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Due luoghi per (con)vincere: rete e tv pop

Due settimane fa ci siamo dilettati a indicare quattro possibili mosse per vincere le elezioni e mi fa piacere notare che il programma secco che partisse dai salari oltre che la coalizione snella e coesa sono punti presenti nella strategia veltroniana delineata nel discorso all'Italia di domenica (con questo dettaglio dei radicali, che io vorrei dentro e Walter vuole fuori, ma è un dettaglio, mica la questione universale che ci vogliono far credere Massimo Bordin e Adriano Sofri).

Ora, si pone la questione dei luoghi. Gli spin doctor di Veltroni sono convinti di questa strategia da bella cartolina-inquadratura inaugurata a Spello. Il cielo vero contro il cielo finto. la platea silenziosa di giovani, il borgo del buen retiro degregoriano e molti altri ingredienti che fanno tanto roma-bene-desinistra-cinquantenne. Ecco, io sono convinto come gli spin doctor che la questione dei luogi sia importante, ma a differenza loro eviterei l'aria pulita e l'ansia mulinobianchesca, che non ci portano un voto. Preferirei vedere la campagna elettorale del "Si può fare" concentrata in luoghi decisivi, dove si annida l'attenzione delle due fasce di votanti che possono portarci davvero a vincere il 14 aprile: giovani e donne.

La maggior parte dei giovani "veri" e delle donne "vere" hanno in comune una cosa: sono poco appassionati di politica. Non guardano i telegiornali e dunque non se ne fanno nulla della bella inquadratura umbra, non passano un minuto né su Porta a Porta né su Ballarò, per loro Otto e Mezzo è solo l'ora di cena. Come comunicare con loro, cioè con il segmento di elettorato mobile che può consegnarci il governo del Paese? Ma, soprattutto, dove farlo?

I luoghi sono due: internet per i giovani, la tv pop per le donne. Vanno dunque immaginate due campagne ad hoc: una sulla rete, che tenga presente la necessità di chi la frequenta di essere protagonista e non spettatore, generatori di contenuti e non ragazzo pon pon. Il nuovo sito del Pd, in questo senso, è concepito come strumento di propaganda e non di coinvolgimento. Forse con l'avvio dei forum tematici si farà un passo avanti, ma bisognerà saperli utilizzare senza timori.

La tv pop è terreno più delicato, per via delle rigide normative della par condicio, ma bisogna far irrompere la politica nei contenitori più seguiti del mattino e del pomeriggio: Aldo Grasso ha giustamente citato Unomattina e Domenica In come luoghi cruciali della partita, io ci inserirei anche la Vita in Diretta e l'Italia sul Due. In particolare il programma di Michele Cucuzza è seguito quotidianamente da una platea sterminata di milioni di signore curiose, a cui sarà bene spiegare che la vita è anche la politica o, meglio, che la politica può migliorarla. Se cambia davvero.

Pubblicato il 11/2/2008 alle 9.58 nella rubrica MEDIA E SPETTACOLO.

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