Blog: http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it

Il giorno di Walter

Per i direttisti, in fondo, è motivo d'orgoglio. Quando Walter Veltroni si giocò tutto alle elezioni del 2001, al primo turno ottenne il 49,6%, Antonio Tajani che lo sfidava si fermò al 45%, ma il vento berlusconiano soffiava "a tutta callara", come si dice a Roma. Democrazia Diretta mi aveva candidato a sindaco, prendemmo cinquemila voti tra comune e municipi, Veltroni con intelligenza e umiltà si fece le scale a piedi della nostra sede di corso Vittorio Emanuele per chiederci quei voti. Ce li chiese anche Tajani, ma noi li demmo a lui, in virtù di un accordo che poi non mantenne, ma in fondo è acqua passata.

Resta l'orgoglio, dicevamo, di aver contribuito da direttisti alla sua scalata al Campidoglio. Si è dimostrato un buon sindaco, senza dubbio migliore di quello che avrebbe offerto la destra. E da lì Veltroni si è dimostrato degno di guidare il costituendo Partito democratico, il sogno della sua vita, mettendo peraltro (quasi) tutti d'accordo.

Sul piano personale conservo il dente avvelenato per l'accordo non mantenuto, ma non bisogna mai confondere i piani. Politicamente c'è una notizia: il centrosinistra ha finalmente un capo.

Da Nessuno Tv trasmetteremo in diretta la giornata di Walter a Torino. Un augurio anche al mio amico Dario Franceschini, che pedalerà sul tandem e sarà nella capitale piemontese.

Poi, dopo la festa, niente sconti. E' arrivato un capo, non è arrivato un messia e quello che noi vogliamo, stavolta, ce lo conquisteremo. Niente accordi: dopo, scendono in campo i Mille.

Pubblicato il 26/6/2007 alle 18.25 nella rubrica POLITICA ED ECONOMIA.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web