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Sì, ma chi paga le tessere della Margherita?

Oggi il mio amico coordinatore romano della Margherita, il blogger-deputato Roberto Giachetti, scrive in prima pagina su Europa una lunghissima replica alla questione del tesseramento falso. Gioca ancora in difesa Roberto: continua a parlare di "errori" e ad attaccare "chi utilizza questi episodi per gettare discredito sul partito".

Roberto è persona seria e onesta, dunque deve abbandonare immediatamente questa tattica del catenaccio e dirci la verità.

Il nodo della questione non è negli errori materiali, il nodo della questione non è la privacy dei cittadini e gli elenchi presi chissà dove, il nodo della questione non è neanche nei numeri folli che vedono la Margherita di Roma avere undici volte gli iscritti dei Ds mentre i voti raccolti alle elezioni crollano, il nodo è a monte: chi paga queste decine di migliaia di tessere? Le pagano i singoli iscritti? Roberto lo dichiarerebbe tranquillamente? O, se le pagano soggetti terzi, cos'hanno in cambio? Perché questi soggetti spenderebbero centinaia di migliaia di euro per portare a questi livelli folli il numero degli iscritti?

L'interrogativo secco è: chi paga e perché? 

(in questa condizione Rutelli non può convocare i congressi, è inutile riunire gli organi di garanzia del tesseramento e far proclamare che va tutto bene, madama la Marchesa: Rutelli faccia il leader ed agisca con i necessari commissariamenti)

Pubblicato il 17/10/2006 alle 9.43 nella rubrica Diario.

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