Per Francesco Rutelli sindaco di Roma
16 aprile 2008
Non c'è niente da fare, se c'è una battaglia difficile da combattere io non riesco a restare indifferente. E, allora, smetto la faccia rabbuiata che ho da un paio di giorni e mi rimetto ai remi. Se lo faccio io, che con il tipo in questione ho avuto spesso da ridire e mi sa che a pelle manco ci stiamo troppo simpatici, dobbiamo farlo tutti.
Dalla battaglia difficile per Francesco Rutelli sindaco di Roma passa molto del futuro di questa esperienza, che resta straordinaria, della nascita del Partito democratico. Una sconfitta del vicepremier nella Capitale che governiamo straordinariamente bene da quindici anni, azzopperebbe ogni entusiasmo e aprirebbe una stagione di resa dei conti che ci porterebbe alla dissoluzione.
E allora, da oggi e per dieci giorni, ogni sforzo rivolto a non far vincere al leader dei più beceri tassisti romani la fascia tricolore. So che siamo stanchi, lo sono anch'io forse più di qualche altro, ma c'è un altro pezzetto di strada da compiere insieme, qualsiasi sia il malumore che coviamo dentro e portiamo addosso.
Io comincio stasera (ore 21.15, su T9) andando in televisione a difendere le ragioni di Francesco Rutelli contro Beatrice Lorenzin, ragazza che peraltro stimo enormemente e che è appena stata eletta deputato del Popolo delle Libertà. Le darò un abbraccio di congratulazioni e poi le spiegherò che noi possiamo prendere tutte le mazzate del mondo, ma non molliamo mai e per questo alla fine siamo quelli che vinceranno.
| inviato da
marioadinolfi il 16/4/2008 alle 19:18 | |