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Quarantaquattro gatti e un topo

C'è chi dichiara esplicitamente che l'ondata di antipolitica (e pare che stiano arrivando trascrizioni di telefonate da terremoto) raccontata dai giornali sia solo un avviso di sfratto di alcuni poteri nei confronti del povero Romano Prodi, che oggi mette su il sorriso di circostanza e ci presenta con il solito trionfalismo fuori luogo l'elenco dei primi quarantaquattro oligarchi del Partito democratico, che per il 95% sono i soliti nomi, più qualche foglia di fico e più il nostro Professore che pare un topo in trappola.

Niente, non si schioda, non capiscono. Doveva essere un comitato dei trenta e manco su questo sono riusciti ad evitare il lievitare delle poltrone, come il governo dei 107. Ovviamente, degli under 40 manco l'ombra: venticinque milioni di cittadini italiani senza uno straccio di rappresentante.

Più vado avanti, più mi convinco che lo scontro con questi deve essere frontale. Nel recinto del partito democratico, però, infilando il piede in questo spiraglio che si è aperto. Sperando di non sbagliarmi, sperando di non essere un illuso, sperando che non sia l'imbroglio (Generazione U ha dimostrato come imbrogliano) ma la partecipazione vera ad essere fondativa di questa nuova esperienza. Ma, attenti: hanno già immaginato come imbrogliare. Vigiliamo da subito, dalla formazione delle regole per il voto per l'assemblea costituente. In quelle pieghe può esserci la truffa, come è accaduto ai congressi della Margherita.

Ci vediamo il 14 ottobre, ora ragioniamo insieme sul come essere presenti in questa sfida.

Pubblicato il 23/5/2007 alle 11.42 nella rubrica POLITICA ED ECONOMIA.

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