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Parlare di Homs

Homs è la città dei martiri siriani. Muoiono donne, giovani, tanti bambini. E' il luogo simbolo della mattanza di Assad, dittatore di Damasco che qualcuno anche a sinistra difende e di fatto tutela. Una tutela, in realtà, garantita soprattutto dall'inazione della comunità internazionale. Che non fa nulla per fermare questo massacro, in cui sono morti fino ad oggi 14mila civili. Alla Camera ho ritenuto utile parlare di Siria.


07.07.07

7 luglio 2007

 

E' finita. Una delle piu' straordinarie avventure della mia vita si e' chiusa con onore pochi minuti fa, con un asso in mano, due nel flop e un kicker troppo basso (nove contro dieci del mio avversario). L'all in con tris d'assi era obbligato, il problema e' che il quarto asso l'aveva in mano il mio avversario. Stretta di mano e sipario.

Le mie World Series of Poker si chiudono qui. Sulle cinquantacinque diverse discipline pokeristiche previste da queste meravigliose olimpiadi del tavolo verde, ne ho affrontate quattro. Negli shootout di texana limit (gli altri eventi che ho giocato erano tutti "no limit") sono uscito come terzultimo di tavolo, sfiorando la finalissima che mi avrebbe mandato "in the money" e issandomi fino al posto di trecentesimo posto di pokerista mondiale di specialita'. Per essere la mia prima volta, chiudo con orgoglio. Alle Wsop del 2008 andro' per centrare un tavolo finale e prima o poi spero di centrare un Bracelet (l'equivalente della medaglia d'oro olimpica). Per ora, mi sono fatto le ossa.

Le Wsop sono territorio per gli americani e per gli asiatici, l'Europa continentale praticamente non esiste, si difendono solo inglesi e scandinavi. In quasi trentasei anni di storia delle Wsop gli italiani hanno vinto solo due Bracelets sugli oltre duemila assegnati. Mi piacerebbe essere il terzo.
 
Ho imparato alcune cose. Che il business del poker ha una valenza economica sconfinata; che Las Vegas somiglia al paradiso e all'inferno insieme, ma molto piu' al paradiso; che per i disabili e i fisicamente handicappati il poker rappresenta un modo di emergere, infatti eccellono e vengono trattati con grande rispetto; che i fotografi ufficiali delle Wsop sono bravissimi (guardate che scatti che hanno tirato fuori, non sembro pure bello?); che Cristian Blanco, un giornalista romano che ha mollato tutto per fare il professionista dopo aver vinto trecentottantamila euro a un evento dell'European Poker Tour, ha una fortuna mai vista ed e' di una simpatia unica; che difendere la maglia azzurra provoca comunque una qualche emozione.

Ho imparato anche che oggi, 07.07.07, il mondo si interroghera' sulle questioni climatiche e con i cinquanta gradi quotidiani sofferti a Las Vegas ho una percezione diversa del problema. Il Live Earth di Al Gore e' molto sentito qui in America, spero che anche l'Italia si mobiliti. Pure se, come alle Wsop, il concertone non vedra' italiani sul palco.

Domani prendo un aereo e vado a New York, per vedere Sicko di Michael Moore che qui a Las Vegas non ho trovato.

That's all folks. Grazie d'aver tifato.

(da oggi la7 mi ha sbloccato i commenti sul blog li', dunque liberi tutti)




permalink | inviato da marioadinolfi il 7/7/2007 alle 2:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (69) | Versione per la stampa

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