata (da qualche decina a poche centinaia di euro massimo), fatti salvi i grandi eventi internazionali dove si arriva per qualifica nei satelliti che si giocano on line e in giro per il mondo (e ai satelliti si accede anche con sette dollari, per capirci).

Nessuno si gioca la casa (e chi gioca cash nelle bische sbaglia e stia attento), mentre sono centinaia di migliaia i giocatori di tutto il mondo che ormai si sfidano quotidianamente in rete o nei circoli sportivi. E' senza dubbio uno degli eventi aggregativi più di successo del momento e ci sarebbe da capire il perché. L'Italia sta generando, in particolare nel territorio del poker on line, dei veri e propri campioni di livello mondiale: Dario Minieri ha 23 anni, gioca con la sciarpa giallorossa al collo, ha già vinto due milioni di dollari in carriera on line. Luca Pagano, stella delle ultime finali europee a Montecarlo e protagonista degli spot televisivi del sito di Pokerstars, ha portato a casa dalla capitale monegasca trecentocinquantamila euro e (a trent'anni ancora da compiere) è la faccia del giovane poker italiano nel mondo.

L'anno scorso un altro giovanissimo e brillante romano, Stefano Fiore, aprendo i tavoli di poker texano negli stand del Foro Italico ha attirato durante l'estate decine di migliaia di giovanissimi che andavano a giocarsi il torneo da dieci euro passando la serata in compagnia. Sono esperienze che vanno raccontate, per riprendere il contatto con il paese reale, perché i ragazzi che on line o live trascorrono il tempo a misurare la loro abilità attraverso il poker texano sono davvero tantissimi.

E' un fenomeno da demonizzare? Qualche volta me lo chiedo, perché non mancano mai i rimbrotti che seguono le dichiarazioni per il mio amore per il gioco (responsabile e razionale) da cui ho derivato molte soddisfazioni. Credo invece che sia sintomo della voglia di mettersi a confronto in un territorio non inquinato da imbrogli, dove contano la pazienza, la resistenza, la lettura dell'avversario, la capacità tattica e il disegno stategico, oltre ovviamente a una dose di fortuna. Tutti fattori che fanno somigliare una partita a poker alla vita, ad una vita dove ci sia un senso e anche una forma di chiarezza, di giustizia. Non conta di chi sei figlio, conta come sai giocare la partita.

Forse è questo, più che i soldi e il brivido, che i ragazzi italiani di questo inizio di millennio vanno a cercare on line o nei tornei, tra un asso, una donna e un re. Si stanno rivelando i più bravi al mondo e, datemi retta, non è un caso.



permalink | inviato da marioadinolfi il 23/4/2008 alle 14:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (44) | Versione per la stampa

Fuksas

17 aprile 2008

Dovevate guardarlo l'architetto Fuksas mentre da Santoro spiegava che Berlusconi ha vinto perché gli italiani sono ignoranti e non sanno chi fosse Euclide.

Improvvisamente ho capito molto. Poi è arrivata la contessina Borromeo a far rinnegare il voto al Pd ad uno studente "de sinistra" del liceo Tasso e ho capito tutto.

Santoriani travagliati, non vi perdono, mi avete fatto pensare che Filippo Facci ha maledettamente ragione.




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Non è importante

12 febbraio 2008

Qui e altrove, in molti mi chiedono: ma ti candidi? I più accorti e consci precisano: ma ti candidano? Escono nella blogosfera post intriganti come quello di Francesco Nardi, anima di LibMagazine e mio franco antipatizzante, che arriva a scrivere (insieme alla solita selva di velati improperi) che "se il Pd non candiderà Mario Adinolfi – nominandolo di fatto in Parlamento – farà una pessima figura". Troppa grazia.

Poi questa mattina arriva un sms di un amico autorevole, che non sentivo da tempo. Sul suo blog Enzo Delvecchio scrive un testo molto bello, che mi addosa una responsabilità anche troppo grande, quella di dover rappresentare in Parlamento "una generazione con le idee chiare, lo sguardo lungo e la schiena diritta".

Il blog di Enzo è bello e ha nella testata una frase che ci siamo ripetuti tante volte, che è la risposta di Aldo Moro al senso profondo di chi crede ancora nella politica: "Lavoriamo e soffriamo, probabilmente non per noi".

