Blog: http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it

Andrea Rivera, il giullare di Dio

Andrea Rivera, il giullare di Dio, si intitola così questo primo ritratto dei trentenni italiani più noti, realizzato dalla Cellphone Production. Difendere la libertà di Rivera di dire quello che crede, anche se non lo si condivide, è diventato sinonimo di difendere la libertà d'espressione in un paese che la tollera sempre meno e che pare aver dimenticato l'articolo 21 della Costituzione.

Anche qui, però, ho detto ad Andrea che le critiche che devono spaventarlo non sono quelle (oggettivamente fuori tono) dell'Osservatore Romano, che fa tutto sommato il suo mestiere. Deve spaventarlo il coro unanime dei sindacati che gli hanno dato dell'ubriaco, del direttore di Raitre che l'ha delegittimato, di Serena Dandini che non gli ha fatto manco una dichiarazione di sostegno.

Il problema, ancora una volta, è la sinistra che non c'è. E ne sento la mancanza io, che di sinistra non sono, anche se sono sempre stato convinto che il popolarismo a cui mi richiamo (anche nella declinazione direttista che propagandiamo da qui) fosse un pezzo del segmento progressista di questo paese.

Il disastro alle amministrative siciliane, con la triste fine pure dell'orlandismo, forse si può spiegare anche con questa assenza

Dunque viva Andrea Rivera, anche nelle cose che dice che non condivido.

E poi, è l'unica vera reincarnazione der Monnezza, Tomas Milian, come prova questo ritratto (sempre sia resa lode al mio nuovissimo cellulare Nokia N95, che mi permette di inondarvi di filmati ogni giorno, notare la clamorosa qualità audiovideo ed è pure compresso).

Pubblicato il 14/5/2007 alle 16.33 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web