L'intervista di Veltroni e il matrimonio gay
28 agosto 2007
Veltroni è permaloso e si offenderà per quanto scrivo, ma
raramente ho letto due pagine di intervista di così fitto politichese. Il sindaco voleva mandare un messaggio che frenasse l'attivismo e le preoccupazioni di Romano Prodi, con l'aggiunta di una carezzina che frenasse 'Rosy e Enrico', rinforzando il coktail con una pericolosa spruzzata di decisionismo sarkozista e la solita strizzatina d'occhio alla famiglia Moratti, stavolta in versione Letizia.
E sui temi? Nulla oltre l'ovvio, con un bell'autoscatto da 'duro' contro rom e pedofili, roba trendy. No, Walter, così non va. Questa campagna non serve a dichiarare l'ovvietà, tipo che bisogna tutelare 'l'integrità dei bambini'. Dobbiamo discutere dei temi controversi, spinosi e indicare quale linea daremmo al Pd in caso di elezione alla leadership. Potrei porre la questione generazionale, ma non lo faccio, giocherei in casa. Partiamo da altro.
Partiamo da un tema a me tradizionalmente non prossimo, partiamo dai diritti degli omosessuali. Le associazioni del mondo Glbt sono lontane da questa campagna per le primarie, anche per loro responsabilità. Vogliamo riavvicinarle? Da segretario del Pd io proporrò un referendum interno per prendere una linea univoca del partito sul tema del matrimonio omosessuale. Perché il Partito democratico governato dalle ragazze e dai ragazzi di Generazione U sarebbe un Pd davvero democratico e dunque in mano agli iscritti secondo
i principi della democrazia diretta, non gestito con i soliti messaggini trasversali tra potenti.
Non meravigliamoci, in questo clima, se qualche esperto preventiva un'affluenza molto bassa il 14 ottobre. Diamo un colpo d'ala vero alla campagna: ancora si può.
adinolfi
adinolfi2007
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marioadinolfi il 28/8/2007 alle 10:32 | |