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Domani è Tardi, ultimo atto

Oggi alle 23 va in onda in diretta la mia ultima puntata di Domani è Tardi. Quando Renato Sorace e Marco Moretti nel maggio scorso m'hanno proposto la conduzione di queste due ore quotidiane notturne pensavo di fare una quarantina di puntate, ne ho fatte quasi duecento. Ora sono stremato, perché è ovvio che fare tutte le sere l'una di notte, il che vuol dire andare a dormire alle due e cancellare peraltro la vita sociale, comporta delle controindicazioni.

Così, oggi, giù il sipario.

In quasi quattrocento ore di radio sono passati milleduecento ospiti, abbiamo mandato circa duemila brani musicali, abbiamo ricevuto oltre cinquemila telefonate di radioascoltatori. Alcuni sono diventati "icone". Penso a Dino, ottantaquattro anni, che ci telefona da un paesino piemontese: è cieco, gli manca una gamba, ha solo la quinta elementare ma ci regala ragionamenti e ricordi sempre splendidi, preziosi; a Sara, timida giovincella di Latina; a Paolo, pittore napoletano; a Giulia, romanaccia ultrasettantenne che non ha rinunciato e telefonarci neanche da una corsia d'ospedale, con la voce devastata a causa di problemi cardiaci; a Antonio, che mi manda solo sms, ma per primo, ad ogni puntata; a Francesca da Roma, che ha trovato il coraggio di chiamare solo nella puntata in cui si parlava di sesso, ma spesso mandava messaggi tramite il blog e il cellulare.

Abbiamo avuto il picco delle telefonate durante Calciopoli e quando abbiamo discusso con severità del degrado di Napoli, ma abbiamo affrontato davvero tanti temi. E ci siamo anche parecchio divertiti.

Qualche puntata resta inevitabilmente nella memoria della rete: per esempio quella in cui ho portato lei in studio e s'è ritrovata a chiacchierare di tette con Miss Auditel, quasi una co-conduttrice dall'identità misteriosa che sveleremo stasera (in quella puntata storica c'era anche la nostra Claudia-Effettodisenso, che con Miss Auditel se le dava di santa ragione). E poi la sera del 4 luglio, quando i tempi supplementari di Germania-Italia mi hanno visto radiocronista in diretta, per una delle più belle gioie collettive della nostra intera esistenza.

E' stato bellissimo. Molto faticoso, ma bellissimo. E oggi, si finisce: avremo in trasmissione tutti coloro che hanno reso possibile questa originale cavalcata. Da Alessia Rabacchi a Francesca Minonne, da Alessandro Sfasciotti a Giovanna Giampà. Poi devo dire grazie a Cristiano, Antonio, Roberto, Daniel, Matteo, Ciro e a tutti i registi che si sono alternati alla console.

Un progetto televisivo molto importante mi rapisce per i prossimi mesi e dovrò rinunciare alla radio fino a fine anno. Nel 2008, se ne riparla, forse. Ma stasera, per l'ultima volta, divertiamoci insieme: intervenite in diretta in trasmissione telefonando al numero verde 800.867090, mandate sms al 388.0097700 o utilizzate questo blog per comunicare con noi, ascoltando il programma qui e qui o sulle trentotto radio fm collegate.

So già che questa fatica notturna quotidiana, dopo la prima sensazione liberatoria, mi mancherà moltissimo.

Pubblicato il 30/4/2007 alle 14.59 nella rubrica GOSSIP E FATTI MIEI.

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