Voi lo sapete, questo è un luogo di schiettezza e se morissi dalla voglia di fare il parlamentare ve lo direi. Ma, davvero, non è importante. Questa volta, proprio non lo è. Questa volta può vincere un'idea collettiva della battaglia politica, che torna protagonista dopo l'età dei particolarismi: Veltroni la incarna bene, fatevelo dire da chi l'ha combattuto da direttista in due campagne elettorali (2001 e 2007) in cui non siamo stati certo teneri.

Ora viene il tempo dell'unità in un progetto comune. Stanno vincendo le idee direttiste dei blogger di Generazione U, le abbiamo proclamate con il nostro piccolo "si può fare" di luglio, le ribadiamo nella versione "powered by Walter" dello slogan della campagna 2008. Ci sono mille cose che non vanno, ma sappiamo per certo che se il Pd ha scoperto il ruolo decisivo della rete, se sta in qualche modo comprendendo il messaggio di orizzontalità in esso contenuto, se ha capito che il rinnovamento generazionale è questione nodale, se ha imparato che la democrazia diretta è una fonte di legittimazione più forte di qualsiasi giochino di tessere e di palazzo, lo si deve alla nostra battaglia coraggiosa e davvero a schiena dritta, lontana da ogni tentazione di diventare dei banali cooptati.

Io sono sereno. Faccio un bel lavoro che non lascerei volentieri e ho la consapevolezza che le idee sono l'unica cosa che conta. Quelle idee le abbiamo spese e le continueremo a spendere sempre, nel nostro modo ruvido.

Per il resto, è ancora vero: lavoriamo e soffriamo, probabilmente non per noi. Ma se non lavorassimo e se non soffrissimo, che vita sprecata sarebbe la nostra?



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2008: Il genio della lampada

31 dicembre 2007

Ma voi, poteste sfregare una lampada e far apparire il genio, quali tre desideri gli chiedereste di realizzarvi nel 2008?

Secondo me, non sapete desiderare. Ma fatemi sapere, che poi vi dico io che farei fare al mio Aladino del 2008.



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Ringraziamenti e consigli

26 dicembre 2007

Sono stato letteralmente sommerso da telefonate, email e sms di auguri a cui tendenzialmente non ho risposto, non per la mia notoria e scorbutica cafonaggine, ma perché eravate davvero tanti e allora siete accomunati in un abbraccio qui sul blog.

Abbraccio accompagnato ai consigli cinematografici delle feste: 4 a Neri Parenti (anche se ci sono momenti di De Sica che, pur gigioneggiando nella sua maniera ormai strasputtanata, strappano sempre la risata), 5 a Pieraccioni (media tra il 7 a Laura Torrisi, coprotagonista al femminile, e il 3 alla stanca sceneggiatura di Giovanni Veronesi che scopiazza Proposta Indecente e la fa in salsa toscana), 7 a Leoni per Agnelli (anche se nei film di Redford c'è sempre troppa retorica "democrat" per i miei gusti, comunque Meryl Streep vale il prezzo del biglietto e nello script ci sono quelle idee che mancano sempre nei copioni italiani), 8 all'Età barbarica (chiusura densa e angosciata della trilogia di Denys Arcand dopo il Declino dell'Impero americano e le Invasioni barbariche).

L'Età barbarica si intitola, meglio, in francese L'Age des Ténèbres. E se avete voglia di risvegliarvi dopo il cappone e prima del cotechino, direi che può esservi utile.

Auguri.



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Giornatina

6 dicembre 2007

Oggi si registrano tre puntate di Contro Adinolfi, poi si va a Piùblog alla Fiera del Libro a litigare con Paolo Guzzanti e Giorgia Meloni, poi alla prima riunione della direzione del Partito democratico, per fortuna l'articolo per Europa l'ho già scritto alzandomi all'alba (tratta del nuovo sito su cui si impianta una nuova organicità del pensiero cattolico in politica, è Benecomune.net), perché stasera se non mi occupo un po' della mia fidanzata nel giorno del suo compleanno poi giustamente potrebbe cominciare a pensare che non vale troppo la pena di stare con un assente, peraltro tendenzialmente scorbutico e vagamente somigliante allo yeti.

Poi si vola a Londra e noi ci risentiamo da lì.



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Atterrato

30 novembre 2007

Sono atterrato da Torino, ultimo aereo prima dello sciopero. Mi becco qualche cazziatone: da chi dice che sto troppo poco sul blog e allora dovrei chiuderlo, da chi dice che dovrei annunciare indirizzi e orari dei miei appuntamenti pubblici, da chi insomma mi rimprovera l'assenza (dimensione che inseguo inutilmente, peraltro).

