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Kilombo? Meglio che chiuda (da Europa)

Appartiene ormai a molti mesi fa la polemica partita da questa rubrica con TocqueVille (www.tocque-ville.it), la “città dei liberi” che è ad oggi l’aggregatore di blog politici meglio riuscito. Aggrega prevalentemente blog di area della Casa della Libertà, proclamando l’ideologia del “fusionismo”, qui definito con-fusionismo: cioè su alcuni argomenti, in particolare quelli eticamente sensibili, su TocqueVille si sfogano sia i cattolici integralisti, che qualche rosapugnista che la pensa all’opposto. L’effetto dovrebbe essere quello del confronto, invece si innesca spesso uno scontro. All’origine della polemica di qualche mese fa c’era uno scontro del genere, che provocò espulsioni dall’aggregatore e una crisi dell’intero progetto di TocqueVille, crisi risolta con una saldatura al timone della “redazione” dell’aggregatore di un accordo tra i blogger fondatori, capitanati da Andrea Mancia, proveniente dai quadri della rivista di destra Ideazione.

Di fronte a quella crisi da questa rubrica manifestammo il dubbio sull’utilità degli aggregatori e anche sulla loro adeguatezza o meno al mezzo blog. Proprio in quelle settimane andava muovendo i primi passi un altro aggregatore, questa volta caratterizzato da appartenenze tutte di sinistra, che è poi cresciuto fino a somigliare in tutto e per tutto all’esperienza di TocqueVille. Il nome della “TocqueVille di sinistra” è Kilombo (www.kilombo.org). Ora anche su Kilombo è scoppiata la stessa crisi che abbiamo già raccontato a proposito di TocqueVille: contrasti insanabili, proposte di espulsione, “redattori” schierati l’un contro gli altri, fuoriuscite dolorose.

Una delle fondatrici d Kilombo, Tisbe (www.tisbe.splinder.com), ha sbattuto la porta scrivendo parole di fuoco: “Quando ho scelto di rendere pubblici i motivi che mi hanno allontanato da Kilombo, sapevo a cosa sarei andata incontro. E così sono piovuti accuse e insulti. Gli insulti di Valerio Pieroni, che ovviamente in molti negheranno, perché quando sono rivolti a me non sono insulti, se sono rivolti ad altri, sì. E le accuse. Mikecas mi ha dato della faziosa. Costa mi ha dato della meschina. Kamau e Supra mi hanno dato della falsa, anche se Supra ha tentato di giustificarmi psicoanalizzandomi. Io, mi sento di dire che ho la coscienza a posto. Ho denunciato Costa per un senso di dovere nei confronti dell'aggregatore, perché da quando lui è in redazione, Kilombo ha perso, ed è inutile negarlo, la sua linfa vitale. Molti validi kilombisti si sono allontanati dal forum perché non si può dialogare con chi vuole sempre avere ragione e pretende che il suo punto di vista sia vincente; con chi, a differenza di Karletto Marx, gode di una sostanziale impunità garantita da un gruppetto di padri fondatori e da una schiera di kilombisti. E' la democrazia, direte voi, anzi me lo ha fatto notare Claudia. Già, più che democrazia la chiamerei sindrome democristiana da potere acquisito (Sdpa)”.

Ora, voi non avete la minima idea di chi siano i blogger citati in questo sfogo di Tisbe e non importa neanche spiegarlo. Il testo però racconta bene il clima dello scontro. E dimostra l’assunto già dimostrato nel caso TocqueVille: per fare strutture verticali, con editore e redazione e linee da seguire, ci sono i giornali cartacei. Se si pretende di racchiudere la forma blog in una linea editoriale, per quanto genericamente di destra o di sinistra, la formula non può che naufragare. Il blog è orizzontalità, è quella la sua sola forza. Kilombo, è meglio che chiuda.

Pubblicato il 7/6/2007 alle 0.36 nella rubrica MONDO BLOG.

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