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Nasce la lista dei Mille, per il partito democratico



Questi sono quelli che hanno resistito fino alla foto ricordo, da consegnare alla storia. Dopo otto ore di estenuante riunione, oggi è nata ufficialmente la lista dei Mille. Sì, si chiamerà proprio così, iMille, come i garibaldini che hanno fatto l'Italia. Noi la ri-faremo, perché c'è davvero bisogno di rifarla, dalle fondamenta. Lo strumento che abbiamo adottato è la lista alle primarie del 14 ottobre per il partito democratico. Le modalità della nostra azione saranno totalmente innovative: apertura assoluta della lista ai contributi e alle candidature di tutti, mutuando i meccanismi di orizzontalità e confronto continui propri dei nostri blog, anche per la definizione degli orizzonti programmatici.

Dai prossimi giorni saranno disponibili un sito web, una struttura per il fund raising, un team di comunicazione e una struttura organizzativa. In particolare di quest'ultima ci faremo carico noi direttisti di Generazione U, setacciando il paese (a partire dalle nostre forze già presenti sul territorio) alla ricerca dei Mille che prenderanno parte a questa spedizione che aspira ad essere storica.

Se l'esistente non vi piace, se la classe dirigente annunciata del futuro Pd vi fa venire l'orticaria, ora non avete più scuse per rintanarvi semplicemente nelle lamentazioni: c'è uno strumento per una battaglia politica lunga poco più di cento giorni. Candidandovi e votando il 14 ottobre per iMille potete scegliere il rinnovamento dei volti, idee nuove (anche le vostre, portatele in rete) e modalità innovative di applicarle.

Il miracolo di mettere insieme tanti volti e tante storie diverse (da Ivan Scalfarotto a Carlo Fayer, da Francesco Grillo a Marco Simoni, da Antonio Sofi a Maria Grazia Mattei, da Francesco Costa a Giancarlo Bruno) c'è riuscito: siamo accomunati da aver già tentato di cambiare le cose, ora abbiamo deciso di farlo tutti insieme. E' una novità non da poco.

Con un obiettivo chiaro: vincere, per il bene dell'Italia, che non si merita di non poter neanche sperare. Che non si merita l'attuale ignobile classe dirigente, per la quale utilizziamo lo slogan di Bob Kennedy.

It's time for them to go.

Pubblicato il 16/6/2007 alle 23.59 nella rubrica POLITICA ED ECONOMIA.

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