Comunque, al Centro Einaudi ieri sera sono stato benissimo, platea attenta e viva, tanti interventi dopo il mio solito pistolotto sulla democrazia diretta e il ruolo attivo del singolo per smuovere il mondo. Per non beccarmi altri cazziatoni, la perorazione direttista torna in scena la settimana prossima: giovedì a Roma alle 14.30 alla Fiera del Libro nello spazio Piùblog (me la vedrò con Paolo Guzzanti) e sabato a Londra alle 17 alla London School of Economics (al St. Clement's Building, one man show con gli studenti di Political Science e la sezione del Pd in Gran Bretagna).

Detto questo, nel fine settimana voglio riposare e non rompete. Sarò assente, rassegnatevi.



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Scuse dirette (e direttiste)

27 novembre 2007

Mi scuso davvero, ma tra Contro Adinolfi e il lavoro a Nessuno Tv per la prossima stagione, gli articoli da scrivere per Europa e per il mio sito su la7, i convegni a cui partecipare, la mattinata in radio e la preparazione della mia trasmissione settimanale per Mtv, non riesco a seguire come dovrei il blog.

Anche perché il resto del tempo lo impiego cercando di far forte l'idea della democrazia diretta dentro e fuori il Pd: per questo, se vogliamo vederci faccia a faccia, giovedì vado a parlare di queste cose a Torino, mentre la settimana prossima lo farò prima alla Fiera del Libro a Roma e poi alla London School of Economics.

Tutta roba, peraltro, che avete sentito da me declinare diecimila volte, ieri anche davanti al garante della privacy, Pizzetti e a un po' di ministri e parlamentari.



Il video è di Cristian Umbro, quello vicino a me è Enrico Manca che fece incazzare Pippo Baudo quando faceva il presidente della Rai, in platea ho chiacchierato molto e a lungo con Luca Conti, che è un blogger con qualche idea buona.

Mi manca il tempo dei flame sulle cacchiate, qui sul blog, ma prometto che scatenerò presto o tardi una bella polemica, ma pensate che devo declinare persino gli inviti ai tornei di poker internazionali, per quanto sono incasinato. Mi volevano a Malta a metà dicembre e non ci posso andare e ho saltato anche l'Ept di Dublino. Su Card Player però m'hanno fatto due pagine di intervista.

E sono soddisfazioni.



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Feedburner

26 novembre 2007

Non chiedetemelo, io non so il perché, ma mi dicono che se non sei sottoscrivibile via Feedburner non sei un blogger à la page. E allora, questo è il mio link, bisogna cliccare sul sottostante banner Feedburner. Se qualcuno di voi mi spiega pure a che serve, si becca la mia perenne gratitudine.

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Unomattina (back to italian poker tables)

15 luglio 2007

Per chi avesse una voglia pazza di vedermi all'azione, dalle 22 gioco la texana ai tavoli federali del Foro Italico (primo torneo dopo il ritorno in patria dalle Wsop), il che non so quanto sia compatibile con il fatto che alle 7.10 devo commentare la rassegna stampa al Tg1 di Unomattina con Duilio Gianmaria, faccia a faccia con Gianni Alemanno.

Facciamo che provo a farmi eliminare presto, così almeno quattro ore di sonno me le faccio.

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Alla rinfusa

14 luglio 2007

Un po' di cose che sto facendo alla rinfusa.

Sul mio blog su la7 dico un bel bentornato a Daniele Luttazzi, non condivido tutto quello che fa, ma degli "esiliati di Sofia" è quello che mi mancava di più. Se volete, da lì, potete salutarlo anche voi,

Oggi alle 18.30 sono a Firenze alla festa della Margherita per un colloquio con il pubblico sul tema: "Partito democratico e nuove generazioni".

Lunedì alle 7.10 mi ritrovate al Tg1 di Unomattina per commentare la rassegna stampa con Gianni Alemanno.

So che il numero di Vanity Fair in edicola scrive che potrei essere un candidato-outsider alle primarie del Pd, ma per ora non sono ancora riuscito a mettere la testa sul da farsi.

Sono invece contento che i miei recentissimi video (Las Vegas e Cicciolina) siano entrati nella top 100 dei più linkati da YouTube. Sono convinto che i motori di videosharing siano i più importanti luoghi di distribuzione di contenuti del presente e del futuro.

Su Europa trovate invece la mia solidarietà a Piero Ricca a cui la polizia postale ha tolto la password d'ingresso per aggiornare il proprio blog, per la questione della querela di Emilio Fede, ma anche una difesa del blog di Paolo Gentiloni, fatto oggetto dai fans di Ricca di uno spamming violento quanto inutile (e ingiustificato).

