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Diario di un candidato alle primarie - Day 87

Ci sono dei motivi specifici per votare Generazione U alle elezioni primarie del 14 ottobre 2007: motivi programmatici, motivi suggeriti dalla necessità di una presa di coscienza generazionale, motivi legati forse alla personalità particolare del candidato segretario, che qui avete imparato a conoscere con i suoi entusiasmi e i suoi limiti. Certo, l'elemento centrale che resta impresso della nostra mobilitazione è quella U: il simbolo dell'inversione di marcia rispetto a un andazzo che non è accettabile, ma anche la U di Ulivo, di Unione europa, di U2 (in inglese you too, anche tu, invito sintetico ma efficace alla partecipazione). Alcuni sono rimasti affascinati dall'utilizzo dello strumento blog, attraverso il quale abbiamo costruito una modalità del tutto nuova di partecipare alla vita di un partito, seppure nascente. In realtà abbiamo talmente tanti candidati tra i venti e i trent'anni (e nessun ministro o uomo di qualsivoglia potere) che per noi era naturale servirci dell'unico utensile che sappiamo maneggiare con destrezza e a costo zero: internet.

Se scavate fino in fondo alla mobilitazione che il 18 luglio scorso è nata con un'assunzione di responsabilità personale ("Io, Mario Adinolfi, mi candido alla carica di segretario politico nazionale del Partito democratico") e tre mesi dopo è fotografabile come una splendida avventura di partecipazione collettiva ("Noi, giovani candidati della Generazione U vi chiediamo il voto sulla scheda azzurra per portare l'esperienza della rete all'interno dell'assemblea costituente nazionale del Partito democratico"), troverete qualcosa di più di tutto questo. Qualcosa di più rispetto al nostro programma pur preciso e concreto su welfare, lavoro precario, ricerca scientifica, innovazione, diritti, politiche abitative, rappresentanza degli under 40, generazione che subisce un genocidio politico. Scavando, troverete altro.

Troverete un'idea nuova della democrazia. Si chiama democrazia diretta ed è, a nostro avviso, la forma della democrazia del ventunesimo secolo, da contrapporre al leaderismo pericoloso e in fondo, sempre, totalitario. La democrazia diretta è l'antidoto a una malattia delle società occidentali: la tentazione di fare a meno della democrazia.

La democrazia diretta nei suoi strumenti classici (primarie, referendum, leggi di iniziativa popolare) è il nostro orizzonte. Per questo il voto al mio nome e alle liste di Generazione U, alla fine, è un voto dato a voi stessi. Per questo è un voto che domenica 14 ottobre proprio non può mancare.



ci si vede alle 10.30 all'hotel Nazionale di piazza Montecitorio 131

Pubblicato il 13/10/2007 alle 0.23 nella rubrica Diario.

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