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La mappa dei blogger per il Pd - 3

Abbiamo raccontato nelle due puntate precedenti il mare magnum della blogosfera italiana interessata alla nascita del Pd, quello in cui si agita un magma piuttosto denso: dall'esperienza strutturata di Generazione U a quella più personalizzata di Ivan Scalfarotto, dalla tribù variegata di Pennarossa alla piattaforma del Cannocchiale, fino ad arrivare agli aggregatori Kilombo e Margo. Chiudiamo oggi la nostra mappatura dando un'occhiata all'agitarsi nel web e nei blog dei soggetti protagonisti del lungo fine settimana congressuale che sta dando il via al processo di formazione del Partito democratico. Insomma, ministri e leader ed esponenti di spicco della "società politica" che hanno deciso di farsi un bagno rigeneratore nelle acque (spesso però agitate) di internet.

Uno dei primissimi ad avviare la sua esperienza nella blogosfera è stato Paolo Gentiloni (www.paologentiloni.it), che ha avuto il merito di farlo in una fase non di immediata battaglia politica o di campagna elettorale. Da quasi due anni solca il mare della rete con una qualche timidezza: da quando è ministro gli aggiornamenti si sono fatti piuttosto rarefatti, ma ci sono. Questa la sua riflessione preparatoria alle giornate congressuali, pubblicata sul blog: "Molte critiche alla qualità del dibattito congressuale dei partiti sono giustificate. E altrettanto comprensibile è l'invito a non ridurre la nascita del partito nuovo e un cocktail Margherita-Ds. Ma critiche ed auspici devono migliorare la qualità del dibattito e aprire il percorso a forze reali della società, invece di limitarsi ad allungare un'ombra di scetticismo su passaggi e decisioni che vanno prese molto sul serio. Nei giorni scorsi si è giunti perfino ad addebitare al partito democtatico le responsabilità di un certo calo di consensi nei sondaggi che invece dipende da difficoltà della nostra azione di Governo (visto che il calo è identico se si misura il Partito democatico o Ds e Margherita separati). Io sono convinto più che mai della importanza della scelta partito democratico, anche perchè misuro ogni giorno l'insostenibile leggerezza della nostra politica frammenata e l'assoluta necessità di dar vita a una forza capace di essere il perno della coalizione. E sono anche moderatamente ottimista. Quando il processo così a lungo annunciato lascerà il mondo degli scenari e dei convegni ed entrerà nella concreta realtà politica, quella che oggi appare una prova di nuoto sincronizzato diventerà una bella partita. Tra due settimane". Attenderemo fiduciosi.

Altri ministri hanno il loro blog, da Linda Lanzillotta (www.lindalanzillotta.it) ad Antonio Di Pietro (www.antoniodipietro.it), che dei ministri blogger è la vera star per via dei Consigli dei ministri raccontati via filmato su YouTube, avendo addirittura fondato una sezione dell'Italia dei Valori su
Second Life (non senza polemiche, per la verità). Il ministro Di Pietro ha manifestato peraltro, proprio in un'iniziativa organizzata insieme a noi blogger di Generazione U, l'intenzione di spendersi da lunedì per la costruzione del Partito democratico da un ambito "terzo" rispetto a quello di Ds e Margherita. Un'energia in più da giocare sul tavolo della costituente del Pd, affiancata a quella di Willer Bordon, anch'egli appena sbarcato nella blogosfera, primo parlamentare italiano ad aver aperto una propria pagina su My Space.

Sul fronte dei leader vanno segnalate anche le esperienze web molto ricche di Dario Franceschini (www.dariofranceschini.it) e Antonio Bassolino (www.antoniobassolino.it) che ha in assoluto il blog più commentato tra quelli dei politici interessati al percorso del Partito democratico. Ma il presidente dei deputati dell'Ulivo e il governatore della Campania sono la punta di un iceberg, rappresentato da una miriade di blog di parlamentari, sottosegretari, amministratori locali che hanno deciso di utilizzare stabilmente la rete per comunicare con i cittadini. Cosa manca, allora? Perché da questa rubrica e dalla dimensione di impegno di Generazione spesso arriva da chi scrive un atteggiamento che viene definito "contundente" rispetto al processo di formazione del Partito democratico? Manca l'apprendimento della lezione. La rete, i blog, non sono un semplice mezzo di comunicazione: sono un messaggio, un messagggio politico, un modello politico. Sono un mezzo che contiene un messaggio e persino un modello organizzativo. Se oggi in Italia undici milioni di persone scrivono e leggono i blog (dati dell'ultima ricerca Nielsen/Netratings) è perché trovano in questo mezzo d'espressione un protagonismo che la politica rifiuta loro: trovano una struttura del linguaggio e del confronto effettivamente orizzontale, effettivamente democratica, senza piedistalli e primogeniture. In rete un ministro e il diciottenne di Generazione U che con il suo blog coordina un pezzo di territorio sono veramente uguali, nelle condizioni di partenza, per costruire il loro confronto con la cittadinanza. Ecco, la richiesta è solo questa: apritevi pure i blog, cari politici, ma poi apprendetene la lezione. E la lezione è che, in un partito democratico, niente piramidi. Perché la rete è lì a raccontarvi che la piramide, ormai, è rovesciata.

(3. fine)

Pubblicato il 20/4/2007 alle 22.0 nella rubrica MONDO BLOG.

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