Giovedì poi sono in conferenza a Subiaco, sabato a Follonica e il tour continua e le cose da fare anche.


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Wsop, Italy rules

2 luglio 2007

Prima di raccontarvi l'esito della famosa mano, vi annuncio che sono sbarcato con tanto di fotografia sul sito ufficiale delle World Series of Poker.

E son soddisfazioni.


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Donne a Las Vegas

1 luglio 2007

Il poker alla texana, che si gioca con due carte in mano al giocatore e cinque carte sul tavolo come fossero "vele" di una telesina, prevede 133 milioni di possibili combinazioni. E' un gioco impropriamente definito d'azzardo, si basa piuttosto su calcoli anche raffinati. Ai campionati del mondo che sto giocando a Las Vegas si compete su molte diverse discipline pokeristiche, ma io preferisco decisamente la texana, per ragioni intuibili.

Al tavolo 129 ho trascorso ore durissime, giocando in una fase anche da chip leader. Poi, su questa mano, il dubbio.

Il dealer (il tizio che gli organizzatori pagano per darci le carte e scoprire quelle sul tavolo) mi manda due begli assi. Quando scopre le prime tre carte sul tavolo, appare un altro asso, un sette e una donna. I miei tre assi sono decisamente vincenti e punto forte. Vanno via tutti, tranne un signore grossissimo (se lo scrivo io, immaginatelo molto grosso) con gli occhiali a specchio e un barbone che lo piazzava in equilibrio tra Karl Marx e il leader di una banda di possessore di Harley Davidson. Lui, il Barbone, segue la puntata. La quarta carta in tavolo scoperta non serve a nessuno, per capire bene le intenzioni del Barbone faccio check (gli passo la parola). Fa check anche lui. Si scopre la quinta carta. Un'altra donna.

Ora, dovete darmi una mano. Con due donne sul tavolo, all'improvviso compare nella mia mente una, una sola combinazione che batterebbe il mio full d'assi con le donne. Se lui ha due donne in mano, con le due sul tavolo fa poker.

Una sola combinazione mi batte sulle 133 milioni offerte. Io ci penso, il rischio sale con le pulsazioni, il Barbone pronuncia una frase incomprensibile in dialetto del Wisconsin o da dove diavolo viene. Lui piazza un ghigno. Io non reggo e faccio "all in", mi gioco tutto.

Secondo voi come va a finire questa storia? Voi come l'avreste giocata, questa difficile mano?

Domani vi racconto il finale di partita.



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Tavolo 129, posto 8

30 giugno 2007

Comincia oggi a mezzogiorno ora di Las Vegas (le nove di sera in Italia) la mia avventura ai campionati del mondo di poker. Ho avuto l'assegnazione ufficiale della corsia: tavolo 129, posto 8. Mi sono fatto un giro, i concorrenti sembrano agguerritissimi: molti portano la cuffia dell'iPod, oltre agli occhiali a specchio e il cappuccio tirato su per non farsi scorgere in volto.

Io gioco come sempre, come vivo, senza nascondermi e in fondo sorridendo.



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Passando da New York

29 giugno 2007

Tutto quello che poteva andare storto, non ha mancato di andare storto. Radar che si spengono, ritardi colossali, una fila di due ora all'Immigration che il mio compagno di viaggio senatore "de sinistra" Furio Colombo ha saltato bellamente con il nipotino, tanto lui a New York andava in giro con gli Agnelli, mica come a Roma che fa finta di essere amico dei poveracci.

Ok, sono in deciso credito con la fortuna, che dovrebbe ora riversarsi su di me nonappena metto piede a Las Vegas. Domani alle 12 ora locale (le 21 in Italia) dovrebbe esserci il mio esordio ai tavoli dell'evento 49 delle World Series of Poker. Una sorta di torneo di riscaldamento (ma comunque, vale un titolo mondiale) in vista dello strepitoso Main Event che prende il via il 6 luglio.

Ormai uso i condizionali su tutto, ma se torno con i tredici milioni di dollari del premio collegato al Bracelet d'oro del Main Event, mi sa che il merito va alle sfighe colossali che riesce a mettere in fila la nostra compagnia di bandiera. Una dietro l'altra. Speriamo d'esser ripagato con assi a profusione.

Restate in linea, se arrivo vivo al Venetian Hotel da domani sera vi racconto tutto.



permalink | inviato da marioadinolfi il 29/6/2007 alle 13:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa

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