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Fate come foste a casa vostra

Con oggi chiudiamo il quarto anno di vita di questo blog, quasi millecinquecento giorni in cui ce le siamo dette tutte, tirando il sasso e tenendo in vista la mano. Domani festeggeremo il blogcompleanno e vi darò conto di alcune statistiche analitiche, che dimostrano come questo luogo valga ormai (in termini di lettori giornalieri) molto di più di alcuni decantati quotidiani "di nicchia". Nel 2005, quando tentammo l'esperimento di Media Quotidiano cartaceo, ci accorgemmo subito che abbandonare il web per tentare di farci leggere in edicola rappresentava un percorso strategicamente sbagliato. Qui siamo migliaia, molte migliaia, siamo attraversati da una popolazione fedele che ha trasformato tutto questo in una comunità perennemente affollata. Scrivere qui significa essere molto letti, peraltro da un segmento "pregiato" di pubblico e addetti ai lavori. Centrare questo risultato è stato possibile grazie al contributo di tutti e ora è necessario restituire qualcosa. Questo blog, dunque, diventa da oggi un blog plurifirme. L'esperimento Menichini mi ha convinto: per ogni eretico, per ogni voce fuori dal coro (e non necessariamente dallo stesso coro, anzi), qui c'è uno spazio per far ascoltare le proprie idee. Gli articoli si possono inviare a adinolfi@gmail.com, se capaci di innescare un dibattito e dilatare i percorsi delle nostre riflessioni, saranno pubblicati come post e non più come commento. Fate di questo posto casa vostra, la casa delle idee. Cominciamo oggi con Francesco Iacobini e con la sua riflessione sulla trasmissione di ieri di Michele Santoro.


SANTORO, FISICHELLA, LA CHIESA E LA GENTE STRANA
di Francesco Iacobini per www.marioadinolfi.it

Vabbè, insomma, la trasmissione poteva andare peggio. Credo che Santoro sia stato attento all'effetto boomerang, o almeno ci abbia provato. Rino Fisichella è stato molto in gamba, anche se certo - di fronte ai fatti raccontati - si può ritenere sempre che si sia fatto troppo poco. Speriamo che tutto questo serva anche agli uomini della Chiesa per stare attenti, perchè nessun seminario diventi "refugium peccatorum" di gente strana, nessuna parrocchia si trasformi in luogo di plagio (non solo sessuale) e perchè i misfatti di pochi non gettino discredito sulla dedizione e la virtù di tanti, tantissimi. Molto dipenderà anche dai fedeli laici, perchè contro il rischio dell'equivoco e del plagio funziona solo la vigilanza della ragione, e una ricerca di fede non "estatica", ma che assuma anche i rischi dell'incredulità, che metta in campo tutta l'intelligenza intellettuale cui nulla può essere dato a intendere con facilità e scorciatoie più o meno suggestive. La Chiesa è comunque un mistero più grande di tutte queste macchie, e noi dobbiamo viverla come tale, anche a prescindere da quanto crediamo. L'esperienza reale di eroi e di martiri (alcuni nostri compagni di strada per tanti anni), che hanno mostrato nella propria carne la credibilità della loro vocazione e la loro unione totale con la Croce, urta il nostro cuore e interpella la nostra mente molto più di tanta propaganda laicista e pure di tanta pessima teologia.

 
Bravo Don Rino.

Pubblicato il 1/6/2007 alle 17.39 nella rubrica MEDIA E SPETTACOLO.

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