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Una buona riforma che non si farà

Da sette anni aspettavo questo momento: lo sdoganamento del proporzionale da parte di tutti quelli che ci spiegavano che solo il maggioritario avrebbe salvato l'Italia, senza capire le cose che ci sono sempre dietro alle parole. Il maggioritario ha prodotto il disastro attuale, mentre il bene da salvaguardare è il bipolarismo, di cui il maggioritario all'italiana era il peggior nemico.

Sette anni fa dopo un lavoro durato mesi e la redazione di un progetto di legge che raccolse centinaia di firme di parlamentari, misi attorno a un tavolo quasi tutti, da Berlusconi a Bossi a Bertinotti e ero a un passo dal raggiungere l'obiettivo del modello tedesco (qui la cronaca di Repubblica di allora) ma il mio sforzo non fu sdoganato dalla sinistra che conta e così perdemmo tanto tempo e arrivammo alla legge elettorale peggiore della storia, che ha il premio di maggioranza come la legge Acerbo, in un'ansia maggioritaria che da ieri finalmente anche dalle parti di via Solferino e dell'ingegner De Benedetti hanno capito essere fatale.

Ora Veltroni ci fa la grazia, propone un modello tedesco "tagliato" con quello spagnolo (ottima scelta, l'ho detto in campagna per le primarie che la soluzione era lì), dunque abbiamo sul tavolo una buona riforma e un referendum depotenziato, il cui quesito decisivo verrà stoppato dalla Corte costituzionale.

Il dramma italiano è che la riforma è buona ma non si farà e allora preparate i sacchi di sabbia per le finestre.

(sulla morte di Gabriele e sul calcio che muore con lui ho scritto qualcosa sul mio blog su la7...io sto con gli ultras)

Pubblicato il 11/11/2007 alle 14.59 nella rubrica POLITICA ED ECONOMIA.

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